10 ottobre 2013

A koala-tea post: di colori, tonalità, sfumature e occhi gialli e verdi.

Nel 1969, Berlin e Kay presentarono uno dei pochi esempi di studio tipologico sulle lingue dal punto di vista della semantica. Analizzando circa un centinaio di lingue, cercarono di individuare per ciascuna i termini utilizzati per indicare i colori base (indicativamente: termini generici che comprendono diverse sfumature di colori, e che non possono essere "generalizzate" e comprese ulteriormente da un altro termine base; azzurro è compreso in blu, ma blu non può essere compreso in niente altro se non la parola "colore").
La differenza tra un termine che indica un colore e uno che indica un colore base è la stessa che può esserci tra ceruleo e blu. Mentre ceruleo indica una gradazione molto precisa, blu - per come viene comunemente utilizzato dai parlanti che hanno a disposizione questo termine - comprende diverse gradazioni. In altre parole, è un termine generico per raggruppare tonalità che presentano alcune caratteristiche comuni.
Berlin e Kay si accorsero che non tutte le lingue presentano lo stesso numero di termini per colori base: esistono lingue, come quelle europee che ne hanno un numero piuttosto elevato (secondo gli studiosi, sono massimo undici i colori base univeralmente riconosciuti: bianco, nero, rosso, blu, giallo, verde, marrone, viola, grigio, arancio, rosa; azzurro può venire compreso nel blu e infatti molte lingue non hanno un termine specifico, "light blue" in inglese), altre ne possiedono veramente pochi.
Per esempio, la lingua Tiv (nigerocongolese, parlata in Nigeria) possiede tre termini per colori base: uno che indica il bianco o in generale le tinte chiare, una che indica il nero o le tinte scure e una per il rosso. La lingua Tamil (dravica, parlata in India), oltre a questi tre termini, ne possiede anche uno per indicare il blu. 
Questo non vuol dire che queste lingue non possiedono un termine per indicare ad esempio il verde delle foglie o il verde del prato, ma non saranno termini base, generici, bensì specifici e facilmente diversi uno dall'altro (probabilmente creati per estensione dal nome dell'oggetto di questo colore, come per noi fucsia dal fiore).
Berlin e Kay intuirono che questi termini non compaiono a caso nella lingua, ma che la presenza di un determinato termine, implica l'esistenza di qualcosa di più basico seguendo una scala implicazionale, secondo cui da lingue con massimo due termini per colori base (bianco e nero, obbligatoriamente), si arriva a quelle che ne possiedono undici. Gli altri termini si inseriscono in questa scala in gradini predeterminati: il blu non può comparire se non c'è il rosso, il marrone non può comparire se non c'è il blu e così via... (per approfondire).

Lasciamo perdere la questione delle scale implicazionali per tornare al discorso colore base e colore specifico.
Prendo ad esempio questa meravigliosa immagine dal titolo "Think blue" creata da una mia collega linguista.

zuccaviolina
Se dovessi guaradare questa immagine per un breve momento e descriverla, direi che mostra una serie di oggetti blu. A livello di economia del linguaggio e dell'attenzione, è la descrizione più semplice e immediata che posso fornire. Se la guardo con maggiore attenzione, mi rendo conto che ovviamente non tutti questi oggetti hanno il medesimo colore: alcuni sono azzurri, altri sono blu elettrico, altri blu scuro. Ma definirli "blu" secondo il senso che la lingua italiana dà al termine blu è assolutamente corretto, in quanto è una parola generica che comprende tutte queste tonalità.
Se un parlante di una lingua che non conosce termini come blu dovesse descrivere questa immagine, direbbe che gli oggetti in questione non hanno il medesimo colore. Userebbe parole più specifiche, creerebbe magari delle locuzioni ("x ha il colore del cielo") per poter descrivere la tonalità ogni oggetto.

La stessa analisi è possibile per il colore verde.

zuccaviolina
Esistono inoltre alcune lingue secondo cui alcuni oggetti di questa serie e alcuni di quella precedente, si possono descrivere utilizzando il medesimo termine. Come 青い (aoi) in Giapponese che comprende sia il verde che l'azzurro, o glas del Gallese che comprende sia il verde, che il blu che il grigio.
E così via.

Si dice che la lingua sia influenza dalla cultura: basti pensare che finchè qualcosa non è conosciuto non ha un termine (televisione, cellulare, smartphone...). Ma è anche vero che la cultura si fa influenzare dalla lingua. Spesso è proprio l'introduzione di un termine specifico a decretare il successo culturale di qualcosa che prima non c'era.
Ma la lingua influenza anche il nostro modo di pensare (per approfondire, vedere l'ipotesi di Sapir-Whorf). Se ho un termine come verde, non ho bisogno tutte le volte di trovare un termine specifico per indicare un oggetto di questo colore se devo descriverlo. Il mio interlocutore avrà sufficienti informazioni per capire di cosa sto parlando ("la mela che ho mangiato era verde, non rossa": non è necessario dire che era verde chiaro invece che rosso cremisi). Il senso stesso di avere questi termini non è soppiantare completamente quelli più specifici, ma fare in modo che in situazioni non professionali e in cui c'è bisogno di una comunicazione semplice ma efficace, io possa usare questi  termini base in maniera funzionale. Ma la presenza stessa di una parola come verde influenzerà il mio modo di percepire i colori. In un certo senso, mi renderà quasi pigro quando si tratta di doverne cogliere le differenze particolari, le sfumature diverse ecc... Se ho un termine come verde, perchè devo stare a cercare la sfumatura precisa? E capita così che ci siano persone con grandi difficoltà a distinguere un rosso viola da uno che tende all'arancio come due tonalità distinte.

In alcuni settori però, questi termini non sono assolutamente sufficienti. Tutti abbiamo in mente i famosi pastelli giotto con quei nomi incredibili ("terra di Siena", "blu di Prussia", "magenta", "ocra"...) che probabilmente stimolavano più la fantasia che le nostre doti artistiche. Eppure in pittura, come in qualsiasi settore che *lavora* con i colori, c'è bisogno di un gergo più specifico. Ovviamente anche il makeup rientra in questo tipo di settori.
Immaginate una truccatrice che dice alla collega "passami un rossetto rosso!". 

zuccaviolina

Rosso scuro? Magenta? Rosso fragola? Rosso aranciato? Rosso cremisi? Rosso sangue?
Marta, la mia collega, è stata fin troppo precisa nella sua foto scegliendo solo rossi freddi, ma anche rossi più aranciati avrebbero potuto far capolino in questa immagine senza destabilizzare il titolo "Think red".
E' un discorso che vi avevo già fatto quando sostenevo che è impossibile che non esista un rosso che vi possa donare: le tonalità che la parola rosso comprende sono così tante e così varie, che non trovarne nemmeno una è una impresa veramente impossibile ("non c'ho voglia di trovarla" è una scusa più accettabile, "non capisco cosa mi possa stare bene" ha più senso come discorso).

Lo stesso discorso non si adatta solo ai rossetti o al rosso. Una volta avevo proposto un trucco giallo, e sotto, tra i commenti, un classico "il giallo non mi dona".
Ne sei sicura? (L'accendiamo? *wink wink*)

zuccaviolina

A questo punto spero che ci siamo capite senza che io parli ulteriormente.
E' praticamente impossibile che ogni tonalità di giallo presente sulla faccia della terra vi stia male. E' più probabile che sia complicato trovare sotto forma di ombretto quella tonalità o che il giallo non vi piaccia come colore e allora che possa morire in solitudine senza di voi.

A questo scopo prenderò una persona dal pubblico qualsiasi... Takiko (io) magari, per fare un esempio pratico. Takiko non può portare l'azzurro pastello perchè le sta da cani. Ne ha provati diversi, ed era quasi tentata di dire "ah, l'azzurro non mi dona!", finchè non ha scoperto che se questo azzurro era leggermente tendente al grigio (ovvero aveva qualcosa di "fumoso", e non "pastelloso") al suo interno, non c'era santo che potesse opporsi, quella tipologia di azzurro le stava bene. La stessa cosa si può dire per tutti i colori chiari: verde chiaro, lavanda, rosa...
A Takiko i rossetti rosa stanno male. Ma se si tratta di un rosa malva un po' cupo, le sta divinamente.

Tutto questo post barbosissimo e pieno di parole ampollose a cosa è servito?
A spiegare che frasi come "il blu mi sta male, il verde non mi dona e il rosso mi sbatte" sono profondamente incomplete in un settore come quello del makeup che si fonda proprio nello scegliere la tonalità giusta. Insomma, i mille toni di blu sembrano spesso andare bene per "giustificare" (ce n'è bisogno quando si spendono i propri soldi? direi di no) l'ennesimo ombretto blu comprato, ma sembrano sparire quando si parla di cosa ci sta bene e cosa ci sta male.
Non voglio costringere nessuno a indossare colori con cui non siamo a nostro agio (io ho ancora problemi con l'arancio, per esempio), ma vorrei fare in modo che nessuno si privasse a priori della possibilità di giocare, sperimentare, provare QUALSIASI colore desidera. Avete una tavolozza immensa a vostra disposizione. Non lasciatevi scoraggiare dagli esperimenti falliti (capita a tutti, in qualsiasi campo), non lasciatevi influenzare da presunte guru che sostengono "questo colore non fa per la tua tipologia di persona". Sono tutte cazzate, scusate la finezza.
Ogni colore è a nostra disposizione, bisogna solo capire quale sia la NOSTRA tonalità. Io sto meglio con ciò che tende al grigio, ma sono certa ci sarà lì tra di voi la ragazza che sta meglio con i colori che tendono al giallo, o all'arancio, o al marrone...

E quando dubiterete, quando penserete "sono l'eccezione a quanto dice"... ricordatevi sempre che la natura ha creato questi occhi di questo colore un po' verde, un po' giallo, un po' grigio. Non esiste lingua al mondo che probabilmente abbia un termine per descriverlo, ma esiste e io lo guardo tutti i giorni.

sofficelavanda

E se la natura ha fatto qualcosa del genere, perchè voi vi dovete privare di tanta beltade?

A presto per i primi post su come usare i colori sugli occhi.

19 commenti :

  1. Post veramente interessante. L'ho letto con immenso piacere.

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  2. dì la verità, hai scritto un post del genere per mostrare al mondo un po' della bellezza degli occhi della Piumide XDDDDDDD (ciao Aki! XD)

    torno seria e quoto tutto, ogni volta che leggo/sento: "a me il [inserire colore] sta male" rispondo sempre: "ogni sfumatura?" perché un conto è se non ci sentiamo a nostro agio, se abbiamo avuto sfiga a beccare quella sbagliata etc. Un conto diverso è voler dire che tutti i rossi, rosa e blu sono uguali.

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  3. Leggere un tuo post è quasi poesia...
    Ecco adesso devo assolutamente trovare un ombretto rosa che mi doni...

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  4. Io credo proprio di far parte del numero del "non ho voglia di cercarmi una tonalità che mi sta bene" perchè in effetti il giallo limone mi sta male (ARG!), ma il giallo tendente all'oro già mi sta meglio ma poi non ho mai approfondito la questione, concentrandomi su colori che mi si addicono maggioramente.
    Il discorso iniziale è stato molto interessante *_* mi piace scoprire cose nuove (o anche: scoprire quanto è profondo l'abisso di ignoranza in cui galleggio) per cui io proporrei un approfondimento linguistico in ogni post!*_*
    E poi Aki... ♥

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  5. Questa cosa delle sfumature che mi stanno meglio di altre è stata una scoperta che ha cambiato il mio modo di fare shopping... Ora cerco solo tonalità che mi donano, sia scure sia chiare (devono avere una nota di blu dentro), e tutte quelle un po' smorte le lascio perdere che se me le metto sembro malata...
    Però ammetto che con alcuni colori ancora non ho trovato la tonalità giusta: marrone, beige, arancione, giallo, ma più che altro perché non ho ancora trovato la sfumatura giusta, come il giallo burro, che mi starebbe bene ma non si trova niente così perché non è di moda...
    Comunque aspetto con interesse i post sugli ombretti per colore di occhio, dato che avendoli verdi tendo sempre a evitare i colori intensi per paura di appesantire lo sguardo, anche se sono tonalità che tecnicamente stanno bene col verde!

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  6. Hai scritto uno splendido post :)
    Ammetto che sono totalmente affascinata dall' excursus linguistico iniziale, mi hai incuriosita al punto che cercherò di leggere lo studio che citi.
    Per quanto riguarda la percezione dei colori e la loro varietà.. io sono spettroscopista e studio proprio quello che c'è all' origine dei colori che vediamo: ovvero la riflessione di determinate radiazioni elettromagnetiche che quando hanno determinate energie producono i colori che noi vediamo. Vedo composti chimici che hanno i colori più vari e di solito li descrivo in modo piuttosto poetico a detto del mio capo :D, ad esempio parlo di blu cobalto, verde veronese, giallo limone, ocra rossa... e il mio capo mi dice sempre "ma tu non riesci a descrivere un colore con meno di due parole? :D" e in effetti io non ci riesco proprio :)
    Le tonalità sono infinite e come dici tu può valer la pena di esplorarle per scoprire le più adatte per sè, sia per il make up che per gli abiti.

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  7. Che belle cose che hai scritto...
    Al di là degli spunti teorici penso che le tue parole possano essere una spinta per tutte le pigrone come me,che si riducono sempre ai toni del nude e del Marrone...
    Vorrei sperimentare ma sono sempre un Po timorosa, ho Paura SOPRATTUTTO di vedermi DIVERSA..
    Penso che per cogliere alcune sfumature ci voglia un occhio allenato, esattamente come per comprendere alcuni quadri si debba conoscere la vita dell'artista che li ha dipinti..
    Post ben scritto,complimenti!

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  8. Che bello l'excursus sul colore! Benché sia figlia di un pittore e ci abbia sempre girato intorno, anche nello studio delle lingue, solo di recente mi sono messa a leggere saggi sull'argomento, quello che sto leggendo ora è La lingua colora il mondo di Guy Deutscher. È formidabile come la concezione del colore possa essere così complessa e come anche la storia degli studi accademici sull'argomento sia variegata. Grazie per gli spunti.
    Passando al trucco, il ragionamento è ineccepibile quindi non posso che darti ragione! :) Anche io ho lo stesso "problema" con i rosa, tanto che se non avessi scoperto il rosa malva avrei pensato che non ce n'era per me, e invece... :)

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  9. poste estremamente interessante!!! amo e stra amo i colori... sarebbe un mondo assurdo senza poterne vedere la bellezza in ogni loro sfumatura... Ma capisco,che la gente mi guarda sconvolta, quando dico che per truccarmi uso TUTTI i colori.... basta trovare le nostre sfumature, le nostre tonalità (quanto mi piaceva da piccola dire blu di prussia e rosso vermiglio XD amavo i pennarelli XD)

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  10. Wow ! hai perfettamente ragione ! Io di solito odio il giallo.. e non l'ho mai usato come ombretto.. però pensandoci meglio uso spesso il color oro ! che in realtà fa parte dei gialli xD grande riflessione! :D
    questo è il mio blog : http://babrimakeup.blogspot.it/

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  11. Io adoro la linguistica e anche se sapevo già gran parte di tutto ciò ho apprezzato molto il post... ergo, vogliamo (chi? - Le mie innumerevoli personalità, ovvio) più linguistica!
    Trovo veramente affascinante pensare a come una lingua cambia il modo stesso di pensare, di vedere il mondo e quindi di rapportarvisi, ha un che di magico (come tutto quello che riguarda il cervello, argomento che adoro in toto).

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  12. ieri mentre leggevo mi è tornata in mente una lezione di semiotica... la lezione era stata pallosissima nonostante l'argomento fosse interessante. Leggere il tuo post è stato un vero piacere <3
    Mi è tornato anche in mente un ricordo di bambina... quando scoprii che in inglese non esisteva azzurro ma che era definito light blue m'incazzai tantissimo, per me era inconcepible XD

    Bene bene, salvo anche questo post nei preferiti da linkare all'occorrenza :3

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  13. Io ho sempre fatto questo discorso proprio con il giallo, me lo vedo male e penso che sia dovuto anche al fatto che magari tra i pochi che ho io tra una palette Sleek e l'altra magari non siano la tonalità giusta, per il resto quando mi trucco mi faccio spesso una domanda "c'è in natura un'accoppiata di colori così?" se la risposta è positiva allora vado tranquilla perché se esiste in natura allora per quanto mi riguarda significa che va benissimo, quindi è il discorso che hai fatto te per lo più.

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  14. Che bello questo post <3
    Mi è piaciuto molto sentir parlare di colori con una base linguistica, io ho fatto l'artistico per cui ho sempre avuto un amore nel chiamare i colori col loro nome (cosa su cui le mie colleghe di moda mi prendevano in giro). Mi piacerebbe molto approfondire questo argomento con qualche saggio.

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  15. Leggere questo articolo è stato davvero piacevole!
    Hai unito due passioni che potrebbero sembrare incompatibili in modo magistrale, tutta l'argomentazione dimostra una conoscenza profonda di quello che dici. E poi, per una curiosa come me, questi post in cui parli del tuo lavoro (lo posso definire così? ) sono interessantissimi!

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  16. Qualche tempo fa,un po' per capriccio un po' per curiosità mi sono fatta fare l analisi del colore,in base alla stagione cromatica a cui appartengo sto imparando a prendere ciò che è meglio per me...
    Detto ciò resto sempre fissata sui miei colori...rosso bianco e blu in prima linea...ma in caso di necessità so su quali sfumature buttarmi!
    È molto bello e piacevole leggerti...
    Scrivi molto bene!
    Ciao...
    Veronica...

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  17. Oddio scusa, quegli occhi, che meraviglia! *___*
    Comunque ho letto tutto e l'ho trovato molto interessante, io non mi privo di nulla, provo tutto, anche colori che poi scopro starmi male, però sperimento sempre! ;)

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  18. Questo post è geniale e l'università che hai fatto è davvero interessantissima ;)

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