30 settembre 2012

Sunday love ~ 1

Rubrica pigra, noiosa. Come tutte le domeniche. Raccolgo qualche nuova fissazione, qualche nuovo amore, qualche vecchia infatuazione riscoperta.


Adoro fotografare il cielo. Per me è pura poesia. Ma questo tramonto è stato semplicemente divino.


Ora c'è una Audrey che mi osserva da sopra la scrivania. Gradito regalo per la fine degli esami dei miei genitori.


L'autunno è tornato. Con lui le giacche, le calze, il piumino sul letto, le coperte. Ma soprattutto sono tornati i colori caldi e avvolgenti dell'autunno: il giallo, l'arancio, il rosso...


L'ho trovato infine. Il mio cappotto rosso del cuore, per sentirmi una vera cappuccetto rosso (anche senza il cappuccio). Questo è della linea Baby angel di Oviesse. Anche lui gradito regalo dei miei genitori.


Scarpe retrò bicolore. Con loro sto macinando parecchi km a Torino, ora che non ho più l'abbonamento. Nonostante il tacco sono tra le scarpe più comode mai provate in vita mia.


Rebel, il mio nuovo rossetto MAC. Per me è il colore perfetto per questo autunno...


Aki <3 
Sono tre anni che riempie la mia vita di gioia. Lei non lo sa, ma a me bastava qualcosa che riempisse i vuoti e lei ci riesce senza nemmeno impegnarsi.

28 settembre 2012

Crema Eterea by Neve cosmetics: a review

Avevo in mente questa review da molto tempo: mi è bastato pochissimo per capire che avrei adorato questa crema, però per fare una recensione ci vuole qualcosa di più. Ho quindi atteso di provarla per più tempo, in modo continuato e con diverse condizioni di pelle e climatiche. Alla fine i mesi sono passati e ho finito la confezione e l'ho ricomprata a scatola chiusa. Nulla come il ricomprare un prodotto senza nemmeno pensarci troppo è sintomo di un reale apprezzamento nei confronti di esso.


Al solito parto con qualche considerazione tecnica. La crema Eterea fa parte di una linea di skincare uscita tempo fa per la Neve cosmetics. La confezione contiene 50 ml di crema al costo di 9,5 euro. La si può reperire nel sito ufficiale Neve e nei vari rivenditori fisici o online.
Questo è l'inci per chi è interessato:


Recensire una crema non è semplice, perchè non è come un ombretto o un rossetto il cui "risultato" è visibile e dimostrabile con delle foto. Inoltre, più di qualsiasi cosmetico, amare o non amare una crema è pura soggettività: nessun parere può sostituirisi a una prova diretta. Sicuramente le recensioni aiutano a scartare dei pessimi prodotti, ma per trovare ciò che fa per voi, bisogna per forza "metterci la faccia".
Inizio partendo dal dire qualcosa della mia pelle. Ammetto di essere molto fortunata, ho una pelle normale, al massimo leggermente mista. Non soffro di impurità nè di rossori. Non ho bisogno di prodotti specifici: cerco semplicemente una buona base per il trucco e che idrati quel minimo che serve. Dato che ho particolarmente a cuore la mia faccia (eh beh), preferisco optare per creme prive di siliconi, petrolatum, parabeni e simili. Voglio che l'idratazione sia vera e non fittizia. Allo stesso tempo, non voglio qualcosa di troppo pesante, perchè non amo l'effetto "unto" e non ho bisogno di così tanta idratazione.
Da questo è chiaro che non posso consigliare nè pelli problematiche, nè pelli secche, nè pelli grasse.
Poste queste premesse, eviterò quindi di dilungarmi troppo e mi limiterò a elencare quali sono per me i punti forti di questo prodotto. Se state cercando una crema che abbia alcune/tutte le caratteristiche che andrò a descrivere, considerate di darle una chance.
La prima cosa che mi sento di dire è che la trovo un'ottima base trucco. La cosa non mi stupisce, dato che è stata prodotta da una ditta che per lo più si occupa di make up e che l'ha pubblicizzata proprio come una buona base trucco per i loro prodotti. In realtà si comporta egregiamente non solo con il minerale, ma in generale con qualsiasi tipo di base si sceglie (minerale, liquida, bio, siliconica...). Quando sostengo ciò lo faccio perchè, oltre alla prova diretta con tutte queste diverse tipologie, noto alcune caratteristiche che secondo me sono fondamentali in tal senso: si asciuga in fretta (e quindi non rende il procedimento del preparsi eccessivamente lungo, soprattutto in momenti critici come la mattina) e - nel mio caso di pelle leggermente mista - ha un effetto opacizzante (esatto contrario di alcune creme che invece tendono a lasciare unticcia la pelle) che aiuta quando vado a mettere sopra i vari prodotti. Il rischio di avere l'effetto pastone è scongiurato.
A livello di idratazione è buona. Ho provato creme più corpose e probabilmente se avete bisogno di una *profonda* dose di idratazione, è il caso di rivolgersi - soprattutto per la notte - a qualcosa di diverso. Tuttavia credo che abbiano trovato un buon equilibrio tra idratazione e leggerezza (con tutto quello che comporta: asciugarsi in fretta, non lasciare unta la pelle...).
Pur essendo idratante, è leggera. Questo la rende perfetta anche d'estate, quando la sola idea di mettere qualcosa di eccessivamente unto ci terrorizza. Anche con il caldo afoso non è mai risultata antipatica.
Ha un buon odore, e questo sicuramente non è un pregio a livello di risultati, ma sicuramente aiuta quando la si deve mettere.
Serve pochissimo prodotto alla volta, quindi può durare parecchi mesi (la mia presa a febbraio non è ancora completamente finita).  La confezione trovo sia molto igenica rispetto a quelle classiche a vasetto: non bisogna "pucciare" le dita dentro e questo ha diversi fattori positivi anche riguardo alla conservazione del prodotto.
Sulla questione dei filtri solari nulla so. La ditta afferma che dentro ci sono delle protezioni solari, tuttavia non è specificato nè l'spf nè altro. Ragion per cui io mi comporto come se dentro non ci fosse, e nel caso di esposizione al sole uso una normale crema solare con spf. Non essendo esperta di INCI altro non so dire sulla questione, quindi lascio parlare chi ne sa di più di me (con una semplice ricerca di google trovate tutto quello che è stato scritto e detto in merito, che è tanto).

Viene consigliata alle pelli miste e grasse, tuttavia credo sia necessario fare alcune precisazioni in merito. Essendo una crema leggera, che tende a opacizzare e che idrata pur non ungendo, è sicuramente una buona scelta per questo tipo di pelli, tuttavia non avendo altre caratteristiche più *specifiche* credo che per chi ha veramente una pelle grassa-mista (e quindi con determinate problematiche) vada utilizzata insieme ad altri prodotti più specifici, "limitandola" allo scopo di base trucco. Insomma: non pensate che questa crema possa risolvere chissà quali problemi di brufoli o di arrossamenti o altro. E' una semplice crema idratante che fa bene il suo lavoro, ma da sola non può fare miracoli.
La consiglierei come prodotto "unico" (ovvero da usare senza altri aiuti) a chi ha una pelle come la mia, che non ha grandi bisogni nè pretese.

Insomma, mi piace. E anche tanto. Non ho bisogno di dirvi che la ricomprerei, perchè l'ho già fatto. Per le mie esigenze è ottima e non ne potrei fare a meno.

25 settembre 2012

Autumn is a second spring when every leaf is a flower

Se mi chiedete la stagione che preferisco, ammetto che avrei seri problemi a sceglierne una. Tuttavia, probabilmente, per colori e profumi, l'autunno è sicuramente una delle mie preferite (e mica è difficile, sono solo quattro direte). Mi piace così tanto che non a caso la mia gatta si chiama Aki ("autunno" in Giapponese).
Quando nel sondaggio fatto qualche temo fa su facebook mi è stato richiesto un trucco con i colori dell'autunno quindi non ci ho pensato troppe volte e l'ispirazione è venuta da sè.
Ho puntato molto sui toni caldi, l'arancio e il rossiccio in particolare, perchè per me autunno è in primis il colore delle foglie.





Gli ombretti protagonisti sono sicuramente Tequila sunrise e Sunset della palette Snapshot Sleek. Sotto l'occhio ho optato per un verde bosco. Per definire l'occhio ho steso solo nella metà esterna superiore una linea sottile di eyeliner marrone e un kajal nero nella rima interna. Sulle guance mi sono tenuta piuttosto naturale mentre sulle labbra ho optato per un rosso caldo.
Attendo pareri ^_^

Lista dei prodotti usati:
Urban decay Primer potion in Eden
Palette Snapshot e Ultra matte darks Sleek
Eyeliner in gel London baby Essence
Kajal Feline MAC
Mascara I love Extreme Essence
Correttore Kiko Full coverage n°2
Cipria Mineralize skin finish natural in Medium MAC
Blush English Rose Neve cosmetics
Rossetto Dare you MAC

24 settembre 2012

Fiori e arte: Le ninfee di Monet

Parigi mi ha rimepito di ispirazione. Normale dato che ho passato la maggior parte del mio tempo in musei e simili. Per non parlare della quantità di musei su Monet e sugli impressionisti che ho visitato...
Ebbene, quando sono tornata avevo le idee chiare su cosa volevo fare, ma ho pensato che coinvolgere altra gente nel mio progetto potesse rendere il tutto più divertente. Ecco perchè ho proposto a Daniela di Shopping & Review di unirsi a me. L'idea dietro ciò è avere persone diverse che guardando lo stesso quadro vengono ispirate in modo diverso, e quindi lavorano in modo diverso. Ovviamente abbiamo visto il risultato dell'altro solo a cose fatte, quindi non ci siamo minimamente influenzate. Il risultato trovo sia stato molto interessante.
Potete vedere il look realizzato da Daniela qui.

 
Per il primo appuntamento della serie abbiamo scelto di prendere ispirazione da una delle tante riproduzioni delle ninfee di Monet. Ho sempre avuto un grande amore nei confronti di questa serie di quadri e l'emozione dentro l'Orangerie è stata tanta: poterli vedere dal vivo è stato sublime. La grandezza delle tele permette di cogliere anche il genio di Monet nell'usare il pennello: i glicini che scendono sull'acqua sono semplici spirali di colore, che da lontano ritraggono perfettamente i rami cadenti. In generale i suoi quadri andrebbero tutti visti così: da vicino, per amminarne la precisione e il genio dietro le pennellate, e da lontano per gustarsi l'effetto e e le emozioni che suscitano.
Sublime è stato anche vedere il giardino in cui tutto questo è nato nella bellissima gita a Giverny dove è situata la casa di Monet. E' impossibile non sentire la voglia di creare quando si è lì dentro.





Nessuna linea forte e nessun contorno definito, colori che si sfumano gli uni con gli altri. Tonalità evanescenti ed evocative. Per me queste sono le Ninfee di Monet. Ed è ciò che ho cercato di riprodurre in questo look.
Per creare i contorni della ninfea mi sono fatta aiutare da un pennello di precisione, poi, sempre con lui pulito, ho ridefinito tutto aiutandomi con il verde. Quest'ultimo è composto da varie tonalità, che sfumano nel verde-blu finale nell'angolo esterno. Per rendere più tridimensionale anche la ninfea, ho creato qualche riflesso azzurro-violaceo nei petali. Sotto l'occhio mi sono concentrata con il blu, per riprendere il colore dell'acqua. Nella rima interna ho scelto di applicare una matita (altrimenti su di me il look avrebbe perso molto) di color viola, colore che fa la sua comparsa nel quadro soprattutto per andare a definire o a creare ombre. Per le labbra ho scelto un colore tra il viola e il rosso, in parte presente nelle foglie delle ninfee. Ho mescolato due rossetti e poi ho applicato un blush dal colore simile sulle guance, creando un minimo contouring.
Pur nascendo come make-up "ispirato" (e quindi in un certo senso, per quanto io possa esserne in grado, "artitistico"), non lo trovo completamente importabile, che era ciò a cui naturalmente tendevo: creare qualcosa che ricordasse il quadro, ma non fosse pura riproduzione. Insomma, io amo il make-up artistico, ma per me rimane prima di tutto un trucco che come tale deve anche avere certe qualità per non sacrificare chi lo porta. Per esempio, pur dovendo rinunciare all'idea di linee definite, ho barato con una sottilissima linea di eyeliner per definire leggermente la palpebra superiore.

Come potete immaginare questo è solo il primo appuntamento di una serie la cui cadenza non abbiamo ancora deciso con precisione. Se volete darci spunti, suggerimenti, consigli, il form per i commenti è lì apposta!

Lista dei prodotti usati:
Urban Decay Primer Potion in Eden
Palette Chiarissimi Neve cosmetics (Ghiaccio, Bouquet, Ossigeno)
Palette Ultra Matte Brights & Darks
Matita Rockstar Urban Decay
Mascara I love Extreme Essence
Correttore Kiko Full coverage n°2
Fondotinta Bourjois Healthy mix n°52
Cipria Mineralize skin finish natural in Medium MAC
Blush Kiko Sumptuous Burgundy (ed. lim)
Rossetto Heroine e Dare You MAC

21 settembre 2012

A koala-tea post: su cosa e quanto giusta sia la normalità

Troppe volte ormai leggo sotto vari video tutorials persone che commentano negativamente dicendo che il make up proposto è "eccessivo", o "non portabile" o "troppo difficile" o "da trans", e che ci vorrebbe al posto un bel look "semplice", "naturale", "con colori semplici come il marrone"...
Ora questa solfa si è trasferita anche sui blog e su facebook, dove capita a mie colleghe un po' più visibili e famose di me di ricevere a volte anche commenti anonimi cattivi che intimano loro di "uniformarsi" un po' di più al loro concetto di bellezza "naturale".

D'ora in poi il caro koala bevitore di tè ci accompagnerà nei post di blabla

Ogni volta mi trattengo a stento dal rispondere acidamente a queste persone. Youtube e il web sono pieni di trucchi "semplici", "naturali", "dai colori portabili" tanto che non capisco il senso di andare a beccare quei (a volte troppo pochi) video che mostrano un minimo di originalità per chiedere loro di uniformarsi. 
Appurato che non è la scarsezza di materia prima a far muovere le dita di queste persone su una tastiera, mi chiedo cosa le spinga a tirar fuori critiche di questo tipo.
Sempre grazie a Youtube ho ormai nausea della parola "invidia" che sempre troppo spesso viene usata a sproposito dalle fangirls delle youtubers per zittire ogni parola di dissenso, sia pure onesta, pacata e ragionata. Eppure in questo caso non riesco a pensare a qualcosa di diverso come motivazione principe. Volersi omologare può essere un desiderio personale, ma volere che anche gli altri siano omologati e che quindi si adeguino a una norma stabilita aprioristicamente da altri sfocia nella dittatura del pensiero. Non ho niente contro la ragazza che ama i trucchi naturali (li amo pure io!) e che segue solo quelli e cerca solo quelli. Ma ho grossi problemi contro chi vuole imporre il suo modo di pensare e il suo modo di agire agli altri attraverso uno degli strumenti più biechi: il commento (per non dire l'insulto, a volte) anonimo.
Forse sarò limitata mentalmente, ma non riesco a vedere altre ragioni sensate dietro azioni del genere oltre a una buona dose di invidia nei confronti di chi ha il coraggio non solo di mostrare la propria faccia a tutti, ma ha anche il coraggio di mostrarsi per quello che è: con le sue PROPRIE passioni, con le sue PROPRIE idiosincrasie, con le sue PROPRIE visioni sul mondo e sulla vita.
L'altra possibile ragione è avere dentro di sè un tale odio, una tale frustrazione, un tale odio nei confronti di se stessi che non si riesce a sfogare altrimenti che non tramite messaggi deliranti lanciati sull'etere.

Dopo aver trovato su facebook un gruppo aperto da una di queste seguaci della normalità e della norma, vorrei dire qualche parola in proposito.

Come nessuna altra parola della nostra lingua, "normale" fa rima con "banale".
Al di là della questione di trucco, per me essere definita una ragazza "normale" equivarrebbe ad annullarmi come individuo. Le uniche cose in cui vale la pena di essere considerati "normali" sono questioni così alla base della civiltà umana (non rubare, non usare violenza, non uccidere...) che rimarcarle sarebbe solo sciocco.
Per il resto, la normalità per me è sempre stato un sinonimo di "già visto". E normalità non è un trucco naturale, è un concetto mentale e una attitudine alla vita prima di tutto. E' la paura di spiccare, la paura di essere diversi e il costante bisogno di essere come gli altri per non doversi trovare in difetto. E' la paura di difendere una propria idea dalla maggioranza. Se queste persone credono che tutto inizi e tutto finisca con un ombretto e un mascara, si illudono. Questo è solo uno dei tanti sfoghi con cui palesano il loro modo di pensare e agire nella società umana.
Io non so come queste persone riescano a vivere sapendo di non dare mai nell'occhio. Di essere dimenticate nella folla di persone in mezzo a cui si trovano. Di essere per sempre comparse in un film in bianco e nero. Io penso ne potrei morire. Non è che io abbia bisogno di attenzioni da parte degli estranei, ma l'idea di catturare lo sguardo di qualcuno e nella loro testa rimanere "la ragazza con il rossetto arancio in una giornata grigia a Torino" mi fa innamorare. Come io a mia volta mi sono innamorata di ragazze e ragazzi che riuscivano a risollevare giornate monotone con particolari imprevedibili.
Sia chiaro, non ho problemi con una ragazza che timidamente prova una matita nera e su di lei le sembra già troppo (è la sua personalità, è giusto esprimerla come meglio credere). Banale è una persona tracotante che si mette una riga nera di matita (pure male a volte) e viene da te a dirti che sembri un pagliaccio perchè hai avuto l'ardire di uscire di casa con le labbra arancioni. Banale e cattiva. Perchè con quelle labbra arancioni sei più vera e onesta con te stessa di quanto lei potrà anche solo sognare.

Se volete vivere nella mediocrità, fate pure. Ma io tutto quello che non vorrei mai essere nella vita è banale e cattiva e piuttosto che omologarmi al vostro modo di pensare, vivere e agire, sarei disposta a trasfermirmi a mille km di distanza in un'isola deserta. Vivete la vostra vita normale, fatta di posti normali, di cose normali, di relazioni normali e trucchi normali. E lasciate a noi il resto. Ne faremo buon uso.

20 settembre 2012

Metallic Smokey

Troppe review una dietro l'altra. Non riconosco nemmeno più il mio blog.
Quindi, per la gioia di tutte (ma anche tutti), eccovi di nuovo una bella serie di foto della mia faccia. Che tanto lo so che sotto sotto apprezzate, altrimenti non sareste qua, ecco.
Al terzo posto del sondaggio aveva vinto il generico "nuovo look" e la prima proposta in merito è arrivata da Annalisa di Make-up Pleasure che ha "richiesto" uno smokey scuro, multicolore e anche dal finish metallico.
Ebbene, le prime due cose non mi davano grossi problemi, ma la terza è stato peggio di un tarlo: come diamine si ottiene un finish metallico sugli occhi?
Al solito la divina Lisa è arrivata in mio soccorso quando ho ritrovato questo suo vecchio video in cui appunto si cimentava in qualcosa di simile. Giusto i colori dei pigmenti da lei usati non mi piacevano un granchè e quindi ho deciso di fare di testa mia segueno il suo tutorial come linea guida.





Per prima cosa ho creato come lei una base scura con un ombretto nero opaco e una matita nera. Poi, con un pennello a lingua di gatto ho iniziato ad applicare i pigmenti. Il protagonista è sicuramente Rose che ho applicato praticamente un po' ovunque con intensità diverse sulla palpebra mobile (in particolare al centro è applicato anche bagnato). Rose è stato utilizzato anche per sfumare il bordo superiore dello smokey con un pennello morbido. Tan mi ha aiutato a creare un punto luce all'interno dell'occhio. Infine, per rendererlo veramente "multicolor", ho preso l'unica double glam Kiko in mio possesso, e ho usato la parte viola come eyeliner e quella verde sotto l'occhio sempre su base nera. Per vedere al meglio i colori vi consiglio di visualizzare le foto nella loro giusta dimensione (cliccate sopra alle immagini, poi con il tasto destro cliccateci sopra e fate "visualizza immagine" in modo da poterle ingrandire).
Sulle guance mi sono tenuta soft e volevo fare altrettanto sulle labbra inizialmente. Nel mio perlustrare i vari rossetti in mio possesso però, ne ho scovato uno vecchissimo della Maybelline proprio dal finish metallico. Il colore, un bronzo cangiante, non mi sembrava stonare troppo con gli occhi (e con Tan c'era sicuramente un po' di somiglianza) ragion per cui ho optato per lui.

Lista dei prodotti usati:
Urban decay Primer potion in Eden
Ombretto mono Kiko n°84 (nero opaco)
Pigmenti Rose e Tan di MAC
Matita Double glam 5 (vecchia ed lim) Kiko
Mascara I love Extreme Essence
Correttore Kiko Full coverage n°2
Cipria Mineralize skin finish natural in Medium MAC
Blush English rose Neve cosmetics
Rossetto Maybelline vecchia linea metallic Burn sun

19 settembre 2012

Eyeliner in penna Essence linea Sun club: a review

Chi mi segue da un po' saprà che per molto tempo l'unico tipo di eyeliner che usavo con soddisfazione era quello in gel/crema. Mi ero avvicinata a loro soprattutto a causa del metodo di applicazione (ovvero con un pennello angolato) in quanto mi sembrava il più semplice, da buona principiante imbranata. Tuttavia ben presto mi sono trovata a preferirli anche per altre ragioni, tra cui il tratto opaco, il fatto che potessi applicarli con il pennello che meglio credevo per creare effetti e linee diverse, che non si seccavano in un mese come quelli in penna etc...

Eppure da qualche mese a questa parte ho avuto una sorta di rivelazione. Madreh voleva un nuovo eyeliner in penna (a lei sono sempre piaciuti molto) e così l'ho accompagnata da Oviesse per cercarne uno di Essence che non costasse in maniera eccessiva. Di sua sponte ha deciso di acquistare quello della linea Sun club, mai provato prima. Quello della linea base l'avevamo già preso e si era seccato dopo pochissimo.
Non ricordo con precisione il prezzo, ma al solito Essence penso si aggirasse sui 2 euro.


Un giorno, presa dalla fretta e dalla curiosità ho voluto provare ad usarlo e ho avuto appunto una mezza rivelazione. La parte in feltro era completamente diversa da tutti gli eyeliner in penna che avevo provato: era più lunga e più sottile in punta. Non solo mi sono trovata incredibilmente comoda nell'applicazione, ma il tratto era bello definito. Il colore poi era quel nero intenso che stavo proprio cercando. L'effetto vinile, infine, mi ha conquistato.
Sono rimasta così entusiasta che me ne sono comprata uno per me ed è stato uno dei miei fidi compagni parigini. Non solo: nel frattempo ho completamente abbandonato il gel eyeliner nero che avevo (e nel frattempo si stava seccando, quindi meno male XD). Ciò è dovuto in parte anche alla mia riscoperta dei colori opachi e dell'amore per le righe di eyeliner nero. Tuttavia eyeliner opaco su ombretto opaco mi sembrava un po' eccessivo a volte: l'effetto vinile rende decisamente di più.

Vi lascio un breve confronto tra tutti gli eyeliner in penna a disposizione in casa mia:



E' fatto noto che il maggior rischio con questa tipologia di eyeliner è che perdano colore e consistenza nel tempo (e questi hanno tutti i loro mesi e mesi e mesi, chi più chi meno). Gli unici che ho visto reggere bene sono il Kiko e l'Essence sun club. Il problema del Kiko è che non si può usare tutti i giorni con costanza perchè man mano tende a diventare sempre più sbiadito. E' come se avesse bisogno di tempo tra un utilizzo all'altro per "ricaricarsi", problema che l'Essence sun club non mi sta dando nonostante io lo utilizzi sul serio ogni giorno. Inoltre il Kiko ha una punta piccola e un po' tozza come i suoi colleghi. Da questo punto di vista, trovo che il Sun club sia proprio diverso da tutti gli altri e il fatto che sia l'unico che trovo semplice da mettere mi fa capire che la sua punta lunga e stretta abbia qualcosa di speciale. Con questo riesco a fare linee sottilissime, come se stessi usando un pennello di precisione.
Inoltre, a differenza di alcuni suoi colleghi (compreso quello in gel essence) richiede molto meno passate per avere una linea perfetta e netta.

Come potete vedere possiedo unicamente eyeliner in penna economici comprati per pochi euro o con sconti. Questo perchè sono fermamente convinta che poco importi quanto andremo a spendere per questi prodotti, alla fine della fiera, dopo tot applicazioni andranno per forza di cosa a seccarsi e a scrivere male. E' il loro destino. Da questo punto di vista preferisco spendere meno e nel caso ricomprarlo appena i problemi di durata si fanno sentire, purchè ovviamente abbia come caratteristiche fondametali, ovvero quella di essere nero intenso, scrivente, facile da applicare e durare ALMENO tre o quattro mesi. L'essence sun club per me ha tutte queste caratteristiche.

L'unico difetto che gli imputo e di NON essere assolutamente waterproof nonostante questa sia venduta come una delle caratteristiche fondamentali del prodotto. Questo non è un ostacolo alla durata dell'eyeliner. A Parigi da questo punto di vista è stato messo a dura prova e ha sempre retto perfettamente per tutta la giornata senza mai sbavare o senza mai scolorire anche senza alcun primer sotto. Quello che gli dà problemi è il contatto prolungato con l'acqua (vedi pianto a dirotto, piuttosto che tutto in piscina).


Per tutto il resto lo trovo un ottimo prodotto.
Riassumendo: si applica con facilità, si può usare tutti i giorni per mesi e mesi senza che dia segni di cedimento, è di un nero bellissimo intenso e lucido, è preciso, dura tutto il giorno. E costa poco, cosa che non sempre per me è un pregio a partito preso, ma in questo caso sì.
Infine, rispetto ai colleghi in gel, è molto più pratico da trasportare e da applicare, dato che non richiede pennelli appositi etc...
E' diventato a tutti gli effetti il *mio* eyeliner, scavalcando completamente gli eyeliner in gel. Non credo di dovervi dire che, a questo punto della recensione, lo ricomprerei sicuramente.

17 settembre 2012

My MAC lipsticks: reviews and swatches. Part III

Rieccoci per un nuovo capitolo (vi eravate persi quelli precedenti? recuperate la prima parte qui e la seconda qua).
Questa volta c'è un intruso, ovvero un rossetto che non ho (ancora), ma che può essere utile per un confronto: ho notato che molte ragazze chiedono sempre cosa scegliere tra Girl about town e Impassioned e volevo mostrar loro dove e come sono diversi.


 Partiamo!

Girl about town - Amplified


Fucsia. Direi che non ci piove. Direi anche ben bilanciato perchè pur tendente al freddo, rimane abbastanza neutro. Non è particolarmente intenso, quindi lo trovo parecchio versatile.
A livello di durata penso che gli Amplified siano i migliori a livello di durata dopo i Matte. Su di me battono persino i Satin. Il colore rimane bello vivo senza sbavare (mangiandoci, parlando, bevendo...) anche per tutta la giornata. Sulla stesura non ha paragoni: si applica bene, in modo confortevole e non necessita di matite per impedirne eventuali sbavature. Dove lo mettete resta. Non secca le labbra ma al contrario è confortevole.
Lo avete visto qui e qui.

Impassioned - Amplified


Ecco l'intruso. Come vedete è diverso da Gat, sebbene per me siano quasi gemelli eterozigoti, una specie di variazione sul tema. Rispetto a Gat è più caldo e rosa, ma anche più intenso.
Per quanto riguarda durata e stesura, il discorso è lo stesso medesimo.

Crosswires - Cremesheen


Bello lui. E dire che se non fosse per Agostina del pro di Milano non l'avrei mai nemmeno considerato. Pur essendo di fatto un rosa, la sua componente aranciata lo fa funzionare su di me. Concordo con MAC a considerarlo un arancio rosato, ma credo che le due componenti possano essere più o meno forti a seconda della persona che lo indossa. Su di me... è esattamente come nel tubetto: un arancio rosato.
Come consistenza e stesura c'è poco da dire: i cremesheen sono confortevoli e semplici da applicare. Purtroppo questo dà problemi dal punto di vista della durata perchè tra tutti è il finish che dura sicuramente meno e per cui servono più precauzioni. Non essendo scuro, in questo caso può bastare una matita di quelle neutre/trasparenti per contornare le labbra ed evitare che vada a infilarsi nelle rughette. La durata è di circa 4 ore, ma dipende molto da come muovete le labbra e da cosa fate. Rispetto a un rossetto standard di altra marca, è comunque molto resistente.

Dare you - Cremesheen



MAC lo definisce un rosso scuro intenso. Secondo me detta così si perde quella componente marrone e calda che ne è l'anima (e in questo contrasta con Hang up che è anch'esso un rosso scuro, ma che vira maggiormente al violaceo e al freddo). Quando lo guardo penso al colore del sangue. Penso sia più indicato per persone con un sottotono caldo o neutro.
Per quanto riguarda consistenza, applicazione e durata, il discorso è lo stesso fatto per Crosswires. Tuttavia, essendo un colore scuro, penso necessiti anche (nel senso che ha bisogno anche di quella trasparente) di una matita di un colore analogo per contornare le labbra in modo da definirle al meglio. E' forse il rossetto che da questo punto di vista richiede più manutenzione per resistere al meglio.
La durata non è eccelsa (ripeto sempre: per gli standard MAC) ed essendo scuro quando inizia a svanire si vede maggiormente. Se sapete che non potrete controllare e/o ritoccare, usatelo in occasioni di poche ore.
Lo avete già visto qui e qui e qui.

15 settembre 2012

MAC Eye Kohl in Feline: an experiment

La Feline è probabilmente una delle matite più celebri di casa MAC. Io ne sono sempre stata affascinata per via del nome: si sa, i felini sono la mia passione. Secondo la casa madre, la Feline è un kajal nero molto resistente (o almeno, così lo spacciano le mua che lavorano per MAC XD). Per dirla meglio, nonostante sia morbido, molto scrivente e facile da sfumare come un kajal tradizionale, resiste di più di un suo analogo di altre marche. E con resiste penso intendano sia nella rima interna, sia nel resto dell'occhio. 


La Feline fa parte della linea Eye Kohl. Nel sito al momento non è disponibile, e il suo status di permanente o limited non è del tutto chiara. Per chi è interessato, nello store di Torino è sempre disponibile. Sono 1,45 grammi di prodotto per 17 euro.

Fino ad ora ero riuscita a scampare al suo fascino grazie ad un unico fattore: il prezzo. 17 euro per una matita mi sembravano veramente troppi e quindi mi ero limitata a guardarla da lontano nemmeno troppo curiosa, dato che con la matita nera storica (la luminelle di yves rocher) mi ero sempre trovata discretamente bene.
Infine, dopo aver dato e passato bene la prima parte dell'ultimo esame della mia carriera accademica (per i curiosi, lo scritto di lingua Araba), ho deciso di fare un salto da MAC per vedere se potevo premiarmi con qualcosina. L'idea era prenotare questa matita che dovrebbe uscire con una delle collezioni di ottobre. Ma lì mi ha atteso una gradita sorpresa: la Feline è SEMPRE stata permanente nello store di Torino, ragion per cui se la volevo, potevo acquistarla senza attese.
In realtà, a convincermi del tutto è stato un piccolo test che ho voluto fare da buona tirchia: per pagare una matita 17 euro, dovevo essere certa che avesse qualcosa di più rispetto alle altre celebri matite dal prezzo analogo, tra tutte la famosa aqua eyes di Make up forever. Quindi, prima di passare da MAC, ho fatto un salto da Sephora, ho provato la nera di Mufe, e poi sono corsa a testare anche la Feline.
Quando ho preso quest'ultima, mi è bastato appoggiare la matita per fare un tratto iperdefinito e iperpigmentato. Invece con la Mufe, per poter avere un tratto soddisfacente avevo passato la matita almeno due volte. Ma il punto su cui il paragone proprio non esisteva era il colore: come per me Russian Red ridefinisce il concetto di "rosso", la Feline ridefinisce il concetto di "nero". Quella matita non è nera. E' IL NERO.


 E lì sono crollata. Quando poi ho provato a sfumarla con il semplice polpastrello, è stato amore. Nonostante il passaggio del mio dito, la matita si sfumava senza perdere intensità alcuna.
Mi sono girata verso la mua di turno e ho detto: la prendo.
Metterla nella rima interna è stato poi meraviglioso: scrive subito, tanto ed è *nero* da far paura.


Io però sono come San Tommaso, e così il giorno dopo ho voluto testarla fino in fondo questa presunta resistenza. Ho quindi fatto un trucco molto semplice, usando unicamente questa matita, senza base, senza usare ombretti sopra e usandola anche nella rima interna. Questo è il trucco appena fatto alle 11:


Per onor di cronaca, il rossetto è Girl about town.
Alle 20, dopo 60 minuti di cyclette e parecchio caldo dopo, il risultato era questo:


Chiedo scusa per la qualità delle foto, ma farle di sera per me è sempre un problema dato che odio a morte il flash. Cercherò di chiarirvi quello che le foto provano a mostrare.
La matita è ancora lì. E non è sbavata creando scie di colore lungo il viso (la macchia nell'angolo interno a sinistra è dovuta alla mia imbranataggine e non alla povera matita). Dal vivo poi risultava ancora più credibile e le foto rendono poca giustizia.
C'è comunque da dire che resistente in senso completo non lo è. Nella rima interna è sbavata, ha creato delle pieghette nella palpebra mobile (e questo ammetto che me lo aspettavo), e in certe zone il colore ha iniziato a sparire o almeno ad essere meno intenso.
Considerato che erano passate parecchie ore e ci avevo fatto anche attività fisica insieme, per essere un kajal è comunque notevole, secondo me. E usata in combo con un primer sotto e un ombretto sopra, dà risultati ancora migliori. L'unico posto in cui tende a non resistere al meglio è proprio nella rima interna: dopo tante ore tende a sbavare, senza però scomparire o creare qualcosa di antiestetico.
E' vero che non viene venduta come waterproof o come la matita più resistente in casa MAC, quindi tutto quello che fa più di un kajal normale è grasso che cola.

Non mi sento di consigliare questa matita a chi ha bisogno di qualcosa veramente resistente. Perchè in certe zone tende comunque a sbavare dopo ore che la si indossa. Mi sento di consigliarla a chi non ha grossi problemi di durata, a chi vuole una matita NERA (e non solo per modo di dire), a chi ha bisogno di una buona base per gli smokey. Anche per creare delle linee di eyeliner precise si è dimostrata valida.
Come tutti i kajal morbidi, penso che in inverno offrirà servigi migliori. L'estate è un momento difficile per prodotti così morbidi.

Infine un pensiero personale. Pur ammettendo che è un'ottima matita, non credo valga sul serio i 17 euro che l'ho pagata. Non sono affatto pentita di averla presa, ma credo che pretendere di vendere prodotti a cifre simili sia abbastanza folle, ancora più dei rossetti a 18,5 euro. Mi soddisfa in parte il fatto che sia molto lunga e che basti pochissimo prodotto per avere linee precise o per colorare grandi porzioni di palpebra quando la si va a sfumare. Questo mi fa immaginare che durerà parecchie vite (o almeno lo spero).

E voi? L'avete provata o ce l'avete nella wishlist?

07 settembre 2012

MAC Mineralize Skinfinish Natural (in Medium): a review

Uno dei prodotti che ho usato con maggiore soddisfazione questa estate è stata la Mineralize Skin finish di MAC.
In teoria questo prodotto viene venduto come una cipria e anche le stesse mua di MAC tengono sempre a precisare che non si tratta di qualcosa simile a un fondotinta in quanto non sono coprenti. In realtà il prodotto è molto di più che una semplice cipria e negare che abbia una qualche coprenza trovo sia un grosso errore, in quanto la potrebbe far apparire ancora più appetibile.


 Ma iniziamo con qualche noioso dato tecnico!
La Mineralize Skinfinish in mio possesso è la Medium nella versione Natural (ovvero quelle dal finish opaco). Il costo - esorbitante - è di 29,50 euro (ma io a maggio l'ho comprata a un euro in meno) per 10 grammi di prodotto. Si può trovare nei monomarca MAC, nei corner MAC presenti in alcune Coin sparse per l'Italia e sul sito ufficiale.
Inutile dire che non è veramente minerale, in quanto già dalla primissime posizioni dell'inci (dal terzo, per essere precisi) presenta vari siliconi.


Ne sono entrata in possesso, come già vi avevo raccontato in questo post, quando con mia madre avevamo usufruito della combo trucco madre e figlia per la festa della mamma. Il costo totale era stato di 40 euro da spendere in prodotti e madreh, sotto consiglio della mua, aveva scelto di prendere uno dei prodotti con cui le era stata fatta la base, optando poi per questa per la sua versatilità.
Nonostante fosse un prodotto che in autonomia non avrei mai considerato, me ne sono innamorata completamente. Ho provato a usarla in diversi modi e questo mi ha permesso di capirne pregi e pecche.
Innanzi tutto c'è da ammettere che - almeno su di me - non ha un fortissimo potere opacizzante nel lungo periodo, soprattutto quando fa molto caldo. Questo  non vuol dire che non opacizza o che non tiene a bada la lucidità, semplicemente esistono prodotti a costo minore che fanno un lavoro più degno (penso alla Hollywood di Neve) e che se è tutto ciò che cercate, non è il prodotto che fa per voi. In compenso, dato che rispetto a una cipria media è molto più coprente, ha il grande pregio di aiutare a uniformare l'incarnato, cosa che può rivelarsi utile per chi ha problemi di discromie o ha bisogno di rafforzare la coprenza del normale fondotinta.
Il finish è opaco ma non eccessivo, molto naturale, esattamente come sostiene MAC sul suo sito.

Qui indosso unicamente la Mineralize skin finish

Essenzialmente l'ho provata in due modi: da sola o sopra un fondo siliconico. Non l'ho provata in combo con del vero fondo minerale perchè onestamente non ne vedevo l'utilità: la Mineralize in un certo senso può essere vista come un fondo minerale (farlocco nell'inci, eh!) con bassa coprenza. Combinarla a un prodotto così simile (sebbene di inci migliore) mi sembrava esageratamente cacofonico.
Usata sopra un fondo siliconico ha il pregio - oltre a quello di fissarlo e aiutarne la durata - di aumentarne il potere coprente. La cosa può rivelarsi utile quando per esempio d'inverno siamo "costrette" a usare fondi molto chiari per adeguarci al nostro tono di pelle ma non vogliamo sembrare cadaveriche: una Mineralize medium su una light come me, se usata senza esagerare, può dare un po' di colore senza creare stacchi o senza dare la parvenza di finto. Ma ovviamente può tornare molto comodo anche quando abbiamo bisogno di fare foto e avere una base perfetta.


Tuttavia, l'uso che ho preferito è sicuramente quello che la vede protagonista indiscussa e unica. 
Quest'anno ho avuto il problema di abbronzarmi molto di più di quanto mi aspettassi, tanto da far risultare la metà dei miei fondi completamente inutilizzabili. Gli unici prodotti che potevo usare erano il fondo minerale e la Mineralize. Il fondo minerale è stato tradito perchè il caldo tremendo mi ha reso ancora più pigra di quanto io non sia di solito: tra l'idea di non mettere niente e stare a girare un pennello nel fondo minerale, la prima opzione mi sembrava migliore. Da questo punto di vista, la Mineralize bella compatta e pratica da applicare mi attraeva di più. Inoltre, come molte sapranno, è stata la mia fedele compagna di viaggio proprio per questi motivi pratici.


Dalle molteplici sperimentazioni ne è risultato che rispetto al fondo minerale, la Mineralize risultava più leggera e dal finish migliore. Mentre la seconda me la spiego con la presenza dei siliconi, la prima non riesco a spiegarmela se non con il fatto che a livello di consistenza è molto fine, per niente polverosa e tende a uniformarsi meglio con la pelle (anche questo probabilmente grazie ai siliconi). Anche a livello di durata non c'è paragone con il semplice fondo minerale: ne basta di meno e fa di più.
Non opacizza in modo eccezionale, ma sicuramente fa meglio del fondo minerale applicato da solo (in combo con una cipria minerale ovviamente non ci sarebbe paragone: la mineralize ne risulterebbe sconfitta, ma al prezzo di dover applicare altro sul viso).
Insomma, d'estate la sua praticità è ai massimi livelli. Normalmente quando prendo sole, l'abbronzatura tende già a uniformare l'incarnato e a coprire discromie e venuzze, ragion per cui la coprenza non mi risulta così necessaria, e posso sacrificarla un po' in cambio di qualcosa di leggero e pratico.
Le uniche categorie che non potrebbero usarla in modo soddisfacente sono chi necessita di una alta coprenza sempre e chi ha bisogno di qualcosa che opacizzi in maniera profonda (a meno di non usarla in combo con una cipria HD nelle zone in cui ci si lucida maggiormente).
Infine, c'è da sottolineare che nonostante il prezzo esorbitante, la quantità di prodotto necessaria e la quantità di prodotto a disposizione la rendono praticamente eterna. Facilmente vi durerà più di un anno, se la alternate ad altri prodotti, anche di più.

Concludendo, credo che se e quando finirà (perchè appunto sembra eterna), la ricomprerò sicuramente perchè è diventato un prodotto "mai più senza" della mia estate e soprattutto per quando devo viaggiare.

06 settembre 2012

Back to school: tips&tricks per trucchi da occasioni formali/sobrie

... ma anche back to work or back to dove volete voi.
Non è che io pensi al trucco naturale come l'unico e solo con cui andare a scuola o in ufficio. Tutto dipende sempre da cosa vi potete permettere e da come siete. Ci sono contesti in cui ci è permessa maggiore libertà (come per esempio alcune lezioni universitarie) e altri in cui anche se siamo predisposte ai colori forti, il contesto non ci permette tanto estro.
Da buona linguista, la metafora sociolinguistica è presto fatta. Sapere parlare una lingua non vuol dire conoscere solo lo standard (penso sia palese quando si espatria), ma vuol dire sapere usare sempre la varietà giusta (alta o bassa che sia, perchè a volte è una varietà bassa quella più appropriata) nel momento giusto, saper capire il contesto e saper fare una selezione nelle nostre conoscenze. Questo per sintetizzare che non sono una fautrice del trucco naturale a tutti i costi in certi contesti (come sono contro il triste e freddo standard linguistico sempre e comunque) e che anzi, se è concesso, dare un tocco di colore, di originalità può fare la differenza sia per noi stessi (tutti sappiamo il potere dei colori sull'umore, può bastare un rossetto aranciato per rendere meno grigia una giornata triste) sia per chi si approccia a noi, purchè - ovviamente - il contesto sia favorevole.
Questo è un invito a saper andare oltre certi schemi rigidi (ufficio = serio, discoteca = non serio etc...) e imparare a leggere tra le righe. E ve lo dice una che un giorno si è presentata dal suo relatore con Film Noir sulle labbra. Lui - uomo di larghe vedute e tanta cultura - non solo non si è scomposto ma in un'altra occasione (in cui indossavo Lady Danger) mi ha persino fatto i complimenti per il bellissimo colore scelto. E' la mia personalità, è il mio modo di approcciarmi al mondo e se posso farlo, preferisco vivere in questo modo. E non è assolutamente detto che un colore aranciato sia per forza poco serio, se lo si sa portare nel modo adeguato.
Io amo i trucchi naturali, ma non amo che vengano proposti come unica soluzione possibile in certi momenti della vita. Trovo che l'originalità o il particolare che risalta valga mille volte di più di un trucco anonimo, anche in contesti formali. E questo non vuol dire conciarsi come un clown, ma vuol dire prima di tutto saper dosare i colori tra loro, saperli armonizzare e saperli portare. Non è semplice, ma una volta imparato può fare una vera differenza nel modo con cui vi approcciate al mondo e a voi stessi (sì, parlo di autostima perchè essere  originali è anche un modo per dire che non si ha paura del confronto).
[Volete iniziare con un rossetto dal colore particolare acceso? Fatevi una cultrura qui o qui XD]

Ovviamente è vero anche il contrario: un trucco naturale non è per forza banale. E so anche che in certe occasioni (soprattutto in quelle in cui non si sa bene come reagirà la persona di fronte a voi a tanto estro) non si può fare altrimenti, quindi è giusto e buono avere un trucco passepartout da usare in situazioni del genere.
In altre parole, serve un trucco semplice, veloce (perchè se siamo tese o di corsa complicarsi la vita NON è una soluzione), che dia una idea di curato ma non eccessivo. Che faccia risaltare i nostri occhi o il nostro viso, ma che non sembri una scritta neon lampeggiante.
Questa è la mia versione. E' adatta a esami universitari, lezioni in cui i professori fanno storie su come uno è vestito (so che esistono purtroppo), colloqui di lavoro etc...





Come vedete non ho voluto sacrificare nulla. Gli occhi sono messi in risalto senza esagerare. Ho evitato matite scure dentro l'occhio per non appesantire lo sguardo. Lo smokey non si estende troppo in altro per non risultare cupo. Ho scelto di abbinare un rossetto abbastanza forte ma che segue molto il colore naturale delle mie labbra (le mie tendono al violaceo), in modo da metterle in evidenza senza risultare eccessiva. Un rossetto del genere è un must have: non è un nude, non è un color labbra, è qualcosa di leggermente più scuro o colorato, ma che riprende alcune caratteristiche dei vostri colori naturali.
Per prima cosa curate la base: una bella pelle dà subito l'idea di una persona curata. Coprite occhiaie, imperfezioni e rossori vari. Meglio spendere il nostro tempo qui che altrove. Usate un blush che richiami il colore che naturalmente avete quando arrossite, in modo che risulti naturale. Non esagerate ma applicatelo in modo sostanzioso, poco alla volta: nulla sembra più fresco e giovane di un viso arrossato nei punti giusti.
Per quanto riguarda gli occhi, si può ottenere qualcosa di carino anche senza spendere un patrimonio di prodotti o di tempo. Qui  ho usato solo due ombretti: un marroncino rosato chiaro e un marrone caffè scuro, entrambi shimmer. Con lo stesso pennello (quello base occhi della Elf), ho prima applicato quello più chiaro su tutta la palpebra mobile, poi quello più scuro concentrandomi sull'angolo esterno e poi sfumando in modo leggero lungo tutta la piega. Ho poi applicato una matita marrone lungo le ciglia inferiori sfumandola con lo stesso pennello ancora sporco dell'ombretto più scuro. Mascara nero e via! Con un po' di pratica si può ottenere un risultato grazioso e semplice anche in poco tempo.
Ovviamente il color marrone è una pura indicazione: anche una versione sul grigio o sul viola è perfetta e non risulta eccessiva. Evitate colori troppo accesi (che ve lo dico a fare?) o troppo scuri. Non vogliamo sembrare *così* truccate.
Sulle labbra ho messo Odyssey di MAC che è il mio rossetto autunnale preferito. Lo amo perchè con il marrone sugli occhi sembra dare il meglio di sè e in questo genere di look è perfetto. 
Se si crea un buon equilibrio si può dare risalto sia agli occhi che alle labbra senza sembrare eccessivi. E' solo una questione di dosare bene e abbinare altrettanto i prodotti con cui vogliamo lavorare.
Se non siete persone da rossetto, non mettetelo in occasioni in cui sarete nervose o agitate. Rischiate di far danno. Optate per un po' di burrocacao e concedetevi qualche minuto in più sugli occhi.

Lista dei prodotti usati:
Urban decay Primer potion in Eden
Ombretto Love Talk (non più venduto) Essence
Ombretto Coffee brown Sephora
Matita Hot Chocolate Essence
Mascara I love Extreme Essence
Correttore Kiko Full coverage n°2

Cipria Mineralize skin finish natural in Medium MAC
Blush Smooth Mauve Kiko (ed. lim)
Rossetto Odyssey MAC

01 settembre 2012

C'è chi dice NO: questione sub4sub

Da parecchio tempo ormai sia sulla pagina facebook che qui ricevo commenti che mi chiedono di iscrivermi o pubblicizzare la loro pagina. Insomma, il sub4sub.
Quando i commenti sono qui sul blog e hanno (o cercano di avere) anche qualche forma di contenuto li lascio, mentre invece quelli su facebook vengono cancellati senza pietà perchè quello è il posto in cui IO mi faccio pubblicità. NON VOI.

Non voglio scrivere un papiro perchè non ho molto da dire al riguardo. Ognuno il suo blog lo gestisce come meglio crede. C'è chi preferisce spendere tempo nel creare contenuti sperando di essere seguito per quelli e che spende altrettanto (o più) tempo per andare in giro a chiedere il sub4sub. I primi rischiano di creare blog pieni di contenuto ma che con fatica attirano fiumi di visitatori (credo che il mio sia tra questi), i secondi creano delle scatole vuote molto visitate.
Certo, i casi di gente che ha aperto un blog da pochi giorni e già vanta un numero di iscritti quasi pari al mio (aperto da più di un anno ormai e con parecchi parecchi parecchi contenuti) sicuramente mi infastidiscono. Tuttavia rimango del mio pensiero solito: a cosa serve avere così tanti iscritti e - a volte - così tanti commenti se tutta la gente che sta lì non è che ti stima/segue davvero ma vuole solo un tuo click sul suo "seguimi"? Che senso ha avere 70 commenti sotto un post in cui la maggior parte o ripete una frase monosillabica giusto per ficcare il suo link e poter avere una visita o molto più banalmente mette SOLO il suo link. Perchè alla fine dei contenuti chissene. D'altronde se questa gente si è iscritta in un blog vuoto è CHIARO che dei contenuti non gliene può fregare un piffero. E questo può andare bene all'inizio, ma temo che dopo qualche mese diventi davvero snervante.
Numeri senza contenuti e senza reale interazione (che dovrebbe essere alla radice di un blog). A che serve? A eccitare l'ego quando si guardano le visite (vorrei fare un paragone di accessi, sarebbe divertente: utile un followers che entra giusto per fare il sub4sub e poi sparisce)? Ottenere prodotti gratis da aziende improbabili di qualità altrettanto improbabile che vi fanno fare un lavoro gratis (perchè prodotti inviati gratis per loro sono costo quasi zero visti i costi di produzione) quando in teoria per tanta pubblicità si dovrebbe venire pagati normalmente? A sentirsi più belli, fighi, meravigliosi?
Onestamente non mi stupisco che poi tanti blog cadano morti.

Però di nuovo: ognuno sceglie il suo modo di gestire il blog.
Io piuttosto che fare il sub4sub preferisco rimanere un blogghetto di nicchia. Volessi fare il boom di iscritti in modo "leale" potrei senza problemi (ho due MAC nel giro di pochi km da casa, a forza di swatches e reviews potrei fare palate di visite senza manco comprare la roba), ma non mi interessa.
Ho aperto questo blog con l'idea di mostrare idee e spunti, ma soprattutto di mostrare me come persona. E non mi interessa di venire vista da mille persone che mi guardano un secondo e poi vanno per la loro strada come accade tutti i giorni. Così come faccio nella vita, voglio creare rapporti di conoscenza o se possibile di amicizia, di discussione e di confronto, di supporto e di interesse. Ecco perchè invece di passare il mio tempo a chiedere sub4sub, l'ho usato per frequentare altri blog, parlare con altre blogger, commentare i loro blog. Finchè molte hanno pensato di passare da me e fare altrettanto. Creando anche dei legami in alcuni casi trascendono il blog in sè.
Questo è il bello di avere un blog. Non i prodotti gratis (accetterei collaborazioni solo con aziende che per me sono DAVVERO VALIDE e solo sapendo che vedono il mio blog non come mero contatore di visite ma come persona valida in primis: Neve e Sleek, siete in ascolto? eh!), non il numeri degli iscritti, non il numero dei commenti.

Ecco perchè io il sub4sub non lo faccio. Quindi per favore, non chiedetemelo nemmeno.
Se avete letto i miei contenuti e vi piacciono, commentate. Non ditemi "vieni a trovarmi, perchè io vengo a trovare tutte le persone che commentano il mio blog, non ho bisogno che la gente mi dica cosa fare e da buona capra testarda, se me lo dite, rischiate che io faccia esattamente il contrario. Non ditemi "io ti seguo, seguimi", perchè non è una transazione finanziaria. Seguire un blog vuol dire che ti piace sul serio. E per quanto io apprezzi ogni iscritto alla mia pagina, non posso dire aprioristicamente di amare anche il loro blog.
Quindi no, un "ti seguo" non è l'unica motivazione valida per seguire voi. Servono contenuti, interazione...

Gestite il vostro blog come meglio credete, ma per favore, smettela di venire a dirmi (perchè i "seguimi", "vieni a trovarmi" sono imperativi nella lingua italiana) come gestire il mio di blog. A ognuno il suo.

Peace.