04 ottobre 2012

A koala-tea post: sull'armocromia, la libertà e i paletti

Armocromia è il nome dato alla disciplina che cerca di trovare una armonia tra i colori che fanno parte di noi (della nostra pelle, dei nostri capelli...) e quelli che indossiamo. Andando a valutare alcune caratteristiche, ci verrà detto a che "stagione" apparteniamo e quindi che colori ci staranno meglio addosso. Stagione sembra un nome buffo, eppure l'idea è proprio quella di dividere le persone in tot categorie (il numero esatto dipende dalla filosofia personale di chi fa l'analisi) che richiamano le quattro stagioni e per ogni stagione di solito ci sono tre sottogruppi. Ultimamente sta prendendo molto piede e sono parecchi i blog e i post che trattano questa materia e molte le donne che confessano di andare a fare shopping con la loro palette selezionata dall'esperta che le ha analizzate per non sbagliare.


Non voglio perdere troppo tempo a spiegare come funziona perchè... essenzialmente non si sa. C'è chi guarda solo i colore di occhi e capelli, chi dice che bisogna guardare più in profondità, chi dice che solo un "esperto" può determinare la nostra stagione esatta. Insomma, la validità sembra essere soggettiva sebbene cerchi di promettere una buona dose di risultati oggettivi.
Non voglio nemmeno perdere tempo a dire cosa penso di chi si fa pagare per dire alle persone che colori devono indossare, nè tanto meno giudicare chi paga per farselo dire. Perchè in un paese democratico ognuno fa dei suoi soldi ciò che vuole finchè non va contro le leggi e io non sono nessuno per giudicarli. Quindi, pur ricordando che c'è chi paga e chi viene pagato per queste analisi, voglio affrontare l'argomento come se questa compra-vendita non esistesse, in modo da essere il più giusta e priva di pregiudizi possibile.

Tutto questo discorso non credo sia nuovo nè innovativo. Già i libri di trucco e di moda di mia madre davano consigli su che colori scegliere a seconda del colore degli occhi o del colore dei capelli. Erano consigli piuttosto sempliciotti: scegliere il colore in contrasto con l'iride, scegliere un particolare tipo di blu piuttosto che un particolare tipo di viola etc...
Come al solito però le mode tornano e quando accade qualcuno grida sempre al miracolo e all'innovazione (le giacche jeans? davvero? mai viste prima!). Ciò che secondo me differenzia l'armocromia con ciò che c'era prima sono i paletti che vengono posti. Quello che interessa a questa disciplina è farvi sembrare belle, gradevoli a livello armocromatico (che non vuol dire per forza delle fighe in senso totale, perchè il colore della gonna può anche essere quello giusto, ma se il modello vi farà sembrare grasse non avrete ottenuto chissà che risultato). Stop.
Che il trucco sia un modo per sembrare più belle penso che tutte lo sappiamo e penso che tutte noi che ci trucchiamo almeno una volta nella vita lo abbiamo visto come una fonte di salvezza per non sembrare delle smorte bruttine. Tuttavia, trovo che sminuirlo a semplice modo per infighettarsi sia avvilente. Il trucco è stile, è personalità, è estro. E tutte queste cose non accettano nè limitazioni nè paletti. L'estro e la personalità non accettano di sentirsi dire che il blu non lo puoi indossare e l'arancione sì anche se non fa per te. Questo non vuol dire che io vedo il trucco solo come forma d'arte, ma anche vedendolo come metodo per abbellirsi, non amo che vengano posti aprioristicamente dei limiti alla creatività.

So che non tutti sono così e so che c'è gente che è disposta a pagare (appunto) per essere sicura del risultato finale. Nel sapere che sarà bella e piacevole. Non sta a me giudicare, però un appunto lo vorrei fare: chi fa le analisi è pur sempre una persona, con i suoi gusti e le sue idiosincrasie. A meno di non farci analizzare da un campione di diverse persone per poi fare una "media" dei risultati (e anche questo sarebbe comunque molto poco scientifico), il parere di una sola persona per me lascia il tempo che trova, anche se è un occhio di lince. Ma soprattutto il mondo è soggettivo e altrettanto il modo delle persone di approcciarsi al colore. La più grande esperta di armocromia può dirci che il celeste fa per noi, ma poi se al ragazzo su cui vogliamo fare colpo (esempio idiota) quel colore proprio non piace su di noi... cosa gli diciamo? Che ce l'ha detto la grande esperta e quindi ha torto lui?
Non voglio aggiungere insicurezze alle insicurezze. Ma semplicemente dire quella che secondo me è una verità troppo spesso accantonata: non importa chi ci dirà cosa fare e cosa indossare, troveremo sempre chi ci troverà spente con il colore giusto e divine con il colore sbagliato. E ci sarà anche chi non capirà nemmeno la differenza di cui stiamo parlando.
Se il punto fondamentale dell'armocromia è di darci una sicurezza, secondo me ci illudiamo. Perchè è un campo troppo soggettivo e troppo personale per poter avere dei capisaldi di qualsiasi genere. Personalmente, quando non sono sicura di qualcosa (e mi capita, ovviamente), chiedo consiglio alle persone vicino a me che credo abbiano occhio. Questo perchè muovendomi tra di loro, se devo per forza piacere a qualcuno preferisco partire da queste persone. Ma il mio è l'ultimo parere veto. Se un colore mi piace ma il mondo me lo boccia, io lo indosso lo stesso. E viceversa.

Mi aspetto una risposta stile "ma anche noi lo facciamo per noi stesse e non per gli altri", tuttavia mi viene spontaneo chiedermi perchè si abbia bisogno del parere altrui per capirlo. Insomma, se il nostro è l'unico parere che ci interessa, a priori non dovremmo essere noi a decidere cosa indossare e cosa no?

Come vedete il mio è più uno stimolo alla discussione e al confronto. Non sono interessata a giudicare o a porre limiti (eh beh) di normalità dicendo cosa è giusto fare e cosa no. Allo stesso modo, nulla ho da dire verso chi usa queste indicazioni per capire come muoversi e poi man mano diventa più coraggioso. Mi lascia invece perplessa chi (e ho visto purtroppo farlo) continua a chiedere insistentemente consiglio a queste esperte anche per le più piccole minuzie: qualche rossetto indossare al matrimonio dell'amica, che colore indossare per il primo colloquio di lavoro... Come se non fossero in grado di farne a meno.

Quello che mi sento di dire pensando a me stessa e all'armocromia è che sono due cose che non possono avvicinarsi in questo mondo. Io amo i colori e credo molto nella loro capacità di avere un qualche effetto a livello mentale. E credo nello sperimentare, come molte volte penso di avervi detto fino alla nausea.
I colori possono spaventare, possono sembrarci difficili. E' un discorso che già abbiamo affrontato parlando di rossetti. E' proprio in momenti come questo che mi torna in mente come eravamo da piccole/i, quando disegnavamo e coloravamo senza limiti e paletti, e se un giorno ci piaceva, coloravamo gli alberi di blu e l'erba di arancio. Non ci importava che il sole non fosse davvero giallo e che l'acqua non fosse davvero azzurra, perchè i bambini affrontano con leggerezza queste cose senza pensare a cosa la società vuole o non vuole. Quando io mi trucco qualcosa di quella leggerezza torna in me. Divento di nuovo quella bambina che se ne fregava dei paletti e dei vincoli, e usava i colori come meglio credeva e come più le piaceva. I colori pastello non mi donano, ma se c'è il giorno in cui ne sento il bisogno, li indosso e non ci penso troppo. Non mi interessa che chi mi guarda mi trovi sgraziata e poco luminosa, perchè tanto chi vorrà trovarmi sbagliata riuscirà sempre ad avere un motivo per giudicarmi male. So cosa mi sta bene e cosa mi sta meno bene perchè l'ho provato e non perchè qualcuno me l'ha detto. Perchè ho imparato a conoscermi senza che qualcuno mi desse il libretto d'istruzioni (anzi, mi piace pensare di averlo scritto io, se proprio esiste). Perchè con lo stesso "coraggio", mi sono messa quei colori in faccia, anche solo per starmene a casa, e ho capito cosa faceva risaltare il mio viso e cosa no. Cosa lo valorizzava e cosa no. E a volte so che anche ciò che non mi dona mi serve per stare meglio. E per me è tutto ciò che conta. E secondo me, per quel che vale, è tutto ciò che deve contare.
I paletti ci vengono posti ogni giorno, per qualsiasi cosa. Non credo sia giusto nei nostri confronti porci paletti anche dove la libertà dovrebbe essere unica padrona. Farlo secondo me è limitante e limitativo, anche se pensiamo di guadagnare in cambio un briciolo di sicurezza in più.

Questo è più o meno ciò che penso io della questione. Vorrei ora sentire il vostro parere. Qualsiasi commento, critica (costruttiva), suggerimento, spunto di discussione sarà ben gradito. Se volete quindi partecipare o anche solo vedere un possibile dibattito in merito, aprite i commenti.

Edit 9 ottobre 2012: aggiungo una piccola postilla al discorso. A chi mi chiede come faccio - io che cerco di descrivere in modo *oggettivo* i colori, come potete leggere negli ultimi post sui rossetti MAC - a non capire che *inserire regola armocromatica random*. Ebbene, vi faccio un banale esempio. E' vero che Russian Red è più freddo di Lady Danger, ma è anche vero che Lady Danger è un rosso aranciato (quindi caldo), ma che ha come base un aranciato freddo (a differenza di Chili che ha un sottotono aranciato caldo, quasi marrone). Ora: Lady danger... è caldo o freddo? Altro esempio: Hang upper me è un rosso scuro sul berry, caldo. Altre persone ci vedono del marrone dentro. Io no. Chi ha ragione? Ebbene: o io creo una autorità che ha ragione a prescindere o devo pensare che sia soggettivo. per dire, se odio il marrone come colore, appena ne vedrò una punta da qualche parte, subito percepirò quel rossetto come più marrone rispetto a chi magari questi problemi non li ha. per dirne una eh. Ora, io non credo che su queste cose ci sia chi ha ragione e chi no, perchè nessuno può *pretendere* di dire come vedere qualcosa.
Io - da linguista - ho studiato i colori. Ho studiato come le culture creano termini per definire i colori e vi potrei stupire su cosa si riesce a trovare nel mondo. Popoli che non hanno una parola per definire il "verde" o il "giallo", popoli che vedono come stesso colore il grigio scuro e il nero, popoli che vedono il blu e il verde scuro come gradazioni dello stesso colore. Dunque: chi ha ragione? Io che dico che il verde è verde o chi dice che il verde e il blu sono gradazioni della stessa cosa? Per approfondire quanto il colore sia un concetto soggettivo sia a livello percettivo che a livello culturale, vi consiglio brevemente una scorsa alla teoria e alla varie revisionid di essa di Berlin e Kay (link).

Ultima cosa: io non cancello i commenti. Ho messo la moderazione per evitare il trollaggio e lo spam, ma sicuramente non cancellerò commenti che la si pensi come me o meno anche se hanno un tono brusco. Posso invitarvi a moderare i toni, ma sicuramente IO NON CENSURO.

46 commenti :

  1. Prima!
    Ok, scusa la demenza.

    Il mio punto di vista sull'argomento è più o meno il medesimo, ed è la stessa risposta alla questione della portabilità e non, fondamentalmente...
    Io vedo il trucco come una delle tante modificazioni corporee possibili: una modificazione temporanea e facilmente rimovibile, ma pur sempre modificazione. Questo significa che posso intervenire sul mio aspetto per abbellirlo e valorizzarlo, ma anche per stravolgerlo o per utilizzarlo come superficie in cui esternare delle sensazioni, un'ispirazione, una condizione mentale eccetera.
    Il bello del trucco è, a differenza di altre body mod, proprio la sua transitorietà. Il che significa che ogni giorno posso reinventarmi, ogni giorno posso predisporre una faccia per incontrare tutte le altre facce che incontrerò, per citare il mio amato Prufrock.
    Idee come quella di portabilità o, in questo caso, che ci siano solo determinati colori che mi stiano realmente bene perché armonici con i miei propri colori, sono per me non paletti, ma vere e proprie gabbie.
    Anche perché, nell'ottica delle modificazioni corporee e quindi dell'espressione esteriore del sé, non è necessario che il risultato che vado ad ottenere sia armonico. Anzi, in alcuni casi, mio intento può essere quello di creare qualcosa che sia palesemente dissonante perché quello che sento in quel momento è proprio una dissonanza.

    Non so se si sia capito il senso complessivo del discorso.

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    1. Si è capito eccome e lo condivido completamente. Amo il trucco proprio perchè non è definitivo, ma è qualcosa che può mutare con me, con il mio umore, con la mia persona. E dato che io non sono sempre la stessa (come anche i miei capelli per molto tempo non sono mai stati dello stesso colore etc... idem il mio abbigliamento), perchè il trucco dovrebbe esserlo?
      I colori poi sono l'asse portante del trucco: limitarli è limitare il trucco in sè.
      E concordo anche con la questione "essere dissonante", perchè ci possono essere momenti in cui ciò che si vuole esprimere è proprio quello e non capisco perchè a priori bloccare un così potente strumento di comunicazione.

      Chi pensa che il trucco sia solo abbellirsi secondo me sbaglia in pieno. E non può nemmeno dire di truccarsi davvero. Il trucco trascende dal concetto di bellezza, e può diventare una forma d'arte o d'espressione o di comunicazione.

      Senza contare che - cosa che ammetto di aver dimenticato nel post - tutto ciò che crede di poter infilare più di 6 miliardi di persone (saremo vicini ai 7?) in tot categorie predeterminate per me è follia. Se io un giorno non sono uguale a quella del giorno prima, come possono esserlo le persone tra loro?

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    2. Dimenticato un pezzo.
      Il punto è che, come rilevi tu, è che si tratta comunque di questioni soggettive.
      Per cui io ho quest'ottica, che può essere condivisibile o meno, ma non è scientificamente provata.
      Così come nulla, in materia, lo è: se ci mettiamo in 10 davanti ad un quadro verranno fuori, tolte le solite frasi di derivazione nozionistica, 10 impressioni differenti.
      Ci sono tanti sguardi tanti quanti sono le persone, e ciò che per noi è un'"oggettività" unificatrice è semplicemente un sistema di credenze cui scegliamo spontaneamente o meno di aderire (tendenzialmente, si parla di "contesto", per esprimere questo concetto).
      Così come il concetto di bellezza muta a seconda dei tempi e dei luoghi, oltre che a seconda delle persone (ergo degli sguardi), muta anche quello di armonia.
      E' chiaro quindi che questo non è né assoluto né oggettivo: se poi si decide di prenderlo come valido per sé e impostare attorno ad esso un sistema di scelte e valori è un discorso che riguarda il libero arbitrio, ma non bisogna però pensare che, se è valido per sé, allora lo è a livello universale.

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    3. Esatto. Non so, a me viene sempre in mente il fatto che molti preferiscono mettersi la suddetta faccia per incontrare le facce e seppellire i propri demoni o semplicemente il proprio io perché non ritenuto gradevole. O non in grado di affrontare il mondo esterno. Mi rendo carina così tutti mi sorridono e non si fanno troppe domande su di me. Mi rendo carina così sembro sicurissima di me e delle mie potenzialità e a nessuno viene in mente di attaccarmi.
      Poi magari sono tutte mie pippe mentali, eh.

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    4. Infatti la cosa che più mi intristisce quando si discute con le persone che seguono questa disciplina è la loro pretesa di oggettività. Quando ti fanno vedere la stessa persona vestita di due colori diversi e ti dicono "ma non vedi blablabla... è evidente che blablabla". Ma perchè dovrebbe esserlo? Ma soprattutto, per chi?
      Ci sono tanti campi in cui si cerca di dare una oggettività nella soggettività (penso alla letteratura o all'arte stessa), ma ci sono campi in cui è davvero impossibile. E tutto quello che ha a che fare con il semplice colpo d'occhio, con il puro senso... ecco, non è assolutamente oggettivizzabile. E perchè dovrebbe esserlo?
      Senza contare che i colori stessi possono essere mutare anche rispetto al background: lo stesso celeste su sfondi diversi dà risultati diversi. Per non parlare con luci diverse etc...
      Come facciamo a oggettivizzare tutto ciò? Non è possibile.

      Senza contare che mi fa tristezza vedere queste persone adeguarsi a modelli così rigidi e poi fare discorsi come "i canoni di bellezza che ci impone la società", perchè tu non ti imponi canoni assolutamente arbitrari?

      Il concetto di portabile, di bello, di armonioso cambia come dici tu a seconda del tempo, del luogo, dello sguardo, della persona, delle idee... Pensare di poter raccogliere tutto questo e tirarne fuori un modello unico secondo me è folle. E' folle quando lo fa uno stilista, è folle quando lo fa una persona comune.

      Secondo me non sono pippe tue. Io non riesco a non pensare che in certi casi (non tutti ovviamente eh) ci sia dietro solo insicurezza. Cioè persone che hanno bisogno di un parere esterno per sapere di andare bene così. Il problema è che questo genere di discipline fanno proprio male agli insicuri, perchè li convincono ancora di più che se fai A sei giusto e se fai B sei sbagliato. Ma se un giorno fai A e ti dicono che sei sbagliato, cosa accade? La pretesa di piacere è una pretesa illusoria. Perchè è mutevole come l'occhio di chi ci guarda.
      Se serve questo per affrontare il mondo in sicurezza, c'è qualcosa che non funziona nel profondo.

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  2. Concordo pienamente, pur non essendo io una grande sperimentatrice (e nemmeno una grande amante dei colori, alcuni non me li metterei nemmeno per scherzo) non ho mai pensato di chiedere consiglio a qualcuno rispetto a cosa mi stesse/non stesse bene.
    Si fanno delle prove, si sbaglia, si strofina via tutto e si ricomincia. Nessuno nasce imparato ma pare che la gente se ne sia dimenticata, attanagliati da una paura di sbagliare che non riesco a spiegarmi, come se veramente ai nostri amici interessasse controllare che il colore del nostro rossetto si abbini alla nostra *stagione*. Sarò molto fortunata ma ai miei amici non frega niente di come appaio, ma di come sto.

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    1. Sì, questa estrema paura di essere inadeguato e sbagliato e sbagliare è proprio tipica di questa società. però non bastava il peso? la ricchezza dei nostri vestiti? il taglio e colore di capelli? ora pure sui colori che indossiamo dobbiamo stare attente?

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  3. Posso comprendere che ci sia chi vuole andare sul "sicuro" e farsi consigliare una palette personalizzata di colori. Posso capirlo, perché non è detto che tutte vogliano star lì ore, giorni, anni a scoprire con che colori stanno meglio.

    Ciononostante, personalmente a queste teorie non ho mai badato. Non mi sta bene un colore? e che sarà mai, la prossima volta lo evito. Mi piace come mi sta una tonalità che qualcuno potrebbe supporre stare meglio su una bionda con gli occhi azzurri e la pelle rosea? altrettanto chi se ne frega. Continuo ad usarlo e a bearmi del fatto che piaccia a me. Quando mi guardo allo specchio è a me che devo piacere. E la sperimentazione con i colori è un gioco a cui spero di non smetter mai di giocare in favore di sicurezze che, in fondo, nella vita potrebbero anche essere a rischio di strane mutazioni.

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    1. Quello che mi manda in crisi è che queste persone dicono di fare l'analisi "per conoscersi meglio", però quale metodo migliore che stare proprio lì a perdere un po' di tempo per pitturarsi la faccia in un momento di noia o relax? io lo trovo terapeutico, vagamente rilassante e mi fa scoprire tante cose di me che prima non sapevo...

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    2. E' così anche per me. Poi noi ne parliamo per quanto riguarda il make up ma fondamentalmente è così anche per come ci vestiamo. Quello che scegliamo parla di noi e anche se non sempre scegliamo bene...si impara dagli errori. Un modello ed un colore che oggi trovo inadatti non saranno nel mio armadio di domani. Ma avrò scelto io di comprarlo e domani di cederlo e cambiare. E nel frattempo avrò imparato qualcosa di me stessa, delle mie forme, di ciò che mi sta meglio e di cosa evitare. Tante persone ritengono di stare bene solo con il nero. Giammai, io credo che dentro al nero vogliano semplicemente scomparire. E lo dico amando il nero e scegliendolo volentieri anche io...tra un colore e il successivo.

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  4. quello che non mi piace di questa disciplina è che in un certo senso impone un'unica idea di bellezza, quella armonica, bilanciata, naturale. Invece secondo me esistono centinaia di bellezze diverse, c'è quella ma allo stesso tempo ci sono ragazze che sono bellissime con colori disarmonici, innaturali (vedi, tanto per dirne una, Helenuzza nostra...sicuramente il suo colore di capelli e i suoi trucchi e le sue lenti colorate non sono armonici, ma questo la rende meno bella di una ragazza coi capelli naturali e il trucco soft?). Sono semplicemente gusti estetici, c'è a chi piace la naturalezza, a chi no, ma questo non rende una persona più bella di un'altra. Almeno, io la vedo così.

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    1. Non posso che essere completamente d'accordo. La bellezza non è un canone unico, non è una idea univoca. Dipende da tante cose e si può essere belle anche nella disarmonia...

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  5. L'armocromia nel vestiario, come la storia delle forme del corpo, penso sia una cosa molto personale.(premettendo che penso che le forme del corpo siano più ''importanti'' del''armocromia) Mi spiego, penso che ognuna di noi vorrebbe trovare quel dato colore o quello specifico modello che ci sta bene perchè fa risaltare le nostre caratteristiche positive...ma se non mi piacesse? Io amo i vestitini anni 50, le gonne a vita alta a ruota, sono una mela ma le uso lo stesso perchè mi piacciono molto. Idem nell'armocromia, il verde menta mi ingrigisce terribilmente (e mi ci è voluto uno specchio ed un pò di autocritica per capirlo) ma lo uso lo stesso su pantaloni e top scollati. Perchè dovrei limitare me stessa per avere un risultato più ''armonico'' se poi la persona che vedo allo specchio non quella che vorrei vedere?
    Capisco il caso in cui non si hanno gusti particolari ne pretese, ma si vuole solo apparire carine..però bho, mi sa di noia
    Quanto è più divertente sperimentare un pò su noi stesse, e anche fregarcene delle 'regole' alla fine ;)

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    1. Io seguo abbastanza la questione delle forme del corpo, però a volte anche lì certi paletti mi stanno stretti. Sono felice Anna abbia fatto anche i post sulle variazioni possibili (e immagino catalogarle tutte sarebbe impossibile però...) perchè rendono la casistica un po' più ampia. Però secondo me sono due cose diverse. La forma del corpo è abbastanza oggettiva: è oggettivo avere una vita segnata o no, avere tanto seno o no. Valorizzare una cosa o meno è vero che è sempre colpo d'occhio, però almeno c'è qualcosa di reale, tangibile... Mentre i colori puri sono completamente aleatori. La stessa percezione dei colori cambia da persona a persona... Lì non credo ci possa essere davvero una base oggettiva.

      Per dire, mentre io non vedo la differenza armocromatica, vedo la differenza tra una clessidra con un abito 50s e una con un abito 20s... Vedo subito quale dei due cade meglio.
      La questione però è sempre personale come dici tu: se io lo voglio fare lo stesso, chi me lo impedisce?
      Insomma, ognuno spero ancora sia padrone e responsabile del suo modo di vestirsi... almeno quello!

      In ogni caso, ammetto che io ero molto dubbiosa quando ho iniziato a provare la roba anni '50... mi sapeva un po' di vecchio XD poi quando ho iniziato, non sono più riuscita a smettere. E' diventato uno stile di vita xDDDD

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    2. No ma infatti non volevo metterli sullo stesso livello, era solo per ampliare il discorso del "quello che ti sta bene secondo le regole e quello che mi sta bene perchè mi piace e bom"

      Io non sarei così sicura della gente responsabile del suo modo di vestirsi..è molto più semplice seguire delle regole create ad hoc per noi ed essere sicure di stare bene per gli altri che guardarsi dentro e scoprire cosa ci piace e ci fa stare bene.
      O non piace nulla in particolare di colore, forma, stile, finish..che noia! XD

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  6. Io sono capitata sui siti di armocromia un anno fa circa cercando informazioni più dettagliate riguardo i sottotoni.
    Mi sono incuriosita, più che altro per vedere se notavo una corrispodenza fra i colori che secondo il mio gusto mi stanno bene e male. Qualcosa era azzeccato, la maggior parte no. E lì avevo già perso interesse.
    Poi mi sono imbattuta in interviste fatte a donne che avevano appena scoperto la loro stagione, una particolare aveva fatto la strada di ritorno a casa piangendo perché era un Autunno invece che un Inverno :O
    Ricordo che abbiamo chiacchierato all'epoca, davvero trovo ancora difficile pensare che ci siano persone insicure al punto di abbandonare colori che piacciono perché un'esperta di colori dice che non "armonizzano" con i tuoi colori naturali.

    Come si diceva in altri commenti a me non interessa essere armonica e molto spesso mi piace provocare una reazione negli altri con colori che non si aspettano!
    Mi piace troppo giocare con il colore e proprio grazie a questi esperimenti ho scoperto cosa mi sta bene, cosa non mi dona e come indossare, con pochi trucchetti, i colori che non mi stanno troppo bene..

    Tutte queste cose si imparano da soli, sul campo, siamo noi stessi i nostri peggiori/migliori critici! Secondo me si ricollega al discorso sullo stile che faceva Anna su Moda per principianti, ti possono dare tutti i consigli e le indicazioni del mondo ma se il tuo stile è dettato dal gusto di qualcun altro, che sia trucco o abbigliamento, non sarà mai TUO.

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    1. Ecco... la storia della donna che piange perchè scopre di essere autunno è inquietante come quelle che si sono messe a dare via vestiti/trucchi quando hanno scoperto che quei colori NON LI POTEVANO INDOSSARE (secondo regole create ad hoc XD).
      Questo per me sfocia un po' nel patologico, però non essendo una professionista non voglio dare pareri affrettati. Però non vederci insicurezza dietro nei confronti della vita e di se stessi sarebbe da ciechi.
      Uno dei grossi problemi di questo campo è proprio dare pane da mangiare alle insicurezze, che invece andrebbero lasciate a morire di inedia.

      Concordo in pieno sull'ultima parte. Le stagioni quante sono in tutto secondo loro? 7? 8? Don't care. In ogni caso tutte le persone della stessa categoria cosa dovrebbe fare? usare gli stessi colori? che noia.
      Lo stile ce lo dobbiamo fare noi.
      Ma penso che il punto di partenza sia sempre lo stesso: molta gente ha paura di leggersi dentro e stare lì a capire come si è fatti.

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  7. Credo non ci sia niente di più bello di sperimentare su se stessi. Persino truccandosi in casa come scrivi tu, anche solo per capire come ti sta quel colore lì.
    Io mi stufo persino a guardare tutorial su youtube, è rarissimo che lo faccia... forse all'inizio lo facevo per imparare la "tecnica" in sé, ma se mi piace il trucco finale voglio poterci arrivare io a riprodurlo su di me con le dovute modifiche di colore o fattura. Infatti mi viene un sacco da ridere quando leggo commenti tipo "ma io QUELL'ombretto/rossetto/blush non ce l'ho, come faccio?" diamine, non è che senza QUELL'ombretto/etc è impossibile ricreare quell'idea eh XD
    Riguardo l'armocromia ho letto qualcosa, soprattutto come dice Daniela per capirci qualcosa sui sottotoni, ma personalmente non trovo necessario ingabbiarmi in una qualsiasi categoria...

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    1. Eh, anche io ho smesso di seguire tutorial un po' per lo stesso motivo.
      Continuo a inquietarmi di fronte a chi chiede con dovizia di particolari quale prodotto è stato usato, che colore etc... Poi lo rifanno su di sè e si lamentano che non viene bene. Ovvio, non è stato pensato per un viso diverso rispetto a quello della tutorialist.

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  8. Penso che anche questa moda cavalchi l'insicurezza delle persone. Devi essere una taglia 40 per essere bella, devi avere i capelli come l'ultima delle stelline tv, devi indossare quel capo là... Penso che non ci sia niente di meglio della propria esperienza per capire cosa ci sta bene e cosa male, nell'abbigliamento e nel make up. Se io mi piaccio con un colore che mi spegne, o al contrario mi faccio schifo con quello che per tutti è il mio colore ideale, pazienza vorrà dire che finché mi vedrò bene, uscirò spenta! Ho amiche che non si comprano neanche un cotton fioc se non c'è chi le consiglia e credo che certi trend nascano proprio per 'aiutare' (?) queste persone, sugli altri lasciano davvero il tempo che trovano.

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    1. Ecco, tutti quei "devi" per me sono il male.
      Io credo che chi è insicuro vada aiutato in un modo diverso. Vanno bene i consigli, ma la pappa fatta no... è sbagliata e fa male!

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  9. Discorso interessantissimo come sempre, e stavolta non c'è una singola parola con cui non sia d'accordo! Tutta la questione è un misto tra il ridicolo e il preoccupante: quando per la prima (e unica volta) mi sono imbattuta in un blog che offriva "consulenza" sono rimasta di sasso. A parte il pretendere di dare pareri guardando una foto (confido che ci sia gente più seria che lo faccia dal vivo), ma l'idea generale di dividere in "stagioni" e di mandare a casa una palette dei propri colori....Brr!
    A parte che non credo che esistano colori che ci stiano *davvero* male: ci saranno quelli che ci sbattono un po', quelli che risaltano eccessivamente su di noi o che al contrario non si vedono, etc., ma colori che ci farebbero davvero vergognare della scelta sbagliata, non credo. Per carità, non voglio dire che tutte sta bene tutto, intendo solo che è molto difficile che qualcuno guardandoci pensi "quel colore le sta proprio male!": se lo fa, è perché non ama quella tonalità di suo, perché non è abituato a vedere persone truccate in quel modo (considerato "eccessivo" e poco portabile - sì, l'aggettivo odiato- ) o perché, come hai detto tu, magari non gli stiamo simpatiche e sta semplicemente cercando un appiglio qualsiasi per criticarci. Insomma, se la gente che si rivolge a questi "esperti" lo fa per paura di sbagliare, è un timore davvero eccessivo. Se non sono convinta di qualcosa, chiedo un parere a una persona fidata che so che mi dirà senza giri di parole che quel rossetto mi sta male, che però è ben diverso dal dire "gli arancioni non fanno per te".
    Infine, confesso che naturalmente anche io ogni tanto ci casco e mi guardo i "tutorial per occhi azzurri"; un po' perché alla storia dei colori complementari ci credo (i pittori saran mica tutti fessi), un po' perché alla fine quel che conta è lo spirito con cui si guarda alla cosa: l'importante è tenere bene a mente che non tutte le tonalità di rame staranno bene su di me, devo trovare "le mie", e un po' perché, come nel tuo esempio della gonna rossa, il colore è solo una piccola parte; in un trucco occhi saranno ugualmente importanti la forma, l'ampiezza, se è più sfumato o più definito, se è poco calcato o più pesante, etc.
    E in tutto ciò. credo proprio di essere io la migliore consulente di me stessa!

    Avrei mille altre cose da dire ma non aggiungerei nulla di nuovo al tuo perfetto post!

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    1. No, la maggior parte fanno l'analisi partendo dalle foto, purtroppo.
      Sulla questione dei colori che ci stanno "davvero male", lo penso anche io. Piuttosto secondo me la questione è "non mi ci vedo", "non ti ci vedo", che porta il discorso dall'oggettivo al soggettivo come è giusto che sia in un discorso del genere. Perchè io sarei curiosa di vestirmi in un colore che secondo l'armocromia è buono per me e uno che non lo è e poi fare un sondaggio prendendo il parere di tot persone... secondo me non viene fuori un risultato univoco.

      Anche io se devo chiedere un parere lo chiedo a chi è vicino a me. A chi mi conosce, conosce come sono fatta. Perchè ci possono anche essere risposte tipo "non ti dona, ma è il tuo stile", e secondo me è meglio che viceversa.
      Però di solito le decisioni le prendo io. Si può avere la paura di sbagliare in tante cose... ma la paura di sbagliare con i colori mi pare eccessiva.

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  10. "So cosa mi sta bene e cosa mi sta meno bene perchè l'ho provato e non perchè qualcuno me l'ha detto"

    Lo stesso discorso io lo faccio con i vestiti. Io insisto nel dire che certe cose stanno meglio o peggio per farci uscire dai paletti non crearne di nuovi. Quando indossavo sempre i jeans per nascondere le gambe avevo i miei paletti, ora so che le gonne mi stanno meglio e le uso, ma se quelle dritte mi stanno meno bene le uso lo stesso, magari con un collant scuro.
    Perché una volta che SAI cosa ti dona, perché te lo sei provato addosso e hai visto che una indicazione esterna va bene su di te, poi puoi decidere se seguirlo o no, magari a seconda dell'umore del giorno.

    L'armocromia il la prendo come un aiuto a trovare i colori che ci donano, infatti sprono tutte a farlo da sole e non a rivolgersi ad un'esperta.

    E' sempre lo stesso concetto, secondo me è importante chiedersi che colori ci donano, come è importante chiederci che colori ci piacciono, piuttosto che farci governare dalle mode. Una volta scoperto però è anche importante non vincolarsi e fossilizzarsi tropo ;)

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    1. Come dici tu, l'armocromia in sè non è sbagliata, purchè sia un percorso personale e non esterno a noi. Che sia fatto di scelte personali e di sperimentazioni, non di palette prefatte.
      E poi appunto, va bene capire cosa ci sta bene e cosa no, ma sapere anche andare oltre quando necessario. E soprattutto non farlo diventare un chiodo fisso o la chiave di tutti i nostri pensieri quando ci prepariamo.

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  11. Ciao, il discorso è molto interessante.
    Prima di tutto vorrei dire una cosa, se devo truccarmi solo per abbellirmi, per migliorarmi, allora mi basta mettere il correttore (o il fondotinta se ne ho bisogno) per uniformare l'incarnato, il mascara per rendere gli occhi più femminili e un fard (blush!) per avere un effetto salute. Stop.
    Tutto il resto lo faccio per divertimento e per passione, indosso un capo di un determinato colore e allora mi diverto a scegliere uno o più ombretti da poterci abbinare.
    Guardando le mie foto riconosco di stare meglio con alcuni colori, anche nell'abbigliamento, ma non ci penso mai quando compro qualcosa, forse sarò anche limitata io ma penso solo se mi piace o no.
    Non ho mai conosciuto una persona che si è fatta "analizzare", anzi mi sembra che oggi le donne siano molto più audaci rispetto a qualche anno fa, sicuramente molto è dovuto alle varie star di youtube e, ultimamente, anche della tv che hanno portato il trucco dentro tutte le case.
    Certo poi da questo discorso si arriva anche a delle esagerazioni, come le bambine che si truccano, ma questa è un'altra storia...
    Ad ogni modo non giudico quelle che pagano per avere questo servizio, dico solo che io, per come sono fatta e per come vivo questa mia passione, non lo farei mai.

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  12. Non sono assolutamente contraria ai "suggerimenti" per quel che riguarda la scelta di cosa ci stia meglio, ma dovrebbero essere solo ed esclusivamente degli spunti per poi poter sperimentare; ciò nonostante l'osare accostamenti di colori che "non ci appartengono" anche se secondo i dettami dell'armocromia ci stanno bene trovo sia svilente per la propria personalità: se mi vesto sempre di nero, blu o al massimo oso con il viola e mezzo mondo mi dice che il giallo mi sta da dio, posso anche provarlo, ma tornerò molto probabilmente ai miei soliti colori! Non dico sia un comportamento corretto o meno, ma siamo esseri umani con le proprie insicurezze e se vestirmi di un colore scuro mi fa sentire a mio agio perché magari mi vedo grassa o sono una persona timida e voglio passare inosservata, non ci vedo niente di male. Io sono la prima ad amare la sperimentazione ed il cambiamento, ma sono anche la prima a rispettare l'individualità delle persone, e se Tizio, Caio e Sempronio mi dicono che "ah ma stavi meglio con i capelli scuri, ti risaltavano di più gli occhi" oppure "ma come sei bianca, prendere un po' di sole no?" io me ne stra frego e rimango come sono, e se mai dovessi cambiare lo farei perché in quel preciso istante mi sento di dover fare così.. idem con patate per quel che riguarda il trucco: un giorno posso usare la combo marroncino-beigiolino sugli occhi e solo burrocacao sulle labbra, il giorno dopo uno smokey borgogna e labbra arancio. Io però sono una che ha imparato a convivere con i propri difetti e non me ne faccio un cruccio anzi, a volte li uso a mio vantaggio.. altre persone invece continuano, nonostante la fine della tanto odiata adolescenza, a non piacersi e non accettare i propri difetti volendo a tutti i costi piacersi usando la strada più corta, cioè il "consiglio dell'esperto", che può essere anche obbiettivamente corretto ma, sul serio ci può aiutare? Come dicevo prima, se siamo delle timidone e l'espertone di turno ci dice che staremmo divinamente con un colore sgargiante e noi quel colore lo indossiamo, nel trucco o nel vestiario, usciamo di casa e amici e conoscenti ci fanno i complimenti, ma dentro di noi vorremmo tornare al nostro rassicurante marrone/nero/beige/grigio, allora tutto questo che senso ha? Nessuno! La voglia e il coraggio di cambiare deve venirci da dentro, non da un parere esterno dettato da regole che cambiano ogni decade; poi per carità, c'è chi ha solo bisogno di una "spinta" e con un piccolo cambio di look fa uscire un lato di sé che magari non conosceva o non aveva il coraggio di esporre a giudizio degli altri, può succedere.. però io, personalmente parlando, sono per l'introspezione, il capire la propria personalità ed i propri gusti adeguandoli al modo di vestire e di truccarsi, che può tranquillamente cambiare a seconda di come tira il vento, perché in fondo siamo esseri mutevoli, ed è così bello cambiare! :)

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  13. Sante, sante parole!

    Io sono moooolto scettica sull'armocromia. Per prima cosa, più che di colori che non ci stanno bene, bisognerebbe parlare di tonalità precise: non esiste un solo blu/viola/marrone/ecc; il che comporta una serie immensa di problematiche, come il riconoscere i sottotoni dei colori. E questo molte persone non lo sanno fare, io per prima non nego di avere talvolta grosse difficoltà.
    In secondo luogo, ho dubbi sulle basi di questa teoria: le varianti in gioco per determinare i colori che più donano (sempre che esistano) sono tantissime, e dubito che l'espert* conosca la luce del bar che frequento o il modo in cui arrossisco. Se poi fan davvero le "diagnosi" tramite foto... :/

    In ultimo, credo che una persona "costretta" ad indossare un colore (o taglio di capelli, o abbigliamento) che non ama appaia più impacciata, insicura, a disagio. Insomma, che finisca col sembrare più brutta di prima.

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  14. Mah, io l'ho fatta circa un anno fa e non mi sono pentita, mi è stato molto di aiuto e tutt'ora vado in giro con il ventaglio colori nella borsa in caso di shopping.

    Dopo aver visto come mi stanno i colori della mia palette ho finalmente smesso di demoralizzarmi cercando di realizzare trucchi romantici con rosini e pesca, che su di me risultavano cadaverici più che femminili, e mi sono avvicinata a colori a cui non penso avrei mai dato una possibilità, perché li ritenevo “troppo” per me, come il borgogna, il mirtillo, il prugna, diverse sfumature di blu, il grigio fumo.
    Se nel mio guardaroba sono entrati altri colori oltre all'onnipresente nero è proprio grazie alla palette, perché mi sentivo quasi in dovere di provare a vedere come mi stavano tutti i colori presenti dopo averla ordinata.
    Anche per il trucco ho avuto modo di fare nuove sperimentazioni, perché non è che prima non avessi provato, ma avevo quasi sempre sbagliato profondità e dopo tutta una serie di prove andate a male la voglia di ritentare non era molta.
    Che frustrazione comprare colori che negli swatch e sugli altri sembravano belli e poi messi sulla palpebra non mi piacevano per niente, per non dire che mi stavano proprio male. Con i colori della mia palette mi è capitato molto raramente, anzi mi hanno spesso stupito in positivo, il che dà una bella sensazione... il trucco non dovrebbe dare anche questo? Se i colori della mia palette mi fanno sentire bene, perché dovrei sentirli come una limitazione e non come una risorsa?
    Io non vivo il trucco in modo artistico, faccio raramente cose particolari, per me truccarmi significa guardarmi allo specchio e sentirmi bella e curata.
    E poi non è vero che non posso comprare o indossare colori che non sono della mia stagione. La palette è un consiglio, non un'imposizione, e io continuo a pensare con la mia testa in fondo ;) Non ho certo buttato a mare tutto il mio guardaroba pre-analisi XD Solo che quando voglio indossare un colore che non è nella mia palette, in particolare nel trucco, lo faccio con una consapevolezza diversa, con l'esplicita scelta di mettere qualcosa che rompa con il mio equilibrio, come un bell'accessorio o un gioiello particolare da usare nelle occasioni speciali.

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    1. Apprezzo che finalmente qualcuno del parere opposto si sia fatto avanti per dare il suo contributo. Fa bene alla discussione, quindi ti ringrazio.

      Mi metti però in una posizione difficile, perchè quando si argomenta con la propria esperienza, chi ci è di fronte non sa bene come controbattere, perchè le esperienze personali sono appunto in primis personali (e quindi chi meglio di chi le ha vissute ne può sapere qualcosa) e in "secundis" non possono essere giudicate in quanto si rischia di offendere la persona.

      Cercando di aggirare questi due ostacoli, proverò lo stesso a dire la mia, sperando nella tua comprensione: non voglio nè saperne più di te nè giudicarti, perchè se fossi al tuo posto non gradirei nè la prima nè la seconda.

      Se l'armocromia aiuta una persona a sbloccasi dalla questione colori, io posso vederci dei lati positivi. Questo non toglie che l'armocromia in molti casi è andata a levare colori a persone che hanno finito per "vendere" il superfluo in giro.

      Quello che però è il fulcro della mia discussione e che provo a parafrasare usando la tua esperienza è: lo stesso movente che ti spingeva a usare solo il nero, non è anche lo stesso che ti ha fatto usare la palette? E, c'era bisogno di una palette estranea per scoprire di poter indossare il colore?
      Non sono domande rivolte a te in specifico, sono le domande che come vedi faccio già nel post. Io stessa per molto tempo mi vestivo di nero, mi vestivo in modo informe... insomma, il mio periodo insicurezza verso me e il proprio corpo ce l'ho avuto e posso capire quando gli altri lo attraversano.
      Però è anche vero che se ora esco con minigonna e stivali di pelle (! poverame), oso un sacco il colore sui vestiti e sulle labbra... è perchè io ho fatto un percorso di auto-analisi e ho sbloccato quello che mi bloccava. Questo mi ha aiutato non solo a usare il colore, ma anche nella testa quando mi devo approcciare alla realtà.
      Quello che mi preoccupa (ma magari mi smentirai), è che quando questa insicurezza esterna è sintomo di una insicurezza interna, una palette data da estranei con una sorta di "con questi starai bene" (ergo la sicurezza di poter piacere agli altri) e quindi senza "buttarsi senza paracadute", si vada a risolvere un problema alla superfice senza toccare quello profondo. Perchè si va a coprire una insicurezza con la mera approvazione altrui, senza fare niente da soli.
      Questo mi fa storcere il naso. Non credo che l'armocromia sia inutile, ma penso che nelle mani di persone insicure possa essere una sorta di tappabuchi che non serve alla fine a nulla.
      Anzi, forse fa dipendere ancora di più dal giudizio esterno (cosa che ho visto fare: c'è gente che non compra un rossetto se non chiede all'esperta cosa ne pensa... ma è vita?).



      Infine lancio una provocazione (e so che lo è, quindi come tale mi si può mandare al diavolo o lasciar cadere la cosa): mi è capitato che andando a fare shopping qualcosa che all'inizio non mi convinceva ha iniziato a essere visto dai miei occhi in modo diverso perchè qualcuno di cui ho stima mi ha detto "ti sta bene/ti dona". è il potere che il mondo esterno ha su di noi. per me non è vincolate, ma lo sento e a volte ha la meglio anche su di me.
      non è che questa palette *piace* per lo stesso motivo? perchè non è una mera palette, ma è una palette "di approvazione", una palette che usiamo già sapendo che piace agli altri e quindi ci garantisce di piacere? è questa aurea a piacere o è veramente la sua resa su di noi?

      Ovviamente il discorso rimane sempre nel generale. La tua esperienza è la tua, e solo tu hai il diritto di dire come è stata e come è ora.

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  15. Le insicurezze si manifestano in tutti i campi e non solo rispetto ai colori, ci sarà sempre chi avendo in mano uno strumento lo userà riflettendoci su, e chi invece lo prenderà come una religione. L'armocromia, come i tutorial, come la moda, e quant'altro, dà unicamente consigli. Quindi se la critica nasce dal fatto che alcune persone possono usare l'armocromia per colmare le loro insicurezze, a parer mio non si può fare a meno di parlare del singolo e delle esperienze di ognuno, sono troppe le varianti personali in gioco.

    Io ho dato via solo quei colori che già non mi convincevano da prima, ma che tenevo perchè continuavo a dargli una terza, una quarta, una quinta possibilità ma che ogni volta mi deludevano. Gli altri colori che mi piacevano, ma non sono nella mia palette, li possiedo ancora e li uso quando ho voglia di colori più forti e particolari.

    lo stesso movente che ti spingeva a usare solo il nero, non è anche lo stesso che ti ha fatto usare la palette? E, c'era bisogno di una palette estranea per scoprire di poter indossare il colore?
    In realtà i due moventi in parte si toccano in parte divergono. Il nero era unicamente omologante, l'uso della palette è un'apertura verso un nuovo modo di essere ma non una rottura con il passato. Non sono e non sarò mai qualcuno che ama emergere prepotentemente o distinguersi in modo particolare, non è nel mio carattere. Ma questo non significa per forza essere insicuri, ho imparato ad accettare chi sono e a trovare quei confini su cui giocare per allargare i miei confini.
    Ho provato a fare l'analisi perchè avevo voglia di colore, e non il contrario. E questo bisogno di colore non è nato dall'oggi al domani, è una percorso in evoluzione e avevo già avuto modo di fare le mie sperimentazioni, ma con risultati che non mi convincevano, quindi ho pensato perchè non provare anche così? Male che vada è un buco nell'acqua e pazienza.
    Quindi la questione non è "poter indossare il colore", perchè era un bisogno già nato in me, ma trovare fra tutti i colori possibili quelli che mi convincevano di più, e la palette mi ha aiutato a farlo in modo più veloce. Non è solo un provare colori, è proprio un sentire determinati colori come miei.

    L'unica approvazione che conta in ultima analisi è la mia: perchè sono io che ho provato i colori della palette, io che tra loro ho individuato quelli che mi piacciono di più, che secondo me mi esaltano di più, quelli che esprimono meglio il mio carattere e il mio stile.
    Il mio feedback è quello che vedo allo specchio, e se io mi vedo più bella, la sicurezza in me stessa e nei miei rapporti con gli altri vengono di conseguenza.
    La garanzia di piacere è una pia illusione, non esiste nulla che possa piacere agli altri in toto, ci sarà sempre qualcuno che magari pensa che non dovrei usare un rossetto rosso per andare a lavoro. Ma io ho trovato con la palette una punta di rosso che mi piace e non mi fa sentire "troppo" (troppo vistosa, troppo fuori posto, troppo truccata) e quindi lo metto e possono pensare quello che pare e piace a loro. Però se non avessi trovato proprio quel colore che mi fa sentire bene, allora sì che mi sarei sentita a disagio.


    mi è capitato che andando a fare shopping qualcosa che all'inizio non mi convinceva ha iniziato a essere visto dai miei occhi in modo diverso perchè qualcuno di cui ho stima mi ha detto "ti sta bene/ti dona"
    E' capitato anche a me, naturalmente. Sono una che prova i capi in camerino proposti dalle commesse o che prova i colori proposti nelle profumerie. Mi serve per vagliare tutte le possibilità e avere punti di vista diversi.
    E infatti prima della palette dell'armocromia ho dato possibilità anche a colori proposti da amiche, parenti, articoli letti su internet e sui giornali.
    Proprio perchè so di aver provato altro, quando ho usato i colori della mia palette è stata una piacevole sorpresa vedere come mi stavano e li ho accettati con serenità.

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  16. Premetto che so poco-nulla sull'armocromia, l'ho solamente vista citata in un altro blog, con relativo link a qualcuno che fornisce questo "servizio", ma onestamente non ricordo neanche più quale blog fosse fra quelli che seguo.

    Nonostante ciò, mi trovo d'accordo su tutto quel che dici: sarà che odio le schematizzazioni. Sarà che odio "questo non si fa, quello non si mette", etc. Gli unici paletti che ho in genere sono la volgarità, e la possibilità di mettere a disagio gli altri. Un po' secondariamente, l'occasione e il contesto, nel senso che trovo contino, ma che sia possibile fare le dovuto eccezioni qualora rispettino i succitati paletti, del tutto personali. Per il resto, perchè dare un limite alla creatività e a ciò che piace? Capisco che le "stagioni" nel caso dell'armocromia non hanno a che vedere con la stagionalità, ma per prenderla ad esempio, non importa proprio che, per dire, Lady Danger sia generalmente considerato un rossetto più estivo. Me lo metterò per tutto l'inverno XD Come non mi importa se, per esempio, mia madre non l'apprezza e neanche l'amica che si subisce tutti i miei discorsi sul trucco (lei non è un'appassionata XD). Io lo amo e quando mi guardo allo specchio trovo che su di me stia bene (non che loro abbiano detto che mi sta male, solo non lo amano.. almeno penso XD), lo metto con soddisfazione, e quando finirà lo ricomprerò. A volte, e anche ben più di qualche volta, penso sia giusto e sacrosanto che valga il "è bello ciò che piace". Certo, se siamo insicure di noi stesse e l'armocromia serve per sentirsi meglio, ben venga per chi ne sente il bisogno. Ma io spero che chiunque ci si approcci lo faccia in modo ragionato, ovvero senza prendere tutto per oro colato quel che viene detto, ma mettendoci anche del proprio. Personalmente non me ne fregherebbe nulla di essere tutta bella cromaticamente armoniosa se poi quello che indosso, sia come vestiario che come trucco, non mi piace. E preferisco "pasticciare" da sola per trovare cose mi sta bene, o cosa mi piace su di me o cosa no, perchè quando ho successo, mi fa sentire soddisfatta e questo mi dà un'iniezione di autostima che credo nessun "esperto" di armocromia potrebbe darmi!

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  17. Quello che secondo me è poco chiaro è che non si tratta di "paletti" alla nostra (sacrosanta) creatività.
    Si tratta semplicemente di avvalersi della consulenza di un "esperto" che ci da il suo "punto di vista" su quali siano i colori coi quali "rendiamo meglio" e quali quelli con cui rendiamo meno.
    La palette è uno strumento in più non una gigantesca X su tutto quello che ci piace.
    é come con le forme coorporee. Io so di essere una clessidra bassina e so cosa mi valorizza ma ci sono alcuni capi che mi piacciono e me li metto lo stesso.
    E chissene se i mega maglioncione lanoso dritto e lungo mi infagotta e non sono al top. Ci sono giorni da "magliottoni infagottanti" ma tanto confortevoli ed è bello così.
    Però so cosa mi valorizza ed è una risorsa.
    In armocromia so di essere un autunno profondo.
    So che alcuni colori mi valorizzano più di altri ma non è che ho dato fuoco al mio guardaroba pre-analisi. :-D
    So che per essere valorizzata dovrei truccarmi di più ma lo faccio solo quando ne ho voglia.
    So che con alcuni rossetti ho un effetto più armonico e "illuminante", so dove pescare se voglio fare un trucco più "d'effetto" (anche tra i colori non miei) escludendo però ciò che mi fa sembrare gialla, cadaverica, slavata o un orribile mascherone.
    Lo vedevo anche prima ovviamente. Ora però ho le idee più chiare e devo acquistare un rossetto nuovo so già prima quale colore può donarmi e quale meno (e questa cosa mi ha fatto risparmiare davvero PARECCHI soldi)
    A mio parere se ci sono ragazze che hanno scelto di fare una consulenza armocromatica e successivamente dare via i colori "sbagliati" l'hanno fatto non perchè la consulenza le ha "chiuse mentalmente" ma semplicemente hanno deciso di richiedere una consulenza perchè non erano soddisfatte della loro immagine e sentivano un bisogno di cambiamento.
    Io ho pagato 20 euro per una consulenza e non me ne sono pentita nè l'ho vissuta come una limitazione alla mia libertà di scelta.
    è uno strumento per valorizzarci, uno strumento che ti da una nuova prospettiva nella visione del colore, uno strumento che può essere consapevolmente chiuso in cassetto di fronte a quel vestito tanto bello ma troppo freddo\caldo\pallido\scuro per noi.

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    1. Dato che introduci la questione monetaria in due sensi spiego i miei due grandi dubbi:

      in primis, ammetto di continuare a non capire perchè io dovrei pagare un "esperto" per farmi dire qualcosa che pure mia madre/sorella/amica/fidanzato/commesso/estraneo che passa può dirmi, e con lo stesso valore oggettivo dato che sono tutti parere e non credo si possa dimostrare che qualcuno vede cose che noi non vediamo. Vorrei capire con che credenziali queste persone possono chiedere dei soldi per fornire qualcosa di così *soggettivo* e *personale* (nel senso che è la loro opinione, punto).

      In secondo, non capisco la questione di risparmiare soldi. Io non so che stagione sono, non ho mai fatto analisi, eppure non ho mai sprecato soldi con colori sbagliati... Non sono una gran figa, non sono perfetta, sono miope come una talpa miope. Mi chiedo davvero perchè io dovrei pagare qualcuno per farmi dire qualcosa che io già so o su cui posso arrivarci tramite semplice colpo d'occhio/ragionamento.

      Poi, se una cosa viene presa in modo costruttivo io ovviamente non ho pregiudizi di sorta. Ma ne ho lette di cose e storie che mi fanno pensare che chi ragiona come te sulla questione è una rarità...

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    2. Per le scelte sbagliate.. Beh sei molto più brava di me :-D
      A me è capitato spesso (soprattutto coi rossetti) di provarli in negozio, pensare che andassero bene e acquistarli per poi scoprire poi che l'effetto era deludente una volta indossati "nella vita vera".
      Con l'armocromia non mi succede più. Poi magari ci sarei arrivata anche io spendendo qualche luuunga ora a fare prove a tavolino. :-D

      Cmq io credo che alla fine sia tutto molto relativo. Io non capisco chi si rivolge ad un arredatore, acquista i viaggi in agenzia, o si fa organizzare il matrimonio da un wedding planner. Non penso ovviamente che siano figure inutili o che chi si rivolge a loro sia un idiota che spreca il suo denaro. Semplicemente per la mia sensibilità preferisco fare da sola ciò che loro farebbero professionalmente a pagamento.
      Credo che nel tuo caso sia un pò la stessa perplessità con "l'aggravante" del fatto che per fare "l'esperto di armocromia" (perdonami ma non so come si dica) non ci sono percorsi di studio ufficiali, non c'è un albo nè un "patentino" e che, in definitiva si fa la scelta di affidarsi alle competenze di qualcuno. Qualcuno che si ha studiato una teoria e che si presume abbia molta pratica e allenamento.

      Non puoi essere sicura della sua effettiva bravura?
      No forse no. Ma alla fine si parla di colori non di trapianti. Mal che vada hai buttato 20 euro. Se invece l'analista è bravo\a te ne accorgi subito.

      Perchè non un'amica\fidanzato\mamma?
      A mio parere perchè non potrebbero fare un'analisi oggettiva come un'estraneo\a.

      Detto ciò: non è che chi usa accorgimenti armocromatici sia in una specie di setta di ingenuotti influenzabili che vestono solo in due colori, come non è vero chi tutti quelli che non la conoscono vadano in giro vestito come pagliacci.

      Poi è perfettamente comprensibile e legittimo che tu voglia "fare da sola".

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  18. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. Qui nessuno disprezza nessuno. Qui nessuno giudica nessuno. E la ferocia io non la vedo proprio.
      Al contrario: ti chiederei di moderare i toni, perchè io non censuro e rispondo in maniera pacata (non accomodante, perchè non è da me, ma pacata sì), ma non accetto che si travisi il messaggio del post.

      Sono molto curiosa di capire quel "oggettivamente" in "mi ha spiegato oggettivamente perchè": cosa ci sarebbe di oggettivo nella percezione dei colori esattamente?
      Perchè non esistono regole fisse nell'accordare colori (tipo freddo con freddo, marrone con blu e cose del genere...), ma solo linee guida molto molto molto molto molto precarie e molto molto molto soggettive. Persino cose come nero e blu non vanno bene insieme hanno mille scappatoie...

      E' chiaro che non hai compreso il senso di sperimentare. Perchè si può sperimentare anche con i colori nude, per dirne una... non vedo perchè no.

      cito: "L'armocromia ci aiuta a sfruttare la cosa a nostro vantaggio... perchè non sfruttarla?"
      perchè ho come l'idea che sia lei a sfruttare noi...

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    2. onde evitare fraintendimenti, l'autrice del commento ha deciso DI SUA SPONTE di cancellare il commento. non sono stata io a farlo (sono contraria alla censura, e come potete vedere ho serenamente lasciato altri commenti con tesi opposte alle mie). blogger stesso dice "Questo commento è stato eliminato dall'autore.", ergo dall'autore del commento stesso. se lo avessi cancellato io, non avrei lasciato la mia risposta.

      questo per non incentivare idee sul fatto che qui ci sia censura, perchè non c'è.

      non so perchè la signorina abbia sentito la necessità di cancellare il suo commento (un "moderate i toni" fa così male al cuore?), ma l'artefice non sono io.

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  19. ho letto tutto, anche i commenti... alcuni dubbi sono anche miei. Posso solo raccontare la mia esperienza: ho trovato il termine per caso in una delle mie ricerche sul colore, un trafiletto che non spiegava nulla.
    Ho chiesto a google e cominciato a seguire la faccenda per scoprire se fosse una legge, una scienza, una teoria o che altro (il termine "armocromia" da solo ovviamente non poteva dirmelo!).
    Ho beccato diversi post, qualche thread su forum (uno era su uno che frequento ma non mi ero mai accorta vi fosse XD), un paio di blog.
    Uno dei blog parlava di colori di occhi e di capelli, un altro faceva un sacco di esempi, a dire di chi lo teneva lampanti, ma che a me dicevano poco.
    Da profana della materia, di fronte a immagini sgranate e fotografate con luci diverse, a volte col flash e altre senza, non riuscivo a capire esattamente come orientarmi e cosa guardare per districarmi.
    (continua)

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  20. (continua)

    Ho avuto modo, mentre consideravo l'analisi come strumento per "capirci di più" (pensavo che magari facendola fare sull'unica persona che posso un po' capire, ossia me stessa, avrei potuto sbrogliare parzialmente la matassa), di parlare con persone che l'han fatta, ma anche questo non mi ha aiutato: la procedura che ho trovato andare per la maggiore è attraverso foto, e chi abbia mai fatto delle foto digitalizzate poi sa che per quanto si possano seguire delle direttive, ogni macchina fotografica ha delle impostazioni che rendono i colori in un certo modo, e ogni schermo è impostato in una certa maniera, per non parlar del fatto che la luce influisce, ed essa è diversa a seconda di dove sei.
    La luce delle 10 del mattino di Torino non è quella delle 10 del mattino di Napoli, anche se fai la foto il 9 di ottobre nelle due città e in entrambe vi è il sole pieno.
    Ho anche discusso personalmente con l'analista che avrei consultato, più volte e su vari argomenti correlati al colore, ma neppure ciò mi ha dato sicurezza nei confronti della materia, anche quando parlavamo degli stessi colori il fatto che lei guardasse uno swatch su una pelle indefinita e che io avessi esperienza diretta dello stesso tirava fuori semplicemente la soggettività di entrambe. E la soggettività per tirare fuori delle linee guida non è utile.

    Alla fine questo, il fatto di dover stampare la palette (anche qui, le stampanti a seconda della tipologia marca cartuccia etc rendono i colori diversamente), le discussioni infruttose (col sottotono del: "da sola non ti puoi analizzare/sei una bella ragazza e chi ti sta accanto non riesce a giudicarti per questo") mi han fatto desistere: il tutto è troppo nebuloso perché io riesca poi a definire se mi posso fidare dei risultati, e poiché i miei esperimenti li faccio con piacere da sola, quando non sono convinta ci pensa lo struccante.
    A lui posso credere, leva via tutto ^^;;;

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  21. Sai già come la penso, però colgo l'occasione per spiegartelo meglio :D
    Io non credo nell'infallibilità dell'armocromia perchè ci sono alcuni aspetti che questa disciplina non prende in considerazione, quello secondo me più importante è il fatto che il colore mette in evidenza anche determinati aspetti della personalità di chi lo indossa. Così un colore se pure "stona" con la propria tavolozza può comunque conferire fascino se indossato con disinvoltura e sicurezza di sé.

    Quindi l'armocromia non è un paletto e chi l'affronta come tale è sciocco e limitato, ma è una guida che permette di osservarci allo specchio con una prospettiva in più. Io capisco bene il tuo discorso, anche io essenzialmente sono per il "se ti piace indossalo" ma sai quante volte ho comprato cose in colori completamente inadatti a me per poi indossarli poco o nulla? E nemmeno riesco ad imparare dai miei errori. Con il make up ci gioco e quindi nemmeno ci bado troppo a quello che mi sta meno bene ma riguardo l'abbigliamento no, vorrei comprare solo ciò che veramente può darmi soddisfazioni. Quindi fondamentalmente si, io ho bisogno di persone che mi aiutino a fare una selezione, pur fermo restando che la decisione finale la prendo liberamente io perchè può essere influenzata da fattori che non riguardano l'armocromia, ovvero modello che calza bene, praticità, utilità o la possibilità di poterlo abbinare ad un capo in un colore più "consono" a me. Fai bene a ritenermi un pò impedita, credo anch'io di esserlo ma sono in buona compagnia visto che moltissime celebrity, nonostante dispongano di tutti i mezzi per essere perfette, sistematicamente si vestono e truccano con colori sbagliati e spesso non serve un'analista del colore per accorgersene.

    Inoltre l'armocromia rompe finalmente con certi schemi obsoleti: il rossetto marroncino sta bene a tutte, il nero valoriza chiunque, meglio gli ombretti neutri che quelli colorati ecc. E' una disciplina che indirizza ai rossetti anche vistosi e agli ombretti colorati, liberando le donne da questo strano e stupido concetto di eleganza e raffinatezza basato esclusivamente sui neutri.

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    1. Io non mi permetto a nessuno di dare dell'impedito. E spero vivamente che non sia questo il messaggio che sia arrivato dal mio post, perchè non era ciò che intendevo dire.

      L'armocromia non ha scoperto l'acqua calda nè ha creato chissà che innovazione. Le teorie su cui si basa sono vecchie come il sole, la luna e tutte le stelle. Semplicemente fino a pochi anni fa nessuno avrebbe pagato per sentirsi dire quello che si può leggere ovunque o quello che il comune buonsenso già sa.
      Non sono contraria a suggerimenti su quali colore stiano meglio a chi, ma:

      1) sono suggerimenti basati sul giudizio di persone, come tali potenzialmente errati e fondamentalmente soggettivi
      2) vanno presi in modo costruttivo (e io non vedo sempre un modo costruttivo di prendere questi consigli quando si parla di armocromia)

      vedere gente che piagnucola per sapere quale rossetto dell'ultima collezione MAC va bene per una ES piuttosto che per una AP e pendere dalle labbra dell'esperta (auto-proclamatasi) mi fa "roteare gli occhi", come direbbero gli inglesi. E non sto facendo nomi, nè di persone nè di siti. Perchè in QUALSIASI sito di armocromia sento le stesse cose.

      Io ho una amica che si è appena affacciata al mondo dei colori. Era convinta di essere un inverno (seguendo il blog di Moda per principianti) perchè portava colori freddi. Abbiamo ragionato insieme, seguendo le indicazioni che Anna aveva dato - roba alla portata di tutti, con un minimo di autoconsapevolezza e voglia di mettersi in gioco - e abbiamo capito che lei era più un estate. E da lì sono arrivata a farle provare Heroine, colore che l'avrebbe spaventata, ma che addosso le stava benissimo.
      Come io e lei siamo arrivate a capire cosa ci sta bene addosso da sole (e io magari l'esperienza riguardo ai colori ce l'ho, ma solo perchè IL TEMPO me l'ha data, non la scienza infusa, ma lei sicuramente NO), secondo me ci può arrivare chiunque. Se poi c'è gente che preferisce pagare altri... beh, c'è anche gente che paga altri per farsi fare i lavori domestici o per portare a spasso il proprio cane. Ognuno spende i propri soldi e il proprio tempo come vuole.
      Non parlo di essere "impedite", ma impaurite sì.
      Trovo che la gente ha talmente paura di sbagliare che preferisce scaricare la responsibilità su altri. Questo per me è sbagliato. Davvero uscire con il maglioncino del colore sbagliato è un problema? Non è che forse il maglioncino mette in luce qualcos'altro di noi che non ci piace? Di solito chi si fa tante domande non è che davvero è colto dal sacro fuoco dell'armonia dei colori, ma più semplicemente è in una fase di riscoperta di sè. Che senso ha lasciare tutto in mano a una persona estranea? Scoprirsi è una delle cose più belle che l'individuo possa fare, in autonomia.
      Nessuno può conoscerci meglio di noi stesse. E se non siamo in grado di conoscerci per cose così banali come capire che colori indossare... mi chiedo quanto ci conosciamo davvero in cose più serie, come i sentimenti, le emozioni, le passioni.

      Questi sono i miei dubbi.
      Non ho niente contro la disciplina in sè, non ho niente contro chi la vuole seguire.
      Ho dei dubbi sul perchè ci sia davvero bisogno di un esterno per capire qualcosa di noi su cui basterebbe ragionare.

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    2. Io questo "liberarsi" dei colori neutri nell'armocromia non l'ho visto comunque. Ho visto in compenso persone definire "pagliacci" chi non si truccava come secondo loro si dovrebbe. Insomma, far morire uno stereotipo per crearne un altro.

      Infine... l'esperto.
      Io studio linguistica ormai da 6 anni. L'ho studiata. Ho fatto esami in cui sono stata giudicata per le mie competenze raggiungendo ottimi risultati. Ho scritto tesine e ora sto scrivendo una tesi che secondo il mio relatore è da "tesi di dottorato" e non da specialistica (perchè sono profondamente masochista inside).
      Ebbene, pur non essendo una principiante in materia, non avrei mai il coraggio di definirmi una "esperta". Perchè non lo sono ancora. Perchè prima di esserlo ne devo fare di strada. E perchè ho ancora molto da dimostrare.
      Chi si auto-definisce (o viene definito da chi ne sa meno di lui) esperto di qualcosa senza nemmeno avere delle credenziali *serie* per me ha la stessa credibilità del pifferaio magico. E io dei pifferai magici diffido sempre.

      Preferisco chi con umiltà condivide quel poco/tanto che conosce, senza autodefinirsi, senza mettersi sul piedistallo.

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    3. No non è che trapeli che io sia impedita, è una cosiderazione che da sola faccio su me stessa, ho molta difficoltà a distinguere le cose che mi piacciono da quelle che mi stanno bene. Insomma che sono impedita lo dico io senza vergogna XD

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  22. Quanto sono d'accordo?
    Ultimamente si è parlato molto di questa fantomatica armocromia, che mi ha anche interessata pur non riuscendomi a smuovere dallo scetticismo di fondo, che c'è e continua ad esserci.
    Lì per lì ho anche detto: ma sì, facciamoci fare un'analisi personalizzata, magari mi ricredo.
    Non ti parlo delle cifre (a parer mio ASSURDE) che mi sono state sparate via mail. Niente di inaffrontabile, eh, ma perchè dovrei sborsare 40 eurini per farti dare un'occhiata a due foto?
    Comunque...non mi sento una totale deficiente, sono sempre stata sensibile all'arte e consapevole di me stessa. Mi sono "auto analizzata", risultato?
    Secondo me un "autunno profondo soft", stando al metodo a 16 stagioni.
    Ho trovato su un forum una ragazza carinissima, che ringrazio ancora, piuttosto esperta -sul serio- ma che non lo fa per lavoro, che mi ha analizzata gratuitamente (ci siamo fatte 4 chiacchiere, insomma), confermandomi la mia ipotesi.
    Ebbene, a me i colori della "mia" palette personale, ovvero i colori dell'autunno profondo soft, o degli autunni in generale, stanno malissimo.
    Vesto benissimo la palette delle estati assolute, pur non avvicinandomi nemmeno un po' a quella categoria.

    Fermo restando che nel mio caso sono quasi tutti colori obsoleti e fuori moda. Che poi ecco...i peplum top vanno di moda, ma a me che ho i fianchi larghi stanno malissimo, lo so e non li indosso.
    Non sono una che segue la moda alla lettera, però ho pur sempre vent'anni e preferisco rimandare senape, marroncino, panna e ruggine slavato a date da destinarsi (il verde muschio, ti rendi conto? IL VERDE MUSCHIO!).

    Ad oggi non sono mai uscita di casa conciata come un pagliaccio.
    Magari non sempre stragnocca, ok, ma sono consapevole di cosa mi valorizza e cosa mi penalizza.
    Porto benissimo il bianco puro pur essendo "calda", anche se pallida, mentre il panna mi sta male salvo in casi eccezionali.
    Per quanto riguarda il vestiario alla fin fine la vedo così: entra in negozio, prova, male che vada chiedi consiglio, anche alla ragazza nel camerino a fianco. Se ti piaci compra, se ti vedi male riponi sullo scaffale e dimentica.

    Per quanto riguarda il trucco poi, discorso a parte.
    Un rossetto, se ben applicato, senza sbavature e in maniera omogenea, può donare anche se non è proprio "adatto" a noi.
    Sono dell'idea del "less is more". Sperimentare partendo da pochi, pochissimi prodotti.
    E' così che ho fatto su me stessa ed è così che consiglierei a tutti di fare.
    Il sottotono non è questione di vene blu o verdi, gioielli oro o argento, bisogna comprare 3/4 fondotinta sbagliati (come nel mio caso, che ho un po' di rossori e mi credevo sottotono rosa, mentre invece sono giallissima!), provare, riprovare e ricredersi infinite volte.
    Raggiunto l'equilibro, si passa al livello successivo.
    Ai rossetti, gli eyeliner, i mascara colorati e tutto il resto.
    Non abbiamo miglior giudice che noi stesse ;)

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  23. Non sono d'accordo. Cominciando dal fatto che l'armocromia è vecchia come il cucco e veniva utilizzata dai pittori per creare quadri armonici a livello cromatico, quindi come teoria è piuttosto affidabile, poi quando dici che i colori sono soggettivi...no,o meglio fino ad un certo punto. Nel senso che sono davvero in pochi a riuscire a trovare in modo immediato tutte le sfumature di un colore, per farti un esempio molte mie amiche credevano avessi gli occhi gialli (che sono occhi ambrati in realtà), ma non è affatto così, perchè sono di un verde lime piuttosto chiaro con una corona marrone ambrata attorno alla pupilla. Ora, il verde lime ha una forte componente gialla...ma da qui a dire che questo colore è giallo c'è un abisso! E infatti dopo aver fatto notare a queste amiche che si sbagliavano la loro opinione sui miei occhi è cambiata. E poi ci sono persone che subito classificano i miei occhi come verdi...come mai? Perchè a prima vista non tutti si rendono conto di croma, saturazione ecc...ma comunque in molti casi è nettamente evidente, come quando indosso il nero con viso struccato,TUTTI pensano che sia malata o stanca, quando in realtà non è così. L'armocromia ha come scopo rendere armonici i nostri colori, per avere un effetto quadro di Monet, ma non è per niente una limitazione, sta sempre nella scelte personali se apparire armoniche oppure no(non che mettere un colore "sbagliato" ci renda cesse all'improvviso). Poi quando si parla di esperti del settore ti do ragione, non esistono esperti, ma è pur vero che ci sono persone che hanno un dono innato nel scovare tutte le sfumature di un colore (tipo me...ahahah che modestia!XD) o comunque un occhio esperto e allenato, perchè magari hanno studiato i colori a livello artistico. E difficilmente se il nero è il tuo colore ci sarà qualcuno che ti dirà che stai male col nero (direi che è quasi impossibile), al massimo ci sarà qualcuno che ti dirà che il nero non piace (tipo me..:D), ma non che ti sta male. Individuare i colori che ci stanno veramente bene e quelli che ci stanno veramente male è facile, ce ne accorgiamo da sole, ma per tutti quei colori che si trovano un pò nel mezzo un aiuto esterno non è male, se valido ovviamente. E' vero che la maggior parte delle analisi sono effettuate grazie a delle foto, e la luce può "falsare" il risultato, ma penso che una persona seria e competente ti chiederà delle foto effettuate in particolari momenti della giornata e con una particolare luce, anche perchè la luce e le fotocamere falsano fino ad un certo punto, e anche la sera un colore che ci sta veramente male si vedrà ugualmente che ci sta male. Io ad esempio ho capito alcuni dei colori che mi stanno bene proprio riguardando delle foto, colori che non avrei mai detto che potessero starmi bene tra l'altro. Onestamente ci sto pensando a farmi analizzare...però mi rendo conto che posso arrivarci da sola con più impegno, e visto che alcuni colori li ho già individuati. Tra l'altro mi sono resa conto che molte persone non sanno come definire i colori, come chiamarli e classificarli, hanno proprio difficoltà per esempio a dire che un rosso borgogna è tale e non rosso o viola o marrone, ma noto che la maggior difficoltà non sta nell'individuare il colore quanto a definirlo e classificarlo, quindi la cosa difficile non è il colore in sè quanto l'etimologia delle diverse sfumature, quindi c'è chi classifica un rosso borgogna come un rosso sangue e viceversa. Per cui non è il colore la parte soggettiva, quanto proprio l'etimologia delle varie sfumature, quindi i colori a parole possono essere fraintesi, ma alla vista è molto difficile che lo siano. Comunque dopo tutta questa pappardella ti faccio i miei complimenti per il tuo blog perchè è veramente carinissimo! :D

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