31 maggio 2013

God gives talent. Work transforms talent into genius. Anna Pavlova

Anna Pavlova è famosa essenzialmente per due ragioni. 

La prima è ovviamente la sua bravura come ballerina. In un certo senso, ha ridimensionato il balletto moderno (una delle prime ballerine esili, e non muscolose) e la sua interpretazione de La morte del cigno è la più famosa e apprezzata. Se siete curiose, troverete qualcosa cercando su youtube. 
Fu anche una grande ambasciatrice della danza classica, poichè fino ai 50 anni ballò in diversi teatri al mondo portando la danza anche dove non era conosciuta. 


Durante uno di questi suo viaggi, prese vita il secondo motivo per cui Anna Pavlova è celebre. 
Negli anni venti, durante il suo viaggio in Australia, un pasticcere volle omaggiare la ballerina con un dolce a lei ispirato e dedicato. Si tratta di un guscio di meringa di solito accompagnato da crema pasticcera, panna e frutta fresca. 

Chi mi segue su facebook sa che domani voglio cimentarmi proprio con la Pavlova. Sebbene sembri un dolce piuttosto semplice, non fatevi ingannare. La meringa sa essere subdola e non sempre riesce come dovrebbe.
Lidalgirl di A colourful mess mi ha suggerito di accompagnare l'evento con un trucco ispirato alla ballerina. L'idea ovviamente mi ha intrigato ed ecco la mia interpretazione.
Non ho trovato (ma anche perchè ho fatto una ricerca piuttosto veloce e superficiale) notizie specifiche sulle opere da lei portate in scena a parte La morte del cigno (scritta appositamente per lei).  Ho quindi deciso di trarre ispirazione da quella, osservando alcune foto - purtroppo sfocate e in bianco e nero - dell'epoca.





Infine, immagine bonus. Io con i capelli raccolti a chignon. Non abituatevi, odio le foto in cui non ho i capelli sciolti. Ma qui mi sembrava un po' d'obbligo XD


Non starò a spiegare il procedimento, perchè è veramente una cosa lunga e noiosa. L'idea di fondo era creare queste linee grafiche nere, che ricordassero delle ali e allo stesso modo l'angolo interno dell'occhio scuro per ricordare il becco del cigno. Il resto è stato leggermente sfumato con degli ombretti grigi e rosa cipria shimmer e infine un tocco di glitter argentati nel centro della palpebra.
Sulle guance, dato che in teoria le ballerine si coprivano di tinta bianca, ho evitato il blush, mettendo giusto una goccia di Benetint. L'influenza mi ha aiutata: sembro più pallida del solito. Ho invece dato spazio al contouring, per scolpire un po' il viso.
Sulle labbra, ammetto, ero molto indecisa. Alla fine ho scelto Diva, il mio omaggio personale a questa grande figura femminile.

Ovviamente vi darò aggiornamenti sulla riuscita della Pavlova (dolce). Speriamo bene... Odio le meringhe con tutto il cuore ._.

Lista dei prodotti usati:
Paint pot Soft ochre MAC
Palette Sparkle 2 Sleek (Tinsel, Starry night, Glitz and glamour)
Ombretto Gunmetal, Virgin Urban Decay
Ombretto Butterfly Neve cosmetics
Eyeliner in penna Essence linea Sunclub
Matita Pioggia Neve cosmetics (sopracciglia)
Mascara Hypnose Drama Lancome
Fondotinta Healthy Mix Bourjois Serum in 52
Correttore Full coverage Kiko n°2
Cipria Flower perfection Bourjois
Benetint
Blush Harmony MAC (contouring)
Rossetto Diva MAC

30 maggio 2013

A koala in the kitchen: moelleux al cioccolato fondente e ricotta

Mi pare che la versione ricotta-miele-fragole abbia avuto un discreto successo. Sono felice <3
Oggi vi mostro la versione golosa, con ripieno morbido di cioccolato fondente.
Come per l'altra, anche questa volta ho preso ispirazione da questa ricetta di Mon petit bistrot, seguendo la lista degli ingredienti e i passaggi per lo più pedissequamente, modificando solo alcune cose.


Ingredienti:
200 g di ricotta (io di pecora)
30 g di maizena
75 g di zucchero
3 uova
150 g di cioccolato fondente
 
10 g di burro + 10 g di cacao amaro per lo stampo. Ricordate che quando preparate dolci al cioccolato o al cacao, non si deve infarinare lo stampo, ma sostituire la farina con il cacao, onde evitare macchie e polvere bianche antiestetiche su un dolce scuro.

Anche in questo caso, non c'è lievito. La torta non deve lievitare e deve rimanere morbida al suo interno.


Il sapore è straordinario. E vabbè, con il cioccolato si gioca sempre facile, ma in questo caso, dato che l'unico accompagnamento è quello della ricotta (nel mio caso vaccina, quindi anche più delicata), il sapore ne è ancora più esaltato.
Anche in questo caso l'ho preferita fredda da frigo piuttosto che tiepida.


In questo caso non possiamo parlare di dolce light vero e proprio. 150 grammi di cioccolato si fanno sentire, anche se divisi in più fette. Però, alla fine, è modo molto meno pesante di altri di gustare del cioccolato in una torta casalinga. E ogni tanto, il cioccolato ci vuole. Anche solo per l'umore.
Insomma, per me questo è un bellissimo dolce della domenica, da mangiare a fine pasto o a merenda.
Inutile dire che in casa mia non è resistito nemmeno un giorno.

Al solito, se la provate, fatemelo sapere!

29 maggio 2013

You can cut all the flowers but you cannot keep spring from coming

Qui la primavera sembra arrivata a giorni alterni. 
Quelle poche volte che si manifesta, praticamente ne approfitto in ogni modo possibile: ballerine, maniche corte, giri in biciclette (ho un sacco di foto da mostrarvi!)... E ovviamente anche qualche trucco in tema. 
In realtà l'idea dietro questo look è anche un'altra. Tempo fa Daniela aveva fatto una serie di post in cui tirava fuori dai cassetti alcuni prodotti che non usava da tanto tempo e ci faceva nuovi look per l'occasione.

Ho voluto prendere ispirazione e ho frugato tra le mie scatoline in cerca di qualcosa e ho trovato questa palettina Pupa vecchissima, presa in un outlet ma ancora più che funzionante.



Questa è una delle prime cose che ho messo insieme quando ho iniziato a truccarmi. Non avevo ombretti verdi, perchè ciò che usavo ai tempi era di mia madre, ferma sostenitrice del viola e del marrone per il trucco occhi. Questa palettina recuperata per 1-2 euro mi sembrava un buon punto di partenza e per molte settimane è stata mia fedele compagna di esperimenti. Ricordo che non avevo pennelli e usavo quello in spugna in dotazione, la cui forma mi garantiva comunque di fare lavori abbastanza precisi.

Peccato non vengano prodotte più, perchè era veramente valida. I due ombretti sono assolutamente pigmentati e molto belli a livello di texture. I due glossi (uno - quello nude - devastato da me XD) hanno una buona qualità. Sebbene un po' appiccicosi, durano parecchio tempo e, nel caso di quello fucsia, sono anche piuttosto pigmentati.

Non ho voluto usare altro, ragion per cui questo è ciò che è venuto fuori:





Sugli occhi ho solo due intrusi, mascara a parte. Un po' di eyeliner nero, solo all'esterno dell'occhio, e sotto l'occhio, ho prima passato la mia cara matita Pioggia, che ho poi sfumato con il verde più scuro con il pennellino in dotazione della palette.
Sulle guance ho voluto fare un leggero contouring con il caro Harmony, tanto per darmi un po' di colore.
Infine, sulle labbra, dato che non ricordavo la pigmentazione dei gloss, ho voluto stare sicura e ho picchiettato prima un po' del rossetto Heroine con il dito. Questo ha anche creato una base per fare resistere un filo di più il gloss. Infine, sempre con il dito, ho applicato il gloss fucsia.

Che dite... vi piace questa idea di ritrovare antichi cimeli per farli risplendere a nuova vita?

Lista dei prodotti usati:
Paint pot Soft ochre MAC
Palette Pupa
Eyeliner in penna Sun Club Essence
Matita Pioggia Neve cosmetics
Mascara Hypnose Drama Lancome
Fondotinta Healthy Mix Bourjois Serum in 52
Correttore Full coverage Kiko n°2
Cipria Flower perfection Bourjois
Blush Bold rose Kiko (ed. lim.)
Blush Harmony MAC (contouring)
Rossetto Heroine MAC

28 maggio 2013

A koala in the kitchen: moelleux al miele, ricotta e fragole

Forse si sarà potuto vedere che per i dolci ho una vera passione per l'uso della ricotta. Mi piace molto, perchè può sostituire i grassi senza far perdere la morbidezza al dolce e ovviamente si evita qualche caloria di troppo che, per una persona che sforna quasi un dolce nuovo ogni due giorni, male non fa.

Perchè alla fine, è facile fare un dolce buono con le dosi giuste di burro, zuccheri e grassi. La vera sfida è riproporre qualcosa di altrettanto buono tagliando e sostituendo laddove è possibile.
Nelle mie infinite peregrinazioni sono capitata in un sito di cucina meraviglioso, Mon petit bistrot (che già vi avevo linkato per la ricetta delle madeleines). Cercando cercando, ho scovato due ricettine meravigliose per fare torte morbide a base di ricotta. Le ho provate entrambe nel giro di due giorni, perchè erano così buone che non sono resistite a lungo. Eh eh. Parto con la prima e verso la fine della settimana vi posterò anche la seconda.


La prima ricetta è una moelleux al miele, ricotta e fragole. Come il termine francese lascia intuire, è una torta dal cuore morbido, praticamente priva di lievitazione.
Rispetto alla ricetta originale ho apportato qualche modifica dovuta principalmente allo stato della mia dispensa.
Il mio consiglio è comunque basarvi sulla ricetta originale e poi nel caso effettuare le vostre modifiche, ricordando di bilanciare ingredienti secchi con quelli umidi.

Ingredienti
300 g di ricotta fresca (*)
70 g di miele di acacia
70 g di farina"00"
3 uova
scorza di un limone biologico
6  fragole

10 g di burro + 10 g di zucchero semolato per lo stampo

(*) In teoria viene sempre raccomandata la ricotta di pecora. Se la usate o semplicemente vi piace, optate pure per quella. Personalmente non ne amo l'odore e le preferisco quella classica vaccina.


Ho seguito le istruzioni di Mon petit bistrot, infornando per 45 minuti a 180° e lasciando poi raffreddare la torta all'interno del forno, mettendo però un foglio di alluminio sopra onde evitare che continuasse a cuocere e bruciare in superfice.
Al contrario di quanto suggerisce lei, però, ho notato che la torta era più buona servita fredda (anche da frigo), ragion per cui il mio suggerimento è prepararla la sera per il giorno dopo, lasciandola riposare tutta la notte in frigo.
Il risultato dell'impasto interno sarà abbastanza simile a quello di una cheesecake, anche perchè in un certo senso lo è.


E' una ricetta particolare. Non tanto per la morbidezza, quanto per il sapore. Essendo essenzialmente ricotta e miele, risulterà più delicata dei dolci a cui siamo abituita e per alcuni potrà risultare addirittura "senza gusto". Mia madre, quella che metterebbe chili di sale ovunque, l'ha trovata un po' insipida... ma secondo me il vero problema è che - circondati da aromi artificiali e forti - iniziamo a perdere il gusto delle cose semplici e delicate.
Rispetto all'altra ricetta che vi farò vedere (altrettanto semplice, ma più gustosa), la consiglio come torta pomeridiana, magari da accompagnare a un tè caldo.

Questa torta è anche un bel manifesto di una torta leggera che non pretende di essere dietetica.
Come avevo accennato nei commenti tempo fa, pensare di dimagrire mangiando dolci è piuttosto folle. I dolci non sono fatti per essere dietetici, e quando lo sono di solito perdono molto anche nel gusto.
Quello che si può fare se come me siete delle vere amanti del genere e non ne potete fare a meno non è stravolgerne le ricette. Credo che la via giusta sia trovare già le ricette giuste, in cui nulla viene completamente sacrificato ma bensì sostituito con oculatezza. Qui va bene eliminare il burro perchè c'è la ricotta a fare da supporto, per esempio. L'altro metodo è fare dolci in casa ed evitare di comprarli. Questo non solo aiuterà ad avere sempre una dose giusta di roba dolce (farli è più faticoso che comprarli), ma ci darà modo di sceglierne anche gli ingredienti. Infine, la moderazione, ovviamente. Si può e si deve mangiare dolci quando si è a dieta (e con dieta intendo un regime alimentare sano, non lo pseudodigiuno da perdo 3 kg in una settimana perchè devo andare al mare), perchè fa bene al corpo e allo spirito. Il segreto è semplicemente moderarsi con le dosi e quantità. Come in tutto d'altronde.

Al solito, se la provate, fatemelo sapere qui, su facebook... dove preferite!

22 maggio 2013

It's grey. It's chic.

In realtà questo look lo avevo fatto qualche settimana fa, ma ogni volta mi sono dimenticata di pubblicarlo. In teoria doveva essere il look per la mia festa di laurea, che però alla fine si è trasformata in una classica uscita del sabato tra amici. Più i regali, ovviamente. Quelli servivano.

L'idea nasce da un tutorial di Lisa Eldridge, che ho seguito abbastanza fedelmente, adattando solo qua e là per mancanza di prodotti simili o preferenze personali diverse.
Per una spiegazione su come realizzarlo vi rimando quindi al suo video.






Strut. Amore mio.
Perchè ti hanno levato dalla collezione permanente? Cattivoni della Benefit, non sapete cosa è bello.
Ecco.

Vi lascio anche l'outfit che avevo messo insieme per quella serata. Mi compiaccio di essere riuscita a trovare almeno una occasione per infilarmi questo dannato blazer.


Lista dei prodotti usati:
Paint pot Soft ochre MAC
Ombretto cremoso Benefit in Strut
Kajal Feline MAC
Eyeliner Blacktrack MAC
Palette Sparkle 2 & Lagoon Sleek 
Matita sopracciglia Lingering MAC
Mascara Hypnose Drama Lancome
Fondotinta Healthy Mix Bourjois Serum in 52
Correttore Full coverage Kiko n°2
Cipria Flower perfection Bourjois
Blush Smooth mauve Kiko (ed. lim.)
Rossetto Captive MAC

20 maggio 2013

A koala-tea post: voce del verbo giudicare.

Io sono una che giudica.
Quando vedo una donna vestita male, mi chiedo perchè qualcuno non le ha impedito di uscire di casa quella mattina o almeno non le ha sventolato un paio di jeans un po' più degni davanti al naso.
Quando vedo qualcuno che sembra non avere cura di sè, lo giudico.


Non giudico tutto. Me ne sono resa conto quando ho iniziato a giudicare me che giudicavo gli altri.
Quando ho iniziato a sviscerare il giudizio, mi sono resa conto che più che dire tanto degli altri, dicevo tanto di me. Delle mie insicurezze, delle mie paure.
Non giudicavo la coppia omosessuale che mangiava con una bambina al ristorante la sera. Li trovavo teneri e pensavo che vorrei vedere più coppie di questo tipo circondate dalla stessa aurea di serenità.
Giudicavo la donna grassa vicino a loro, che mangiava beata il suo hamburger. E pensavo "certo che se continui a riempirti di cibo così...". Dirlo mai. Non per ipocrisia, ma perchè se non ti conosco e/o non mi chiedi il mio parere, non vedo perchè dovrei dartelo. E poi anche io so cosa sia il tatto.

Poi ho provato a smettere di guardare quelle persone e ho provato a guardare me.
Io, che nonostante abbia raggiunto quel "peso forma" che tanto viene abusato in giro, continuo ad avere un pessimo rapporto con il cibo e con il mio fisico. Che si colpevolizza per ogni boccone non previsto al giorno.
E mi rendevo conto che in ogni giudizio, c'era uno sfogo. Creavo un giusto e uno sbagliato, mi inservo nel giusto e cercavo di convincermi "vedi? tu sei meglio. tu vai bene". E ovviamente, questo accadeva in tutto ciò in cui mi sentivo insicura.
Ma quando la consapevolezza di essere giusta viene solo dal paragone con gli altri, ci si mette poco ad affossare. Basta trovare qualcuno che per la tua logica è più giusto di te per andare in crisi. Quella vestita meglio, quella con il fisico da modella, quella che sembra uscita dalla copertina di una rivista.
E tu non sei più "meglio". Sei solo qualcosa che non riesci più a categorizzare.

In questi giorni ho dovuto fare i conti con alcune problematiche della mia persona. Cose piuttosto intime e personali, di quelle che ci metti poco a sentirti in difetto, quella sbagliata, quella che non va bene.
Mi è capitato, presa probabilmente dal più puro masochismo, di leggere su internet alcuni commenti a storie analoghe alla mia e ho capito tutta la pochezza del giudizio. Persone che si stupiscono che tu sia in un certo modo piuttosto che in un altro, considerato più "normale" o anche solo più "comune", perchè *loro* hanno avuto esperienze diverse e forse quello che per te è difficile, per loro è facile. Ma *loro* quello non riescono a vederlo.
Mi sono sentita piccola.
Non è una sensazione che non conosco. Io mi sento spesso piccola. 
Una voce nella mia testa si chiedeva come si permettevano queste persone di giudicare, di stupirsi, di chiedersi come è possibile. Loro non sanno cosa tu hai vissuto, loro non sanno le tue esperienze, la tua persona, il tuo carattere.
E mi sono data dell'ipocrita. Perchè io ho fatto lo stesso, senza pensare mai che forse vedevo solo una parte di una questione ben più complessa.

Oggi ho avuto la conferma che il giudizio è qualcosa da estirpare. Che crea solo etichette sbagliate e che mandano in confusione e in paranoia le persone. Che ognuno dovrebbe semplicemente vivere la vita così come è, senza porsi il problema di cosa penseranno gli altri, perchè la nostra vita è la nostra. E solo noi la conosciamo bene e solo noi sappiamo cosa ci rende felici, cosa ci rende tristi, cosa possiamo e cosa non possiamo fare. E che quello che per noi può essere semplice, per gli altri può non esserlo.

Oggi, dicevo, ho avuto questa conferma.
Mentre visitavo blog di cucina mi sono imbattuta in un logo che raffigurava una donna con un bimbo nella pancia. 
"No, non mi dire che mi sono di nuovo imbattuta in movimenti pro-vita. Per favore." (a mia discolpa, me li sono dovuti vedere davanti persino al Salone del libro e non so cosa mi ha trattenuto da andare a dir loro quanto fossero fuori luogo).
Poi, senza nemmeno cercare troppo, ho scoperto che quel logo era semplicemente un rifermento a un gruppo di sostegno per genitori che hanno perso il loro bambino durante la gravidanza o appena nato. Evento accaduto alla blogger in questione un anno fa.
E sì, stavolta mi sono sentita veramente una merda.
Perchè benchè questo non fosse il mio giudizio più cattivo mai dato, mi ha fatto proprio capire quel "non saper nulla delle esperienze altrui" di cui parlavo prima.

Dopo questa esperienza voglio provare sul serio ad estirpare il giudizio dalla mia vita. 
Provare a smettere di guardare gli altri e concentrarmi solo su me stessa.
E non importa se la mia vita non sarà mai come quella degli altri, se non sarò mai nella norma, se non sarò mai "giusta", qualsiasi cosa voglia dire. Almeno sarò io. E non mi starò nascondendo per fare finta - altra pratica comune: sforzarsi di credere che la propria vita sia perfetta anche quando fa buchi da tutte le parti.

Questo dovrebbe diventare un po' il nostro mantra. E credeteci, anche se chi lo ha scritto più che qualcuno che c'è già arrivato, è un work in progress che ci sta provando. Ma almeno stavolta ci sta provando sul serio.

18 maggio 2013

A koala in the kitchen: madeleines

"Elle envoya chercher un de ces gâteaux courts et dodus appelés Petites Madeleines qui semblaient avoir été moulés dans la valve rainurée d’une coquille de Saint-Jacques. Et bientôt, machinalement, accablé par la morne journée et la perspective d’un triste lendemain, je portai à mes lèvres une cuillerée du thé où j’avais laissé s’amollir un morceau de madeleine. Mais à l’instant même où la gorgée mêlée des miettes du gâteau toucha mon palais, je tressaillis, attentif à ce qui se passait d’extraordinaire en moi. Un plaisir délicieux m’avait envahi, isolé, sans la notion de sa cause. Il m’avait aussitôt rendu les vicissitudes de la vie indifférentes, ses désastres inoffensifs, sa brièveté illusoire, de la même façon qu’opère l’amour, en me remplissant d’une essence précieuse: ou plutôt cette essence n’était pas en moi, elle était moi."

Marcel Proust - À la recherche du temps perdu


Si può essere hipster e parlare di madeleines senza citare Proust? Ovviamente no.
Penso di aver assaggiato questi dolcetti per la prima volta quando ero ancora bambina. Erano qualcosa di veramente paradisiaco. 
Purtroppo le versioni che si trovano in commercio raramente sono di buona qualità: spesso sono eccessivamente grasse e delle vere madeleines hanno solo la forma.

Girovagando ho scoperto che le varianti di questo dolcetto sono parecchie (pure salate) e che l'unica costante rimane appunto la forma a conchiglia. Tuttavia, per quanto la curiosità sia potente in me, per inaugurare lo stampo che mi è stato amorevolmente regalato per la mia laurea, ho deciso di optare per l'impasto classico.

Ho scelto di seguire la meravigliosa ricetta di Mon petit bistrot, un sito di cucina appena scoperto ma già letto in lungo e in largo, dalle bellissime foto e con un gusto per gli abbinamenti interessanti.

Non è un impasto difficile da creare, tuttavia occorre pazienza e costanza nel seguire i passaggi rispettando i tempi richiesti, altrimenti la classica gobbetta non si formerà e di fatto non avrete delle madeleines.

Gli ingredienti per 24 madeleines sono quindi:
2 uova
100 gr. di burro
120 gr. di farina
40 gr. di zucchero
70 gr. di miele
1 presa di sale
1 cucchiaino scarso di lievito in polvere

Per il procedimento vi rimando alla sua ricetta.


Alcuni accorgimenti sono fondamentali per la buona riuscita del dolce.
Per prima cosa l'impasto va tenuto in frigo almeno un paio di ore, minimo 3. A quel punto, fatevi trovare già con il forno preriscaldato alla temperatura giusta (200° minimo) e l'impasto imburrato e infarinato, in modo da rendere celere il passaggio da frigo a forno caldo: è questo shock termico che creerà la gobbetta, NON il lievito. 
Diffidate dalle ricette che vi fanno mettere un sacco di lievito e restringono i tempi di attesa. La pasticceria richiede pazienza. Non bisogna essere frettolosi nel fare le cose.

L'impasto, una volta tolto dal frigo, avrà una consistenza molto densa. Non vi preoccupate: pochi secondi nel forno e si scioglierà. Non mettete troppo impasto negli stampi perchè in forno crescerà, riempitelo per massimo tre quarti. Meglio che risulti leggermente più piccolo che sbordi rovinando la forma caratteristica.

Una volta in forno, dovete stare dietro alla cottura. Lasciatele cuocere per i primi 5-6 minuti circa a 200 gradi, e poi, quando si sarà formata la gobbetta, abbassate a 180° e lasciate in forno finchè non saranno dorate. A quel punto sfornare e togliere dallo stampo.


Se siete bravi e seguire bene i passaggi, sarete ricompensati con delle splendide madeleines dalla caratteristica gobbetta e forma a conchiglia.

15 maggio 2013

Memorie di una donna rossetto: today is a Red letter day

Siamo sinceri: i bambini si assomigliano tutti, soprattutto quando sono piccolissimi. 
Eppure le loro madri negheranno questa idea con la stessa veemenza di Giordano Bruno. E dato che spesso sono persino in grado di distinguere i propri gemelli, tutto ciò che noi spettatori esterni possiamo fare è pensare che sotto sotto sono solo apparentemente simili. 
O che forse puzzano in modo diverso.


La stessa cosa si può dire per i rossetti.
Quando ho comprato il mio ultimo rossetto rosso, mia madre mi ha guardato perplessa (ma senza giudizio) chiedendomi perchè prendevo un rossetto rosso se già ne avevo in casa. "Ma non hai già una tonalità simile?". "No, non ho un rossetto rosso fatto così.". E avevo ragione, ovviamente.

Personalmente non amo ripetermi, e pur amando i rossetti rossi ne possiedo pochi e a mio parere abbastanza diversi tra loro. Per un profano saranno semplicemente "rossi", ma non è così.
Come non esiste semplicemente il "blu", o il "verde", non esiste nemmeno il "rosso", se non come concetto astratto di comodo per descrizioni piuttosto generiche.

Quando voi donnine mi commentate dicendo che il rossetto rosso (o altro colore random, ovviamente vale per ogni tonalità come discorso) non vi sta bene, io rispondo sempre con un democratico "forse non hai ancora trovato il tono giusto per te".
E so di avere ragione, perchè ci sono talmente tante sfumature di rosso che è impossibile che non ne esista una che vi sta bene. Forse non vi ci vedete, forse vi sembra troppo... ma che stia davvero male come colore in toto permettetemi di dire che è impossibile.
Anche su di me, alcuni rossi funzionano e altri no. Con l'esperienza e la sperimentazione ho capito più o meno cosa possa starmi bene e cosa è meglio evitare.

Il proprio sottotono può essere utile per muovere i primi passi. L'unica - come in tutto - è evitare di prendere posizioni eccessivamente rigide. Sottotono freddo farà meno a pugni con i rossetti freddi e il caldo con i caldi. Ma non è una regola aurea, solo una idea da cui partire e che può ampliarsi con il tempo.

Io sono una neutral, leggermente gialla e con un pizzico di beige. Sì, è una definzione davvero LOL, me ne rendo conto.
Essere una neutral mi garantisce di poter indossare rossetti rossi freddi e caldi purchè non siano eccessivamente freddi o eccessivamente caldi. Il beige fa in modo che mi donino di più i rossetti leggermenti più saturi o cupi, magari con una punta di grigio dentro. Per esperienza, devo rifuggire tutto ciò che è troppo vivace/intenso o tendente al corallo.
Questi sono i miei rossetti rossi propriamente detti (mancano alcuni ibridi che vedremo più avanti a parte). Sono tutti piuttosto neutri o con un sottotono freddo ma non troppo. Alcuni hanno una nota più cupa di altri.



Red Butler è quello che intendo per rosso neutro cupo con una nota grigia. Vedetelo vicino agli altri: notate come è il più spento della fila? E' quello che spicca di meno, in un certo senso (nella seconda foto si nota meglio). Questo è un bel rossetto piuttosto democratico. Starà bene su diversi tipi di sottotoni, ma potrebbe non funzionare sulle ragazze che hanno bisogno di colori più leggeri. Potrebbe: perchè l'unica per saperlo davvero sarebbe provarselo addosso.

Brave Red e il Kate 10 sono quelli più freddi e intensi, il secondo più pigmentato (probabilmente per via della texture satinata) del secondo. Mentre il Kate lo sconsiglio a chi ha un sottotono propriamente caldo, il primo potrebbe funzionare perchè è meno pigmentato e cremoso, quindi più adattabile.

Dare you ha una punta di marrone che lo rende più ostico. E' il tono che si differenzia maggiormente dagli alti proprio per questo motivo, risulta un po' più mattone, senza essere propriamente marrone. E' un rossetto che consiglierei unicamente a chi ha un sottotono neutro o caldo e che non ha problemi con il marrone, che di solito tende a invecchiare un po'. 
I rossetti propriamente color mattone (soprattutto opachi, come il Viva glam I di MAC), su di me stanno malissimo. Ma l'ho potuto verificare solo provandone uno e notando come mi invecchiava di almeno dieci anni.

Russian red è un rossetto neutro-freddo, leggermente cupo ma non troppo. Non è un colore vivace, è piuttosto saturo. Se non si ha problemi con il finish opaco, è un rossetto che facilmente starà bene a tutte: magari non sarà quello che sta meglio in assoluto, ma è difficile che stia male a meno di non avere labbra dalla forma particolarmente irregolare o sottile.

Già questi pochi colori presentano delle differenze più o meno visibili tra loro. Mancano diverse tipologie di rosso: il mattone, quello che tende al corallo, quello che tende al fucsia... Se non li possiedo vuol dire che non mi convincono su di me o non mi piace il colore in toto.
Capire che tipologia di rosso vi dona maggiormente sta a voi. Partite facendo delle ipotesi: ho un sottotono freddo, proviamo un rossetto dal sottotono altrettanto freddo. E poi verificatele tramite la pratica. Iniziate dai rossetti che già avete a casa, e fate delle prove. Magari basatevi anche sulle certezze che già avete: se vi stanno bene i rossetti fucsia, i rossi più vivaci o quelli che tendono al fucsia/viola dovrebbero starvi bene.
E non fatevi bloccare dall'idea che nessun rosso possa fare per voi, perchè di fatto è impossibile.

Se siete alla vostra prima esperienza con i rossetti rossi, il mio consiglio è Cherry Pie di Neve cosmetics (o eventuali dupes, nel link c'è qualche comparazione utile). E' un rosso che ho trovato parecchio democratico. Per essere tale, cercate un rossetto che sia:
  • costruibile (quindi con una passata visibile ma leggero, con la seconda coprente)
  • con un sottotono bilanciato (o al massimo più tendente al freddo che al caldo)
Un rossetto rosso con queste caratteristico è facile che si adatti meglio a tanti tipi diversi di donna. Non ve lo faccio vedere, perchè non lo possiedo ma l'ho potuto provare e mi ha soddisfatto parecchio.

Questo discorso delle diverse tonalità non vale solo per capire cosa ci dona, ma anche per gli abbinamenti.
Partiamo da un presupposto a caso random: il blu non sta bene con il rosso.
Ma quale blu? Quale rosso?

Per farvi capire cosa intendo, passo a un esempio pratico.
Ho fatto un trucco azzurro-blu piuttosto intenso e vivace. Personalmente non lo abbinerei mai a un rossetto rosso (per gusto personale), ma ho deciso di partire da qualcosa di shock perchè spero che la dimostrazione risulti un po' più chiara.

Qui sono io (ciao!) senza rossetto. Penso che si possa capire perchè lo indosso spesso: praticamente sembra che io non abbia delle labbra. Sob.
Passiamo al look abbinato con alcuni rossetti rossi. Questo post diventerà anche un manifesto del perchè non bisogna provare rossetti con degli occhi eccessivamente intensi/pesanti/carichi: rischiate di giudicare un rossetto a causa dell'abbinamento con gli occhi e magari evitare tonalità che invece - abbinate meglio - vi starebbero benissimo.
Cominciamo.

Opzione numero 1: Brave Red.
L'idea era: occhi vivaci, labbra altrettanto, per la logica dell'analogia. Su di me non mi convince troppo, è come se ci fossero troppi squilli di tromba. Ci sono visi che reggono meglio colori così vivaci accostati tra loro, ma il mio non è uno di questi.
Le strade per abbinare occhi e labbra è lavorare per analogie o differenze, partendo da ciò che vi sta meglio.
Su di me i colori vivaci risultano meno belli dei colori cupi, saturi (avessi fatto un trucco sul grigio/blu antracite, avrei avuto meno problemi). Vivace + vivace rischia di non funzionare e sembrare - dal vivo - veramente eccessivo. In foto è un po' più attenuato, ma mi sembra sia ancora abbastanza palese l'effetto "un po' troppo".


Opzione numero 2: Diva (tamponato) di MAC. [Diva non è stato mostrato prima perchè vorrei inserirlo a parte con i toni scuri, perchè di fatto è parecchio cupo].
La mia preferita, giocata sulle differenze.
Vivace + scuro.
Il rossetto smorza un po' la vivacità degli occhi, rendendoli un po' meno forti e il look sembra più elegante del precedente, persino meno "squillante".
Su una persona che regge meglio i colori vivaci ma non quelli scuri, risulterebbe eccessivo.


Opzione numero 3: Rimmel Kate n°9 [non mostrato prima perchè è più un fragola che un rosso vero e proprio e trovo stia un po' a parte con colori come Rebel di MAC]
Giochiamo sulle similutudini tra toni. Questo è un rossetto con un sottotono freddo tendente un po' al fucsia o al color bacca (quindi con una punta di viola dentro). Mi sembra ci sia una sorta di filo conduttore tra queste tonalità e seppur l'insieme risulta ancora troppo vivace su di me, mi sembra che occhi e rossetto si intonino meglio.


Russian red non lo avrei mai abbinato a questi occhi perchè è troppo *rosso puro* (e il finish opaco non aiuta), il risutato sarebbe stato sgradevole perchè ridondante senza un filo logico dietro.
La punta cupa di Russian Red lo rende più affine ad azzurri/blu/verdi con una punta di grigio al loro interno (o in generale che tendono al grigio o all'antracite), come Haigh di Urban Decay:



Un rosso come Dare you (sul mattone), poi, al blu in generale non lo abbinerei mai.

Quello che dovrete fare è quindi cercare di capire qualche coordinata base per ogni rossetto rosso che avete. Scuro o vivace? Freddo o caldo (tende al blu o al giallo?)? Cupo? Intenso? Con una sfumatura viola o grigia o arancione o mattone...?
E poi provate. Muovetevi prima cercando le analogie: ombretti con la stessa sfumatura viola, grigia, mattone... O altrettanto cupi o altrettanto vivaci. E provate. Se l'analogia non funziona, provate con il contrario. E' un rossetto vivace? Provate ad abbinare un trucco occhi cupo (basta anche uno smokey stra veloce con un po' di matita nera o grigia o blu o marrone sfumata).
Se nulla di tutto ciò vi convince (può capitare), allora passate alle misure drastiche: trucco neutro sugli occhi finchè non capite cosa fare di lui. A me è capitato in passato con alcuni rossetti, come Lady Danger.

E ora qualche linea base su cui muoversi. Come vi ho spiegato qui sono solo delle indicazioni, e si basano quasi esclusivamente sulla mia esperienza. Per capire se fanno anche per voi, potete solo provare, provare, provare...
Trovo che i rossi neutri-freddi facilmente si abbinino bene agli ombretti oro e ai viola (in particolare quelli che tendono al blu/freddi).

Russian Red

Quelli più vivaci (come Brave Red), dato che il mio viso regge poca "vivacità", preferisco abbinarli a trucchi più naturali, magari sul grigio, sul viola prugna o sul dorato-bronzo. Se voi la reggete maggiormente, provate accostamenti diversi, ma eviterei in ogni caso accostamenti esageratamente brillanti. Di solito questa è la categoria che preferisco abbinare ai trucchi neutri in generale.
I rossi che tendono al fragola/lampone/amarena mi piace abbinarli al verde, soprattutto quello che tende allo smeraldo. O con i grigi/taupe.

Red Butler - Catrice

I rossi più caldi (tendenti al giallo o al marrone) preferisco evitare di mischiarli con toni freddi e vivaci, perchè creano dei contrasti che non sempre mi piacciono. Preferisco abbinarli con l'oro/bronzo, con smokey marroni scuri, o con colori che abbiano in comune le stesse note. Quelli che tendono più al rosso-arancio (tipo Lady Danger) non mi dispiacciono con l'azzurro pastello (tenue, non vivace altrimenti diventa troppo squillante).

Dare you MAC

Queste sono alcune linee generali.
Se state pensando che ho detto un po' tutto e il contrario di tutto... beh, avete ragione. D'altronde sono colori, non matematica. 2+2 non fa sempre 4 in questo caso e una regola valida per un viso, non lo è per un altro.
L'idea è imparare ciò è valido PER NOI, attraverso un po' di pratica. Personalmente non amo le categorizzazioni, perchè nessuno è uguale, ognuno è per sé e così bisogna ragionare: dobbiamo trovare le regole o almeno le linee guida valide per il nostro viso attraverso il nostro gusto.
Insomma, sperimentate, sperimentate.

Dato che sono certa di non aver coperto tutto il copribile con questo post, ho deciso che attenderò voi e le vostre eventuali domande. Se saranno un numero sufficiente (almeno una decina) farò un post FAQ dedicato al rossetto rosso.

Attendo le vostre perplessità, i vostri commenti, le vostre opinioni e ovviamente anche qualche complimento non fa schifo XD
Alla prossima.

Memorie di una donna rossetto:
Sesta lezione: "Give me some rouge!", piccola ode al blush

13 maggio 2013

A koala-tea post: un koala e una donna rossetto prendono un tè chiaccherando

Ciando alle bande.
Perchè tanto lo so che è inutile girare attorno alla questione: volete qualche consiglio su come abbinare i rossetti colorati e tutto il resto è noia, noia, noia.


La realtà però è che non esiste una risposta facile, nè una risposta giusta.
Gli abbinamenti dipendono da tante cose, in primis il gusto personale che sarà sempre un fattore difficile da escludere dall'equazione. Non ci saranno mai abbinamenti che all'unanimità saranno apprezzati: troverete sempre qualcuno che strocerà il naso. 
Abbinare i colori osando è anche un percorso personale. Sembra sciocco e forzato, ma è così. E' trovare il coraggio di farsi guardare non passando in secondo piano, di attirare l'attenzione... Non è detto che sarà sempre così (a volte la gente presta molta meno attenzione a come siamo vestite e truccate di quanto noi pensiamo), ma bisogna essere pronti a ogni evenienza.
Se non vi sentite ancora pronte all'idea, ricordatevi che esistono dei gradi intermedi. Tornate alla lezione precedente e provate a vedere se fa per voi.
 

Quello che farò qui è dare una serie di consigli, spunti, idee.
Non ci saranno verità rivelate. Perchè onestamente non esistono: un abbinamento meraviglioso su ragazza x, può rivelarsi discutibile sulla ragazza y. Quello che potete fare è prendere le mie parole come una sorta di griglia da cui partire per poi sperimentare in autonomia.

Sperimentare è - di nuovo - la parola chiave.
Lo so: avere qualcuno che vi dice "questo ti sta male" o "questo ti valorizza" o "questo è in perfetta armonia con i tuoi colori" è bello e rassicurante. E anche profondamente inutile.
Perchè è il suo parere su qualcosa che di oggettivo ha ben poco e in cui il gusto rischia di prendere troppo spazio. E' il suo parere. E voi state modellando il VOSTRO GUSTO sul suo parere. E questo E' male.
Come abbiamo imparato a legarci le scarpe o a prendere un treno da sole, dobbiamo diventare autonome anche in questo campo. E per farlo ci vuole occhio, allenamento e una buona dose di coraggio e fiducia in noi stesse. Perchè troveremo sempre chi non sarà d'accordo con noi e il nostro modo di vedere le cose, ed è importante sapersi mettere in gioco senza MAI perdere il rispetto delle nostre opinioni solo perchè qualcuno dice diversamente.


Lisa Eldridge ha prodotto una bellissima serie di video in cui dava a noi le dritte per capire quale fosse il fondotinta giusto. Faceva nomi, dava una serie di opzioni, ma prima di tutto ci metteva nella situazione di poter capire da sole quale fosse il fondotinta da comprare e come sceglierlo.
Io spero di poter fare lo stesso.

Perchè è inutile che io vi dica che il blu e il rosso vanno d'accordo e voi mi prendiate alla lettera. Perchè sono umana e posso sbagliare. Perchè quello che vale per me, non è detto che valga per voi (sia per gusto che per abbinamento provato sulla persona). Perchè esiste un unico parere che conta davvero, ed è IL VOSTRO.
Io posso cercare di aiutarvi a notare alcune cose, ma siete voi che dovete notarle alla fine della fiera. 

Quindi non aspettatevi una guida in cui vi dico che il rossetto rosso va abbinato con l'ombretto dorato, perchè non sarà così facile.
Aspettatevi una guida in cui vi dirò che se percepite una punta di grigio nel rossetto, questo si accoderà magnificamente con ombretti che manifestano la stessa punta di grigio (e non per forza grigi, ovviamente). Ma stare lì a vedere quella sfumatura di grigio è affare vostro e dovete essere voi a coglierlo.

E' uno sbattone?
Assolutamente sì.
Serve per vivere bene?
Assolutamente no.

Però può aiutarvi. Può aiutarvi a prendere coscienza di voi, a trovare un po' di fiducia in voi stesse, a capire che il vostro giudizio è importante.


Mettersi alla prova, anche su questioni sciocche come abbinare un rossetto a un ombretto, può aiutare a capire qualcosa di più sul nostro modo di essere. Non bisogna rifiutarsi di partecipare a una sfida che la vita presenta, per quanto frivola o poco chiara. Bisogna imparare a buttarsi da sole. Senza aspettare che qualcuno ci dia il paracadute.

Questa non è solo una battaglia per abbinare bene i propri rossetti e portarli orgogliose. E' anche una battaglia contro le insicurezze.

11 maggio 2013

A koala in the kitchen: croissant allo yogurt

Lo so che mi odierete, ma tanto il weekend a leggere i post siete in poche quindi posso anche vaneggiare.

Ho sperimentato questa ricettina perchè quando sento dolci light le mie antenne si alzano involontariamente.
Quando ho letto questa ricetta per fare dei croissant veloci e leggeri, subito è apparso un cartello lampeggiante nella mia testa con su scritto "provare". Io adoro i croissant.

Ovviamente questi non sono i classici sfogliati da panetteria (la cui preparazione richiede parecchia pazienza, parecchio tempo e parecchio burro), nè quelli brioche da bar. Diciamo che hanno la consistenza della frolla, ma questo non li rende meno gustosi. Per fare colazione o merenda sono adorabili.
Per onor di cronaca, la ricetta originale è stata data da Anna Moroni durante una puntata della Prova del cuoco (su youtube c'è), sebbene io abbia apportato alcune sostanziali modifiche per renderli dolci e con meno burro.
Procediamo.


Ingredienti:
250 gr di farina
75 gr di burro
125 gr di yogurt bianco
50 gr zucchero
1 bustina di vanillina
1/2 bustina di lievito
un pizzico di sale
marmellata di albicocche
zucchero a velo q.b.

Dopo aver unito tutti gli ingredienti (io consiglio sempre di iniziare mettendo insieme quelli umidi e poi pian piano aggiungere quelli secchi partendo dallo zucchero), si formerà un panetto piuttosto morbido ma non appiccicoso. Se risulta appiccicoso, aggiungete ancora della farina.


Mettetelo in frigo per almeno venti-trenta minuti avvolto nella pellicola trasparente per fare in modo che sia leggermente più solido e quindi lavorabile.
Stendetelo quindi formando un cerchio e con un taglia pasta/pizza create otto spicchi. 
Mettente un cucchiaino di marmellata nella parte più esterna del cornetto (lasciando ovviamente un po' di bordo), e iniziate poi ad avvolgere la pasta su se stessa proprio dall'esterno verso l'interno, creando la classica forma dei cornetti.

Disponeteli su una teglia con della carta forno sotto e metteteli in forno (preriscaldato) a 180° per 20 minuti.
A quel  punto, quando saranno dorati, sfornateli, lasciateli raffreddare e quindi passateci sopra un po' di zucchero a velo.


E' una ricetta veramente semplice e non porta via molto tempo, si potrebbero persino fare la mattina per la colazione (cosa impossibile per quelli sfogliati classici).
La consistenza è molto interessante, morbida e friabile, e la quantità di zucchero è tale da non renderli eccessivamente dolci.

Al solito, se li provate, fatemelo sapere ^_^

09 maggio 2013

I won't eat any cereal that doesn't turn the milk purple.

Sto ragionando.
Io non sono buona a scrivere rencesioni lunghe su qualcosa, perchè mi annoio da sola. Lo ammetto. Sì, ho passato 190 pagine a sviscerare sotto ogni forma e dimensione un mutamento linguistico in un gruppetto di dialetti neo-armaici praticamente estinti... però fare la stessa cosa, anche se in forma più sintetica, su un prodotto da trucco... non so, mi pare noioso allo stesso modo.
Eppure ho delle cose da dire (io ho sempre qualcosa da dire, su tutto, ma davvero) e non riesco a capire se la via è farvi dei post brevi e sintetici (ne sono capace?), o raccogliere eventuali impressioni di più prodotti sotto un unico intervento... Voi che dite?

Intanto che ci pensiamo io vi lascio con questo semplice smokey viola, realizzato perchè la Sparkle 2 mi stava guardando male e il mio cuore è troppo tenero.








La forma esterna l'ho data con la Feline, usata come base e poi sfumata con l'aiuto di un ombretto color antracite. In metà ho usato un viola, applicandolo sfumandolo anche sopra l'antracite per ottenere un bell'effetto nella parte superiore del trucco. Infine ho creato un punto luce con un ombretto argentato shimmer.
Guance soft e Modesty sulle labbra perchè oggi mi girava così.

Questo post è di una inutilità incredibile. Ma sul serio.

Lista dei prodotti usati:

Paint pot Soft ochre MAC
Kajal Feline MAC
Palette Sparkle 2 Sleek
Mascara Hypnose Drama Lancome
Fondotinta Healthy Mix Bourjois Serum in 52
Correttore Full coverage Kiko n°2
Cipria Flower perfection Bourjois
Blush Smooth mauve Kiko (ed. lim.)
Rossetto Modesty MAC