18 ottobre 2012

A koala-tea post: il pastello verde

Quando ero piccola, ero affascinata dal colore verde.
Lo amavo profondamente, ne ero proprio attratta. In particolare, adoravo il verde chiaro del pastello Giotto, che nel retro mostrava il fondo della mina. Era un piccolo cerchio verde. Lo adoravo.
Mi ricordo che prendevo il verde e l'azzurro e mi lamentavo instancabile con mia nonna del fatto che doveva essere il verde il colore delle bambine e non il rosa. Perchè il rosa mi sembrava così triste, così spento, così chiaro. Mentre il verde era brillante, intenso e così diverso.


Non ho mai amato il colore rosa, sebbene riuscissi a tollerarlo in piccole dosi
L'unico colore contro cui convergevano tutte le mie antipatie era il rosso. Mi sembrava spocchioso, vanitoso e snob. Certo, da bambina non avrei usato queste parole per descriverlo, ma se ora ripenso alle sensazioni che mi dava, non riesco a formularle in altro modo.
Con il tempo la mia fascinazione per il verde si spostò sull'azzurro ed entrai in quella che - come per Picasso - posso definire a tutti gli effetti "fase blu". Tutto ciò che compravo e indossavo era blu. Tutto ciò che mi colpiva visivamente era azzurro o blu. Non blu scuro, perchè si confondeva troppo con il nero e mi sembrava eccessivamente cupo. Nemmeno il blu elettrico, perchè mi sembrava troppo forte. Amavo l'azzurro che pian piano si fa più scuro e profondo.


Non sono mai stata brava a colorare. A essere sinceri, nemmeno a disegnare, ma colorare era una vera tragedia. Mi dicevano che dovevo prendere una direzione nell'usare i pennarelli o i pastelli e seguire quella, senza cambiare mai, perchè altrimenti diventava un pastrocchio. E io puntualmente non ci riuscivo e il disegno diventava davvero un pastrocchio. Prendere una direzione e tenerla a lungo non è mai stato il mio forte.
Nell'adolescenza i colori si sono spenti. Le insicurezze, come la depressione, ti tolgono tante cose, ma soprattutto trovo che ti tolgano i colori. Il rosso diventa troppo brillante. Il blu diventa troppo intenso. Il verde diventa un pugno nell'occhio. L'insicurezza ti vorrebbe annullare e tu, passivo, lo fai. Solo più il nero e il blu scuro ti sembrano amici. Il nero, l'anticolore per eccellenza. Con quelli ti sembra di dare meno nell'occhio, di essere meno al centro dell'attenzione, come quando scegli un paio di jeans piuttosto che la gonna ampia perchè hai paura degli sguardi che si voltano.
Ero affascinata dalle mie compagne che riuscivano a vivere di colori, perchè io non ci riuscivo più.
Ho ritrovato i colori quando mi sono innamorata per la prima volta. Improvvisamente il mare mi sembrava sempre troppo spento e opaco: se avessi potuto colorarlo io con quello che sentivo, avrebbe brillato come se mille soli lo avessero illuminato. Ricordo un'alba in spiaggia. Mi sembra fosse marzo. Ricordo il sole che saliva lento, trasformando il cielo in un arcobaleno infinito. Non avevo con me una macchina foto per immortalare il momento... e quei colori, ma rimango della testarda convinzione che fosse meglio così. Certi momenti sarebbero rovinati da una foto. Il ricordo, rarefatto e ricostruito (anche falsamente) dalla mente e dalle emozioni, è sempre più bello e puro. Le foto riportano tutto alla realtà quasi in modo crudele, spietato. Forse è per questo che amo i filtri.


E poi ho ricominciato con i colori. Mi sono fatta coraggio, forte di quell'amore e della sicurezza che mi dava, e ho riscoperto un mondo che pensavo perso per sempre. All'inizio ne ero veramente abbagliata, mi sentivo di nuovo una bambina attorniata dai suoi pastelli Giotto. Sono partita dall'azzurro e da tutte le sue sfumature, perchè mi sembrava il trampolino più semplice per buttarsi in quello che ormai, dopo tanto tempo, era diventato ignoto per me.
Poi è arrivato il viola e mi sono chiesta perchè lo avessi sempre ignorato, perchè non ne avessi un ricordo preciso. A ben pensarci, non ricordo di aver avuto un pastello viola da bambina. 
Prima che potessero arrivare gli altri, colui che per me era l'amore se ne era andato. Così come era entrato nella mia vita, tramite gli infiniti di pixel di uno schermo, così ne era uscito definitivamente. 
Faceva male, faceva paura. Temevo che lui si portasse via tutto, dal mio cuore, ai miei pensieri, fino ai miei colori ritrovati. Ma la realtà dell'amore è che non è semplicemente qualcosa che c'è tra due persone e finisce quando loro si separano, ma è in primis qualcosa che c'è in noi. L'amore non scompare mai, semplicemente cambia forma, cambia dimensione, cambia profumo e cambia colore. Ma rimane dentro e da lì non può muoversi, al massimo solo addormentarsi.
Un giorno sentii un enorme bisogno di giallo. 


Non lo avevo mai sentito prima e non riuscivo a spiegarmelo. Non avevo ricordi del giallo: era il colore che usavo per colorare il sole, ma era troppo chiaro e caldo per affascinarmi. Lo associavo solo a cose come i limoni che per me non avevano grande valore. Non sapevo cosa fare, non avevo mai avuto il giallo, non sapevo come si potesse ottenere.
Mi venne offerta una possibilità: potevo ottenere il giallo, ma assieme a lui dovevo portare a casa con me anche molti altri colori. Tanti, quasi cento. Ma il bisogno di giallo era così inaspettato da diventare come una valanga nella mia testa: travolse il mio giudizio e li presi tutti quanti senza pensarci troppo. Mi dissi che prima o poi, come avevo sentito il bisogno di giallo, forse avrei sentito il bisogno anche degli altri.
Non ero mai stata brava a colorare, ma improvvisamente scoprivo che con i colori riuscivo a fare qualcosa di bello. E mi piaceva. Mi piaceva più di quando da piccola disegnavo la mia casa, sempre gialla con il tetto rosso, anche se io una casa gialla con il tetto rosso non l'ho mai avuta.

La vera svolta fu quando ebbi bisogno del rosso. Io.


Il giallo era stato inaspettato, ma il rosso era un affronto. Io odiavo il rosso. Il rosso era sfacciato, urlava "guardami", urlava "sono migliore di te".
Eppure io lo volevo. Lo volevo e lo invidiavo, che a ben pensarci, spesso, sono due facce della stessa medaglia.
Pensavo che se lo avessi ottenuto, forse un po' della sua sfacciataggine sarebbe potuta passare anche a me. Forse sarei stata io quella che urlava "guardami", ma solo perchè non aveva più paura di essere guardata sul serio.
Come nelle migliori storie d'amore, non ricordo come sia iniziata. Il momento esatto o la sfumatura esatta. Ero innamorata ancora prima di accorgermene. E lo sono ancora.

Potrei raccontarvi anche di quella volta che ebbi bisogno dell'arancio a causa di una gonna anni '60. O di come un piccolo batuffolo di pelo mi fece scoprire il bisogno del bianco. Ma sarebbe una storia troppo lunga e non tutte le storie d'amore devono essere raccontate. Alcune nascono e vivono solo per renderci diversi, senza per forza diventare la grande storia d'amore della vita.
Alcuni sono stati brevi flirt, altri sono diventati i compagni della vita. Quelli da cui torni ogni volta che sei nostalgico, ogni volta che sei giù di morale, ogni volta che vuoi sentirti felice come quanto ti sei innamorato la prima volta.
E ogni giorno continuo ad innamorarmi. Di persone, di profumi, di suoni, di sensazioni, di frasi lette in libreria che ti fanno commuovere così tanto che devi uscire per non scoppiare a piangere. E mi innamoro di colori e di chi li ama come me. Di chi li fotografa, di chi li descrive, di chi ne parla, di chi li insegue. Di chi ogni giorno si lascia coinvolgere da loro, senza paure, senza limiti. Perchè i colori sono come la musica e come i sentimenti: imprigiornarli, prima che impossibile, sarebbe un peccato.

---

All photos are mine. Please don't steal them. It would be like stealing my heart.

31 commenti :

  1. Ma che post bellissimo *-* mi sono molto riconosciuta nel "non sono mai stata brava a colorare"... e non solo in quello: dai 14 ai 18 ho bandito i colori dalla mia vita. Adesso? Adesso ho una maglia fucsia e un bel sorriso :D
    Ancora: bellissimo post, bellissime metafore, bellissime parole. Brava!

    RispondiElimina
  2. Io non ho parole per descrivere la bellezza di questo post. Questi sono i racconti che più mi rappresentano.Io invece ho subito un percorso inverso.Ho passato tutta la mia infanzia e la mia adolescenza totalmente innamorata dei colori. Disegnavo e coloravo qualsiasi cosa,in continuazione.Passavo dalla bozza di un abito a il copiare i personaggi della Disney dalla copertina di Topolino.Prendevo i fogli da disegno che utilizzavo alle medie per le figure gemotriche e per l'ora di arte e li riempivo di colori, di me. Poi scrivevo, scrivevo tanto e raccontavo storie che esistevano solo dentro di me. A ogni racconto abbinavo sempre un'immagine creata da me. Al liceo scientifico ho fatto dell'arte e del disegno tecnino la mia gioia fino a che ho capito che doveva essere quella la mia strada,il design e l'archittetura. Quando non l'ho potuta intraprendere la mia vita si è come improvvisamente spenta.Ho smesso di disegnare e ho smesso di scrivere.Ho abbandonato i colori per ritrovarmi a studiare delle materie scure e cupe. In questo mondo,seppur non lo rifiuti totalmente, di colorato non c'è nulla.Ogni tanto riprendo quei disegni e quei racconti di bambina per ricordarmi come ero....ed ero bellissima.
    Grazie Ale per aver condiviso con noi e in questa meravigliosa maniera il tuo percorso.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. solo ora mi sono accorta di qualche errore per la foga di scrivere:D *geometriche *architettura ;)

      Elimina
  3. Sono 5 minuti che penso a qualcosa di sensato da scrivere, ma non mi viene, faccio fatica a descrivere le sensazioni e quanto mi sono ritrovata nelle tue parole.

    RispondiElimina
  4. Concordo con Chia.
    Questo post è incredibilmente intenso e vivido come i colori e le sensazioni che esprimi, va assaporato e metabolizzato pian piano...

    RispondiElimina
  5. Questo post mi ha emozionato e anche profondamente colpito. Trovo sia uno dei più belli che io abbia mai letto. Un inno ai colori attraverso il racconto intimo e allo stesso tempo adorabilmente pudico di te stessa.
    Ti ringrazio per aver avuto il coraggio di postarlo perché è come se tu avessi alzato un velo e ci avessi mostrato qualcosa di profondamente tuo. Grazie.

    RispondiElimina
  6. Dopo un'intensa giornata di lavoro, sedersi davanti al pc e leggere un post così stracolmo di emozioni è stato un toccasana per l'anima. Grazie Takiko!

    RispondiElimina
  7. ...immagini poco nitide di me stessa hanno attraversato la mia mente e acceso i miei ricordi rileggendo questo emozionantissimo post. E' stato come fare un piccolo viaggio nel passato, un ritorno alla mia infanzia che adesso finita la lettura mi lascia un pò di amaro in bocca. Grazie per aver toccato a fondo la mia anima e grazie per avermi fatto rivivere attraverso le tue parole un caos di emozioni che ormai appartengono al passato, che credevo avessi dimenticato. Sei grande Takiko!

    RispondiElimina
  8. Grazie per aver scritto questo post e aver avuto la rrontezza di cliccare su 'Pubblica' prima di poterci ripensare. è bello e potrei rileggerlo davvero tante volte perchè trasmette appieno dei sentimento che ho provato anche io in passato.
    Mi ero appropriata di colori cupi perchè volevo essere forte, volevo che la gente guardandomi avesse questa immagine di me perchè in realtà dentro mi sentivo fragile. Dopo aver passato questo periodo ho ritrovato il fascino dei colori, ma avevo paura di usarli, tanta, e non riuscivo a capire perchè mi fossi bloccata. Sono riuscita ad inserirli pian piano, molto lentamente per non sentirmi di nuovo 'vulnerabile' ma per riuscirli ad apprezzare lentamente.
    Bellissime parole davvero :)

    RispondiElimina
  9. E' bellissimo. Mi hai fatto riflettere mentre ti leggevo, una cosa che purtroppo capita sempre più di rado. Sono stata toccata da questo tuo coraggioso atto, quello di condividere le emozioni profonde. Non mi ero mai fermata a pensare ai colori, per me sono naturali, anzi per reazione alla mia insicurezza li ho sempre indossati molto, moltissimo. Per me, la vera differenza è stata quando ho iniziato a usare i grigi, i marroni, il nero. Ho fatto una sorta di percorso inverso, si può dire, ma non me ne sarei mai resa conto se non ti avessi letta. Grazie.

    RispondiElimina
  10. Ma tu hai mai seriamente pensato di scrivere un libro??? Scrivi davvero benissimo....mi hai rapita! Se decidi di scriverlo voglio la prima copia....sappilo! :D

    RispondiElimina
  11. Grazie per avermi fatto passare dei minuti bellissimi, immersa nei colori e nei ricordi. Grazie per esserti aperta in questo modo e per averci donato qualcosa di così profondo!

    RispondiElimina
  12. Il tuo post mi ha colpito ed emozionato, grazie per avere condiviso questi tuoi pensieri e le tue esperienze :*

    RispondiElimina
  13. che tenera che sei!!! Grazie per aver condiviso con noi le tue emozioni <3

    RispondiElimina
  14. Beh, non servono i filtri, basta smanettare col bilanciamento bianchi o poi dopo coi livelli a photoshop XD
    (scusa, la fotografa noiosa che c'è in me esce)

    RispondiElimina
  15. Che meraviglia queste parole. Vado a letto con una bella emozione nel cuore, grazie.

    RispondiElimina
  16. Onestamente, non so bene come lo devo interpretare questo post, ma è stato molto bello leggerlo. Sarà che non sono mai stata brava nell'interpretazione del testo neanche a scuola, sarà che non ti conosco abbastanza, o sarà che alla fin fine mi va bene così: ho capito quel che ho capito e mi tengo stretta quello che mi hai trasmesso, e basta.
    Riguardo a me - non che me l'abbia chiesto nessuno, ma approfitto di questo spazio aperto - quando sono entrata all'università ho vissuto un periodo molto "colorato", di pantaloni accecanti e unghie individuabili da miglia di distanza. Ora questo spirito l'ho un po' perso, forse anche per colpa di qualcuno che se l'è portato via insieme a molte altre cose, ma piano piano spero di recuperare almeno quelli che sono i "miei" colori.

    Bellissime le foto, pensavo le avessi prese su internet fino a quando non ho visto la dolcissima frase in grassetto in fondo al post. Complimenti davvero.

    RispondiElimina
  17. E' vero, ho dei ricordi che per me sono i più belli proprio perché vivono nella mia memoria e non ci sono foto che possano sbattermi in faccia la realtà.

    Anch'io ho tanti momenti legati ai colori, e avevo una grande passione sia per il verde che per l'azzurro, ricordo ancora lo sdegno quando a 6 anni mi regalarono dei pennarelli senza il colore verde chiaro, al suo posto c'era un color pistacchio e divenne in poco tempo il mio preferito! E già a 3 anni avevo una gran passione anche per le scarpe rosse <3 Ho voluto la Panda rossa proprio perché è legato ad aneddoto della mia infanzia <3

    Questo post ha fatto breccia nella mia "corazza", da qualche parte qua sotto ho ancora un cuoricino... forse l'amore davvero non finisce, da quel punto di vista io ora mi sento morta e sepolta, c'è solo nero.

    RispondiElimina
  18. Dico solo che è un post magnifico ed emozionante.

    RispondiElimina
  19. Io credo di essermi innamorata di un paio di colori e basta ma non vedo l'ora di aver bisogno delle altre tonalità per colorare la mia vita :)

    RispondiElimina
  20. Come qualche altra commentatrice prima di me, sono rimasta senza parole, ma con un sorriso sulle labbra.

    Grazie per aver condiviso questi tuoi ricordi, emozioni e sensazioni con noi.

    RispondiElimina
  21. Da piccola il mio colore preferito era il giallo! Eppure non mi rappresentava per niente, io che sono sempre stata cupa... forse è proprio per questo, mi attraeva perché era il mio opposto...
    Ora i colori mi piacciono tutti (tranne il rosa, devo dirlo, non mi è mai piaciuto) anche se tendo, ad esempio, a vestirmi spesso di grigio. Più che altro credo sia per pigrizia...

    RispondiElimina
  22. bellissimo post, mi ha fatto tornare indietro nel passato e ricordare tutti i colori che ho amato e perché! da bambina non avevo grandi preferenze, forse il celeste! Ricordo bene di avere avuto anche io una fase Picassiana, ma quella rosa, alle superiori! Poi sono arrivati il viola, il verde petrolio, il rosso, il blu.... negli ultimi anni ho adorato l'arancione (e no, pantone non c'entra XD).. l'unico colore che non ho mai amato particolarmente è il giallo!

    RispondiElimina
  23. Ma che bello questo post!! Ho vissuto anche io l'abbattimento dei colori nell'adolescenza e non so come è avvenuto il cambiamento ma credo che sia stato prima nelle forme e poi nei colori ;)

    RispondiElimina
  24. Mi sono persa nei tuoi pensieri e nelle tue parole. Sarà che sono un'inguaribile romantica...

    RispondiElimina
  25. Sei davvero brava a scrivere ♥

    RispondiElimina
  26. Se c'è una cosa che sai fare divinamente è scrivere. Mai banale, sei sempre una sorpresa. E ti invidio. Io non sono altrettanto brava con le parole, non lo sono mai stata.
    E' sempre un piacere leggerti!

    RispondiElimina
  27. è stato più bello che leggere una poesia :)

    RispondiElimina
  28. Un bellissimo post, davvero. Grazie per aver condiviso con noi queste immagini, questi ricordi, queste sensazioni. Hai uno stile di scrittura meraviglioso.

    RispondiElimina
  29. Questo post a tratti è toccante, leggerlo mi ha fatto sentire sul cammino a ritroso della mia adolescenza, un percorso non privo di ferite.

    Le foto, come le parole, sono incantevoli.

    RispondiElimina