04 ottobre 2013

A koala-tea post: un koala e una donna rossetto prendono un tè chiaccherando di giudizi e rossetti

Come alcune di voi sapranno, l'introduzione alla guida sulla Donna rossetto è sbarcata sul meraviglioso blog di Anna, Moda per principianti (se non lo conoscete, è ora di darci una bella occhiata).
Le reazioni al post sono state passivamente positive e attivamente più negative. Ovvero, ho ricevuto parecchie visite, parecchie nuove iscrizioni, parecchi commenti da ragazze nuove che mi chiedevano informazioni. Ma allo stesso tempo, sotto il post ho letto diverse critiche, alcune gratuite (e in anonimato), altre più elaborate e con qualche spunto interessante.


Quello che ho capito è che il makeup, e soprattutto il rossetto, sono ancora dei tabù anche tra le donne. Il vestiario va bene, ma il makeup è troppo facilmente identificato come una frivolezza e basta, qualcosa che non può davvero fare la differenza.
Mi ha colpito vedere una ragazza dire come secondo lei non fosse questa grande cosa indossare il rossetto forte e venire "smentita" poco sotto da una commentatrice che ha palesato con grande serenità una paura temo ancestrale riguardante il rossetto: venire giudicata.

"Non si giudica una donna dal rossetto, ma si sa che succede, quindi lo evito."

Parto dal presupposto che la capisco. Tanto.
Il giudizio fa male, a tutti. Anche a quelli che si nascondono in corazze dicendo che l'unico parere che conta è il loro. Non è vero: tutti abbiamo paura di essere incompresi, non capiti, sminuiti... A volte abbiamo sempre questa paura, a volte solo quando siamo giù di morale o ci sentiamo in difetto. A volte abbiamo paura che siano gli estranei a non capirci, a volte abbiamo paura che siano le persone accanto a noi.

Lasciando perdere alcuni luoghi di lavoro, contro cui combattere è purtroppo una utopia e dato che c'è di mezzo il salario, sono io la prima a dire che si può evitare il rossetto e usarlo per poi uscire in situazioni più informali.

Lasciando perdere l'occhiata buttata lì dal passante, che non possiamo capire e sapere se sia di approvazione o disapprovazione, temo a tutte sia toccata la cattiva sorte del commento (o molestia) buttato lì dal tizio di turno che passa e si sente in diritto di giudicarti.
A me è capitato sovente. E mentirei dicendo che l'ho presa sempre con noncuranza. Spesso mi sono trovata a cercare di capire quale parte di me avesse tirato fuori l'offesa. La gonna? I tacchi? Il rossetto?

Fino al giorno che mi è stato fatto un commento di questo tipo mentre ero in bici. Con una maglietta di quelle informi, pantaloni da corsa lunghi alla caviglia, scarpe da ginnastica, coda di cavallo e senza un ombra di trucco. Sembravo una bambina di dodici anni.
E da lì ho capito che chi vuole fare un commento, lo farà. Se non sarà il rossetto, sarà la gonna. Se non sarà la gonna, sarà il sedere... e quello non ce lo possiamo nemmeno togliere. Perdi peso? Sarà la tua magrezza.
Una volta, questa estate, ero in shorts (di quelli a pantalone, per niente aderenti) e sandali piatti perchè faceva caldissimo. Un tizio che probabilmente pensava di rallegrarmi la giornata da tanta galanteria si è sentito in diritto di dirmi che avevo delle belle gambe. Ora, io ho tanti pregi, ma riconosco di avere un sacco di cellulite (che non mi interessa nascondere perchè fa caldo d'estate, diamine) nonostante le gambe siano magre. Mi sono guardata le gambe a buccia d'arancia, ho guardato lui e gli ho risposto "Ma sei cieco?". E me ne sono andata.
Voleva dire qualcosa, ha detto la prima che pensava senza nemmeno riflettere (d'altronde non brillano per essere commenti di grande riflessione).


Se dovessi iniziare a fare la lista di tutto ciò che dovrei togliere dalla mia persona per evitare di essere giudicata male, penso che potrei starmene a casa e farei prima.
La gonna non può essere troppo corta (anche se sei bassa), perchè altrimenti sembri facile. Il vestito no, altrimenti sembri frivola. Lo shorts no, mostra troppa gamba. Il rossetto no, fa battona. Il tacco no, perchè se qualcuno ti molesta poi come scappi? Troppa birra nel pub no, perchè poi uno si sente in diritto di molestarti e te la sei pure cercata.
E poi quando ti sei tolta tutto, rimane anche quello che non puo levare. Un seno generoso, un sedere bello rotondo, un bel fisico, dei bei capelli...
E se ci togliessimo anche quello, e andassimo in giro come dei bozzoli umani in tute sformate... Beh, allora in quel caso saremmo donne sciatte che non si curano. 

Io non voglio mettermi nel piedistallo e dirvi che dovete sbattervene. So quanto fa male, soprattutto quando non ve lo aspettate.
Però voglio dirvi una cosa. Se lasciamo che ci portino via tutto quello che amiamo o potremmo amare per paura di un commento che TANTO verrà fatta comunque, restermo senza nulla. Solo con le nostre paure ed insicurezze. E non possiamo consentire a queste persone, meschine, anacronistiche, grette... di portarci via qualcosa che potrebbe farci stare bene. E non parlo per forza dei rossetti, ma anche solo di una gonna, di un vestito, di quei 9 cm in più se sei bassa, di un colore, di qualsiasi cosa...
Non bisogna gettarsi nella fossa dei leoni con la carne attaccata alla cintura, ma si può partire da qualche passo piccolo. Qualche piccola rinvedicazione per far capire che le nostre cose e le nostre scelte vanno rispettate. Perchè sì. A priori. Senza discutere.

Abbiamo ogni diritto di andare in giro con il rossetto senza essere giudicate, come un uomo ha tutto il diritto di mettersi il gel in testa senza venire etichettato come frivolo. Anzi no, a loro pare concesso tutto a priori, a meno di non essere omosessuali.

Concludo con due riflessioni. 

Spesso non è il giudizio degli altri, ma è il nostro involontario. Mi è capitato tempo fa di andare in giro con una gonna corta pensando che tutto il mondo mi stesse guardando e giudicando. Passavo il tempo a sistemarla e tirarla giù. Finchè mi sono accorta che 1. il mondo non mi stava assolutamente considerando nè giudicando ad alta voce nè fuori nè dentro la loro testa, anzi, mi stava proprio ignorando alla grande, 2. ero io che ero a disagio, e temevo che trasparisse.
Con questo non voglio dire che bisogna forzarci a fare cose che non ci sentiamo, perchè lo stare bene è sacro. Il rossetto rosso ci imbarazza? Nessun problema. Si può vivere senza. E se anche vogliamo "forzarci", si può fare tutto a piccoli passi. La questione è riuscire a dividere il nostro giudizio da quello del mondo. Perchè se è vero che a volte tutti sembrano pronti a giudicarci, è anche vero che a volte il mondo se ne sbatte di noi e ci facciamo problemi per niente.

Altra riflessione.

"Ma si sa che succede".

Io sono astemia, ma se bevessi, non mi ubriacherei mai in un pub da sola perchè mi  hanno insegnato che può capitare qualcosa di brutto. Non perchè me lo merito, ma perchè ci son uomini che credono sia giusto così. Sei ubriaca? Quindi possono raggirare la tua volontà come vogliono senza troppi problemi.
Non lo faccio, perchè come diceva la ragazza nel commento "se poi succede è fastidioso" (o peggio).
Prendere certe precauzioni è purtroppo un fatto realistico e in alcune circostanze si è costrette. Anche se purtroppo a volte non basta e pensare di poter credere che sia un paio di tacchi o una gonna a fare la differenza, è più un pensiero consolatorio di poter controllare qualcosa che di fatto non si può.

Quello che è importante sul serio è che cose di questo tipo non diventino mai nella nostra testa giustificazioni. Nessuna donna si merita un commento, un giudizio (o qualcosa di peggio) per un rossetto, per una gonna, per un tacco... Nessuna. 
Non bisogna far cadere una brutta abitudine in un fatto che è così e quindi dobbiamo rassegnarci. O ancora peggio, è così e quindi forse è giusto che sia così. 
Il mondo non è rosa. E bastano a volte pochi anni di vita per capirlo e prenderne atto. Ciò non toglie che non bisogna credere che le cose brutte siano giuste, abbiano un senso, un motivo... A volte sarebbe consolatorio pensare che evitando x, evitando y, le cose brutte non capitino mai. Ma non è così. E' triste, è brutto, è cattivo. Ma è così.
Quindi usciamo dai ragionamenti di una società che cerca sempre di distribuire la colpa anche un po' sulla vittima (specialmente se fa parte di una "minoranza" e le donne sembrano sempre le preferite in questo senso), e iniziamo a ragionare con la nostra testa.

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Sui commenti fatti da gente che ha una lingua senza un vero motivo logico, vi invito a vedere questo video. Sono molestie. Non commenti galanti, non roba da poco. Sono molestie.

32 commenti :

  1. Condivido tutto quello che hai scritto e ti dirò di più, guardando il video che hai linkato mi è venuta in mente una serie di aneddoti squallidi ( a parte le toccatine languide e schifose sul bus che ho subito anch'io come tante altre donne o il clacson di macchine e camion o il fischio "standard" da gente per la strada) tra cui uno che avevo quasi rimosso ma mi è tornato in mente come un treno:

    ero alla fermata del pullman, davanti all'università e di fianco a me c'era una ragazza molto carina, acqua e sapone, non mi ricordo come fosse vestita ma era molto casual. Insomma questa ragazza era affiancata da 2-3 ragazzi che continuavano a farle apprezzamenti non richiesti e guardandola vedevo il suo imbarazzo e anche un po' di paura per la possibile "situazione di rischio" come viene definita nel video, ero talmente imbarazzata e impaurita anch'io, ma ho preso coraggio (erano in 3, un po' di paura c'è sempre) e ho iniziato a parlarle, a ridere e scherzare come fossimo amiche di vecchia data e pian piano ci siamo allontanate un po' dal gruppetto, finchè è arrivato un pullman (che non era neanche il mio) e sono salita con lei... Mi ha ringraziato molto semplicemente dicendo che aveva avuto un po' di paura.
    Questo è per dire che sono d'accordo su tutta la linea, niente è giustificato o richiesto e niente è meritato.

    lo rifai mille volte il gesto di aiutare una ragazza in difficoltà e se mai dovesse capitare a me, mi piacerebbe ci fosse una persona che mi "aiuti" in quel modo, che sia solidale, perchè per quanto queste cose non siano richieste esistono e sono quotidiane. Ma soprattutto esulano dal rossetto o dalla gonna corta... cosa ancora più grave.

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    1. Ci vorrebbero più persone come te. Sei stata bravissima e molto coraggiosa. Complimenti.

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  2. Grazie Alessandra, bella riflessione, ho letto anche il stuo post sul blog di Anna e sinceramente sono rimasta stupita delle critiche di alcune persone che spesso, tra l'altro mi hanno dato l'idea di non avere nemmeno letto con attenzione quanto avevi scritto.
    Ti seguo da un po', e apprezzo molto soprattutto i tuoi post sulla donna rossetto. Mi piacerebbe esserlo anch'io, io il rossetto lo metto quasi tutti i giorni, anche in colori abbastanza accesi, nonostante continui a percepire il giudizio (e lo so che, per lo più, è il mio che proietto sugli altri). Condivido però che spesso il make up viene considerato un seegno di frivolezza.
    Grazie per il tuo lavoro di condivisione
    Anna

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    1. Grazie.
      C'è ancora un po' di "lotta" da fare per riconoscere il makeup come qualcosa che può servire a stare meglio, e non una frivolezza inutile...

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  3. Molte volte ci sentiamo giudicate perché siamo noi le prime ad autogiudicarci. Abbiamo paura di osare, paura di puntare i riflettori sulla nostra persona, paura che qualcuno possa fraintendere un gesto così banale e radicato nell'essere donna come indossare il rossetto in qualcosa di provocatorio.
    Fortunatamente ho un luogo di lavoro nel quale posso truccarmi come voglio senza destare le ire dei datori di lavoro, ma è capitato che dei clienti abituali facessero commenti sul mio make up, anche se mascherandoli con una risata. Ci sono giorni in cui mi sento forte e dunque mi trucco come voglio, cosciente del fatto che un commento altrui non scalfirebbe neppur minimamente la mia corazza. Ma ci sono giorni in cui è vero l'esatto opposto. Mi sento fragile ed insicura ed ho solo voglia di destare meno sguardi possibili. Allora uso colori neutri, rossetti chiari.
    Il make up parla di noi e volente o nolente invia dei messaggi. Messaggi che possono essere interpretati male o bene, perché chi guarda non sempre "vede". Quindi si, non mi stupisce il fatto che un rossetto acceso sia ancora tabù fra le donne. Io stessa sento di indossarlo solo quando mi sento psicologicamente inattaccabile.

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    1. Purtroppo il cliente non è molto diverso dal datore di lavoro. Perchè è vero, non ti può licenziare, però non lo puoi nemmeno contraddire. Mi chiedo sempre come si permettano di fare commenti... anche quando non vogliono essere cattivi, mi chiedo come facciano a non capire come può rimanerci l'altro.

      Tra l'altro mi confermi che meno ci si trucca, meno si dà nell'occhio (da Anna mi dissero il contrario, che è più difficile andare in giro struccati... in realtà è come l'anonimato).

      A me continua a spiacere che si vedano oggetti innocui come tabù, ma ne capisco i motivi. C'è ancora tanto lavoro da fare...

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  4. Riflessioni che condivido, con amerezza ma le condivido.

    Lavoro in un ufficio con 20 uomini, non per scelta, semplicemente perchè ho prediletto un corso di studi che è prettamente maschile. Ci sono stati giorni che mi sono sentita lusingata dai complimenti, anche perchè essendo l'unica donna e giovane e curata, ovvio l'attenzione non poteva che essere su di me; ma sono arrivati i giorni in cui hanno iniziato ad infastidirmi. Troppi occhi a cogliere un ciuffo spostato, un ombretto intenso, un tacco più alto e un rossetto; nasi in grado di saper riconoscere il tuo profumo e orecchie che ti riconoscono per il suono delle scarpe. Tante volte mi sono sentita a disagio, ma ho capito che non posso cambiare io il mio modo d'essere perchè devo prevenire un determinato "complimento". Ok, nulla che mi abbia offeso e i miei colleghi in tutta onestà sono delle gran belle persone, ma al mio lavoro ci tengo e non so se mi viene fatto un complimento in altri contesti ne sono felice, ma a lavoro vorrei essere valutata per la mia intelligenza e nulla di più. Eppure come tu stessa hai detto i "complimenti" ci sono e ci saranno sempre. Non sarà il tacco o un vestito o una gonna. Anche quando ho prediletto una scarpa ginnica mi è stato detto "hai un bel sorriso" e allora cosa avrei dovuto fare? Smettere di sorridere? Ok, non posso non ignorarli e con tutta la buona volontà che ho di rivendicare il mio essere donna, a volte mi ritrovo ad evitare di essere "troppo". Ma solo a volte. A me piace prendermi cura di me stessa e lo faccio per me e non per gli altri.

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    1. Eh... il commento sembra che lo devi sempre subire perchè sei donna. Se fai capire che non ti piace, sei acida. . Insomma, lo devi subire e devi anche esserne grata. Ma poi guarda, nessuno direbbe le stesse cose a un uomo.
      Il tuo atteggiamento è quello giusto, ma è brutto dover essere costrette a tirare fuori gli artigli per essere semplicemente se stessi.

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  5. Io ho il problema inverso di chi dice che non conta altro parere che il proprio, tengo troppo in considerazione il parere degli altri. Quando mi viene detto qualcosa che mi ferisce (e succede spesso,vuoi per il contenuto o per il modo) mi chiudo a riccio e devo lavorare parecchio su di me prima di poter sentenziare che il giudizio che mi è stato rifilato è un'emerita cazzata il più delle volte.
    Questa mia sensibilità estrema(mente insopportabile) però mi ha portato ad essere una persona *migliore* rispetto alla maggioranza delle persone che conosco. Non sono dyo e fallisco spesso ma provo costantemente ad essere diversa da quelle persone (di merda per quel che mi riguarda) che hanno un'opinione su tutto e si sentono in dovere di esprimerla a qualunque costo e che alle rimostranze altrui rispondono che siamo in uno stato libero con diritto di parola. Non vorrei sbagliarmi ma credo che i Costituenti sancendo il diritto di libera espressione intendessero tutelare pensieri ben più consistenti del tuo "sei grassa perchè non dimagrisci?". Ma potrei sbagliare,eh.
    Ho le mie opinioni ma le tengo per me e se le esprimo cerco di renderle meno violente possibile. Non sempre ci riesco ma quando vado a dormire la sera sto col cuore in pace.

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    1. Eh, ho una persona accanto che è come te. Le dico sempre che deve imparare che gli altri all'80% dicono cazzate quando si danno ai commenti liberi. Bisogna sempre partire da quello, ma tenere poi un 20% per domandarci "ma forse ha ragione?" giusto per non credersi - come giustamente dici - dio. Spesso comunque dipende molto dal tipo di persona che si lascia al commento (e non dico amico o estraneo, perchè per esperienza so che a volte un amico ti ferisce peggio che un estraneo).

      Mettersi in discussione è importantissimo, ma dobbiamo comunque essere saldi nelle nostre decisione e nelle nostre cose. Perchè gli altri non si meritano il potere di vederci crollare ogni volta.

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  6. Condivido ogni singola parola. Sono partita con il mllb lo indossavo tutti i giorni, pensavo non esistesse altro. Ho comprato il mio primo rosso: ho iniziato a usarlo la sera e mi vedevo sicura. Qualcuno penserà che stupidaggine ma io con le labbra rosse mi sento IO, più sicura di me. Avevo paira degli sguardi di disapprovazione, il settore in cui ho scelto di lavorare è a forte prevalenza maschile ed è facile cadere nel cliché della donna frivola. Continuavo a usare i miei amati rossi solo la sera, finché un giorno il mio avvocato non mi chiede di andare sola in udienza: una causa modesta, nulla di esaltante, ma avevo bisogno di sentirmi sicura. Quella mattina indossai russian red e mi resi conto che io mi sentivo bene, a mio agio e che il mondo intero neanche mi guardava, pensava più ai miei 25 anni e, ,quindi, a vedere se fossi preparata a fronteggiare una causa vista la mia giovane età. Da quel giorno non ho avuto più nessun pregiudizio, il trucco è diventato strumento per esprimere quello che sento, come mi sento.

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    1. Non è una stupidaggine. E' affrontare stereotipi e giudizi. E' tanto.
      Chi non lo capisce vuol dire che o vive con il paraocchi, o vive bene (anche troppo) con se stesso, o è un uomo.

      Sono felice tu abbia trovato l'occasione di andare oltre, e provarci anche sul lavoro. Sono passi importanti. Anche per le altre donne: capire che possiamo essere donne senza per forza sembrare poco professionali.

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  7. condivido tutto ciò che hai detto! Devo dire che, rispetto a tanti anni fa, ho una sicurezza maggiore nell'affrontare le situazioni, anzi, ho notato che da quando ho delle figlie, mi sono "rafforzata", forse perché ho anche loro da proteggere, sinceramente non lo so. E' venuto tutto naturale. E, mentre un tempo mi sarei sentita in imbarazzo, ora chi mi infastidisce "me lo magno". Ma, alcune situazioni a rischio, le evito o vado accompagnata...non è giusto, la cosa mi fa arrabbiare moltissimo, ma non posso rischiare.
    E comunque spesso ho ricevuto commenti anche quando vado all'asilo ad accompagnare la bimba, solo perché io mi trucco sempre e comunque (mentre a quanto pare la cosa è strana). Io sorrido e continuo come se nulla fosse, ma a volte mi chiedo se sono io la strana (e magari evito i rossetti forti proprio per questo).

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    1. EHai ragione. Fa male però per certe cose bisogna per forza fare in un certo modo. E' triste pensare che il mondo funzioni in questo modo però...

      Sii felice. Truccati e sii una mamma curata. Non c'è niente di peggio della madre sfatta e mal curata che porta i figli a mangiare al Mc donalds... Questa è una delle poche cose che per me sono frutto d'invidia sul serio. Quindi fregatene sul serio.

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  8. Leggendoti mi sono rispecchiata in molti pensieri..Io ad esempio sono molto autocritica, a volte anche troppo e tendo a farmi problemi che, come dicevi anche tu, il resto del mondo non calcola proprio. Poi a questo si aggiungono quegli episodi di frecciatine, frasi dette dal passante di turno e quant'altro..che, se sei già di tuo profondamente insicura, possono ulteriormente buttarti giù. Ti cito due fatti che mi sono accaduti e che mi son rimasti sempre impressi fino ad oggi. Quando ho fatto 18 anni, i miei compagni di scuola alla festa non mi hanno riconosciuta solo perché indossavo un bel vestito, tacchi alti, capelli raccolti e trucco curato, mentre erano abituati a vedermi a scuola con jeans, maglietta, capelli per conto loro e viso senza trucco. Hanno continuato a fissarmi tutta la sera come se vedessero un alieno. "Ma sei proprio tu?" Non dimenticherò mai la loro espressione in volto, non so se piacevolmente o spiacevolmente colpita. Il secondo episodio mi capita ancora oggi: mi trucco con un rossetto rosso scuro che adoro e con una bella riga di eyeliner...gli amici mi guardano stupiti e fanno sempre qualche battuta del tipo "ma guarda Francesca come sembra un vampiro, ma guarda come si trucca pesante, ma tu l'hai vista come si sistema?"....Questi episodi, forse banali, mi fanno riflettere da tempo immemore su tante cose e mi fanno pensare che la gente avrà sempre qualche pretesto per giudicarti e criticarti, troverà sempre qualcosa che non va in te, o per invidia o per passatempo, o chissà per quale altra ragione. E sai cosa mi infastidisce quando ciò avviene? Che se da un lato mi dico "fregatene del giudizio altrui", dall'altro lato provo disagio nel sentire quelle battute...e non ne capisco la ragione, è un sentimento quasi inconscio che avverto dentro perché gli altri ti etichettano e se oggi sei x, allora sarai sempre x e di questo non me ne capacito...

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    1. Mi piacerebbe capire se i tuoi amici abbiano mai visto un vampiro e come si trucca... perchè l'analogia non me la spiego proprio. Ad ogni modo, qualche chilo di fatti loro potrebbero anche farseli... Capisco il disagio (lo proverei anche io, anzi, l'ho provato anche io in situazioni analoghe), però davvero in questo caso o te ne freghi, o la prima volta che ne hai occasione, senza fare una scenata, spieghi fermamente che la storiella deve smettere. Tipo così: http://www.youtube.com/watch?v=cDzu4r4Kt4o (scena epica da "fatti i ca**i tuoi"). Ognuno ha i suoi bisogni, le sue cose, le sue fisse, le sue necessità... metterle in piazza è scortese.

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  9. Fantastico post...

    ti dico solo un fatto, di cui hanno parlato ai tg pure l'anno scorso: un parroco delle mie zone, ha pubblicato (e poi appeso in bacheca) una lettera in cui spiegava che se una donna veniva molestata era perchè SE LO MERITAVA, poichè provocava l'uomo con vestiti succinti ecc.
    Per me, è una mentalità bigotta, puramente maschilista.

    Quando ero al liceo mi truccavo molto raramente, quando però capitava la cosa veniva subito notata.
    Piano piano all'università ho iniziato a riavvicinarmi al make up, prima con piccole cose: ombretti, matite, eyeliner poi piano piano con smalti, fondotinta, fard, terra. Per ultimi i rossetti, non perchè ne avessi vergogna, semplicemente perchè ho le labbra sottili e ho sempre pensato non mi stessero bene: per farmi coraggio ho iniziato con colori ultrabrillanti e adesso non ne posso fare più a meno! Inoltre ho scoperto le matite per labbra, che mi aiutano a "riempire" e a far sembrare le labbra un po' più grandi.

    Per me il make up è divertimento, ma quando sono in giro e sono truccata, anche solo con blush, rossetto e mascara, mi sento 10 volte più a mio agio.

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    1. Nessuno merita una molesta. Chi pensa il contrario probabilmente non sa nemmeno di cosa parla. Oltre ad essere un bigotto maschilista ovviamente.

      Come dici, anche le labbra sottili possono beneficiare dal rossetto... Anzi, con una matita si possono fare capolavori che la natura impallidisce XD

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  10. Tutto quello che hai detto è giustissimo e sacrosanto, ma mi permetto un piccolo appunto.
    La parte principale è il giudizio che abbiamo noi di noi stesse, e questo non è un aspetto da relegare in fondo alla pagina. Il fatto del "se faccio x vengo giudicata", come hai giustamente sottolineato, è una cosa che parte dalla nostra testa, ed è bene prenderne consapevolezza prima di scaricare tutto sugli altri. Quello che sto maldestramente cercando di dire è che la parte dell'autocritica, e quindi dell'autogiudizio, dovrebbe essere un pochino più discussa e ampliata, perché credo che possa fare bene a tante che (come me) hanno trovato nella serie donna rossetto un punto di riferimento e di partenza

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    1. Il discorso è partito con dei commenti che riguardavano molto sul giudizio altrui, più che il nostro.

      Alla fine ho deciso di "relegarlo" alla fine perchè quando siamo noi a non sentirci a nostro agio per qualcosa... io penso che a volte basta evitarla. Se non mi sento a mio agio a mettere scollature a V, le evito. Non dico che sia sempre giusto, ma qualora decidessi di intervenire e cambiare opinione, sarebbe una cosa MIA e un percorso personale e autonomo.
      Non mi piace parlarne o mischiare troppe cose, perchè i percorsi autonomi penso siano un po "sacri". Parlarne sembra sminuire le scelte: non voglio farlo? legittimo. voglio provarci? non ci sono strade più semplici da cui partire. Insomma, i percorsi personali sono argomenti complessi e delicati.


      Diverso il giudizio degli altri che ci condiziona. Su cui non abbiamo controllo, non possiamo farci teoricamente nulla... Ma che rischia di annullarci, di renderci deboli. Era questo ciò che mi premeva discutere.
      L'accenno all'autogiudizio era per offrire spunti di autoanalisi a chi legge e nel caso "provocare" in lui qualche ragionametno...

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    2. Posso chiederti quanto tempo hai impiegato a scrivere l'articolo?

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    3. Intendi questo? Uhm. Non ricordo di preciso, ma credo di averlo buttato giù di fila in più o meno 20-30 minuti...

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    4. Sono colpita, l'hai strutturato davvero bene.
      Tornando al discorso di prima, hai ragione sul fatto che il giudizio degli altri non lo possiamo controllare, ma dipende anche su chi va a cadere. È un po' il discorso che faceva la Dama poco più su

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  11. Eh davvero, se dovessi eliminare tutto ciò che negli anni amici/parenti/vicini/colleghi/sconosciuti mi han detto... non sarebbe rimasto nulla.
    Mi spiace avergli dato retta per troppi anni della mia vita, da quando ho lasciato emergere chi sono i commenti feriscono molto meno. Probabilmente devo aver realizzato anch'io che chi vuole giudicarti lo farà in ogni caso :P

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  12. Io da ragazzina comprai un bel fucsia, ebbi così tanti giudizi sprezzanti che non solo smisi di usarlo ma ne rimasi così turbata che per molti anni mi sono tenuta alla larga dai rossetti diversi dagli "innocui" rosa antico sheer.
    Superata l'adolescenza ho capito che la gente troverà sempre un modo per giudicare: il modo in cui ti vesti, il modo in cui parli o cammini, l'arredamento che hai scelto per la tua casa, le vacanze che hai fatto (o non hai fatto) durante l'estate, il rapporto che hai con il tuo compagno o, se non ce l'hai, il fatto che sei ancora single, come educhi i tuoi figli e se decidi di non averne poi, ah! mi fermo qui perchè la lista sarebbe infinita.
    Quindi non solo ho rivalutato i rossetti ma tutto il mio modo di approcciarmi agli altri, ora non ci penso due volte a rispondere sgarbadamente a chi insiste nel voler dare opinioni e consigli non graditi. Me le diranno alle spalle? beh, sapessero l'opinione che ho io, invece, di loro...

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  13. Non centra troppo con apprezzamenti fuori luogo ma ti racconto questa ugualmente.
    Per anni ho portato i capelli piastrati perché ogni volta uscivo di casa (amici, compagni di classe) era un continuo "pecora". è una stupidata ovviamente, ma ho sentito tantissimo il giudizio degli altri, fino a quando non è scattato il meccanismo "andatevene affanculo" (scusa il francesismo, puoi editare lol).
    Non andava bene niente, capelli, peso (troppo magra/grassa), vestiti, carattere.
    So che non è semplice ed è un percorso che dura anni, ma ho deciso di non permettere più ai giudizi altrui di condizionarmi.
    Rossetto, abbigliamento, aspetto estetico sono la stessa cosa, credere che siano quelli a scatenare un abuso è stupido e disinformativo. Posso andare in giro vestita con un sacco e ci sarà sempre il simpatico che farà la battuta.

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  14. Una decina d'anni fa, quando io avevo 19 anni e mia sorella 15, lei mi raccontò che mentre aspettava l'autobus per tornare da scuola un c****one aveva accostato l'auto alla fermata e si era messo a masturbarsi davanti a lei e altre ragazze. E che ovviamente si era spaventata. Quando raccontai l'episodio al mio ragazzo di allora, lui mi chiese "ma... com'era vestita? aveva una minigonna?"
    E ovviamente abbiamo litigato. O meglio l'ho sommerso di insulti.
    Più recentemente, cioè quest'estate, indossavo un paio di shorts NON inguinali (non me li posso permettere :D ), e un signore che avrà avuto almeno 65 anni ha fatto dei commenti viscidi sulle mie gambe. Mi è scattato qualcosa in testa, ho (quasi) trent'anni, non sono una ragazzina impaurita, come ca**o ti permetti di trattarmi come un pezzo di carne. Mi sono fermata. Mi sono girata, e gli ho detto "Ma non si vergogna, alla sua età?"

    A parte questo e pochi altri episodi però, devo dire di esser stata fortunata, non mi sono mai sentita giudicata per come mi vesto/trucco. è stato più complicato lottare con il mio giudizio, come te mi facevo problemi per una gonna troppo corta, o un ombretto troppo carico. Spesso mi sono sentita a disagio se ero vestita "meglio", o "troppo elegante" rispetto agli altri. Adesso ho veramente imparato a fregarmene. Parte tutto dalla nostra testa.

    L'inge

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  15. Ciao Ale, anche io condivido tutto quello che hai scritto. Secondo me, il problema principale, nella nostra società, è che manca il rispetto nei confronti del prossimo, che può essere donna, uomo o bambino. Purtroppo tutte noi donne siamo state vittime di qualche apprezzamento poco gradito, sguardi languidi o suonate di clacson. Questo, però, non significa che uno si debba limitare: per esempio io amo il rossetto rosso e lo metto sempre. Una volta in facoltà mentre lo indossavo ed ero a lezione, la professoressa mi ha guardato torva tutto il tempo. Magari avrà pensato che fossi chissà che tipa, eppure a me non importa. Non me la sento di rinunciare ad una cosa che mi fa "stare bene". Io mi sento a mio agio, peggio per quelli che si fermano all'idea donna con rossetto rosso = donna poco seria. Altro esempio: ho un seno prosperoso, anche quando indosso maglie accollate mi capita che qualche passante, per giunta vecchio, mi guardi e faccia commenti, e io cosa dovrei fare? Tagliare il mio seno per non sentire più gli sguardi e tutto quello che dicono le persone? Non credo sia colpa mia, anche perchè raramente indosso maglie super scollacciate e qualora lo facessi, tutto questo non giustificherebbe il comportamento di questa gente. Per me la cosa sbagliata è proprio il pensiero che l'uomo in quanto tale può permettersi di fare tutto sulla donna che viene conseguentemente vista come un oggetto da poter manipolare. Servirebbero nuovi tipi di informazione ed educazione e soprattutto secondo me il rispetto per il prossimo lo si conosce in famiglia. Se questo manca alla base è logico che ci ritroviamo in queste situazioni. Un bacio.

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  16. Ho letto il tuo post e anche i commenti sul blog di Anna... Avrei tanto aver avuto tempo e voglia di rispondere alla gente insulsa che palesemente ha voluto capire quello che voleva (che la sicurezza di sé venisse dal rossetto, in sostanza) e che come un branco di pecore ha voluto far sentire la sua voce ma a mi sono cadute le braccia ed ho lasciato perdere.

    Concordo con tutto quello che dici, soprattutto la prima riflessione. Spesso siamo noi a sentirci ossrvate o giudicate quando invece alla gente non frega proprio nulla (specie in una grande città... purtroppo in alcune realtà è diverso...). L'altra sera tornavo da una serata dove abbiamo fatto delle decorazioni di Natale con il fieno ed io per giocare ho attaccato con la colla a caldo una stella a una molletta che avevo in testa e mi sono messa la stella sui capelli (era grane e colorata) e son tornata a casa così cercando di vedere se qualcuno intorno a me mi guardasse in modo strano, almeno incuriosito... in realtà come dici tu nessuno mi ha cagato, almeno non apertamente...

    Non dico non succederà mai e sono la prima che da un cliente o su un luogo di lavoro non metterebbe un rossetto fucsia o rosso fuoco perchè ci sono dei pregiudizi in proposito e io a casa i soldini li devo portare, ma spesso il primo pregiudizio è davvero il nostro!

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  17. Ci tenevo a commentare perché io ho apprezzato molto la serie di post sulla Donna rossetto.
    Col trucco non mi faccio mai problemi (anche se a lavoro mi contengo abbastanza) ma per quanto riguarda i rossetti è più forte di me, riesco a portare con disinvoltura solo quelli molto sheer e naturali. Solo ultimamente sto provando dei colori più forti, anche se il rosso stile Ruby woo ancora non riesco a portarlo.
    Commenti per il rossetto non ricordo di averne sentiti, forse proprio perché li porto pochissimo, ma per il trucco occhi e lo smalto sì.
    Per il trucco occhi, mi sono sentita dire che era un trucco "aggressivo" (matita verde nella rima interna e un pochino nella parte inferiore dell'occhio esternamente... stop.
    Per lo smalto invece, siccome oso davvero tutti i colori, sento sento sempre dirmi "bello.. ma io non lo porterei mai" da persone che portano esclusivamente due o tre sfumature di grigio...

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  18. Ti leggo sempre con piacere e grazie ai tuoi consigli ho comprato il mio primo "my lips but better" e faccio parte anch'io di quella categoria di donne che porterebbero tranquillamente un trucco pesante sugli occhi, ma non un rossetto di un colore "acceso". Penso che molte persone vedano le labbra come un taboo, un richiamo erotico (gli antropologi sostengono infatti che gli uomini associano le labbra all'organo genitale femminile) e quindi molte donne hanno difficoltà ad indossare certi rossetti per evitare di sentirsi gli occhi puntati. Ma come dici tu, qualsiasi parte del nostro corpo potrebbe attirare gli sguardi altrui e a guardare non si fa peccato perchè anche noi siamo le prime a guardare, l'importante è indossare sempre ciò che ci fa star bene senza metterci troppi problemi per gli altri.
    Mi piace tantissimo questo modo positivo di affrontare le critiche, dimostra molta maturità e allo stesso tempo aiuta la riflessione.

    P.S.: da poco ho letto il libro "L'amore in un giorno di pioggia", prova leggere la trama, penso che ti possa piacere ;)

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  19. Sante parole, condivido tutto quello che hai detto!

    Io sono grassa eppure mi vesto e mi trucco per come piace a me e non per come la società mi vorrebbe, anche perché per come ragiona la maggioranza della società di oggi una persona con molti chili in più, dovrebbe rinchiudersi o suicidarsi.
    Certo le offese fanno male e quando ero adolescente ci ho sofferto un bel po' ma crescendo ho imparato ad apprezzarmi per come ero e quindi ho smesso di nascondermi dentro a maglioni informi e abiti maschili ed ho iniziato a curarmi di più, a stare più attenta all'abbigliamento e se ai passanti venisse in mente una frase del tipo "ma dove và quella con tutta sta ciccia, con la maglietta così aderente e scollata?" bè vado dove vanno tutti, per la mia strada, con la mia maglietta scollata ed il mio rossetto rosso e mi sento me stessa e non un bozzolo informe.

    Purtroppo tutte le persone giudicano e giudicheranno sempre, bisogna quindi imparare a capire cosa vogliamo noi stesse e cosa piace a noi, senza lasciarci influenzare dagli sguardi altrui.

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