20 maggio 2013

A koala-tea post: voce del verbo giudicare.

Io sono una che giudica.
Quando vedo una donna vestita male, mi chiedo perchè qualcuno non le ha impedito di uscire di casa quella mattina o almeno non le ha sventolato un paio di jeans un po' più degni davanti al naso.
Quando vedo qualcuno che sembra non avere cura di sè, lo giudico.


Non giudico tutto. Me ne sono resa conto quando ho iniziato a giudicare me che giudicavo gli altri.
Quando ho iniziato a sviscerare il giudizio, mi sono resa conto che più che dire tanto degli altri, dicevo tanto di me. Delle mie insicurezze, delle mie paure.
Non giudicavo la coppia omosessuale che mangiava con una bambina al ristorante la sera. Li trovavo teneri e pensavo che vorrei vedere più coppie di questo tipo circondate dalla stessa aurea di serenità.
Giudicavo la donna grassa vicino a loro, che mangiava beata il suo hamburger. E pensavo "certo che se continui a riempirti di cibo così...". Dirlo mai. Non per ipocrisia, ma perchè se non ti conosco e/o non mi chiedi il mio parere, non vedo perchè dovrei dartelo. E poi anche io so cosa sia il tatto.

Poi ho provato a smettere di guardare quelle persone e ho provato a guardare me.
Io, che nonostante abbia raggiunto quel "peso forma" che tanto viene abusato in giro, continuo ad avere un pessimo rapporto con il cibo e con il mio fisico. Che si colpevolizza per ogni boccone non previsto al giorno.
E mi rendevo conto che in ogni giudizio, c'era uno sfogo. Creavo un giusto e uno sbagliato, mi inservo nel giusto e cercavo di convincermi "vedi? tu sei meglio. tu vai bene". E ovviamente, questo accadeva in tutto ciò in cui mi sentivo insicura.
Ma quando la consapevolezza di essere giusta viene solo dal paragone con gli altri, ci si mette poco ad affossare. Basta trovare qualcuno che per la tua logica è più giusto di te per andare in crisi. Quella vestita meglio, quella con il fisico da modella, quella che sembra uscita dalla copertina di una rivista.
E tu non sei più "meglio". Sei solo qualcosa che non riesci più a categorizzare.

In questi giorni ho dovuto fare i conti con alcune problematiche della mia persona. Cose piuttosto intime e personali, di quelle che ci metti poco a sentirti in difetto, quella sbagliata, quella che non va bene.
Mi è capitato, presa probabilmente dal più puro masochismo, di leggere su internet alcuni commenti a storie analoghe alla mia e ho capito tutta la pochezza del giudizio. Persone che si stupiscono che tu sia in un certo modo piuttosto che in un altro, considerato più "normale" o anche solo più "comune", perchè *loro* hanno avuto esperienze diverse e forse quello che per te è difficile, per loro è facile. Ma *loro* quello non riescono a vederlo.
Mi sono sentita piccola.
Non è una sensazione che non conosco. Io mi sento spesso piccola. 
Una voce nella mia testa si chiedeva come si permettevano queste persone di giudicare, di stupirsi, di chiedersi come è possibile. Loro non sanno cosa tu hai vissuto, loro non sanno le tue esperienze, la tua persona, il tuo carattere.
E mi sono data dell'ipocrita. Perchè io ho fatto lo stesso, senza pensare mai che forse vedevo solo una parte di una questione ben più complessa.

Oggi ho avuto la conferma che il giudizio è qualcosa da estirpare. Che crea solo etichette sbagliate e che mandano in confusione e in paranoia le persone. Che ognuno dovrebbe semplicemente vivere la vita così come è, senza porsi il problema di cosa penseranno gli altri, perchè la nostra vita è la nostra. E solo noi la conosciamo bene e solo noi sappiamo cosa ci rende felici, cosa ci rende tristi, cosa possiamo e cosa non possiamo fare. E che quello che per noi può essere semplice, per gli altri può non esserlo.

Oggi, dicevo, ho avuto questa conferma.
Mentre visitavo blog di cucina mi sono imbattuta in un logo che raffigurava una donna con un bimbo nella pancia. 
"No, non mi dire che mi sono di nuovo imbattuta in movimenti pro-vita. Per favore." (a mia discolpa, me li sono dovuti vedere davanti persino al Salone del libro e non so cosa mi ha trattenuto da andare a dir loro quanto fossero fuori luogo).
Poi, senza nemmeno cercare troppo, ho scoperto che quel logo era semplicemente un rifermento a un gruppo di sostegno per genitori che hanno perso il loro bambino durante la gravidanza o appena nato. Evento accaduto alla blogger in questione un anno fa.
E sì, stavolta mi sono sentita veramente una merda.
Perchè benchè questo non fosse il mio giudizio più cattivo mai dato, mi ha fatto proprio capire quel "non saper nulla delle esperienze altrui" di cui parlavo prima.

Dopo questa esperienza voglio provare sul serio ad estirpare il giudizio dalla mia vita. 
Provare a smettere di guardare gli altri e concentrarmi solo su me stessa.
E non importa se la mia vita non sarà mai come quella degli altri, se non sarò mai nella norma, se non sarò mai "giusta", qualsiasi cosa voglia dire. Almeno sarò io. E non mi starò nascondendo per fare finta - altra pratica comune: sforzarsi di credere che la propria vita sia perfetta anche quando fa buchi da tutte le parti.

Questo dovrebbe diventare un po' il nostro mantra. E credeteci, anche se chi lo ha scritto più che qualcuno che c'è già arrivato, è un work in progress che ci sta provando. Ma almeno stavolta ci sta provando sul serio.

36 commenti :

  1. Penso che giudicare non sia sempre sbagliato. Non lo è quando si conoscono i fatti e le persone. Penso, invece, che sia sbagliato porsi un gradino più in alto degli altri e giudicare da quella posizione. Siamo esseri pensanti e avremo sempre un'opinione su qualcuno o su qualcosa. Il tentativo che va fatto è quello di aprirsi agli altri, piuttosto che pensare solo a stessi. E' in questo modo che si può giudicare con coscienza, senza sentirsi in colpa. Ed è dal confronto con gli altri che miglioriamo le nostra vite :)

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    1. Questo è un pensiero molto sensato.
      Tuttavia, quando il giudizio nasce da un problema personale penso che sia il caso di smettere di guardare gli altri e iniziare ad occuparsi di quel problema.

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  2. Mi hai fatto commuovere e non sto esagerando, mi sento spesso così e ammiro questo impegno, è sempre d'aiuto leggere l'opinione altrui e non il giudizio su se stesse/i (mannaggia non riesco a farmi capire scusa le parole astruse)...

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  3. Ciao, hai fatto un'ottima autocritica e detto cose che non sono facili da ammettere neppure con se stesse. Io sono anni che lotto con la mia leggera (cof.. cof...)tendenza a sparare sentenze, non necessariamente a voce alta, soprattutto contro i miei stessi difetti (come dici bene tu). Non l'ho superata, per un breve secondo certi pensieri si presentano come un riflesso condizionato, ma ormai fanno male solo a me. Perché ho capito che quando vedo una donna grassa/obesa soprattutto una che non teme di mostrarsi e la giudico male è solo perché io proprio non ne sarei capace, ho un bisogno disperato di essere (o meglio di apparire) normale almeno per quel che riguarda l'aspetto fisico in generale ma il peso in modo particolare. Posso vestirmi dark (o in qualunque altro modo, ma darkettona da ragazzina lo ero davvero)quanto mi pare, ma il mio peso DEVE essere normale... Sono un'idiota. Lo so. Il post di anna mi aveva fatta molto riflettere, il tuo se possibile ancora di più. Grazie

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    1. Non sei per niente idiota. Io sono uguale, sul serio.
      Posso essere quella con il vestito a righe che manco le bambine dell'asilo o con il top a pois e il fiocco rosso e il cerchietto da biancaneve... Ma il peso deve essere in un certo modo. Il discorso ovviamente è ampio e non ci sono solo motivi "estetici" dietro (ma anche di autocontrollo purtroppo) - per tornare all'idea "dietro c'è di più" - ma ti assicuro che per me è uguale.

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  4. Condivido quello che hai detto. Personalmente sono una persona che non giudica molto gli altri, ma giudica molto se stessa. Sono molto autocritica e in un certo senso tendo sempre a sminuirmi, anche se so che è sbagliato. Non ho mai apprezzato le persone che giudicano le altre senza conoscerle ed esprimono il loro giudizio come se si sentissero sempre chiamate in causa anche in cose che non le riguardo. A volte si può dare un giudizio, che è piuttosto un'opinione, ma con tatto e cercando di mettersi nei panni dell'altro. Ma porsi con un atteggiamento da superiore no, non lo condivido affatto. Ho sempre dovuto fare i conti con i giudizi altrui, ma oggi sto imparando a fregarmene, soprattutto sto imparando ad ignorare chi si vanta a scapito degli altri e li assumo come modelli da evitare. A mio avviso, chi passa la vita a giudicare gli altri credendosi migliore, prima o poi troverà qualcuno che farà il suo stesso gioco e lì scatterà il conflitto.

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    1. Io ho problemi con chi esprime il giudizio. Ma purtroppo siamo umani e i giudizi sotto forma di pensieri li abbiamo tutti.
      Trovo che la differenza sia appunto nell'espressione, che rende la situazione più complicata (perchè si aggiunge la variante del "perchè me lo stai dicendo?" che preferisco non liquidare come molti fanno alla mera invidia).

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  5. Io concordo con MissHaul, il giudizio in sè non è da disprezzare, fa parte della nostra. Ciò però non toglie che possiamo "raffinarlo" un po',renderlo meno tagliente. Io evito di esternarlo se non è espressamente richiesto e anche in quel caso cerco di usare tutto il tatto di cui non capace. Se mi si chiede un'opinione su una cosa che non conosco approfonditamente è tutto un fiorire di "per quanto ne so", "per quello che mi dici", "con questi pochi elementi"eccetera.
    Sarà che sono vittima di giudizi corrosivi da quando ero alta come un puffo ma non vivo serenamente sapendo che potrei aver ferito qualcuno. Nemmeno così sono sicura di non aver calpestato i sentimenti di qualcuno ma almeno posso dire di averci provato.

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  6. Raramente giudico.
    Un po' perché so di essere una persona molto giudicata (molto in carne. Non sono una mangiona, ma amo il cibo in ogni sua forma).
    Ogni tanto capita ma solo quando conosco la persona bene e da anni, quindi so il suo passato/presente/futuro.
    Il mio pensiero fisso è "chi sono io per giudicare lei?" e quindi non mi viene da giudicare mai. Ammiro quella che si mette la minigonna pur non avendo le gambe perfette e faccio agli altri quello che vorrei fosse fatto fare a me: Vivere la vita con leggerezza, senza paranoie o altro.
    Una vita che solo da poco sto iniziando a voler vivere appieno.

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  8. Io sono cresciuta col motto "vivi e lascia vivere",che espresso in parole povere nel mio caso significa "pensa al tuo che ne hai d'avanzo".Io difficilmente giudico,e se lo faccio,é unicamente perche' ho avuto modo di conoscere in modo approfondito un soggetto e mi sento in grado di esprimere un parere.Al contrario,da tempo immemore,son sempre stata vittima di giudizi,spesso poco piacevoli,dovuti essenzialmente alla superficialita' di chi pur di ferirti,usa anche la "fantasia" pur di affibbiarti un'etichetta...da li nasce la famosa invidia,per quello che sono,per cio' che realizzo,per quello che posso avere...e via discorrendo (porto me come esempio ma credo di non essere la sola a vivere o aver vissuto situazioni analoghe!).Un giudizio nasce si da un'insicurezza,ma a mio parere non é da sottovalutare anche quel complesso di inferiorita',che inevitabilmente sfocia nell'accanirsi contro chi vorresti essere ma non puoi..non so se mi son fatta capire.Personalmente non giusfico queste persone,piu' che altro perche' nonostante gli sforzi,certe cose sono cosi lontane dal mio modo di essere,da non riuscire a comprenderle.Io saro' egoista,lo so,ma ho sempre pensato a quello che era il mio bene,in concomitanza con quello delle persone che amo.Il resto per me non conta...e i giudizi me li lascio scivolare addosso!

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    1. Se mi posso permettere, anche dire che chi giudica lo fa per invidia è un giudizio. Un giudizio che non sta a guardare cosa vive chi è dall'altra parte. Personalmente mi è capitato di venire giudicata da persone che più che altro vivono con il complesso del giudizio a loro volta, che sfogano proprio l'oppressione che sentono dal mondo esterno su di loro giudicando a loro volta, a volte senza nemmeno riflettere o senza volontà di ferire. E di sicuro non era invidia.

      Lasciarsi scivolare i giudizi è un proposito ottimo, ma penso che sia meglio fermarsi qui senza cercare di psicanalizzare chi sta dall'altra parte. Altrimenti cadiamo noi stessi nel torto.

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    2. Piu' che un giudizio io la definirei un'attitudine naturale di cui molto spesso,chi é coinvolto la vede come una cosa normale.Io ho parlato della mia esperienza diretta,specificando che giudico unicamente chi conosco bene...

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  9. difficilmente giudico.
    Devo uscire da me stessa e dalla tendenza a guardare le cose sotto mille sfaccettature per arrivare a giudicare e quando lo faccio è perchè c'è qualcosa di abbastanza chiaro da farmi pendere verso l'uno o l'altro giudizio. Ho fatto dell'equilibrio, dell'ascolto dei pareri altrui e dell'approfondimento una sorta di stile di vita. Alle volte questo è fonte di critica altrui (ebbene si, sembra che io non voglia prendere una posizione quando in realtà le sto vagliando tutte) ma a mio avviso fai benissimo a cercare di non giudicare e di andare oltre non solo alle apparenze, ma a ciò che c'è dietro alle apparenze!
    Come Selena il mio primo pensiero è "chi sono io per giudicare lui/lei?"

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  10. Io giudico tutto e tutti, fra me e me, proprio perché se non mi viene chiesto un parere ho il buon gusto di farmi gli affari miei. Ma soprattutto sono vittima del giudizio altrui, fin da bambina me ne han dette davvero di tutti i colori. Crescendo ho imparato in parte a gestire la cosa e finché il giudizio degli altri si limita ai miei gusti/stile mi urta ma finisce lì. Quando invece vengo giudicata per ciò che sono, da persone a me vicine, dopo avermi illuso del contrario, vado in crisi totale sia perché finisco per rimettere completamente in gioco i miei sentimenti e l'autostima sia perché penso a chissà quante volte ho espresso giudizi ad alta voce senza rendermene conto, magari chiacchierando con altre persone, e ho ferito i loro sentimenti involontariamente. La chiave è sicuramente lavorare sul problema...

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  11. Ho già raccontato un po' della mia storia da Anna, e scrivo volentieri anche qui perchè in questi giorni le mie rotelline hanno continuato a girare su questo argomento e il tuo post ha dato un ulteriore contributo. Ho molto riflettuto e mi sono resa conto, che se in questo momento della mia vita sono più che altro oggetto del giudizio degli altri, in passato sono stata soprattutto soggetto giudicante. Nel senso che avevo talmente un'alta opinione di me stessa, alimentata dal fatto di essere dalla "parte del giusto"(a posto con gli esami all'università, con il fidanzato da una vita, e perchè no, magra) che spesso esprimevo giudizi piuttosto tranchant su persone e situazioni. Poi sono successe tante cose, per lo più brutte e qualcuna anche molto grave, che mi hanno giocoforza portato a rendermi conto che in ritardo con la laurea non significa sempre "scansafatiche", che depressa non vuol dire quasi mai che "ci si deve dare una mossa" e che grassa spesso non equivale a "viziosa mangiona"...ma ci sono dovuta passare! Quello che posso dire a mia discolpa, oltre al fatto di essere tremendamente giovane all'epoca dei giudizi "incriminati", è che sono sempre stata, e sono tuttora, di animo estremamente ingenuo, e se avessi anche solo lontanamente saputo quanto può ferire un giudizio espresso senza cognizione di causa (perchè alla fine è quello che fa più male!)mi sarei davvero tappata quella boccaccia! Lo so che sembra un pensiero alla Fabio Volo (sic!), però credo che alla fine sia tutta una questione di esperienza, non necessariamente negativa, intendiamoci, ma proprio nel senso di "più anni passati su questa terra a vedere che succede"! Oggi come oggi, se incontrassi la me stessa di qualche anno fa, proverei tenerezza per tutte quelle sicurezze destinate ad infrangersi contro il muro della dura realtà :) ma non proverei nemmeno per un attimo a convincerla del contrario perchè so benissimo che non mi ascolterebbe! Adesso che sono dall'altra parte posso dire, anche con un certo orgoglio, che davvero a me non frega niente che Caia Sempronia Perfettina trovi il mio abito inadatto alla mia corporatura e pensi che dovrei mangiare sedani tutta la vita fino ad espiare tutta la mia ciccia, perchè il suo giudizio non vale NIENTE, proprio come ai tempi non valeva il mio! Molto peggio sono i giudizi che vengono dalle persone che SANNO e continuano a non VOLER CAPIRE e che, per quanto mi riguarda, sono gli unici a fare da cassa di risonanza alle mie insicurezze...e lì davvero spesso non so proprio come difendermi.
    Scusa il papiro!

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    1. Ma quali scuse. E' un commento bellissimo, profondo e molto vero. Mi ritrovo in tutto.
      All'insicurezza/ingenuità come base del giudizio, sia all'esperienze che ti fanno capire che non è tutto bianco o nero.
      Sull'università, ho avuto una conoscente che ha passato una buona ora a parlarmi della sua non roesea situazione universitaria intercalando un "non sono stupida" quando non riusciva a trovare le parole per giustificare il suo ritardo. Ebbene, mi sono sentita un po' morire perchè dall'alto del mio percorso universitario limpido (non sempre lineare, ma vabbè), avevo sempre un po' giudicato male chi ritardava in modo così plateale.
      E mi sono resa conto di quanto questo condizionasse questa ragazza tanto da doversi giustificare così.
      Questo non vuol dire che gli scansafatiche non esistano (ne conosco, ne conosco tanti... che hanno pure il coraggio poi di pontificare su quanto costi l'università: eccerto, studiassi e ti laureassi magari), ma che non sono tutti nella categoria.

      E questo per tutto.

      E concordo anche sul commento finale. E' peggio chi ti conosce e ti giudica pensando di sapere cosa è meglio per te che chi per la strada pensa che sei vestito male. Molto peggio.

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    2. Il cliché del palazzonuovista cazzeggione non rientra nella categoria dei giudizi ma dei dati di fatto :D

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    3. Ahahah, Torinese pure tu?
      Sì, è un dato di fatto. Quello che ho in mente io però bazzica materie scientifiche.
      Anche il mio ex potrei serenamente inserirlo nella categoria, ma averlo avuto vicino per 2 anni mi ha fatto capire che anche dentro lo studente cazzeggione c'è un mondo. Insicurezze, finte sicurezze famigliari (genitori che pagano le tasse senza fiatare per comprare il figlio), incapacità di concentrarsi davvero su qualcosa, sindrome di Peter Pan...

      Però poi se tu sei uno studente cazzeggione e mi vieni a raccontare di quanto l'università *costa* e tu - tra una festa e l'altra, un cambio di facoltà all'altro e senza un lavoro per giustificare lamentela e ritardo - sei finito a 30 anni ancora dietro a una laurea specialistica... Evvaffan. Come se io le tasse non le avessi pagate... ma sparati.

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    4. torinese a rapporto! Fortunatamente di gente così non ne ho mai incrociata, quelli che ho in mente sono del genere "suonatori di bonghi sulle scale della facoltà" che invidio profondamente perchè non si fanno certo tutte le mie paranoie di quasi trentenne bloccata sulla tesi da quattro anni...certo che pure lamentarsi delle tasse...bella faccia!

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  12. io sono stata spesso e sempre giudicata per il mio non-scegliere, il mio modo di non-affrontare le cose e la mia stazza ( premetto che non sono enorme, ma per anni mi sono sentita così). Io giudico tra me e me, ma raramente lo esprimo a voce alta, se devo dare un'opinione su qualcosa lo faccio dove aver cercato di comprendere la situazione/ la persona. Il fatto di venire sempre criticata per come ero-e ancora sono ,almeno in parte- mi ha fatto sentire male per molto tempo, solo a 20 anni ho acquisito un pò di autostima e sicurezza,il giudicarmi su come non ho affrontato un mio handicap, mi ha portato ad accettarlo solo anni dopo, ora ne parlo con consapevolezza e quasi fregandomene.
    scusa lo sproloquio ;P

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  14. Che bello il tuo post, mi piace perché mette a nudo tutta te stessa e ci aiuta a vederci riflesse nei tuoi ragionamenti.

    Devo ammettere che il post che ho scritto mi ha molto provato, non scriverlo, quello viene sempre facile, ma rispondere e leggere tutti i commenti. Sono contante che ha scatenato una specie di catena e quindi molte persone mi hanno dato manforte proponendo la sfaccettatura del loro pensiero.

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  15. Questo discorso non è una cosa nuova per me...Sono stata e sono tuttora una maniaca alla ricerca della perfezione su molte cose (altre le ho giustificate col tempo) nonché "un'avvocatessa" impietosa, è proprio vero che le mie critiche vs gli altri sono i fatti per la quale mi rimprovero tutti i giorni. I nostri punti deboli riversati sugli altri però, non spesso hanno lo stesso effetto che hanno su di noi, è questa è stata maggiormente la cosa che mi faceva soffrire, perché mi sono posta a chiedermi come mai non puoi prendere la cosa come loro? Dal giudizio si passa sempre al paragone! Ora dopo qualche cambiamento di vita e confronti con esperienze nuove ho migliorato il mio pensiero, sono sempre la solita paranoica, egocentrica ragazza piena di complessi ma lotto ogni giorno per cercare di diventare quella che vorrei essere, l'anticonformista del vivi e lascia vivere! Ora non credo nemmeno di aver espresso un 1/4 del mio pensiero a riguardo. Ma ti ringrazio per questa riflessione perché mi sono sentita meno sola e per la prima volta non ho letto frasi di collegamento del tipo che chi giudica lo fa per "acidità".

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  16. scusa se esco un pò dal discorso principale, ma mi ha colpito molto la parte in cui parli del concentrarsi su se stessi. Mi ha fatto pensare a quando usavo la mia a-normalità (espressa sotto varie forme, dall'estetica molto estrema alla forte chiusura caratteriale) come scudo verso il mondo, di quanto sia più facile mettersi volontariamente in mostra per farsi giudicare e sbattersene le palle dei pensieri della gente, sentirsi fighi paladini di non si sa quale diversità invece di guardarsi dentro ed avere paura di scoprirsi uguali agli altri, con le stesse paure e difficoltà.

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  17. Io ho avuto la sfortuna di incontrare molti "giudici" nella mia vita, specie durante l'adolescenza, avendo provato sulla mia pelle quanto sia ridicolo avere una visione unilaterale delle cose ho imparato a riflettere e ad informarmi prima di esprimere un giudizio.
    Ti faccio un esempio: tempo fa mi sono ritrovata a dover sistemare una cucciolata e ho messo un annuncio si facebook. Non l'avessi mai fatto! un mare di gente stupida che commentava dicendo "spendi tanto per i trucchi e fai la tirchia per sterilizzare la gatta", senza sapere che io la gatta l'ho adottata già incinta; altri ancora che hanno minacciata di denunciarmi per abbandono perchè pensavo di tenerli in cortile, senza sapere chè è un posto sicuro in cui accudisco già altri gatti ogni giorno. Insomma la gente adora sparare sentenze, è l'unico modo che hanno per pompare la propria autostima, ponendosi sopra un piedistallo.
    Però io credo sia una cosa sana e giusta farsi dell'autocritica, porsi delle domande e avere la capacità di mettersi in discussione: questo ci aiuta a fare esperienza e a migliorare se stessi. Quelli che io non transigo sono coloro che pretendono sempre di avere ragione, giustificandosi in tutte le situazioni, perseverando nei propri sbagli e piangendosi addosso, nonostante dispongano degli strumenti, del sostegno e di tutto quello che è necessario per cambiare. In questi casi non posso evitare il giudizio, sarebbe come annullare le mie facoltà mentali e a mio avviso non ne vale la pena.

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  18. Bel post davvero.. sto ragionando su cosa scrivere e adesso credo siano guai.. io sono sempre stata quella strana, quella sbagliata.. quella fuori posto... quella che "perchè non sei come tutte le altre".. poi per un pò sono stata quella "speciale" che è' la più grossa presa in giro di questo mondo e il mio cuore è andato in frantumi... essendo io quella sempre e costantemente giudicata.. mi son trovata raramente a giudicare io stessa.. anche perchè stando sempre dall'altra parte so quanto certe piccole cosa possano farti male ti possano "distruggere"... io di solito mi domando perchè oppure cosa c'è dietro a certi comportamenti... sono più curiosa che giudicante! questo atteggiamento fa si che io di solito faccio quella che ascolta tutti (ho anche una "laurea un pò brutta" a ruiguardo!) e ma frustrata perchè mai ascoltata dagli altri.. MA anche se mi vengono esplicitamente chiesti pareri o giudizi raramente ne do.. e questa è la mia ipocrisia.. la pura di non dirti quello che vuoi sentiri dire, di esprimere il MIO parere che sicuramente non ci accozzerà nulla col tuo, quindi spesso taccio anche mi vien richiesto di parlare... il discorso PESO è un argomento brutto... ero magra ma mi sentivo sbagliata nel mondo mi sono abbuffata senza saziarmi mai di nulla perchè la mia non era fame di cibo e poi ho dovuto fare i conti con i kili che ti rimangono attaccati addosso peggio di un tatuaggio e ti continuano a ricordare quanto ti sei sempre sentita sbagliata .. ecc... sinceramente me ne frego di quel che possano dire gli altri... soprattutto rispetto all'estetica.. io SO che dentro sono una bella persona... forse è solo questo ciuò che conta... e se avessi ascoltato meno gli altri, tutti i loro racconti, disavventure e vari vomitio di parole a raffica... e avessi rincorso più farfalle, suonato più fili d'erba e avessi dedicato più tempo solo a me stessa.. forse mi sarei amata di più.. e mi sarei sentita (forse) meno sola... insomma (si finisco!!) sono sempre stata dall'altra parte e non giudico, nemmeno se mi viene richiesto... so cosa sento io, che viaggio ho fatto per arrivarci, quante notti a pensare, sms scritti e non mandati, abbuffate senza mai saziarmi di nulla, il mio sentirmi così aliena.. COME POTREI MAI SAPERE TUTTE QUESTE COSE TI UNA PERSONA CHE NON SONO IO?? già mi pare così difficile ...

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  19. Apprezzo molto che tu voglia provarci. Giudicare, in fondo, è la cosa più facile che possiamo fare. Ed è qualcosa da cui nessuno è veramente immune.

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  20. E' bellissimo questo post, mi sono quasi commossa, dico quasi perchè ho tentato di cacciar via le lacrime in tutti i modi avendo un terribile mal di gola e tosse, se piango, addio, ho smesso di respirare! XD
    Io son cresciuta nel giudizio altrui: io ero "la più brutta della classe" "la più stupida" in famiglia "meno intelligente di tua sorella" "meno bella di tua sorella" meno meno meno più più più. A seconda dei casi :D
    La cosa mi ha fatto star male per anni, ma ho cercato di non darlo mai avedere, perchè se c'è qualcosa che mi ha sempre contraddistito è un orgoglio fuori dal normale, a volte pure sbagliato, perchè solitamente le persone orgogliose *vere* tentano di migliorarsi, io no. Migliorare non è una parola che appartiene al mio vocabolario e per questo io giudico me stessa. Mi sento decisamente idiota non muovere un passo, a non fare niente per migliorare la mia vita, mi chiedo sempre se mi sveglierò, se ci sarà mai qualcosa che mi farà dare una smossa, mhà!
    Il mio aspetto fisico è la cosa meno mi ha preoccupato: sono magra da sempre, tranne una breve parentesi tra gli 8 e gli 11 anni in cui ero spaventosamente lievitata. Per il resto sembro "un manico di scopa vestito" per citare le parole con cui la prof di religione delle medie definiva Claudia Schiffer, ma trovo che calzi a pennello pure du di me :D Comunque a parte l'odio per le minigonne, che compro e poi non metto, ho un rapporto buono con il mio corpo anche se non ho ancora capito che forma ho XD (ho creduto di essere rettangola ma ho le spalle larghe quanto i fianchi e la vita decisamente più piccola, per cui resto nel limbo :D)
    Proprio per il brutto di essere sempre stata giudicata, cerco di non farlo con gli altri, insomma "non fare agli altri ciò che non vorresti sia fatto a te". A volte è impossibile trattenermi, ma se nona ltro i miei giudizi sono espressi conoscendo i fatti e le persone e mai espressi in maniera brutale, se è roba che posso dire la dico usando quanto più tatto riesco a trovare, se è roba che in qualsiasi modo la dici può ferire, me la tengo per me.
    Temo che il giudizio sia una partre di noi umani che è impossibile da eliminare completamnete, ma si può però tenere controllata.
    L'ultimo giudizio espresso in maniera non proprio simpatica verso una persona che si conosco, ma non fa parte del mio giro di amicizie, mi è quasi costata un ricovero al pronto soccorso per fratture multiple (giusto per farvi capire il tipo...). Per cui, soprattutto da allora (son passati 2 anni), sto ancora più attenta e cerco di pensarci due volte prima di dar becco.
    Comunque non sono il tipo di persona che giudica uno per il fisico che ha, anche se la vedo mangiare 5 hamburgher perchè mi dico sempre che alla base potrebbe esserci qualche altro problema. Conoscevo una signora tempo fa che pur stando sempre a dieta prescreitta dal medico aveva un problema con l'assimilazione degli zuccheri e povera era enorme, gonfissima e mi ricordo che ne soffriva, anche per le prese in giro altrui. Un giorno ho mangiato e digerito un tipo che in mia presenza, parlava di lei "se mangia un altro po' decolla"... non sapeva più come giustificarsi! I giudizi sul fisico sono le cose più odiose, se becco gente prendere in giro anche gente che non conosco divento una belva!

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  21. A mio parere non sempre dare un giudizio è una cosa negativa, però come hai detto tu spesso non si conosce la storia che una persona porta dietro di se e giudicare è veramente riduttivo.
    Io sono cresciuta circondata da tantissime persone che giudicavano e criticavano in maniera frivola senza mai guardarsi e per questo sono riuscita un po' a staccarmi dal giudicare, ma trovo che sia una cosa impossibile da non fare in quanto avremo sempre un giudizio su una determinata persona e/o situazione, l'importante è ragionarci e capire il nostro pensiero.
    Il fatto di voler concentrarti su te stessa è un'ottima idea e spero riuscirai nel tuo "progetto"!

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  22. post molto sentito, interessante e condivisibile. anche io giudico spesso e mi dico anche io che non è il caso, che non va bene, perchè io non so le battaglie che stanno combattendo gli altri...Quod tibi fieri non vis, alteri ne feceris.
    ciao :)

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  23. Anche io sono stata una che ha giudicato tutto il mondo. Per tanto tempo mi sono sentita forte delle mie ansie e delle mie insicurezze, come se il mio giudizio fosse migliore di quello di altri sulla base delle mie esperienze. Poi mi sono trovata di fronte a scelte che non ammettevano la "giusta via", ho preso direzioni non condivisibili da chi avevo intorno. E ho iniziato a guardarmi dentro con maggiore autocritica. Non è stato facile. Per niente. Mi sono resa conto di quanto tutto sia estremamente relativo, che il punto di vista di una persona è qualcosa di fermo, mentre la vita è un flusso che ammette errori, sfaccettature, punti di vista caleidoscopici.
    Grazie per questo post. Mi hai fatto ricordare che anche nel mio caso la strada è ancora lunga :)

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  24. Splendido post, splendide parole. Condivido in tutto e per tutto :)

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  25. Credo di essere una persona che giudica raramente e "mollemente" gli altri (se non quando i loro comportamenti mi causano un danno), ma sono un giudice feroce con sé stessa. A volte (mi) racconto che il mondo è bello perché vario e cavolate del genere, ma la verità è che sono così introversa e egocentrica che ignoro gli altri e i loro problemi se questi non diventano un mio problema. Non credo che sia un bel modo di porsi neppure questo, il giudizio fa parte dei rapporti umani ed eliminarlo del tutto non è detto che sia un bene, né che sia possibile.

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  26. Ce ne sarebbero di cose da dire su questo argomento!!!! già so che non riuscirò a scrivere tutto quello che vorrei dire e spero che quello che affermo non venga frainteso..Io giudico e continuerò a giudicare... non capisco perché viene attribuito un'accezione negativa a questo concetto è grazie ai giudizi,alle etichette, agli stereotipi che riusciamo a districarci nella realtà della vita quotidiana ...sembra strano ma è così!ognuno di noi ha le sue credenze, i suoi valori e se vediamo qualcosa che non corrisponde alla nostra realtà si innescarsi il giudizio è fisiologico ...Per quanto io sia sostenitrice del "nella vita ognuno deve fare quello che vuole senza ledere gli altri" se, ad esempio, vedo un* ragazz* completamente tatuat* ammetto di pensare che non ci sia con la testa!!!MA contemporaneamente mi rendo conto che io di quest* tizi* non so nulla può anche aver vinto il nobel per la pace, non lo saprò mai, perchè mi sto basando sul dato più rilevante che si presenta ai miei occhi. Sinceramente non mi sento una cattiva persona per questo! Secondo me sai qual'è il vero problema? E' quello che ci fai con il giudizio.. Giudicare"male"gli altri per sentirti "migliore" può essere funzionale (esempio personale: io sono paffutella, quando vedo una ragazza più grassa di me mi sento "migliore" e per quanto possa sembrare perfido sfido chiunque a non aver mai pensato una cosa del genere)accresce la stima di sè. Così giudicare "migliore" una persona può renderci consapevoli dei nostri limiti, anche questo è utile perché ci fa pensare che possiamo migliorare(esempio: vedo una ragazza normo peso e penso cavolo però se mi impegnassi potrei essere anche io così). MA se una persona giudica per accrescere il suo narcisismo e per far sentire uno schifo gli altri... questo secondo me è il MALE.Come è MALE vedere gli antri come Dei e giudicarsi come inetti,l'autocritica è ok, la svalutazione,no (io personalmente ci sto lavorando...). Spero di aver scritto cose sensate @.@

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  27. Ci sta essere giudicati e ci sta giudicare ma sempre fino ad un certo punto.
    Io ad esempio vengono continuamente giudicata per il mio caratteraccio, per la mia ciccia e perché il destino ha voluto che mi innamorassi di un ragazzo con problemi di alcolismo, problemi affrontati e che da due anni sembrano superati, ma la strada è lunga, eppure le persone intorno a me, famigliari e conoscenti, nel senso che loro conoscono me ma io non conosco loro, mi giudicano, ci giudicano e vedono solo il suo passato e non il presente, non quello che fa per uscirne totalmente e non avere il rischio di ricaderci. Io stessa prima di conoscerlo giudicavo e un po' lo faccio ancora chi ha dei problemi come quello che aveva lui, ma una volta sentita la storia ho cambiato opinione ed ho iniziato a riflettere di più sul problema dell'alcolismo e mi sono resa conto che tante persone finiscono in questi giri perché non hanno un appoggio, non hanno nessuno con cui parlare, vengono abbandonati o peggio, è da qui che ho imparato a non giudicare senza conoscere i fatti e preferisco ed alcune volte pretendo che gli altri lo facciano con me.
    Scusa per lo sfogo ma è un argomento che mi tocca molto e se trovi sia fuori contesto cancella il messaggio, non mi offendo.

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