27 marzo 2012

Blateramenti (inutili) su una giornata di primavera a Torino

Non so bene il senso di questo post, ma a volte meno si pensa, meglio si fa.
Sarà che per essere una vera bIUty/fasCion-blogger (ironia) bisogna far intravedere un po' quello che si è o quello che si pensa... Insomma, dare qualche spiraglio della propria persona. In certi casi quello che si trova è il vuoto completo, me ne rendo conto. Altre volte ci si innamora di chi scrive.
E così mi è venuta voglia di scrivere (oltre che a farmi foto in faccia, perchè l'ego è forevva) per vedere se posso anche io far innamorare qualcuno di me.

Oggi è stata una giornata strana. Oserei quasi dire felice. Anzi no, è stata prorio felice. Ed è un evento così raro per una persona tendenzialmente apatica-depressiva come me (una di quelle che riesce ad essere felice per 20 secondi poi si stufa e prentede di più) che l'occasione merita di essere scolpita a caratteri nitidi per i posteri (o per un futuro deprimente: sì, si può essere felici nella vita).
Ed è partita male, con una non-sveglia alle 8:45, tre quarti d'ora prima del pullman che mi doveva portare nella City. Io che maledico il cervellone (leggi: lo smartphone) perchè non è possibile che io imposti una sveglia e lui decida di ignorarla. In seguito capirò che lui è smart ma io no. E che dare per scontato di sapere come usare qualcosa, non vuol dire saperla usare. Sì, ora vado a leggere il libretto d'istruzioni con la coda tra le gambe.
E così ho corso come una matta, con la gatta che mi guardava con il suo solito sguardo di finta pietà, povera umana... che cazzo corri? Dammi del cibo piuttosto.
La fretta mi ha fatto fare quello che non dovevo fare: ho usato il fondo MAC anche per uscire di casa. Insomma, per quello che una bUIti blogger più figa di me definirebbe un "uso quotidiano". Panico. Terra che trema. Ci sono alcune cose che non bisognerebbe fare nella vita, perchè poi diventano un chiodo fisso, una tentazione. Come provare un paio di scarpe costose ma bellissime. Se poi scopri che ti stanno bene, con che cuore le lasci nel negozio?
E dopo che vedi che pelle ti regala quel concentrato di siliconi, come stai bene tutto il giorno senza sudare nonostante i 25 meravigliosi gradi torinesi, con che cuore lo abbandoni? Eppure, con che cuori compri 35 euro di fondotinta, tu, donna priva di stipendio? Sono domande che il mio cervello si rifiuta di elaborare perchè ne teme la risposta.
Vabbè, sto divagando. 

La giornata è iniziata in modo strano. Sveglie che non svegliano, fondotinta che fanno miracoli e gatti che osservano.
E poi - dopo un lungo viaggio fatto in compagnia - finalmente le buone notizie. La tesi che sembrava non procedere (per pigrizia mia) sta procedendo molto più di quanto pensassi. Anzi, lei è già talmente avanti che ora sono io che devo correre per recuperarla. E così - invece della lavata di capo che immaginavo (Ma come, solo il Dixon?) - sono venute fuori un sacco di spunti, di frasi, di idee. E una seconda busta piena di ghirigori scritti a mano, che sono già una specie di leggenda tra i miei amici. La prima è tutta rotta, con degli orrendi francobolli del Kurdistan (ma qualcuno glielo vuole dire che non esiste?), piena di timbri sbiaditi. I ghirigori sono tutti in matita, di quelle con la punta ormai smussata, e senza un senso logico c'è tutta la scaletta della mia tesi. La seconda busta è bianca, linda, con solo un indirizzo scritto con caratteri stampati. Questa volta i segni sono rossi, con il tratto ben definito tipico delle biro con una punta fine. Stavolta c'è tutta la Split Ergativity (sì, andate a cercare su google cosa è, dopo sarete persone diverse, forse migliori) possibile nel Neo Aramaico... ed è tanta. E' anche troppa.
Così non va. Bisogna assolutamente mettersi sotto. Mollare 'sto Arabo (ma perchè dopo anni di Giapponese mi sono fatta convincere a provare una seconda lingua orientale? Ma perchè?) e mettermi sotto con questa tesi. 

Devo comprare il quaderno della tesi.

Per chi non sa cosa è il "quaderno della tesi" (sciagura a voi), parlo banalmente di un quaderno comprato con cura e amore, particolarmente bello e pagato esageramente che diventa IL quaderno. Quello in cui si annota tutto, in cui si scrive ogni cazzata che ci passa per la mente e che può essere utile. In cui appuntare ciò che si legge. Insomma, the mind behind the work. Che io non ce l'abbia ancora - nonostante la tesi sia già così lontana e continui a correre felice - è una specie di delitto.

E poi l'altra notizia. Esiste da qualche parte nella rete un articolo in cui compare il mio nome tra gli autori.
Ebbene sì.
Ebbene sì, è tanta robba (con due b). Per un accademico, a 24 anni, è come ricevere un Nobel. 
Non sono una che si commuove facilmente (mica scherzavo quando dicevo apatica, eh), però un po' di occhioni lucidi quando ho visto il mio nome + titolo di Dott.ssa su uno schermo... Ci stava, dai.

E' stata una mattina strana in quell'ufficio. A ridere - tanto - su gente che decide di candidarsi a sindaco nonostante avesse detto che "come ve lo devo dire che non mi candido? in aramaico?" e che per questo dovrà dire di essere un bugiardo in Aramaico... perchè il Karma esiste, e chi non ci crede è un beota.

Quando sono corsa via per pranzare in centro, avevo Kiss me nelle orecchie. Non c'è un particolare motivo, semplicemente è capitata. Mentre aspettavo in stazione, camminando tra la gente che correva, ho ripensato alla mia laurea.
In questi ultimi tempi l'idea mi terrorizzava. Pensare che tutto sarebbe finito, che l'incertezza più becera si sarebbe aperta di fronte a me stile baratro... E quella sensazione che sembra non abbandonarmi da qualche mese che ripete all'infinito "non c'è più tempo, è troppo tardi, non c'è più tempo", aveva reso quell'immagine dolorosa all'inverosimile. E quando qualcosa diventa così doloroso, io non voglio pensarci. Mi metto lì e e mi sforzo di cacciarlo via, indietro. Perchè sì, sono apatica ma solo alla felicità. Il dolore si fa sentire, sempre.
Eppure oggi pensare alla laurea mi ha reso felice. Mi sono fatta un sacco di progetti mentali - alcuni assolutamente finti e farlocchi - altri più realizzabili.

Prima di tutto il vestito.
Stile vintage, altrimenti non sono io.
Con del rosso, altrimenti non sono io.
Da esibizionista quanto basta, altrimenti non sono io.

Grazie a lei, ora so che lo voglio bianco. Con una fascia rossa sarebbe meglio.
Sto svuotando Modcloth in cerca di idee. Ed è tutto così etereo e idealistico, che cerco abiti smanicatissimi nonostante è probabile quanto raggiungere l'illuminazione domani che io mi laurei in un mese caldo. Life is hard.
Mi piacerebbe qualcosa come questo ma completamente bianco con la fascia in vita rossa.

Ho pranzato in un fuori. In un dehor. Questo sì che fa primavera. Questo sì che urla "25 gradi" nonostante sia Torino. In maniche corte, of course. E scollacciata, perchè altrimenti non sono io.
E per la seconda volta ho avuto un incontro del terzo tipo con un croissant ripieno di miele. Se non lo avete mai provato, fatelo almeno una volta. E' qualcosa di mistico. Non è bello, non è brutto. E' solo mistico. Il tipo di esperienza che ti lascia con un "non capisco se mi piace o se mi fa schifo... se voglio rifarlo o voglio buttarlo". Fatelo.
Al bancone del bar si è disquisito su quale fosse la differenza tra un caffè macchiato e un cappuccino. La dimensione della tazza e la quantità di latte, mi dissero. Anche la tipa del bar ha trovato la conversazione interessante e ha apprezzato.

Sono tornata a lezione con Kiss me nelle orecchie, ancora a fantasticare. Perchè fantasticare è la cosa che mi riesce meglio nella vita. Ed ero felice.

Ora guardo la mia gatta che infila una zampa in una tazza per capire cosa ci sia nel fondo e sono felice. E anche vagamente inquieta per tutta l'acqua che sta tirando fuori. Ma sono felice. E sta durando.
Domani non sarò felice. Perchè va così, perchè la felicità per esser tale non può durare per sempre. Però adesso lo sono.
E lo sono come voglio esserlo: per me stessa.

Domani non sarò felice. Ma l'idea che oggi lo sono stata - dopo tanto tanto tanto tempo - renderà l'apatia un po' meno amara.

E se voi siete arrivati fin qui a leggere, sappiate che il karma vi ricompenserà. Il karma ricompensa sempre, con i suoi tempi.

4 commenti :

  1. si', il karma mi ricompensera' quando saro' nella tomba, quelli sono i suoi tempi U_U

    che ci ha trovato nella tazza la pelosa? XD

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  2. Bel post! Mi piace ogni tanto leggere questi post/diario, non so ci rendono più umane e meno makeup blogger incallite (penso di star vaneggiando, anche perche non ho ancora mai pubblicato nulla cosi XD)
    Vedremo se il karma mi ricompenserà all'esame di domani ;)

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  3. E' molto bello questo post, davvero. Grazie per averci raccontato la tua giornata di felicità.

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  4. Bellissimo e po' delirante, ma molto familiare!
    Complimenti per i traguardi raggiunti, per la felice giornata, per la prossima laurea e per il karma!!

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