30 dicembre 2013

Make your mistakes, next year and forever.

E no.
Non potevo lasciarvi soli, al freddo, ottenebrati dalla neve e dalla bufera senza almeno un mio look per Capodanno. Lo so che lo stavate aspettando. Ovvio che lo so.

Dopo un po' che te lo ripeti, inizi a crederci sul serio.

Ad ogni modo, riguardando i trucchi che vi avevo proposto lo scorso anno (li potete recuperare qui e qui e qui), ho notato la preponderanza (paroloni dato che sono solo tre look) di smokey dai contorni sfumati e soft. Ho quindi deciso di realizzare qualcosa di un po' più deciso, strutturato, grafico oserei dire. Giuro che non ho il dizionario dei sinonimi vicino al pc.
E' un trucco sui toni del nero, grigio e argento e sì, ha dei glitter perché mi voglio rovinare completamente e Capodanno è l'unica occasione in cui tollero quei cosi malefici. La macchina foto è stata clemente e i cosini sbrilluccicosi si notano anche in foto, così ho evitato di fare figuracce.








Mi è stato chiesto come realizzo forme del genere, così "precise" (tra virgolette). Spiegare passo per passo come ho realizzato questo trucco sarebbe deleterio. Io mi complico la vita e sono certa che lo stesso risultato si potrebbe realizzare in meno tempo e con meno passaggi se solo si avesse una mente meno prona alla complessità inutile. Mi limiterò a dirvi che per fare l'angolo mi aiuto con un pennello angolato. Parto dall'angolo più esterno dell'occhio e faccio finta di tracciare una linea di eyeliner piuttosto lunga che va verso la tempia. A questo punto giro il pennello (ovvero la parte lunga verso l'esterno), e traccio una linea ad arco che va verso il naso fermandomi a metà occhio. Insomma, per farla breve, quell'angolo lo realizzo con un pennello angolato perché è la cosa più precisa che so maneggiare.
Il resto è solo sfumatura, il mio consiglio è partire dal colore intermedio, realizzando la piega con un blu scuro shimmer, andare poi a definire l'angolo con un ombretto nero, e infine applicare l'argento shimmer nella palpebra mobile. 
Io ho tracciato anche una linea di eyeliner perché senza non mi vedo, ma è opzionale.
Per i glitter, visto il mio grande non amore, ho utilizzato un eyeliner di quelli trasparenti che in realtà lasciano solo una scia di glitter (argentati nel mio caso). L'ho pagato pochissimo - è di Essence - e per le mie esigenze è il top. Penso di averlo detto già lo scorso anno, ma per chi odia i fall out dei glitter, questi cosi sono il meglio, perché la base "appiccicosa" impedisce loro di svolazzare ovunque e li fa aderire meglio al trucco.
Per il viso ho realizzato un leggero contouring (perché ho finalmente capito che se esagero sembro più smorta e più vecchia di quanto io non sia già in realtà) e applicato un blush rosa malva solo sulle gote. Labbra rosse perché il mio credo me lo impone.

Non so se avrò tempo e modo di postare una proposta alternativa. Ho in mente una cosuccia sul viola-lilla, glitterosa, meno elegante di questa, ma non so se avrò modo di farla/postarla.
Nel caso vada male, vi auguro di concludere serenamente quest'anno e di iniziare il prossimo con la marcia giusta. Per il resto, venticinque anni + 1 (sì, ora la mia età la dico così) su questa terra mi hanno fatto comprendere che gli anni vanno come vogliono andare. Per un po', da scaramantica che sono, ci ho creduto davvero che serviva partire con il piede giusto. Ora mi accontento di non cadere a metà del percorso. Vi auguro lo stesso: di rimanere in piedi fino alla fine.
Lo so, è un augurio deprimente, ma è anche il più sincero che posso farvi.
Buona fine e buon inizio!



Face:
Charlotte Tilbury Light Wonder
Kiko Full conver Concealer 2
  Bourjois powder in Flower power
MAC Blush "Desert rose"
MAC Blush "Harmony" (contouring)
Eyes:
MAC Paint Pot "Soft Ochre"
Clinique Chubby stick eyes in "Curvaceous Coal"
Urban decay eyeshadow "Oil slick"
Bourjois eyeliner pen Liner Feutre
Essence crystal eyeliner in "Twinky starlight"
MAC eyebrow pencil "Lingering"
Bourjois Mascara Volumizer
Lips:
YSL Rouge Pur Couture n° 1 "Le rouge"

27 dicembre 2013

The perfect palette TAG

Chi mi segue saprà che le palette sono una delle mie passioni, nonostante io non possieda nessuna delle Naked (è possibile, vi giuro che è possibile). Non ho un grande amore per i mono, che di solito finisco per scordare di avere (e quindi finisco anche per non usare), e preferisco di gran lunga la comodità di aprire una sola confezione e trovare diversi colori davanti a me.
Cade a proposito questo simpatico tag che avevo già visto da Nikkie, ma che vi presento nella versione tradotta e riveduta di hornitorella e letta da Misato.


 01. La palette col miglior packaging
Questa domanda è divertente perché praticamente io possiedo solo palette Sleek il cui packaging è tutto tranne che esteticamente fantasioso.
Tuttavia la risposta ce l'ho ed è la palette Oscar di Clio for Pupa. Per prima cosa è minimal, e se c'è qualcosa che mi fa dire "oh sì" è o il vintage o il minimal. Non è lucida, ma ha una texture leggermente vellutata piacevole da tenere in mano. E' compatta, solida. E soprattutto c'è un gatto sopra.
Effettivamente potevo dirvi subito che c'era un gatto sopra ed ero più sincera sul motivo per cui la sto citando.


02. La palette con gli ombretti più pigmentati
Se la giocano diverse palette Sleek, anche se forse la Original è imbattibile. In generale è difficile che io acquisti palette che non scrivono, quindi bene o male tutte le palette in mio possesso hanno una buona pigmentazione. C'è da dire che le prime Sleek stra-shimmerose avevano una marcia un più. Ora si sono buttati su finish meno shimmer (e anche una texture più morbida e fine) e forse la scrivenza ne ha leggermente perso. Leggermente eh.

bella zozza e usata

03. La palette più versatile
Dunque, per me la palette più versatile che possiedo è la Oh so special della Sleek. Pur non avendo una grande varietà di colori, è versatile perché vi consente di creare sia trucchi neutri, sia smokey intensi. Possiede dei buoni colori per enfatizzare la piega dell'occhio, ha due marroni medi freddi perfetti per le sopracciglia. C'è un nero opaco molto pigmentato e c'è un colore carne neutro perfetto per tutte (chiaro e neutro). Inoltre ci sono due rosa opachi che fungono egregiamente come blush. Praticamente, se non siete delle fanatiche del colore, potete andare avanti per un mese usando solo lei per qualsiasi esigenza senza nemmeno soffire. Più versatile di così...


4. La più adatta per viaggiare
Dipende dalla durata del viaggio e da cosa andiamo a fare. Che ovvietà!
In generale per viaggi lunghi in cui so che avrò voglia e modo di truccarmi bene, preferisco la palette che ho composto io con cialde varie della Urban Decay e MAC, e che possiede esattamente i range di colori che uso maggiormente: gli azzurri-blu, i viola, i neutri e la scala che va dal grigio al nero. Con questa esaurisco ogni necessità possa venirmi per un trucco quotidiano. Anche la Oh so special citata prima si comporta bene per l'elemento versatilità di cui vi parlavo.
Se il viaggio è breve preferisco rimanere sull'essenziale e porto con me la Oscar di Clio for Pupa (quando non mi butto proprio su degli ombretti cremosi).


05. Quella che rimpiangi di aver comprato
La Chiarissimi di Neve cosmetics, che in buona parte ho ceduto a terzi.
Ne rimpiango l'acquisto per due motivi, uno oggettivo e uno soggettivo.
Il motivo oggettivo è che per me era davvero poco scrivente. Certo, sul dito la pigmentazione sembra altissima ma quando poi andavo ad applicare l'ombretto con il pennello sull'occhio ne avevo giusto una traccia. La texture era piacevole, fine e morbida, ma la polvere non mi convinceva affatto, mi dava l'impressione di non fissarsi sull'occhio a dovere.
Il motivo soggettivo è che io i colori pastelli non li dovrei nemmeno guardare da lontano. Mi sbattono, mi fanno sembrare slavata, una vera tristezza. Mi piacessero addosso me ne fregherei (perché il gusto impera), ma finisco per apprezzarli solo sulla cialda. Su di me si perdono completamente e non mi danno soddisfazione: ho bisogno di contrasti più intensi e in generale colori più saturi o più scuri.
Il finish poi, tra il satinato e shimmer, era il peggio del peggio su di me.


06. Quella che ha i colori coi nomi migliori
Considerato che quando compro una palette Sleek il cosetto trasparente con i nomi viene buttato nel giro di trenta secondi, non so proprio come rispondere a questa domanda.
E in generale, per quanto sia comodo a livello di bloggin avere dei nomi per i colori delle palette, nel mondo quotidiano lo trovo sterile. Non sono dei mono che devono essere riconosciuti e indicati, fanno parte di una palette che già di suo ha un nome per poter essere identificata: non capisco il senso di dar loro un nome.

07. La palette che utilizzo meno
La Sparkle 2 di Sleek, ma solo perché questi colori shimmer-glitterosi per me richiamano le grandi occasioni. E' stato un regalo gradito da parte di Dani, e già in partenza sapevo che non sarebbe stata la Oh so special o la Ultra matte darks della situazione, ma bensì una palette da prendere in mano quando si vuole dare un tocco in più al look. E penso che sia nata anche con questo scopo.


08. Quella più usata, più amata che porterei su un’isola deserta
Se la contendono nuovamente la Oh so special e la palette che ho assemblato io. Non fatemi scegliere. E' dura.

(La Oh so special)

09. Quella col miglior rapporto qualità prezzo
Le Sleek. 10 euro per dodici colori che in media scrivono in maniera ottima? Mio dyo, cosa volete di più?

10. Mai senza (in una palette)
Credo che le palette migliori abbiano un senso logico.
Non mi sento di dire che debba esserci un colore preciso o un finish preciso. Preferisco che la palette abbia un senso nel suo complesso. Che abbia colori tra loro abbinabili (vedi la Vintage Romance di Sleek) o che abbiano un comun denominatore (i colori shimmer intensi per la Original, i colori bright matte per la Ultra mattes v1...). Le palette in cui i colori vengono buttati alla rinfusa per coprire le tot cialde a disposizione mi danno fastidio e in generale non mi convincono, anche quando magari le acquisto per un colore particolare.
Se invece devo citare proprio un colore dico il nero. Il nero dovrebbe essere un must have per ogni palette perché le cose che si fanno con un nero nessun altro colore mai.

Al solito, per pareri e domande, lasciate un commento!

22 dicembre 2013

Come sopravvivere alla trousse natalizia

Avevo detto che non avrei scritto altri post in questo 2013 (di schifo), ma poi è successo l'incredibile.
Quello che non pensavo, non immaginavo, non credevo.
Ho ricevuto una trousse Pupa in regalo.
Ho ricevuto il coniglio mannaro.

il coniglio mannaro scruta l'orizzonte
E ho deciso di scrivere questo post, per voi, quelle come me che hanno ricevuto questa trousse da qualcuno a loro caro, che si è davvero impegnato per fare un regalo che l'altra persona apprezzasse e sono stati traditi dalla poca conoscenza del settore e dalla commessa di turno cretina.
Scrivo questo post per voi, snobbine del makeup che hanno guardato quella trousse pensando "e mo'?".
Scrivo questo post per voi, che ora hanno questa trousse e l'altra persona che le guarda con occhio speranzoso chiedendo se la userai, quanto la userai, quanto l'amerai.
Lo scrivo per voi, per dimostrarvi che sì, la userete e anche con felicità. Ovviamente con qualche trucchetto nei punti giusti.

(Se mai la persona che me l'ha regalata passasse di qua: ho apprezzato tantissimo. E mi sto divertendo un sacco a usarla/fotografarla. Ma sono scema e ho scritto questo post. E' più forte di me)

Gli ombretti.
La qualità degli ombretti in queste palette varia molto. In alcuni casi è pessimo, a volte rasenta la sufficienza, a volte è discreta. Il coniglio mannaro fortunatamente ha una qualità buona.
La costante di queste trousse sta nei colori proposti (sempre gli stessi) e nel finish degli ombretti (sempre shimmer). Per risolvere questa povertà di proposte, liberatevi dell'idea di usarla da sola e abbinatela ad altri ombretti, possibilmente opachi per creare le giuste sfumature e le giuste profondità.
Se la qualità è buona, ottimo. Avete la palette shimmerosa perfetta da "voglio risplendere di luce artificiale riflessa in me", ovvero da periodo natalizio-capodannesco.
Se la qualità è così così, provate a usare una base neutra sotto. La cosa migliore sarebbe un prodotto tipo la Eden della Urban Decay o il Soft Ochre/Painterly di MAC che vanno a uniformare la palpebra nascondendo eventuali discromie e rossori. Di solito questo è sufficiente per farli rendere un filo di più.
Se la qualità è da così così a scarsa, le basi colorate (o ombretti cremosi colorati) sono l'unica via. Usate gli ombretti della trousse solo per dare un po' di dimensione o di luce alla base. A seconda della scrivenza optate per ombretti tono su tono (se scrivono così così) o su qualsiasi colore vi piace (se la scrivenza è talmente scarsa che vanno ad aggiungere giusto un tocco di glitter-shimmer).


Le matite
Di solito si trova sempre una matita nera (o marrone al massimo) in queste trousse, soprattutto quelle grosse, con parecchia roba. Di solito sono pessime nella rima interna, ma hanno performance discrete per tracciare righe simil eyeliner. Usatele così. Ma solo se sono sufficientemente morbide da non uccidervi la palpebra.
Se proprio fanno schifo, dite che le avete perse. Datele al gatto perché ci giochi. Eccheccazzo. Sono così piccole in fondo...

Il mascara
In formato mignon. Raro, ma a volte c'è. Di solito è anche di buona qualità (due volte l'ho trovato, due volte era una gran figata). E' uno dei pezzi forti della trousse perché diventerà il vostro fedele mascara da borsetta, da tenere dietro o da portarvi in palestra per truccarvi dopo ore di Zumba o Cha cha cha.
E se pensate: ma chi è così pirla da avere bisogno di un mascara in borsa... perché non se lo è già messo a casa? ricordate che io una volta mi sono dimenticata di metterlo e me ne sono accorta solo dopo ore e ore e ore.
Riflettete.
(Sì, sono pirla lo so)

I fard
Non blush, non siamo così professional oggi.
I fard di solito sono MOLTO buoni. Spesso sono l'unica cosa veramente scrivente e utile della palette. Anche i colori sono interessanti perché se è vero che non troverete mai un rosso o un viola, certi rosa freddi o rosa malva sono decisamente spendibili e abbinabili con facilità.
Non dimenticate che potete usarli anche come ombretti. Nessuno può vietarvelo. Soprattutto se sono l'unica cosa che scrive nell'intera trousse.


La terra
Solo una per tutte.
Tutte per una, una per tutte.
Potete immaginare che una buona parte di voi non potrà usare felicemente quella terra perché si rivelerà troppo chiara, troppo scura, troppo calda. Troppo fredda è raro: siamo in Italia, qui credono che dobbiamo amare l'abbronzatura finta anche a dicembre.
Quando va veramente male, sarà troppo aranciata e pure shimmer.
No, non provateci nemmeno a usarla come terra. Avete solo due scelte di fronte a voi: o la ignorate, o provate a usarla come ombretto neutro per eventuali sfumature nella piega o come ombretto marrone-ambrato (sì, a volte si sfocia in un marrone talmente aranciato da essere quasi ambrato) per qualche smokey. Fare finta di non aver capito che era una terra ("oh, c'era il marchio sopra, non pensavo si potesse usare!") non vi fa apparire così stupire come suona.

L'illuminante
Quando scrivono sono buoni in virtù del fatto che lo shimmer sembra essere l'unico credo di queste palette. C'è una marca in particolare (Pup...coff, Pup... coff) che ama proporre illuminanti in crema ottimi, veramente ottimi e versatili.
Se va male, usateli anche per rendere un po' più originale il trucco occhi tamponandoli sopra gli altri ombretti per dare un po' di luce (come se non ce ne fosse già abbastanza).


La cipra
Non usatela come cipria. A parte che spesso e volentieri la cialda è così piccola che il pennello non riesce nemmeno a prelevare il prodotto, la qualità è talmente scarsa che polverosa diventa un complimento.
Usatela come ombretto opaco neutro per aiutarvi nelle sfumature o per fare il punto luce (discreto) sotto le sopracciglia.

I gloss
Mi chiedo perché si ostinino a metterli. E metterne così tanti.
Così pessimi.
Così tutti uguali.
La soluzione è una sola: usarli sopra qualcos'altro, che sia una matita labbra colorata (meglio) o un rossetto. La matita è la soluzione migliore perché 'sti cosi creano già sufficiente strato e non volete sembrare fatte di botox quando parlate.
Di solito sono piuttosto appiccicosi, quindi, a volte, risultano piuttosto durevoli. Però 'sti cazzi non colorano una cippa lippa.

Lo sfumino/piumino/cosino
...
...
...
AHAHAHHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHA

ecco.

Alla fine della fiera, con il mio amato coniglio mannaro ho messo insieme questo look che non mi dispiace (labbra a parte) affatto, usando unicamente i prodotti al suo interno.


Credo di avere esaurito tutto ciò che è possibile trovare in queste trousse. Diciamo che spesso fanno meno senso di quello che pensiamo e la qualità non è *così* pessima. 
Il vero problema è il grande spreco di soldi che rappresentano. Sapere quanto sono costate per chi ve le ha regalate, soprattutto su di me, ha lo sprone di volermele far usare anche solo per "ripagare" la spesa. Il vero scandalo è che ci siano ditte ancora convinte di poter mettere sul mercato prodotti del genere facendoli pagare così tanto, contando semplicemente sull'inesperienza di chi compra e sulla  insistenza delle commesse (ma prendono una percentuale almeno?).

e tu cosa sei?
Insomma, a me è andata ancora bene. Questa palette è più che degna e mi sono anche divertita a usarla e farle un bel servizio fotografico.
Ora voglio sentire voi nei vostri commenti qualche esperienza in merito, divertente o incazzosa che sia. Sfoghiamoci!

15 dicembre 2013

Just some Christmas carols: Little women

Natale non è una festa universale né universalmente amata. Quando poi si va a indagare anche tra chi lo ama, cosa per loro voglia dire e cosa significhi il Natale la potenziale molteplicità di significati di questa festa lascia sempre intirizziti e anche un po' confusi. C'è chi associa il Natale a un colore, chi alla neve, chi alle luci, chi alla nostalgia, chi al consumismo. 
Io, Chiara di GoldenVi0let e Daniela di Shopping & Reviews abbiamo ragionato su quale potesse essere un comune denominatore che funzionasse un po' per tutti, in modo, magari, per convincere anche chi con il Natale non ha grande affinità, a partecipare e a dire la sua nei commenti. Alla fine, abbiamo pensato a qualcosa che avesse a che fare anche con l'infanzia, perché innegabilmente il Natale lo si sente di più quando si è piccoli (e aggiungiamo, con pochi pensieri per la testa).

Natale, secondo la tradizione cristiana, nasce con una storia. Una nascita, una fuga, un cattivo, come nel più classico dei copioni. Natale però non nasce solo con una storia ma ne ha ispirate tante. Quello che viene intenso - spiritualmente e non solo religiosamente  parlando - come un momento di riflessione nei confronti del sé e dell'altro, ha dato origine a molteplici storie. Dalle più semplici e scontate alle più profonde e introspettive. E più o meno chiunque, crediamo, ha nella sua mente una storia che rappresenta Natale più di tutte: un libro, un film, una novella, persino una canzone.


Per me Natale è sempre stato Piccole donne, il film del 1994. Facile, perché più o meno in questo periodo viene sempre proposto di solito al pomeriggio su una delle reti mediaset. Ogni hanno lo guardavo con piacere finché ho deciso che volevo vederlo quando mi pareva senza dipendere da un palinsesto.
Adoro Piccole donne per svariati motivi ma soprattutto per il tipo di personaggi che descrive.
Ricordo tempo fa di aver letto un bellissimo post su Tumblr in cui si criticava l'idea di scrivere in romanzi o film "donne forti" come se fosse un concetto originale, diverso dallo standard. Ma la realtà è che le donne vanno descritte per quello che sono, con difetti, ambizioni, non ambizioni, limiti e forze. Ed è quello che la Alcott fa meravigliosamente, regalando quattro personaggi vivissimi.
All'inizio pensavo di sceglierne uno solo, ma è stato troppo difficile. Quindi, nonostante mi sia complicata di non poco la vita, ho deciso di dare spazio e il giusto onore a tutte e quattro.
Avvertenza: fossi stata fedele, avrei dovuto realizzare quattro bellissimi e assolutamente non distinguibili fra loro no make-up make-up. Ora... dov'è il divertente? Non c'è. Ecco. Ho quindi deciso di pensare a questi personaggi e cercare di vederli in un contesto più moderno, cercando di rimanere fedele non all'ambientazione ma all'essenza del personaggio.

Ecco la mia interpretazione in rigoroso ordine alfabetico.

Amy March
Amy, Amy. La mia Amy.
E' il personaggio in cui più mi rivedo, nel bene e nel male. E' egocentrica (sob), dispettosa (sob), ma anche determinata e con delle idee molto precise su cosa desidera. Allo stesso tempo è anche quella che riconosce i suoi limiti senza farsi scoraggiare. Amy sa di non essere così talentuosa nella pittura, non sarà mai una vera pittrice. Ho sempre avuto un grande amore per i personaggi che riconosco di non essere geni. Bravo ma non genio. E' lo stesso amore che ho per Takemoto di Honey and Clover della Umino. Perché sono i personaggi in cui mi riconosco di più: brava ma non eccezionale, senza quel quid di genialità che ti rende unico. E nonostante questo non si getta la spugna, si va avanti e si trova la propria strada, che sia sposarsi con un uomo ricco e fare la bella vita o andare a costruire templi nella campagna giapponese.
Amy vuole la bella vita. Vuole essere una gran signora. Amy è quella che va in Europa. Quando penso a questi elementi, penso subito a un trucco raffinato, un po' da diva. Un trucco, oserei dire, da Donna rossetto in modalità "Look at me, you stupid bitch!". E quindi Amy me la vedo un po' così.




Elizabeth (Beth) March
Beth, dolce cara Beth.
Il personaggio più sottovalutato del romanzo eppure quello più forte. Ci sono tanti motivi per i quali le voglio bene, ma probabilmente il più profondo è la sua profonda onestà. Lei non aveva desideri, ambizioni, aspirazioni. Lei desiderava solo stare con la famiglia, a casa, tranquilla. A posteriori rende ancora più tremendo il fatto che il destino le abbia strappato anche quel poco. La sua forza sta proprio in quella sorta di calma serena, di quel sapersi appagare con poco e di poco. Saper gioire delle piccole cose.
Beth è un trucco naturale, ma comunque non scialbo. Qualcosa di tenero ma comunque deciso, perché anche nel riconoscere una non ambizione in qualche modo si è decisi.



Josephine (Jo) March
Io e Jo non abbiamo mai legato. Probabilmente perché incarna alcuni dei difetti che, pur riconoscendo pure nella sottoscritta copiosamente, non amo alla lunga: è rigida, il mondo è nero o bianco, è testarda peggio di un mulo e molto molto molto orgogliosa. Ma alla fine le si perdona sempre tutto, perché nella sua testardaggine è di una onestà e di una sfacciataggine quasi infantile. Ed è una ribelle, e questo ci piace: ode alle donne che non si accontentano della posizione in cui la società le pone (vedi vicino al camino) e pretendono di più, il giusto, quello che spetta loro. E a Jo spetta ciò che chiede, perché ha talento, capacità e determinazione.
Jo è forse l'anti Donna rossetto per eccellenza. Un maschiaccio fatto e finito. Per lei ho scelto uno smokey piuttosto scuro, sui toni del nero-grigio-blu a ricordare l'inchiostro con cui si macchiava le mani. Niente rossetto e un po' di occhiaie, per le notti passate a scrivere. Mento. L'occhiaia è mia e solo mia e dovevo giustificarvela in qualche modo. Sob.



No, non avevo una foto migliore ad occhi aperti...
Margaret (Meg) March
Meg sa cosa vuole: una famiglia. Meg rappresenta forse il lato più tradizionale del romanzo e forse non è un caso che sia la maggiore delle quattro. Meg, però, ha conosciuto e ha vissuto in una vera famiglia, in cui le persone si amano, si vogliono bene e si supportano nei momenti di crisi. Ed è ciò che desidera per se stessa. A modo suo, nemmeno lei si accontenta veramente di ciò che la società impone alla donna.
Pensando al trucco di Meg mi è tornato in mente il ballo a cui partecipa e dove viene vestita di tutto punto. Ho deciso di realizzare un trucco molto classico, ma allo stesso tempo elegante. Un po' "senza tempo".



Non penso di dovervi dire che questi sono anche quattro trucchi stile "proposta per le feste" (ma anche per andare a fare la spesa eh!).
Scegliete la persona che volete essere and go for it. La cosa bella del trucco è che senza stravolgerci troppo, ci permette di essere chi vogliamo essere quando più ci piace.
Onde evitare di appesantire in modo osceno questo post, i prodotti usati per tutti e quattro i look li troverete in un commento che linkerò qui appena potrò (oddio, peggio di facebook!).

Concludo con una doverosa nota.
Takiko... ma si tornata? Ma vero?
Takiko... lo sapevamo che non era vero che mollavi, drama queen che non sei altro.
Dunque no. Questo post era in cantiere da fine ottobre e il lavoro era stato completato ben prima di decidere di prendermi una pausa. La collaborazione con le altre poi è stato un impegno che nemmeno volendo avrei potuto evitare. Ma non ho voluto evitarlo. Perché sono felice che sia questo il post con cui posso augurarvi Buon Natale e Felice Anno Nuovo. Sono felice che questo sia il mio ultimo post del 2013.
Su cosa succederà nel 2014, penso che solo il karma lo sappia. E dato che non ha coscienza forse nemmeno lui. Ad ogni modo, spero di sentirvi e vedervi presto su questi lidi.
Buon tutto,

Ale

Per vedere gli altri looks:
Shopping&Reviews Soffice Lavanda GoldenVi0let

08 dicembre 2013

Sunday love ~ 11. The koala and the cat.


Molti tentando di accedere al blog ieri si saranno chiesti: perché è diventato privato?
Ebbene, è accaduto che a seguito della pubblicazione di un post particolarmente e riconosciuto polemico (tornato tra le bozze perché troppo virale e ormai troppo frainteso), una persona ha deciso di commentare lasciando il terreno del "ti lascio un commento per dirti perché trovo che dici cavolate e credo che te la tiri anche un po'" per sfociare nel personale. Frasi, idee, opinioni che non permetto a chi non mi conosce in vita reale da almeno dieci anni.


Poiché sto vivendo un periodo un po' delicato della mia esistenza in molti ambiti, la sensazione di leggere opinioni da parte di chi, solo perché *sostiene* di seguirti, crede di avere anche il diritto di giudicarti su ambiti molto privati mi ha fatto male. E quindi ho deciso che ieri non avrei voluto avere altre risposte del genere e ho deciso di fare la "censora" per qualche ora.



Detto questo, il blog è tornato pubblico.
Soffice Lavanda (il blog, non io) rimane pubblico (ecco perché precisavo il blog e non io), con i commenti in moderazione (più apparente che reale, perché a parte gli insulti e lo spam io pubblico tutto) come sempre. Tuttavia, Soffice Lavanda si prende anche una pausa per riflettere.
Quando ho iniziato il mondo dei beauty blog era diverso, io ero diversa. Sono passati quasi tre anni e molte cose sono cambiate ma soprattutto sono cambiata io. Quello che sopportavo, ora non lo sopporto più. Quello che mi piaceva, ora mi piace meno.


E' un addio?
No. Perchè preferisco che la parola fine venga usata solo laddove è davvero la fine di qualcosa. E io non posso sapere tra due settimane, un mese o sei mesi cosa vorrò fare di me rispetto a questo blog. Quello che so è che ho bisogno di una pausa nell'immediato, nel futuro si vedrà.
Vedrete ancora un post tra qualche giorno che ho progettato con care amiche mesi fa e che ci tengo a pubblicare e poi... poi si vedrà.

E' stato un bel viaggio. Spero, quando sarò più serena, di poterlo riprendere con voi. 
Buon Natale.

05 dicembre 2013

Christmas isn't a season. It's a colour. #2

Secondo look a tema rosso e Natale.
Stavolta dovete darmi un po' di beneficio del dubbio, perché seppur in foto sembri fucsia, vi assicuro, era rosso.
Questa volta andiamo su qualcosa di un po' più carico ma ancora abbastanza semplice. L'idea era nata da questo tutorial di Emma Pickles: quando ho visto la preview mi ero fatta una idea un po' diversa di come avrebbe realizzato il trucco e ho deciso di rifarlo seguendo la mia personale ispirazione. Anche se temo si noti poco, nella palpebra superiore la riga di eyeliner è stata prima realizzata con una matita nera, sfumata poi a mo' di smokey e infine ripassata con un eyeliner liquido. Tanto scazzo inutilmente temo...
Ad ogni modo, spero vi piaccia.



 
Ho letto che parecchie di voi hanno problemi a sentire lo spirito natalizio quest'anno o negli ultimi anni. Vi capisco. E non poco. Io mi sto un po' forzando, perché amo molto l'atmosfera natalizia e mi dispiace davvero tantissimo non riuscire a viverla appieno quest'anno. Inoltre, per non sprofondare nella catalessi depressiva sto cercando di vivere l'atmosfera natalizia anche per inserire un po' di allegria nel quotidiano. Purtroppo la vita non si ferma per farti festeggiare quando decidi tu, o sbaglio?
Il mio massimo per ora è stato recuperare alcuni addobbi in tartan a forma di fiocchi da appendere all'albero che verrà comunque fatto rigorosamente l'8, ovvero domenica.
Ditemi di voi, avete già fatto l'albero? Lo farete? Non vi interessa una cippa lippa dell'albero e del Natale?



Face:
Charlotte Tilbury Light Wonder
Kiko Full conver Concealer 2
  Bourjois powder in Flower power
MAC Blush "Desert rose"
MAC Blush "Harmony" (contouring)
Eyes:
MAC Paint Pot "Soft Ochre"
Sleek palette "Vintage romance"
MAC Kajal "Feline"
Essence eyeliner Sunclub
MAC eyebrow pencil "Lingering"
Bourjois Mascara Volumizer
Lips:
Rimmel Kate (black) lipstick n°9
Clinique chubby intense "Grandest grape"

03 dicembre 2013

ABC Lipsticks TAG

Che vita è senza un nuovo tag sui rossetti?
Ne sentivamo la necessità? Io credo di sì.

Spesso le persone interpretano male il nostro bisogno di truccarci, cercando di imporre una visione per cui chi si trucca è insicuro, lo fa perché non si piace e idiozie del genere discorrendo...
Che il trucco abbia un valore correttivo e migliorativo credo che sia palese e sotto l'occhio di tutti. Tuttavia, solo gli ignoranti possono banalizzare un fenomeno umano così profondo ed esteso come "non accettazione". Nessun fenomeno umano può essere sintetizzabile in due parole, tanto meno il trucco.
Quello che invece si può dire è che il make-up è uno dei tanti metodi di comunicazione non verbale che l'uomo (inteso come uomini ET donne) ha a sua disposizione. Che lo si usi per dire "ciao, sono disponibile", piuttosto che "sono una gran faiga", piuttosto che "guarda che stile che ho", non importa. E' comunicazione.

Il senso di questo tag sarà dunque questo: nove rossetti che usiamo per dire qualcosa di noi, come stiamo, come ci atteggiamo nei confronti dei mondo. Più uno, quello finale, che scegliamo come rappresentativo e riassuntivo di noi, del nostro carattere, della nostra personalità.
Per completare al meglio il tag vi invito a leggere anche la descrizione che riporto sotto il nome, onde evitare fraintendimenti interpretativi.
Mi raccomando: un solo rossetto per categoria. Non lo metto in dubbio che la stessa cosa la possiate dire con più rossetti (d'altronde esistono i sinonimi), ma vorrei che provaste a scegliere quello che secondo voi comunica davvero al meglio ciò che volete dire al mondo.

Cominciamo!

Va va voom Lipstick. (*)
E' il rossetto con cui vi sentite bellissime.


Qui vince Russian red a mani basse. E' il rossetto che mi sembra aggiunga sempre un *quid* al mio look. E in generale, anche se non sto a sprecare tanto tempo altrove, mi fa sentire e sembrare bellissima con veramente poco sforzo.

Glamorous Lipstick
E' il rossetto con cui vi sentite immediatamente eleganti e chic.


Elegante per me è sinonimo di sobrio. Lo specifico perché so che per molti non è così. Questo ovviamente ha delle ripercussioni sulla mia scelta, ovvero Captive di MAC che è un mio MLBB un po' più intenso. L'effetto è naturale per me, ma allo stesso tempo mette in evidenza le labbra senza porle in primo piano. Si abbina facilmente a qualsiasi trucco occhi, dallo smokey alla linea di eyeliner, e trovo che dia un aria chic-ricercata praticamente senza eccezione.

Girly girl Lipstick
E' il rossetto con cui vi sentite un po' frivole, leggere, senza troppi pensieri.


Nonostante io non sia una grande amante del rosa e dei suoi derivati, anche io rimango schiava dell'idea mentale rosa = frivolo. E' una equazione che vi propongo in maniera altrettanto frivola, da non prendere sul letterale e con le dovute pinze ricordando che la frivolezza è un diritto e chi ci fa sentire in colpa per voler essere frivole di tanto in tanto è un cazzone. Punto.
Scelgo quindi Girl about town, un fucsia neutro che riesco a indossare e che mi fa sentire automaticamente più leggera, come a vagabondare senza meta per le strade di Parigi in agosto.

Good girl Lipstick
E' il rossetto con che vi fa sentire a posto, curate. Proprio delle brave ragazze.


Inaspettatamente (o forse no) compare un rosso piuttosto intenso qui. Eppure Brave red per me è il rosso che mi fa sentire subito curata e nessun altro rossetto, di nessun altro colore, mi fa sentire in questo modo. Probabilmente è per via del modo in cui mi illumina il viso, rendendolo leggero e naturale nonostante le labbra non siano propriamente naturali. Amolo.

Bad girl Lipstick
E' il rossetto con cui osate.


Nonostante Dark side non sia il colore più difficile che ho, è quello con cui oso maggiormente. Perché è il colore con cui di sicuro vado a caricare di brutto anche gli occhi, di solito tono su tono, creando un effetto piuttosto strong.

Sorry I'm late/I can't be bothered Lipstick. (*)
E' il rossetto che applicate quando siete in ritardo, di fretta o non sapete che altro indossare.


Prima di tutto, un ringraziamento ad Aki che ha deciso di partecipare (?) al tag con il suo posteriore. Sempre riconoscenti.
Ho scelto il Chubby intense di Clinique in Grandest grape. Le ragione le avevo già spiegate quando avevo fatto l'omonimo dramatag (qui). In poche parole, oltre al colore bellissimo, l'applicazione è molto facile e veloce grazie  alla scorrevolezza del prodotto simile a un burrocacao. Durata che fa invidia a molti rossetti di qualità.

I'm so done with your BS Lipstick
E' il rossetto che vi fa sentire delle vere toste. 


Diva mi fa sentire una che può tutto e fa tutto. E di solito, quando ho bisogno di essere carica, scelgo lui.

Drama queen Lipstick
E' il rossetto con cui vi sentite delle dive.


Quando metto Film noir mi sembra di essere una diva misteriosa tipo film muto. Di quelle che si agitavano come delle pazze per farti capire i sentimenti che dovevano esprimere secondo il copione. Io mi agito di meno quando lo indosso però.

Don't look at me! Lipstick
E' il rossetto che mettete quando non volete dare nell'occhio


E spesso anche l'anonimato è utile, soprattutto quando la giornata non va e non avete proprio voglia di tirare fuori il vostro I'm so done with your BS Lipstick per trovare la giusta carica e vorreste solo passare la giornata sotto le coperte a rimuginare. Modesty mi fa sembrare curata senza però mettermi sotto i riflettori. D'altronde è l'alternativa più fedele alle mie labbra nude.

A lipstick, a lipstick, my kingdom for a Lipstick. (**)
E' il vostro rossetto. Quello che dice più cose di voi del diario che tenete sotto il letto...


Russian. Again. E' il colore e il tipo di rossetto che mi sintetizza meglio, che mi descrive meglio che mi fa esprimere meglio.

Non vedo l'ora di vedere le vostre riposte!

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(*) per la nomenclatura si ringrazia dell'ispirazione S. di Drama&Makeup.
(**) per la nomenclatura si ringrazia dell'ispirazione Mr. Shakespeare e il suo Richard III