21 settembre 2012

A koala-tea post: su cosa e quanto giusta sia la normalità

Troppe volte ormai leggo sotto vari video tutorials persone che commentano negativamente dicendo che il make up proposto è "eccessivo", o "non portabile" o "troppo difficile" o "da trans", e che ci vorrebbe al posto un bel look "semplice", "naturale", "con colori semplici come il marrone"...
Ora questa solfa si è trasferita anche sui blog e su facebook, dove capita a mie colleghe un po' più visibili e famose di me di ricevere a volte anche commenti anonimi cattivi che intimano loro di "uniformarsi" un po' di più al loro concetto di bellezza "naturale".

D'ora in poi il caro koala bevitore di tè ci accompagnerà nei post di blabla

Ogni volta mi trattengo a stento dal rispondere acidamente a queste persone. Youtube e il web sono pieni di trucchi "semplici", "naturali", "dai colori portabili" tanto che non capisco il senso di andare a beccare quei (a volte troppo pochi) video che mostrano un minimo di originalità per chiedere loro di uniformarsi. 
Appurato che non è la scarsezza di materia prima a far muovere le dita di queste persone su una tastiera, mi chiedo cosa le spinga a tirar fuori critiche di questo tipo.
Sempre grazie a Youtube ho ormai nausea della parola "invidia" che sempre troppo spesso viene usata a sproposito dalle fangirls delle youtubers per zittire ogni parola di dissenso, sia pure onesta, pacata e ragionata. Eppure in questo caso non riesco a pensare a qualcosa di diverso come motivazione principe. Volersi omologare può essere un desiderio personale, ma volere che anche gli altri siano omologati e che quindi si adeguino a una norma stabilita aprioristicamente da altri sfocia nella dittatura del pensiero. Non ho niente contro la ragazza che ama i trucchi naturali (li amo pure io!) e che segue solo quelli e cerca solo quelli. Ma ho grossi problemi contro chi vuole imporre il suo modo di pensare e il suo modo di agire agli altri attraverso uno degli strumenti più biechi: il commento (per non dire l'insulto, a volte) anonimo.
Forse sarò limitata mentalmente, ma non riesco a vedere altre ragioni sensate dietro azioni del genere oltre a una buona dose di invidia nei confronti di chi ha il coraggio non solo di mostrare la propria faccia a tutti, ma ha anche il coraggio di mostrarsi per quello che è: con le sue PROPRIE passioni, con le sue PROPRIE idiosincrasie, con le sue PROPRIE visioni sul mondo e sulla vita.
L'altra possibile ragione è avere dentro di sè un tale odio, una tale frustrazione, un tale odio nei confronti di se stessi che non si riesce a sfogare altrimenti che non tramite messaggi deliranti lanciati sull'etere.

Dopo aver trovato su facebook un gruppo aperto da una di queste seguaci della normalità e della norma, vorrei dire qualche parola in proposito.

Come nessuna altra parola della nostra lingua, "normale" fa rima con "banale".
Al di là della questione di trucco, per me essere definita una ragazza "normale" equivarrebbe ad annullarmi come individuo. Le uniche cose in cui vale la pena di essere considerati "normali" sono questioni così alla base della civiltà umana (non rubare, non usare violenza, non uccidere...) che rimarcarle sarebbe solo sciocco.
Per il resto, la normalità per me è sempre stato un sinonimo di "già visto". E normalità non è un trucco naturale, è un concetto mentale e una attitudine alla vita prima di tutto. E' la paura di spiccare, la paura di essere diversi e il costante bisogno di essere come gli altri per non doversi trovare in difetto. E' la paura di difendere una propria idea dalla maggioranza. Se queste persone credono che tutto inizi e tutto finisca con un ombretto e un mascara, si illudono. Questo è solo uno dei tanti sfoghi con cui palesano il loro modo di pensare e agire nella società umana.
Io non so come queste persone riescano a vivere sapendo di non dare mai nell'occhio. Di essere dimenticate nella folla di persone in mezzo a cui si trovano. Di essere per sempre comparse in un film in bianco e nero. Io penso ne potrei morire. Non è che io abbia bisogno di attenzioni da parte degli estranei, ma l'idea di catturare lo sguardo di qualcuno e nella loro testa rimanere "la ragazza con il rossetto arancio in una giornata grigia a Torino" mi fa innamorare. Come io a mia volta mi sono innamorata di ragazze e ragazzi che riuscivano a risollevare giornate monotone con particolari imprevedibili.
Sia chiaro, non ho problemi con una ragazza che timidamente prova una matita nera e su di lei le sembra già troppo (è la sua personalità, è giusto esprimerla come meglio credere). Banale è una persona tracotante che si mette una riga nera di matita (pure male a volte) e viene da te a dirti che sembri un pagliaccio perchè hai avuto l'ardire di uscire di casa con le labbra arancioni. Banale e cattiva. Perchè con quelle labbra arancioni sei più vera e onesta con te stessa di quanto lei potrà anche solo sognare.

Se volete vivere nella mediocrità, fate pure. Ma io tutto quello che non vorrei mai essere nella vita è banale e cattiva e piuttosto che omologarmi al vostro modo di pensare, vivere e agire, sarei disposta a trasfermirmi a mille km di distanza in un'isola deserta. Vivete la vostra vita normale, fatta di posti normali, di cose normali, di relazioni normali e trucchi normali. E lasciate a noi il resto. Ne faremo buon uso.

44 commenti :

  1. Aspettavo il tuo post per diffonderlo dappertutto, non se ne può più nemmeno con la storia dell'essere normali & co. U_U

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    1. Ormai mi danno il prurito peggio che le ortiche...

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  2. Quoto in toto. Davvero un post intelligente.

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  3. Ho letto questo post (e scoperto il blog) grazie a Daniela... bè, non posso che darti ragione. Mi è capitato una marea di volte di essere definita "strana" "anomala" "con un trucco non naturale" solo perché osavo un po' con i colori vivaci. O perché avevo lo smalto a scuola. Il bello è da chi provenivano: amiche/compagne di classe. Che ovviamente, con il tempo, hanno cominciato a copiare. A quel punto mi chiedo, erano invidiose o parlavano per far prendere aria alla gola? xD
    Concordo anche sull'essere ricordati per un particolare fatto, piuttosto che essere sempre monotoni e omologati al gregge :) Nulla da aggiungere, hai già detto tutto tu :) bel blog comunque, mi iscrivo subito :) ciaoo

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    1. Probabilmente erano o davvero invidiose o banalmente sono quelle persone che seguono le mode in modo ottuso. E se per caso tu anticipi di qualche mese/anno qualche moda, loro sono capaci di criticarti per poi seguirla quando lo faranno tutti... U_U

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  4. Non è invidia.
    E' che il diverso dà fastidio perché porta a mettere in discussione se stessi. Con tutto quel che ne consegue.

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    1. Non escludere l'invidia a priori. Molte persone odiano ciò che vorrebbero essere e non riescono ad essere.

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    2. Questo sì, ma in questo caso io ci vedo più il fatto che sapere che altre vie siano possibili scardina tutte le certezze pelose a cui uno si appoggia.

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  5. Io adoro i trucchi naturali ma altrettanto amo quelli colorati, quelli pazzi, quelli che danno nell'occhio, quelli che accostano colori anche impensati.
    Ma se anche amassi solo l'uno o l'altro genere, mai mi permetterei di dire a qualcuno di cambiare perché a me non piace. Molto spesso più che invidia credo che la loro sia una gran brutta forma di maleducazione.
    Condivido su facebook, questo post va incorniciato.

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    1. Anche io credo che ci sia una buona dose di maleducazione dietro. Però ci fosse solo quella, non ci sarebbe la supponenza di dire cosa è giusto e cosa è sbagliato. Lì io ci vedo qualcos'altro... Che può essere invidia in alcuni casi, paura del diverso in altri...

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  6. Io sono una che ama il trucco naturale, mi piacciono i rosa e i marroni e non mi ci vedo con cose più colorate o calcate, spesso mi hanno definita affettuosamente prudente con i trucchi, ma ciò non toglie che mi diverta a guardare i tutorial più fantasiosi e con rammarico noti che non rientrano nel mio stile.
    Il concetto di normalità che qui combatti è lo stesso che io combatto nel fisico, perchè normale ormai è la taglia 40, sarebbe normale che io mi mettessi a correre pur di ridurre le mie curve almeno a una 42. Ma che divertimento c'è ad essere tutti uguali? Potevamo desiderarlo al liceo quando la timidezza arricchiva la paura di essere notati, ma adesso mi sembra proprio triste!

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    1. Sulle taglie credo che sia ancora più ostico. Perchè la personalità può cambiare nel tempo (la mia cambia in continuazione) e un trucco sembrare giusto un giorno e sbagliato un altro... Ma il corpo è quello che è e lo sarà per sempre. Non ci può essere un concetto di normale, perchè non è qualcosa che possiamo naturalmente cambiare o modificare. Purtroppo l'accettazione in certi casi è l'unica soluzione (per me la chirurgia estetica ha un senso solo dopo gravi menomazioni). Purtroppo proprio in questo periodo ho tagliato i ponti (a livello di iscrizione al blog) con una tizia che nonostante sia magra e ben fatta, si lamenta della sua taglia 44 dimenticandosi il piccolo particolare di essere alta 1,80 cm... Una 40 su di lei vorrebbe dire essere quasi scheletrica. Eppure si tormenta tanto da essere entrata in uno strano programma dieta-esercizio che ricorda qualche setta massonica... Boh.

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  7. personalità, carattere, difetti sono tutte cose che ci distinguono gli uni dagli altri; non riuscirò mai a capire le persone che tentano di omologarsi alla massa senza così riuscire a esprimere sé stessi.. è talmente al di fuori del mio modo di vivere e pensare che non voglio neanche immaginare che vita vuota e triste possano avere queste persone! e come se non bastasse cercano di far rientrare gli altri nelle loro categorie mentali per sentirsi meno vuote; pensavo che tutto ciò fosse limitato al periodo adolescenziale, in cui le insicurezze ti spingono a conformarti ai coetanei (cosa che fortunatamente non ho mai fatto!) ma a quanto vedo certe persone crescono e non impareranno mai a volersi bene.. che pena -_-
    ah comunque, io adoro le labbra arancioni ^__^

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    1. A me dà proprio fastidio quello: il fatto che cerchino di importi il LORO modo di vivere come l'unico possibile. Ognuno faccia come vuole, ma non mi venga a dire che io sbaglio perchè faccio in modo diverso...

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  8. Ma quanto hai ragione... non per darti una ragione qualunque, ma perchè hai la capacità di tradurre in parole, i pensieri, le convinzioni, le impressioni e la "stanchezza" di leggere certi commenti inutili, volgari, ignoranti e quanto di peggio mi viene in mente, che leggo quotidianamente sul web. Grazie, e che qualcuno ti ascolti.

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  9. Bellissimo post, concordo su tutto! Siamo tutte diverse e per questo uniche e particolari...io amo i marroni ma anche i colori sugli occhi, mentre sulle labbra preferisco non usare toni troppo vivaci, ma questo fa parte della mia personalità. Non capisco questa voglia di "catalogarsi", ma viviamo con serenità e divertiamoci almeno nel make up ^_^

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    1. Concordo: non capisco perchè dare etichette anche in cose così "frivole".

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  10. Bel post, anche se non concordo su tutto.

    Non credo sia invidia, forse la stupida voglia di di dare fastidio o, come ha scritto Lidalgirl, paura del diverso. La seconda ipotesi mi sembra peggiore ma più probabile, soprattutto nel caso di haters e maleducati vari. Nel caso della pagina, voglio sperare che quel "normale" sia solo un'infelice scelta linguistica; del resto una buffa contraddizione si trova nella stessa descrizione ("chi non sogna un trucco da star?". Ma la star è l'opposto della ragazza "normale"!).
    Se esistesse un makeup necessario per essere definiti normali, andrebbe chiesto, a questo punto, cosa fa nella vita la ragazza normale, cosa mangia, che ideologie sostiene, che musica ascolta, come veste. E questi discorsi puzzano di già sentito...

    Certo che non si sentiva proprio il bisogno di modi di pensare "razzistoidi" anche in campo cosmetico.

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    1. Io però alla semplice paura del diverso non credo in toto. Per me c'è sempre una punta d'invidia dietro. Soprattutto nei soggetti più autoconsapevoli. Perchè il diverso spaventa perchè uccide una regola in cui si decide di vivere, però al contempo ci mostra anche come si può vivere senza... E a volte dimostra come si può vivere *bene* senza. E credo che non sempre la cosa sia neutra per chi guarda. Sono sicura che c'è qualcuno profondamente invidioso della libertà da regole e giudizi degli altri.

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    2. l'incoerenza però è spettacolare XD

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  11. Io sono perfettamente d'accordo con te ma, forse perché non "bazzico" molto youtube, non ho letto commenti di questo tipo e anzi, oggi mi sembra che le donne siano sempre più disposte a osare e mettersi in gioco rispetto a qualche anno fa.
    Non parlando di make up ma rimanendo nell'ambito delle "malelingue" mi danno troppo fastidio quelle che criticano le donne in carne che osano nel vestire con capi magari sgargianti, aderenti o comunque vistosi. Se una donna pesa qualche chilo in più dovrebbe mettere il burqa?
    Che tristezza...

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    1. Su youtube sono all'ordine del giorno.
      Comunque sì: c'è una strana tendenza (ma c'è sempre stata purtroppo) nel pensare che sia legittimo avere e dare un parere - buono o cattivo o perfido - su tutto. Ebbene, io credo che ogni tanto tenersi per sè le proprie idee male non può fare. E soprattutto lasciare agli altri la libertà di vivere come meglio credono...

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  12. Post che mi ha fatto annuire ad ogni singola parola!

    Personalmente penso che la quota d'invidia sia alta.E' come, non so, la più carina della classe che viene tacciata di essere per forza zoccola, se mi passi il termine, perchè piace. La situazione mi pare molto simile. Poi, è come se chi facesse questi commenti pensasse che le persone che fanno questi trucchi non sia giusto che in qualche modo si innalzino sopra la media perchè la farebbero impallidire, la media. Perchè spiccherebbero, e guai, se cerchi di spiccare sei una persona orribile perchè esibizionista, chi ti credi di essere? Mah. Secondo me, anche, la dietrologia è che se tutti siamo uguali e nessuno spicca, nessuno deve così sentirsi inadeguato. Peccato che l'inadeguatezza sia dentro di noi, non ce la trasmettano le persone che fanno semplicemente (e giustamente) come meglio preferiscono. Un po' questo mio pensiero penso si riallacci all'odio per se stessi di cui fai accenno.

    ..ma nonostante la capisca, personalmente non andrei da una di queste persone a dir loro come devono vivere la loro vita. Se pensano che sia sbagliato, bene, fatti loro, nessuno chiede di commentare per forza. E non accetto la scusa che se si posta qualcosa pubblicamente sia necessario accettare qualsiasi commento: una critica, è una critica, un attacco personale è ben altra cosa.

    Oltre all'invidia, comunque, penso si sia anche un altro fattore: l'essere inquadrati. Personalmente so di non essere immune a qualsiasi forma di conformismo, anzi, ammetto che in certe situazioni il conformismo mi piace, mi dà un senso d'ordine, di rispetto, di trasparenza. Ma non mi sembra il caso di essere conformisti in un campo come il trucco, che, a mio vedere, è tutto giocato sulla creatività. L'esperienza però mi dice che esistono molte persone inquadrate talmente tanto negli schemi, di mente talmente poco elastica, da bollare come sbagliato tutto ciò che ne esce, e discuterne non esiste.. o meglio, l'unico discussione che vale la pena di fare è quella che termina con loro che sono riusciti a convincerti e tu che dai ragione, altrimenti è sterile LOL

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    1. Il "cerchi di spiccare, chi ti credi di essere?" mi fa tanto ricordare la mentalità (caprona) dei giapponesi. Che odio a morte. Ma lì la tendenza all'omologazione è talmente alta da nausearmi a volte.

      Il conformismo non credo sia una malattia, purchè sia consapevole. A me piace seguire le mode, per esempio. Se mi dicono che il colore dell'anno è l'arancio, io ci provo. Ma sono abbastanza consapevole: 1) del seguire una moda 2) del fatto che se non mi va, posso sempre cambiare.
      Secondo me c'è chi si fa andare bene anche cose che non piacciono... E questo va oltre il conformismo.

      Sul trucco poi...

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    2. Non avevo fatto il collegamento con quel lato della mentalità giapponese, ma ti dò perfettamente ragione. Anche sul trovarla una cosa assolutamente deprecabile, specie quando avviene nelle scuole, all'interno delle classi. Urgh.

      Concordo sul conformismo, come dicevo, io stessa non ne sono immune.. non solo per i motivi che accennavo, ma anche per le mode. Ciò che trovo negativo è proprio ciò che tu sottolinei: il non farsi andare ciò che piace, come per esempio un trucco naturale utilizzato perchè la "norma", e che va a tarpare un altro tipo di desiderio. Chi commenta alle persone che presentano trucchi che sono "troppo", sembrano quasi voler dire "dato che io mi adatto e ne soffro, è giusto (???) che sia anche tu a doverlo fare". Semplicemente assurdo.

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  13. Ma poi la ragazza "normale", make up a parte, in cosa si caratterizzerebbe?
    Io mi ritengo una ragazza come tante, ma rimango ogni volta incantata quando incontro persone con un taglio di capelli che non farei mai, che vestono in maniera eccentrica, che ascoltano musica che non capisco, persone che con le loro idee e con i loro pensieri arricchiscono il mondo di nuovi stimoli, di nuove sfumature.
    Guai a parlare di normalità, non solo perchè uccide la fantasia e già il termine evoca una noia mortale, ma si vanno a creare inevitabilmente dei "diversi", nel senso dispregiativo del termine: quello che faccio io è normale, tu fai diversamente e non sei normale. Io sono fine, tu sei un pagliaccio. Io sono meglio di te.

    Ora tornando al campo cosmetico vero e proprio, io amo il make up a 360°, questo significa che amo i trucchi nude così come adoro vedermi con rossetti forti e ombretti accesi. E' ovvio che anche per i miei gusti ci sono look che scadono nel trash e nel volgare, soprattutto quando a volte sono realizzati per mano di persone poco pratiche e competenti, ma mi viene da pensare che chi nega a prescindere l'idea di trucco come accessorio di stile e forma di espressione in realtà il make up non lo ama affatto. A questo punto non capisco nemmeno perchè leggono beauty blog o addirittura creano loro stessi una pagina dedicata al make up. Darsi al giardinaggio, all'uncinetto, all'ippica?

    Lo sai che io odio quando si tira fuori il concetto di "soloinvidiose" ma inn questo caso credo che sia proprio così: c'è gente che rosica perchè non sa truccarsi e sfoga in questi modi patetici.

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    1. Concordo: pure per me "normale" evoca la noia quando lo associo a campi in cui la creatività è d'obbligo, come appunto il trucco.
      E concordo anche che queste persone non amano davvero il trucco. Perchè se lo ami non lo vedi SOLO come un mezzo per essere più figa, ma lo vedi come uno strumento per comunicare qualcosa di te.

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  14. Non so perché una ragazza senta l'esigenza di definirsi normale, e implicitamente migliore di chi indossa un make up colorato, un accessorio o un vestito più vistoso. La possiamo davvero considerare invidia? Io penso che molto dipenda dalla paura di non essere accettate, di essere messe all'angolo perché incapaci di uniformarsi a un certo stereotipo. Succede per il make up, per i gusti musicali, per tutto quello che porta a distinguersi. E' un fenomeno che ho notato nelle ragazzine: devi avere quelle scarpe, quel taglio di capelli, devi guardare quei programmi. A una certa età lo capisco, può essere difficile essere additata come diversa, o peggio come la sfigata della scuola. Diverso è giudicare in età adulta una donna per un rossetto rosso (mi è capitato e non ripeto l'epiteto usato), un ombretto colorato o una capigliatura multicolor! In questo caso, entra in gioco una rigidità mentale molto triste che autorizza a vedere con disprezzo chi non si è allineato al proprio standard. Io ho superato i 30 e sono una normalissima. Non fumo, non bevo e non mi drogo. Ho un lavoro, un gatto e una casa, ma non sono sposata, non ho figli, nè ne desidero, e vado in giro per l’Italia per vedere concerti non proprio di musica pop. Mi considero giovane e non mi interessa se la società mi vorrebbe mamma e sposa. sono una 'normalissima' che ha una passione (la musica appunto) e balla e urla tra la folla come una teenager… tutto questo con un banalissimo marrone sugli occhi. Quindi attenzione ,care Normali, a ciò che può nascondersi dietro a un beigiolino qualunque!

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    1. Sì, io penso che un po' di invidia ci sia sempre. Anche se il vero movente è la paura, vedere che c'è chi vive senza quella paura della critica o del giudizio non può non scatenare un po' d'invidia. Altrimenti non sentirebbero poi la necessità di andare a dire il giro cosa bisogna fare e cosa non bisogna fare.
      Finchè poi è nell'adolescenza, anche io lo posso capire. Ma passati i 20 anni no. Quello è il momento in cui uno crea il proprio carattere... come fai a farlo in questo modo?

      Per non parlare di chi giustifica il cambio di atteggiamento nei confronti del makeup (tipo, ora solo più colori nude-marroni) con l'età: non c'è una età in cui essere noiosi, a meno che uno non se la voglia imporre.

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    2. Tu hai ragione, a 20 anni si dovrebbero prendere le redini della propria vita e almeno provare ad essere ciò che si vorrebbe essere. Chi non riesce, forse, guarda con invidia chi lo fa. In merito al cambiamento di atteggiamento verso il make up o il look con l'età, ammetto che io l'ho fatto nell'abbigliamento. Certe cose non le sento più mie, mi fanno sentire a disagio o fuori luogo, quindi le ho eliminate pur piacendomi addosso alle altre. Va da sé che non vado in giro a dire che tutte dovrebbero pensarla come me, se lo facessi mi internerebbero per deliri di Onnipotenza! Il camino per comprendere che la propria visione delle cose è opinabile e non un diktat, mi sa che è lunga e tortuosa. Davvero un bello spunto di riflessione questo post, grazie.

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  15. Mi trucco quasi sempre con "rosini e beigiolini" per non parlare dei marroncini, ma rimango incantata davanti a un bel rossetto arancio portato con disinvoltura o a un trucco colorato per andare a far la spesa. Vedo il trucco come qualcosa di terapeutico, quando indosso uno smalto azzurro cielo per sfidare la nebbia mi sento meglio, di sicuro meno triste. Ma come sempre quando qualcuno fa qualcosa per sè, qualcun'altro si sente in dovere di farti sentire inadeguata, pur non avendo voce in capitolo. Ho sempre creduto che questo serva a coprire il proprio sentimento di inadeguatezza e alla rabbia generata dal vedere qualcuno che non ha paura del proprio riflesso.

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    1. Eh sì. Chi sente il bisogno di far sentire gli altri inadeguati è veramente da ignorare. Ci sono poche libertà nella vita... perchè privarci anche di quelle?

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  16. Io mi sono sempre sentita normale anni fa con i miei capelli viola tanto quanto ora con i capelli rossi, mi sento normale con un trucco colorato, mi sento normale con la mia borsa a caramella, perchè la mia normalità la definisco io. Non andrei mai a sindacare le scelte estetiche altrui come anormali perchè non esiste un concetto comune di normalità per me. Con questo non sto andando contro a quello che scrivi, approvo in pieno il discorso in ogni sua singola parola, è che mi fa ridere questo abuso della parola 'normale' come se esistesse una definizione perfetta di normalità e anormalità. Io userei anonimità se fossi in queste persone forse, perchè alla fine si parla di questo, di confondersi con le altre persone senza avere nulla di 'caratterizzante'. Forse sto vaneggiando XD

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    1. Sì... abusare così della parola normale mi fa ridere. Tra l'altro, se quel normale fosse stato usato per indicare look più esosi (colorati, shimmer, un po' pazzi etc...) forse mi sarebbe dispiaciuto di meno. Perchè lo avrei preso come un: la normalità non è essere tutti uguali. Si può essere una ragazza normale (in senso più generico e meno indottrinato) anche truccandosi così... E invece no. Il normale è il marroncino, il resto è pagliaccio. E lì per me scatta il giudizio. E non lo tollero.

      "Io userei anonimità se fossi in queste persone forse, perchè alla fine si parla di questo, di confondersi con le altre persone senza avere nulla di 'caratterizzante'."

      non vaneggi! è una bellissima frase!

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  17. Post molto bello.
    Solo su una cosa "non concordo", e lo metto tra virgolette perché concordo con l'idea di fondo ma non il modo in cui l'hai spiegata: il fatto di "non spiccare mai, essere sempre comparse". Alla fine ognuno è protagonista del suo film, e personalmente se mi metto un rossetto rosso non è perché voglio che qualche sconosciuto/a si ricordi di me anche solo per mezzo secondo, ma per altri motivi. Se volessi "essere ricordata" mi basterebbe andare in giro nuda o con qualcosa di estremamente stupido in testa, non so se mi spiego! L'importante è spiccare in mezzo ai propri affetti o al proprio ambito (e non tutti lo fanno, perché se tutti spiccassero sarebbe come se non lo facesse nessuno), per cui non mi sembra giusto domandarsi con aria un po' altezzosa "Io non so come queste persone riescano a vivere sapendo di non dare mai nell'occhio". In realtà poi hai sottolineato come tu non ce l'abbia con chi è semplicemente timido, ma trovo che i due discorsi un po' si contraddicano: i timidi sono proprio quelli che, per eccellenza, non vogliono attirare l'attenzione. Insomma, non so come spiegare, ma concordo e allo stesso tempo no :)

    Per il resto, quoto tutto: anche io amo i trucchi naturali, ma allo stesso tempo mi piace soprattutto guardare quelli che canonicamente vengono detti "non portabili" e forse è porprio vero che invidio chi ha il coraggio di sfoggiarli (io sono una delle timide di cui sopra, che sta pian piano cambiando); in ogni caso, se non ho niente di intelligente da dire me ne sto zitta in un angolino, anche se in cuor mio penso"questo trucco non lo porterei mai!". Un bel "vivi e lascia vivere" è la cosa migliore in questi casi

    Credo comunque che il problema sia anche che, come purtroppo sappiamo da fatti ben più gravi, l'essere umano tendenzialmente ha paura di tutto ciò che è diverso: e sarà scemo come pensiero, ma ance una ragazza con un trucco acceso viene vista come "diversa", e deriderla per molti è quasi un'arma di difesa.

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    1. Io credo che una persona che vive in questo modo rischia di essere una comparsa pure nella sua vita. Mi rendo conto che è un giudizio forte, ma la penso così. Se ci si omologa così tanto, vorrei capire dove si trova la differenza tra un protagonista e una comparsa...

      Sul farlo per sè/per gli altri, ovviamente è implicito che io lo faccio in primis per me. Però penso che queste persone ragionino SOPRATTUTTO su come gli altri ti vedono... Ecco, io so come voglio vedermi e so come voglio che gli altri mi vedano. Ecco perchè questo discorso.
      Nel mio caro ego, difficilmente potrei fare qualcosa solo per gli altri XD

      Sul discorso dare nell'occhio/timidezza: secondo me è diverso il modo in cui agisce chi è timido e chi vuole omologarsi. Ti assicuro che un timido può spiccare di più di uno che si omologa. E le due cose non sono per forza collegate. Pensa alle ragazzine che si omologano con la "giropassera" tutte uguali. In confronto una ragazza che va in giro con la gonna al ginocchio, tra loro spicca molto di più. Questo intendo per "spiccare"... nel senso di evitare di confondersi con lo sfondo. Non solo, un timido è molto più onesto con se stesso.
      Se poi un timido pensa che l'omologazione sia la cura al suo "problema", ecco, da ex-timida, posso dire con sincerità che sbaglia profondamente. E' come alimentare tutte le paure che ha.

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  18. come non condividere tutto quanto... :°D

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  19. ho scoperto il tuo blog solo oggi.
    Come faccio sempre per tutti i blog che scovo sulla rete, ho cominciato a leggere a ritroso i post dal più recente al più datato e, meraviglia, dopo poco mi ritrovo a leggere questo elogio all'originalità semplicemente divino!
    che dire se non che già ti adoro? ^_^

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    1. Grazie mille ^_^
      Spero che anche gli altri post ti piacciano!

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