30 agosto 2012

Palette Brights Ultra Mattes - Sleek, part III: the girly look

Eccoci all'ultimo appuntamento con questa serie di look tutti basati sulla bellissima palette della Sleek composta unicamente da ombretti opachi, la Ultra matte brights.
Se vi siete persi i due look precedenti, li potete recuperare qui e qui.

L'idea era usare tutti gli ombretti presenti per provarli e darvi un parere nel caso di prestazioni incredibili o discutibili. Dopo i precedenti esperimenti, entrambi parecchi colorati, i non-usati erano rimasti in pochi: un magenta, un rosa chiaro e il grigio. Ho quindi pensato di optare per un look monocromatico, molto diverso dai precedenti.
Riguardo alle prestazioni degli ombretti, l'unico la cui scrivenza mi ha lasciata un po' delusa è proprio quest'ultimo. Rispetto ai suoi fratelli più accesi, è meno pigmentato e anche il tipo di grigio non mi fa impazzire e trovo sia difficile che doni. E' troppo chiaro per creare smokey e troppo scuro per essere usato per uniformare la palpebra. Usato da solo, trovo spenga tantissimo lo sguardo. 
A posteriori, dopo averla usata tutta, penso che se avessi potuto avere voce in capitolo nella scelta dei toni, avrei cassato il grigio e al suo posto avrei messo il nero (sì, sempre lui) o un grigio antracite scuro. Questo perchè nella palette mancano completamente toni per "scurire" (non è un difetto in sè, dato che gli scuri sono tutti nella palette v2): sarebbe stato più utile di questo grigino un po' insipido che fa tanto smog.
Nulla da dire sul magenta o sul rosa chiaro: come tutti gli altri colori della palette sono pigmentati e meravigliosi. Lavorarci è bellissimo.




Questo è forse il look più semplice. Ho applicato Pucker (il magenta) su tutta la palpebra mobile, usando Floss (il rosa chiaro) per rendere più chiara e illuminata l'angolo interno dell'occhio. Crete (il grigio) è utilizzato per sfumare bene i bordi (come vedete non ci sono linee nette).
Ho quindi applicato una bella linea di eyeliner nero in penna per un meraviglioso effetto vinile 50s, mentre sotto l'occhio ho usato la mia fida matita Pioggia della Neve per far sembrare più definito lo sguardo. Ovviamente mascara a fiumi.
Sulle guance ho usato un mix di Pucker e Floss: sono adorabili anche usati in questo modo, ma già lo sospettavo XD
Sulle labbra - per lasciare il look girly e bon ton - ho applicato il fido Modesty che non toccavo più da una vita (questa è stata l'estate dei rossetti colorati di sicuro).
Per completare l'effetto ho indossato un bel cerchietto a fiocco con pois e un colore che richiamasse quello degli occhi.
Che ne dite?
Forse tra i tre look questo è il mio preferito in assoluto.

Lista dei prodotti usati:
Urban decay Primer potion in Eden
Palette Brights Ultra Mattes - Sleek (anche sulle guance)
Matita Pioggia Neve cosmetics
Eyeliner in penna Essence Sun club
Mascara I love Extreme Essence
Correttore Kiko Full coverage n°2
Fondotinta Aleguaras in Medium neutral
Cipria Nude Neve cosmetics
Rossetto Modesty MAC

28 agosto 2012

Tag Time: Most Worn Summer Things

Ho visto questo adorabile tag nel blog di Vanilla Bourbon e di Chiara di La Vie en Cosmetiques (e pare che arrivi dalle nostre colleghe inglesi) e non ho resistito. Apprezzo molto questo genere di video/post/tag, e li seguo sempre con piacere. Mi danno spunti e idee.

Cominciamo!


Smalto: Senza dubbio il bellissimo Sping Street della Nyc, il cui colore tanto mi ricorda il mio amato Lady Danger di MAC. Lo trovo incredibilmente estivo e resistente. A Parigi è durato più o meno degnamente per tutta la vacanza.

Profumo: La petite robe noir di Guerlain, regalo dei miei amici per il mio compleanno. E' una fragranza estiva, da giorno... molto allegra. Adoro la sua nota di ciliegia perchè lo rende tanto sbarazzino, e quindi perfetto per la stagione.


Prodotto per capelli: qui faccio fatica. Ho sperimentato tante cose e cambiato diversi prodotti. Forse la cosa che ho usato con maggiore costanza (anche se sempre e comunque bassina) è stato il burro di Karitè puro di Aromazone da usare dopo il lavaggio per le punte. Mi piace l'effetto che dà al capello e non mi sembra ungerlo o appesantirlo.


Borsa: senza dubbio la mia amata borsa marrone, fedele compagna delle mie scorribande parigine. E' comoda, ha un colore che si adatta bene al mio vestiario estivo e adoro le tracolle...


Scarpe: non c'è nemmeno bisogno di dirlo, i miei amatissimi sandali rossi della Pastelle. Li amo: sono comodissimi, belli e si adattano praticamente a qualsiasi outfit uno scelga (che siano shorts o che sia un vestitino). Il loro colore è qualcosa di meraviglioso, il vero rosso 50s, a metà tra il rosso e l'arancio.


Accessorio: orecchini vari. Non riesco a sceglierne un paio in particolare perchè di solito li cambio tutti i giorni, ma posso fare una selezione dei più usati. Questi due sono quelli che scelgo più facilmente: il primo mi è stato regalato dalla gentilissima sorella di A colourful mess, mentre i secondi li ho presi all'Oviesse.

Capo d'abbigliamento: sicuramente la mini di jeans presa da Pimkie questo inverno. Pensavo di usarla spesso con le calze quando faceva freddo e invece mi sono ritrovata a usarla tanto adesso con il caldo. La trovo molto eclettica: si può rendere più sbarazzina o più femminile o più sportiva semplicemente con un abbinamento giusto.


Fondotinta: non pervenuto. Sostituito completamente dalla meravigliosa cipria Mineralize skin finish di MAC, che mi garantiva quel minimo di coprenza senza andare ad appesantirmi.

Blush/bronzer: il blush Pink Kiss di una vecchissima edizione limitata di Kiko. Oltre all'amore in sè per il colore, mi piace molto anche perchè si adatta bene a diversi rossetti.


Prodotto labbra: difficile, davvero difficile. Se dico "rossetti MAC" in modo generico è come se stessi barando, vero? E allora mi butto e dico Girl about town di MAC.

Mascara: qui vinco facile. L' I love extreme di Essence è il miglior mascara mai provato.

Ombretto: non pervenuto. In compenso ettolitri di eyeliner nero effetto vinile come se piovesse. 

A differenza delle mie colleghe, ho deciso di taggare alcune persone specifiche, ma sentitevi libere di farlo in ogni caso (e se lo fate, ricordatevi di linkarmi il vostro tag qua sotto nei commenti!).
Ergo, taggo:

27 agosto 2012

Palette Brights Ultra Mattes - Sleek, part II: the crazy bright look

Questo look in realtà è pronto da venerdì, ma non ero ancora riuscita a trovare la determinazione di postarlo. Ci ho messo un po' a convincermi, perchè è molto forte e acceso, eppure trovo che rappresenti molto bene questa palette della Sleek, quindi alla fine ho deciso di postarlo senza troppe remore.
Non è un trucco facile da portare, e forse non vi consiglio nemmeno di farlo, però avere una palette del genere e non sperimentare qualcosa di simile sarebbe veramente uno spreco. Non consiglio nemmeno di abbinare gli occhi a delle labbra più soft, perchè quel verde si intona troppo bene a Lady Danger per metterci altro. Questo è un look pazzo e tale deve rimanere XD




Mi piace molto il contrasto tra la palpebra mobile superiore fredda e il resto del look molto caldo.
Per realizzarlo ho creato per prima cosa un semplice smokey verde usando Dragonfly e Cricket nella palpebra mobile superiore. La pigmentazione dei due verdi è qualcosa di assurdo: non ho mai visto ombretti matte così pigmentati e intensi. Brava Sleek! Come punto luce nell'angolo interno ho usato Baam!, il giallo, mentre per sfumare il controno superiore ho usato Chill, l'azzurro chiaro sfumato per bene. Sotto l'occhio ho applicato Strike che è stato usato - molto leggero perchè pure lui è strapigmentato - come blush sulle guance. Infine, sulle labbra, ovviamente Lady Danger di MAC.
Continuo a rimanere ammirata dalla qualità di questa palette. Meritano veramente la spesa: sono fantastiche. Non sono troppo farinose, scrivono tantissimo e le colorazioni sono davvero originali.

Intanto gli ombretti che non ho ancora usato sono diventati davvero pochi. Ne verrà fuori un look decisamente meno pazzo, forse persino un po' bon ton. Vedrem!

Lista dei prodotti usati:
Urban decay Primer potion in Eden
Palette Brights Ultra Mattes - Sleek (anche sulle guance)
Matita nera Yves Rocher Luminelle
Mascara I love Extreme Essence
Correttore Kiko Full coverage n°2
Fondotinta Aleguaras in Medium neutral
Cipria Nude Neve cosmetics
Rossetto Lady Danger MAC

23 agosto 2012

Palette Brights Ultra Mattes - Sleek, part I: the parrot look

Primo post con le meravigliose palette matte della Sleek regalatemi da Misato per il mio compleanno!
Ho deciso di partire con la v1, la bright, perchè tra le due è sicuramente quella più estiva e visto il caldo africano è giusto approfittarne. La seconda, quella con i colori scuri, verrà tirata fuori più in là, a settembre/ottobre, quando il clima sarà decisamente più freddo (e da buona amante del freddo, lo spero XD).
Questa palette mi piace molto e la trovo sicuramente stimolante. Ha un sacco di colori pazzi, ma che se dosati bene possono risultare anche eleganti e sbarazzini. Alcuni colori poi sono parecchio difficili da trovare altrove (ricordo che sono tutti opachi): in particolare il giallo e l'arancio. Unica mancanza che ho sentito parecchio è quella di un bel rosso. Purtroppo ci sono due magenta molto simili tra loro (un più fucsia dell'altro, ma comunque simili), uno dei due avrebbe potuto serenamente essere sostituito a un rosso carminio. Ottima la scelta del bianco: un colore da highlight è sempre utile. La presenza del grigio mi perplime un po', ma devo ancora studiarlo per bene. Nota importante: manca il classico nero presente in tutte le palette Sleek. Devo dire che sono d'accordo alla sua esclusione, per come è strutturata la palette può essere omesso a favore di colori più accesi.
Questo è il primo look che ho pensato. Dopo averlo realizzato mia madre mi ha detto che sembravo un uccello del paradiso, in realtà a posteriori mi sono resa conto che ero più simile a un pappagallo.
E quindi eccovi il "parrot look"!






Forse solo il fucsia c'entra poco, ma non importa.
Per prima cosa ho steso Bamm! (il giallo) su tutta la palpebra mobile. Sulla piega, con il London blending della Neve, ho steso Bolt (il blu). Quando questo si è incontrato con il giallo, ha naturalmente creato un piccolo gradiente di verde. Infine, per sfumare i bordi di Bolt, ho usato un pizzico di Pout (magenta) e Sugarlite (viola chiaro).
Ho contornato l'occhio con Rockstar, la matita viola scuro della Urban Decay. Sotto l'occhio l'ho stesa solo lungo le ciglia, senza andare nella rima interna, e poi l'ho sfumata con Pout.
Lasciando la rima interna completamente nuda, con queste righe abbastanza definite ricorda un po' un trucco 60s.
Sul viso ho steso solo un po' di correttore dove serviva e poi la cipria adoratissima Mineralize skin finish di MAC. Come blush, dato che gli occhi sono completamente opachi, ho optato per un rossiccio-bronzo shimmer. Sulle labbra ho messo l'unico rossetto che vedevo sotto un look così colorato, ovvero il caro Plum dandy di MAC.

Ebbene sì, con questo ho iniziato una nuova serie di post sulle care palette Sleek. Ho ancora due look a disposizione con la bright e sono davvero curiosa di vedere cosa riuscirò a combinare e se riuscirò a usare tutti i colori a disposizione... vedrem!
Ovviamente se avete consigli o suggerimenti, sono tutta orecchi ^_^

Lista dei prodotti usati:
Urban decay Primer potion in Eden
Palette Brights Ultra Mattes - Sleek
Matita Rockstar Urban Decay
Mascara I love Extreme Essence
Correttore Kiko Full coverage n°2
Cipria Mineralize skin finish natural in Medium MAC
Blush All Over Blondie Essence (Sun club)
Rossetto Plum Dandy MAC

19 agosto 2012

Blateramenti: il mio beauty per Parigi, come è andata?

Rientrata dalle vacanze è ora di fare un piccolo bilancio. Per ora - da quello che ho visto - oltre a me lo ha fatto solo Misato.
Pensavate che il post sul beauty finisse con una mera lista di cosa ho portato con me? Ovviamente non è così: bisogna anche fare il post sul "day after", ovvero cosa alla fine ho davvero usato, cosa avrei potuto evitare, e cosa ho fatto bene a portare per ogni evenienza.
La mia analisi era stata corretta: il tempo alla mattina era molto poco e svegliarsi prima solo per truccarsi non mi sembrava il caso, anche solo per la stanchezza che mi portavo dietro (abbiamo scarpinato sette giorni su sette senza soste, sotto il sole). Stavamo fuori a volte dalla mattina presto fino all'ora di cena e quando tornavo a casa la voglia di ritruccarmi era pochissima (anzi, in sincerità, mancava proprio).

Russian red

Russian Red

La mia strategia eyeliner + rossetti colorati è stata congeniale: la mattina ci mettevo veramente pochi minuti a prepararmi ma il risultato era assolutamente degno e buono per le fotografie. Il rossetto diverso ogni giorno faceva in modo che non mi annoiassi mai e riuscissi ad abbinare sempre il trucco alle labbra.
In generale, se siete in giro in situazioni analoghe alle mie e dovete fare foto, ricordate sempre che il trucco occhi si perderà parecchio (se come me avete gli occhiali, si perderà molto/del tutto), in compenso quello labbra potrebbe salvarvi dall'effetto "smorto", soprattutto se fate foto non troppo ravvicinate in cui pochi particolari si notano davvero. E' ovvio che se c'è tempo e voglia, si può fare tutto. Ma se queste componenti mancano, puntate su un buon rossetto: è più veloce da mettere e fa subito un effetto più sano/curato.

Heroine

Heroine e sguardo truce

Veniamo al dunque: cosa mi è servito davvero?
Salto ovvimente gli indispensabili: è chiaro che io abbia usato il deodorante tutti i giorni o mi sia lavata i capelli quando ne avevo bisogno... XD
L'eyeliner e il mascara, come previsto, sono stati usati tutti i giorni con felicità. Lo specchio che mi sono portata dietro era molto pericolante ma sufficiente per tracciare una riga dritta. Di più non sarei riuscita a combinare, quindi sono felice di non aver puntato a smokey eyes o analoghi. Stesso discorso per la matita Pioggia delle Neve cosmetics, per me fondamentale da applicare lungo le ciglia inferiori per evitare troppo contrasto con la riga di eyeliner nera.

Crosswires

Ho usato tutti i rossetti che mi sono portata dietro. Alcuni sono stati usati un solo giorno, altri hanno goduto del bis.
A livello di tenuta/durata/resistenza/confortevolezza, il migliore è stato sicuramente Lady danger. In generale i matte sono stati i più resistenti, ma hanno delle pecche soprattutto a livello di confort o di resa dopo tante ore (e stavolta ho potuto sperimentarlo davvero per bene XD). Quello che si è comprotato peggio è stato Dare you, che per texture e colore (nel senso che è molto forte quindi quando perde di intensità si nota più di altri, ed essendo cremoso non ci vuole molto) è meglio riservarlo a occasioni di poche ore (uscite giornaliere o serali). La sorpresa migliore è stata sicuramente Girl about town, che si è rivelato molto resistente (anche se non quanto i matte e Lady danger in primis). Di conseguenza, ho usato tutte le matite labbra compresa ovviamente quella trasparente di Too faced.

Girl about town

Altri prodotti che ho usato tutti i giorni sono stati il correttore (quello di Kiko) e la cipria (Mineralize skin finish di MAC). Il primo è servito molto per le occhiaie. Benchè io non ne soffra troppo e gli occhiali le coprano un po', come spesso mi capita quando sono fuori casa (e dormo accanto a chi russa come un trombone =_=), ho dormito poco e non sempre benissimo. La seconda mi ha dato quel minimo di coprenza che serviva più alla mia mente che alla mia faccia. Mi ha salvato anche dal problema di avere qualcosa che si intonasse al mio attuale colorito, dato che ho preso parecchio sole. In ogni caso sulla Mineralize skin finish farò sicuramente una recensione dedicata.
Come blush, più per pigrizia mentale che altro, ho usato esclusivamente il Pink kiss (un rosa-pesca) di Kiko, ignorando il resto.

Dare you

Veniamo a cosa non ho usato sorprendentemente.
Non ho usato la base Eden e qui mi stupisco anche io. Diciamo che la riga di eyeliner (molto resistente) mi sembrava non avesse bisogno di altro. Quel minimo di correzione delle discromie e rossori me la dava la cipria di MAC. L'abbronzatura, che su di me tende a uniformare l'incarnato evitando venuzze in vista e rossori in eccesso, ha dato un suo contributo.
Non ho usato Rubenesque, anche se avrei voluto "sperimentarlo" per durata e resistenza. Nessuna mattina sono stata ispirata ad usarlo e quindi alla fine non mi è servito.
Non ho usato gli altri blush che mi ero portata nonostante fossi partita con buone intenzioni. Penso che principalmente il motivo sia da attribuirsi al fatto che il rosa pescato era quello che si adattava meglio a qualsiasi cosa e che - per tonalità e carnagione - sia quello che mi doni di più.

Lady danger

Infine, ciò che non ho usato e la cosa non mi ha sorpreso.
Non ho usato le matite occhi, ma lo immaginavo. Sapendo che la mia tattica sarebbe stata eyeliner+mascara, le matite erano inutili e superflue. Le ho portate davvero "perchè non si sa mai", ma in questo caso avrei fatto meglio a lasciarle a casa.
Non ho usato la palette. Nemmeno il color panna giusto per uniformare la palpebra. Una parte di me avrebbe voluto usarla, soprattutto la sera, tuttavia spesso e volentieri si tornava a casa alle 20, cinque minuti per andare in bagno e poi di nuovo fuori per mangiare. Qui è poi anche intervenuto il fatto di convivere con persone che non si truccavano e su cui non volevo pesare a livello di tempo. Per non parlare della fame e della stanchezza... C'è da dire che la mia strategia si è comunque rivelata durevole, perchè la sera tornavo a casa ancora perfetta senza dover fare ritocchi o altro.
Ovviamente non ho usato nemmeno i pennelli occhi per diretta conseguenza del punto precedente.

Insomma, ho fatto bene ma potevo sicuramente far di meglio. Visto che me lo sono potuta concedere, sono stata comunque felice di aver portato con me queste cose: sette giorni sono tanti e magari la voglia di cambiare sarebbe potuta venire. Trovarmi nella situazione di non avere ombretti o altro avrebbe potuto risultare sgradevole.
A voi come è andata? Ditemelo sotto nei commenti o se avete fatto un post di questo tipo, segnalatemelo con un link! Lo leggerò volentieri ^_^

17 agosto 2012

Shopping in Paris (haul)

Dopo un post riassuntivo su alcune cose da sapere se si vuole andare a Parigi, eccone uno solo sullo shopping.
Diciamoci la verità: Parigi è cara. In tutti i sensi possibili ovviamente.
Ero andata lì armata delle più buone volontà spendarecce (insomma, vai a Parigi mica ti puoi trattenere), ma mi sono scontrata con due problematiche: i prezzi e la chiusura estiva di molti negozi.
Ho provato a fare un giro di negozietti vintage di vestiti e accessori ma purtroppo nella maggior parte dei casi erano in ferie fino a inizio settembre. Quei pochi che ho potuto vedere, tra cui il famoso Kiliwatch, avevano roba che non mi convinceva del tutto. Trovare cose interessanti è frutto o di costanza nell'andarci o fortuna nel capitarci. Senza contare che trovare ciò che piace nella propria taglia è vero vero vero destino. Kiliwatch per lo più ha roba 70s, non proprio nelle mie corde (la quantità di giacche di jeans mi stava facendo svenire), ma qualcosina di più 50s era trovabile nel mucchio. In particolare mi aveva conquistata un abitino bianco dai bordi di una stoffa a fantasia fiorata veramente grazioso. Purtroppo il taglio a impero e il costo non propriamente semplice (40 euro) mi ha convinto a lasciar stare. Fosse stato chiuso in vita penso che ora sarebbe qui con me. Gli altri negozietti che volevo provare (Odette vintage e Killygrind) erano chiusi per ferie.
Archiviato il vintage ho provato a dare una occhiata alle boutique in varie zone di Parigi per avere una idea delle varie fasce di prezzo. Qualcosa di conveniente si trova ma i modelli non mi convincevano.
Tolte queste strande, e dato che il mio portafogli non mi permetteva di spendere 200 e passa euro per un vestito, Parigi o non Parigi, mi rimanevano sfortunamente solo le grandi catene: Zara, Promod, H&M... Le ho evitate alla grande, perchè per quanto i negozi in media fossero il doppio di quelli che trovo qui a Torino, le cose sono più o meno le stesse e l'arredamento sempre uguale mi faceva sentire a casa... e io non volevo sentirmi a casa. Solo Sephora propone marche che in Italia non si trovano: Nars, Bobbi brown... e presentano sempre al loro interno un cornera MAC (non che faccia la vera differenza dato che MAC lo si trova praticamente ovunque).
L'unica marca che lì era ovunque e qui praticamente non si trova è Naf Naf.
Naf Naf è una marca che come fascia di prezzo si colloca più o meno sul livello di Motivi o di Zara, sebbene abbia uno stile più bohemien e retrò. Lo si può intuire già a partire dall'arredamento interno con macchine da cucire antiche, armadi d'epoca e stampe alle pareti vagamente vintage. Ovviamente lo stile mi piaceva tanto, i prezzi mi sembravano ancora abbastanza onesti e - nonostante fosse una catena - avevo pur sempre la scusa che reperire le stesse cose qui sarebbe stato molto duro.
E quindi ho ceduto di fronte a un abito adorabile.



E' di un color azzurro-grigio bellissimo e stra-originale. L'ho pagato 60 euro ma secondo me ne è valsa la pena. Avessi un Naf Naf a Torino penso che potrei piantarci le tende...

Altro luogo dove ho peccato è stato Ladurée. Sì, nel post precedente vi avevo detto che i macarons si possono trovare ovunque e non è necessario andare nel negozio originale. Tuttavia, quando me lo sono trovata davanti non ho saputo resistere: volevo davvero vedere se erano diversi dagli altri provati e se valevano il prezzo esorbitante che costavano. 1,7 euro l'uno. Quelli piccoli. Ah!
Sì, mi volevo sentire una strafiga piena di soldi almeno per 2 orette... che tristezz.
Morale della favola: la varietà dei gusti era meravigliosa e i dolcini semplicemente idescrivibili. Sì, erano i migliori provati a Parigi, anche se non vale la pena di prendere loro quando ci si vuole togliere lo sfizio. Costano davvero troppo cari. Ovviamente ho preso i gusti più "mariantoniettosi" che potevo trovare, e non mi sono dovuta sforzare perchè sono quelli che piacciono pure a me: rosa, violetta, fiori d'arancio... che donnicciola!


Non mi sono ricordata di farvi una foto dei dolcini.
Ho scelto l'opzione di 6 macarons con scatola figa dal colore a scelta (nel senso che mi ha chiesto se volevo quella verde acqua o quella lilla) per la bellezza di quasi 15 euro. Sigh.
Ma erano buonissimi...

Visti tutti i musei su Monet visti, non poteva mancare una bella collezione di gadget a tema.


Il costo di questi affari era praticamente imbarazzante: ho preso le cose che mi sembravano più carine e dal prezzo ancora sull'onesto. Quadretto con il ponte giapponese (4,5 preso all'Orangerie), pinza per capelli (presa alla casa di Monet, 7,5 euro °_°), tazza con ninfee (9 euro alla casa di Monet). Ammetto che non so come facevano quei turisti che compravano qualcosa in tutti i negozietti dei musei... o aprivano mutui o avevano conti correnti stellari. Mah.

La borsa dello Chat noir era d'obbligo. Non c'è altro da aggiungere. La cosa più a buon mercato comprata (15 euro), soprattutto perchè acquistata in un negozio di cattivissimo gusto gestito da indiani.


Infine ho preso un cerchietto in un negozietto di cose carucce a Montmartre. Pois, altrimenti non sono io. 9 euro. Era la cosa più economica trovata in tutta la giornata...


In conclusione, i prezzi - purtroppo - sono alti. Dovunque, sia nelle zone turistiche sia in quelle che lo sono meno. I quartieri dove personalmente vi consiglierei di darvi allo shopping sono le Marais, il quartiere latino e Montmartre, dove la concorrenza è forte e quindi i prezzi più ragionevoli. Non comprate subito, soprattutto cose che siete certi di trovare in parecchi posti (tipo la borsa dello chat noir), perchè sicuramente lo troverete a meno. A meno che qualcosa non vi colpisca in modo assoluto, snobbate i negozi dentro i musei o le altre attrazioni turistiche: i prezzi sono abominevoli e non sembre vendono cose introvabili altrove.
Buttatevi sulle grandi marche solo se non le avete davanti casa o estrema necessità di qualcosa che avete dimenticato senza spendere un patrimonio. Altrimenti sarà shopping per il bisogno di far shopping e tornerete a casa con l'idea di non aver preso niente di veramente imperdibile.

15 agosto 2012

Paris vaut bien une messe (tips and tricks)

Ho paura che scrivere questo post mi renderà un po' malinconica, perchè alla fine sono tornata pochi giorni fa e Parigi già mi manca. Chi dice che è una città magica ha ragione, anche se trovo che renda di più se la si vive come chi ci vive e non come un turista qualsiasi. La prossima volta, esaurite le massime attrazioni turistiche in questi giorni passati, vorrei passeggiarci di più, esplorarla meglio senza finire nel solito museo circondata da stranieri come me.
A Parigi forse ci vivrei persino. E detto da una persona che è incredibilmente legata alle proprie radici è forte.
Ma non mi voglio perdere in sentimentalismi.
Vorrei piuttosto raccogliere qualche informazione utile per chi a Parigi non c'è mai stato e si vuole avventurare per la prima volta. Vi lascio anche qualche foto scattata da me. Spero nel buongusto di chi vedrà questo post di non salvarsele nel pc e poi spacciarle come sue in giro.

Il primo giorno abbiamo passeggiato per il centro, partendo dalla Tour Eiffel fino ad arrivare a Notre Dame, finendo nel pomeriggio nel quartiere latino nella riva sud della Senna.
Molti turisti si affollano a fare la coda per salire sulla torre, che di per sè non ha attrattive particolari se non l'altezza e il panorama. Se ci tenete davvero, fatelo. Ma se la coda vi perplime e il biglietto per salire pure, considerate che vedere Parigi dall'alto è meraviglioso, ma rimane pur sempre una Parigi senza una delle sue caratteristiche più tipiche: la torre su cui siete saliti. Esistono luoghi meno affollati e meno cari (leggi: costo zero) per ammirare Parigi dall'alto. La Tour Monparnasse alta quasi quanto la Eiffel in certi momenti del giorno non ha tanto traffico, sebbene abbia il suo bel biglietto (un po' più di 10 euro, c'è una riduzione per studenti). I magazzini Printemps (vicino all'Opera) hanno un nono piano panoramico a cui si può accedere gratuitamente. Da lì si vede benissimo anche Montmartre.


Parigi dalla Tour Montparnasse
Ovviamente io sotto la torre

Il secondo giorno siamo andati al Louvre, proseguito per i Jardin des Tuileries fino al museo dell'Orangerie. Continuato per gli Champs-Élysées fino all'arco di Trionfo.
Infine con la metro abbiamo esplorato la riva nord: dall'Opera fino alle Galeries Lafayette.
Se andate al Louvre preparatevi alla coda per il metal detector (presente in ogni museo). Prendere il biglietto sarà il meno grazie a un buon numero di macchinette automatiche. Chi è cittadino europeo fino ai 25 anni, può accedere direttamente al museo mostando la carta d'identità in quanto non paga l'entrata.
Il museo è discreto. E' sicuramente vasto e vario, ma ha il grande difetto di fermarsi al 1800 (e lì subentra l'Orsay). Senza contare quello di essere al centro della visita di chiunque vada a Parigi. E' iperaffollato, soprattutto quando vi avvicinerete (o almeno ci proverete) alla Gioconda, che pare l'unica attrazione che interessi il 70% di chi entra nel museo. Ho notato soprattutto in certi turisti (cinesi per lo più) una grande ignoranza per tutto ciò che avevano attorno: per notare Amore e Psiche han dovuto accorgersi che c'era gente come noi che faceva foto. Solo dopo si sono avvicinati per fare la stessa cosa (e secondo me non hanno nemmeno capito perchè...), con vette di cattivo gusto atroci: ne ho beccato uno che fotografava il deretano della statua, sigh. Purtroppo è la prassi per ogni luogo turistico, bisogna portare pazienza.
Al Louvre sono permesse foto senza flash.
L'Orangerie è un museo un po' "nascosto", ma se amate Monet dovete andarci. E' il luogo in cui sono esposte le grandi tele (in senso letterale) delle Ninfee, per scelta concettuale dello stesso Monet. Il turista medio o non lo conosce, o lo trova "riduttivo", o non fa parte delle visite classiche, ragion per cui vi si accede con minor fatica. Le foto non sono concesse. Anche qui non si paga il biglietto se si è cittadini europei fino ai 25 anni.
Per me è stata una delle cose più belle dell'intero viaggio. Non sono il tipo di persona che si emoziona con facilità, ma quando sono entrata in queste bellissime stanze ovali con le ninfee che occupavano le intere pareti ho avvertito un nodo in gola. Fossi stata più "sentimentale", mi sarebbero venute le lacrime. Nemmeno la Cappella Sistina ha potuto tanto.
Se cercate le marche di alta moda non le troverete agli Champs-Élysées. Lì troverete H&M, Zara, Promod... Le grandi marche sono in una via perpendicolare che si chiama Av. Montaigne. Sarete gli unici occidentali (che si picchiano tutti per entrare nella Sephora o nello Zara della via principale) in mezzo a un sacco di asiatici.

Particolare dell'Opera

Amore e Psiche del Canova - Louvre
cucù dal louvre

Il terzo giorno abbiamo vistato le Marais (quartiere a nord della Senna), simpatico quartiere caratteristico. Evitate di metterci piede prima delle 11, orario d'apertura dei negozi perchè troverete solo gli ubriachi della notte prima, ma vale la pena farci una passeggiata nell'ora di punta. Essendo poco turistica, se andate in estate piena rischiate che molti negozi siano chiusi per ferie. Parecchi negozietti vintage (tra cui il celebre Kiliwatch che è *enorme*) si trovano lì.
Nel pomeriggio abbiamo visitato il futuristico quartiere di La Défense e proseguito per il Bois de boulogne in cui abbiamo rischiato di perderci nella zona boscosa. Quest'ultimo è infatti diviso in una zona sud che è più propriamente un parco con tanto di lago in cui si possono affittare le barche (non a prezzi cari, ma chiedono 50 euro in contanti di cauzione), e una a nord più "boscosa" che sembra uscita da un romanzo gotico inglese di fine '700.
Da lì abbiamo proseguito per uno dei musei più sconosciuti di Parigi: il museo Marmottan Monet: se vi chiedete dove sono tutti i quadri del pittore francese... ecco, sono tutti lì. Non cercateli altrove, sono stati tutti raggruppati (compreso il meraviglioso Impressione. Levar del sole. da cui nasce il termine "Impressionismo") in questa ricca dimora. Pochi turisti (soprattutto sul pomeriggio tardi), tanta pace. In una sala c'è un pianoforte: immagino ogni tanto ci siano eventi musicali d'accompagnamento. Qui si paga il biglietto, ma c'è una riduzione per gli studenti. Non sono concesse foto.

La Défense

Venerdì è stato dedicato tutto a Versailles. Di nuovo, gratuito per noi (stesse condizioni del Louvre, potete direttamente far la coda senza biglietto mostrando la carta di identità all'ingresso). In questo caso, anche le audioguide erano gratuite per tutti e ne abbiamo approfittato. Fatelo, anche se vedete la coda, perchè non ci sarà altro modo per capire che stanze state visitando e rischiate di non godervi nulla. Se non potete avere il giro gratuito, prendete in considerazione di saltare la reggia e fare solo i giardini. Non dico che il dentro non meriti, ma il biglietto è alto (15 euro) e non si vedono così tante stanze. Più conveniente fare il pass da 18 per vedere anche i Trianon e le zone di Maria Antonietta nel giardino. Troppi troppi turisti. Si possono fare le foto all'interno.
Il giardino è gratuito per tutti e vi assicuro che c'è molto da vedere. Le parti più belle sono sicuramente quelle del grande e piccolo Trianon e il "villaggio" di Maria Antonietta. Sono anche le zone più "snobbate" dal turista medio in quanto meno centrali. Sono le uniche che tornerei a vedere ancora e ancora...

Giardino di Maria Antonietta
Giardino di Maria Antonietta, angolo panoramico
Modalità gondoliera sulla barchetta nel gran canale
Io, Maria Antonietta e la passione sfrenata per le rose

Sabato ci siamo recati a Giverny, piccolo paesino nell'alta Normandia famoso per una sola cosa: ospitare la residenza di Monet. Non pensate che sia una cosa per pochi intimi: gli orientali e i francesi conoscono perfettamente l'esistenza di questo posto e nonostante tutto i turisti non mancano mai. La casa, ma soprattutto il giardino, di Monet sono qualcosa di indescrivibile. In particolare il giardino d'acqua con i suoi ponti e le sue ninfee (vi ricordano forse qualcosa? sì, l'ispirazione nasce tutta lì) sono da volerci piantare le tende e non andare mai più via. Foto non concesse dentro la casa (ma ovviamente sì nel giardino), il biglietto si paga ma c'è la riduzione per gli studenti. Evitate l'altro museo degli impressionisti che c'è nel paese: per 4,5 euro è un po' una sòla.
Per raggiungere Giverny dovete prendere un intercity (costo di circa 28 euro andata più ritorno) e fermarvi alla stazione di Vernon. Da lì ci sono delle pratiche navette-pullman che per 6,5 euro vi portano e vi riprendono. Le indicazioni sono tutte chiarissime.


Casa di Monet: jardin d'eau

Casa di Monet: jardin d'eau

Domenica abbiamo finito il giro dei musei celebri con l'Orsay. Arrivati lì di mattina alle 9-9:30 circa non c'era coda: sapevatelo e tenetelo in conto. Di nuovo per noi era gratuito e non dovevamo comprare biglietti. Colpisce tantissimo l'ambiente di ex stazione ferroviaria. Purtroppo le foto non sono concesse al suo interno ed è un vero peccato. Qui troverete tutto ciò che si situa cronologicamente dopo il Louvre: impressionismo e post-impressionismo. Onestamente, per me valeva la pena visitare solo il quinto piano, quello degli impressionisti, dove si trovavano pittori da me molto amati come Monet (sì, ancora lui), Renoir, Manet e tanti altri. Ci sono delle piccole terrazze panoramiche che regalano scorci meravigliosi.
Nel pomeriggio siamo stati a Montmartre. Se volete fare acquisti, è sicuramente il quartiere giusto vista la quantità di negozietti.

Montmartre vista dal grande orologio dell'Orsay


Lunedì abbiamo concluso con una passeggiata un po' "nostalgica", riguardando varie cose. Ci siamo avventurati ai magazzini Printemps per fare foto dall'alto, poi al parco Monceau piccolo ed elegante. Infine siamo tornati a Trocadero ad ammirare la cara Torre e a salutarla a chissà quando.

particolare del parco Monceau

Per mangiare ho pochi semplici consigli. Evitate le zone turistiche: oltre ad essere care, facilmente sono in media più cafoni e propensi alla "truffa" (storie come un caffè ordinato per riceverne tre e farveli ovviamente pagare), se lo permettono perchè il bacino d'utenza è tale e tanto che anche se voi andate via disgustati, qualcun'altro ignaro verrà da loro lo stesso. Favorite zone centrali ma meno affollate: le zone dell'Opera o del Pompidou (se ve lo state chiedendo: non l'ho visitato, per me l'arte si ferma a quella moderna XD), il quartiere latino, il lunghissimo Bd Saint-Germain (pienissimo di locali) o la zona intorno alla tour Montparnasse. Quest'ultimo - per ragioni di alloggio - è stato il nostro punto di riferimento. Lì ci sono un sacco di viuzze piene di ristoranti a volte molto settoriali (una via di giapponesi, una di creperie...). I prezzi sono sempre esposti fuori. Il coperto e il servizio non si pagano (anche se facilmente sono accorparti ai prezzi delle portate). Non ordinate acque minerali in bottiglia: sono carissime. A quel punto meglio una bibita o del vino. Se volete acqua, chiedete una semplice "carafe d'eau" (caraffa di acqua), gratuita ovunque. E' semplice acqua del rubinetto ma assolutamente bevibile. So che non ve lo devo dire ma... evitate di andare là a mangiar pasta all'italiana e pizza. Approfittatene per sperimentare cucine mai provate prima (coreano, libanese, giapponese...) o per affidarvi alla loro. Snobbatela solo se avete problemi con carne e burro, perchè son cose che usano ovunque e senza parsimonia.
Io ho praticamente sempre mangiato fuori spendendo in media dai 20 ai 25 euro al giorno. I posti non cari ci sono, basta cercarli.
Snobbate anche i chioschetti che promettono crepes negli angoli più turistici. Se volete una crepes, approfittate delle buonissime creperie (ristoranti veri e propri) che ci sono vicino alla tour Montparnasse.
Infine: ricordate che i croissant per loro non hanno la marmellata dentro ma sono sempre e solo vuoti. Sono buonissimi, ma sanno di burro da impazzire.
Per quanto riguarda i macarons (sì, tutti noi chiccosi andiamo là a mangiarli), se non avete pretese da gran signori, sappiate che *tutte* le boulangerie praticamente li vendono. Non dovete per forza andare da Ladurée, anche se la sua borsa è la più figa del creato. A Parigi vendono anche quelli grandi (diametro di un bicchiere standard) che hanno il vantaggio di sfamare, ma possono stufare. Il prezzo dipende anche molto da dove li comprate. Per chi vuole spendere meno vi raccomando Paul, una serie di boulangerie sparse per tutta parigi che vende ottimi macarons a buoni prezzi.
Se volete gusti strani, sentirvi fighe etc... allora andante da Ladurée.
Se volete portarli in Italia, sappiate che durano 3 giorni ma vanno messi in figorifero per tutto il tempo.

Non vi voglio appesantire ulteriormente. Nel prossimo - spero breve - post vi farò vedere le varie cosucce comprate a Parigi. Non c'è nulla di truccoso, ma per completezza mi fa piacere scriverlo...
À bientôt.