27 febbraio 2014

All about eyes #3 Smokey eyes base con ombretto in polvere

Mesi e mesi e mesi, forse più di un anno fa, avevo parlato del mio smokey classico da giorno. Lo definivo così perché riguardava una tecnica molto veloce, molto semplice, per realizzare smokey eyes usando pochi prodotti.
Il senso è simile a quello della puntata precedente che riguardava lo smokey con ombretto cremoso, ma questa volta ci avviciniamo maggiormente all'idea classica dello smokey eyes.

Gli ingredienti sono ridotti ai minimi termini anche questa volta. In tutto vi servirà un ombretto in polvere, a vostra scelta il colore, una matita nera e un pennello da applicazione-sfumatura.
Sull'ombretto non ho molto da dire, sulla matita invece sì. Vi servirà una matita nera facilmente sfumabile ma che non si limita a "volare via" quando le passate il pennello sopra. Deve essere nera, intensa, deve lasciare colore. Assolutamente bandite le matite waterproof o stile aqua eyes: cerchiamo sfumabilità, non durata. I miei consigli sono due, una dal costo basso e una dal costo medio-alto: la Bombay black di NABLA e la Feline di MAC. 
Come pennello occorre qualcosa che applichi ma che al tempo stesso sfumi. Direi quindi un pennello con setole piuttosto dense ma al tempo stesso morbide. Anche qui ho due esempi in mente: l' eyeshadow brush di Elf e il 217 di MAC.

Di seguito mi vedrete usare Satin taupe come ombretto, la Feline come matita nera a il 217 come pennello (un puro caso: quello della Elf era zozzissimo). Sì, sono MAC centrica. Lo so.
Ma procediamo con i classici passaggi.


Prima del passaggio uno, il mio consiglio è di applicare una buona base ombretto e dopo con un pennello da sfumatura (va benissimo anche quello che userete dopo) un color carne opaco, va bene anche della cipria, per facilitare l'opera di sfumatura.
Nel passaggio uno ho applicato l'ombretto in polvere scelto - Satin taupe - su tutta la palpebra mobile e oltre la piega, sfumandolo bene. Non ci sono e non devono esserci stacchi netti.
Nel passaggio due ho applicato la matita nera come se fosse un eyeliner. Non è assolutamente richiesta precisione, ma se avete paura di fare righe troppo spesse, evitate di arrivare fino all'interno dell'occhio e concentratevi unicamente dalla metà all'esterno.
Nel passaggio tre ho sfumato la riga di matita con il pennello precedentemente usato e ancora sporco dell'ombretto base. Il movimento è semplice: senza premere, muovete il pennello avanti e indietro sulla riga tracciata, come quando con la gomma volete cancellare qualcosa. Se vi sembra che il nero sia "troppo", andate a definire la piega esterna. Evitate di portare troppo nero nell'angolo interno.
Se la matita nera non ha "scurito" abbastanza o è leggermente svanita, ripetete il passaggio due e il passaggio tre.
Per il passaggio quattro si può compiere in due modi. Nel primo caso, sempre con il pennello ancora sporco, andare a passarlo lungo le ciglia inferiori per l'effetto "smokey" e dopo applicare la matita nera nella rima interna. Nel secondo caso, il mio preferito, prima applico la matita sporcando un po' dove ci sono le ciglia, e dopo vado a sfumare con il pennello (sempre lo stesso). 
Nel caso ci fosse troppo nero, riapplicate un po' di ombretto in polvere. Se necessario, per aumentare l'effetto, soprattutto nel centro della palpebra mobile, anche con il polpastrello.
Applicate il mascara, et voilà.



Non so ancora su cosa sarà la prossima puntata... sarà una sorpresa immagino. Ragionerò.
Al solito per domande, dubbi... lasciate un commento qua sotto.

25 febbraio 2014

Orange is the new black! (cit.)

Era da quando avevo avvistato le prime foto di Keira Knightley al red carpet per la premiere di Jack Ryan, truccata da Lisa Eldridge, che avevo provato a rifare il look. Con scarsi risultati, perché non avevo capito bene i passaggi e soprattutto perché io e la macchina foto stavamo litigando come la peggiore coppia sul bilico del divorzio.
Dopo che Lisa ha pubblicato - finalmente - questo meraviglioso video di spiegazione su come indossare il rossetto aranciato e qualche tips sul look da abbinarci, ho avuto abbastanza fiducia in me stessa da volerci riprovare.

Il paragona è infelice. Lo so.
Lisa Eldridge, come penso sappiate, rimane il mio punto di riferimento dal punto di vista del make-up. E' come se fosse il mio 30 e lode a cui tendere quando mi trucco. Questo per dire che so benissimo di non essere brava come lei, e probabilmente non lo sarò mai, ma la seguo costantemente e provo a "imitarla" per cercare di migliorarmi fin dove posso. Questo è semplicemente il mio modo di fare in qualsiasi cosa, prendere un modello (che sia una persona, un libro, un quadro... a seconda di cosa sto facendo) e cercare di convergere verso di lui, migliorando passo dopo passo. Con risultati alterni, non ve lo nascondo, perché l'apprendimento va così...
Grazie a lei soprattutto il mio approccio alla base è cambiato: qualcosa che ritenevo inutile all'inizio del mio percorso, è ora meritevole di un lavoro certosino che a volte dura più del resto del trucco.

Sullo stesso tema anche Being cute is not a crime ha dato la sua deliziosa interpretazione che potete trovare qui.



Per realizzarlo mi sono ispirata al "grado tre" proposto da Lisa. Righe di matita nera sfumate per dare un effetto smokey ma definito. Alcune piccole note riguardano l'uso di un eyeliner in gel dopo aver sfumato la matita per definire ancora meglio lo sguardo e l'uso di Harmony come colore da piega.
Sulle labbra, volendo smorzare il lato fluo di Lady danger, ho prima passato una matita rossa come se fosse una tinta: passata leggera e poi sfumata con il polpastrello. Ho quindi applicato Lady danger direttamente dal tubo.

E ora mi sento pronta per la primavera/estate.


Face:
Bourjois foundation "Healthy mix serum" 52 Vanille
Essence Stay all day concealer 10 Natural beige
Kiko Full conver Concealer 2
  Bourjois powder "Healthy balance" 52 Vanille
MAC blush "Harmony" (contouring)
Too faced blush "La vie en rose"
Eyes:
MAC paint pot in "Soft ochre"
MAC blush "Harmony"
MAC kajal "Feline"
Urban decay eyeshadow in "Smog"
MAC eyebrow pencil in "Lingering"
Bourjois Mascara Volumizer
Lips:
Essence lip pencil "Red blush"
MAC lipstick in "Lady danger"

24 febbraio 2014

Lipstick monday: Lord & Berry Lipstick Pencil in Cherry

Anche il rossetto di oggi è poco conosciuto e reperibile con facilità unicamente online. Si tratta della tonalità Cherry dei matitoni labbra di Lord & Berry.
Come per il rossetto della scorsa settimana, anche Cherry è venduto da ASOS (qui il link diretto). Ricordo che ASOS è un sito britannico che spedisce dall'Inghilterra ma con una sede a Milano per eventuali domande, lamentele, questioni... Le spese di spedizioni sono sempre gratuite, al di là della cifra che spenderete, e in territorio italiano il pacco è affidato a BRT.
So che questo rossetto è reperibile anche in alcune profumerie fisiche, ma ignoro la distribuzione. Per maggiori informazioni vi invito a dare una occhiata al sito della marca (qui).


L'acquisto è stato frutto del caso, avevo bisogno della cipria di Bourjois e mi intristiva fare un ordine per un solo oggetto. Quando ho visto questi matitoni scontati a 8 euro, ho deciso di approfittarne. Stavo per cedere ai soliti colori noti (rosso), ma dopo qualche giro sul web ho visto questo interessante post di Essiebutton (qui) in cui mostrava questa tonalità. Non è un colore assente nella mia collezione, ma questo esatto punto di fucsia-rosa-rosso sembrava mancarmi e alla fine ho ceduto.
Il colore è semplicemente meraviglioso. Rispetto ai soliti Sfilata di Neve cosmetics o Rebel di MAC, vira maggiormente al fucsia. La similitudine a mio parere più vistosa è con Luxemburg di NARS, che però risulta ancora più fucsia di Cherry (che invece vira più verso il rosso).

Il finish è satinato. Non completamente opaco, ma allo stesso tempo senza il lucido tipico dei finish cremosi o glossati.
A livello di texture mi ricorda gli amplified di MAC. Nonostante la sua "forma" a penna lo metta più facilmente a paragone con i Chubby di Clinique e simili, è decisamente più secco, proprietà che poi si riflette anche nel finish.
Non secca assolutamente le labbra, anzi, lo definirei confortevole.



Ma la nota più interessante è quella della durata. Assurdamente lunga. In generale, devo dire che è uno dei rossetti più resistenti che al momento possiedo. Si può parlare, mangiare, bere... e lui rimane.
E' abbastanza modulabile, nonostante sia molto pigmentato, bisogna solo prendere qualche precauzione nell'applicazione e tamponarlo alla fine. Nelle foto ve lo mostro alla sua massima intensità, raggiungibile con una-due passate.
Infine - ma questo so che è molto soggettivo - piccola sviolinata sulla forma-applicazione, perché per me i matitoni restano la tipologia di prodotto più facile da applicare, anche in contesti non proprio "idilliaci" (vedi treno in movimento). Cherry scorre sulle labbra che è un piacere, ma non va dove non deve e ha una forma abbastanza appuntita da poter essere precisi soprattutto quando si disegna l'arco di cupido.

Concludendo: non so cosa state ancora aspettando, andate a ordinarlo. Tipo ora.
Voto: 8 e mezzo.

22 febbraio 2014

Blateramenti (critici) sulla MAC Technique

Martedì sono stata a una technique organizzata da MAC a Milano con alcune amiche e colleghe blogger. Il senso delle technique è di svolgere una lezione di due ore con un mua del marchio, durante la quale ci si trucca da sole seguendo le sue istruzioni. Il senso, al di là della lezione, è anche quello di provare vari prodotti MAC con più calma rispetto alle classiche prove che si possono chiedere in negozio. Il costo delle technique è di 60 euro redimibili in prodotti (ovvero, dovete comprare minimo 60 euro di prodotti al termine della lezione).
Sulla questione si è già espressa S. di Drama&makeup con un post decisamente più sintetico e incisivo del mio. Vi invito a leggerlo, perché noterete che molte "critiche" che leggerete qui, sono state espresse anche da lei.

Quello che segue sarà un post molto critico che necessita di alcune premesse. Io non credo che tutte le technique svolte da MAC (e non tutte le technique svolte da MAC a Milano) siano così deludenti, e, consultandomi con chi ne aveva fatte altre in passato, sono abbastanza certa ci sia andata male e si possa fare molto di più e molto meglio.


Le cose che non mi sono piaciute sono tante e vaste. A cominciare da quel feeling di "improvvisato all'ultimo minuto" che dava il non avere la sala pronta per le 18 quando siamo arrivate e dover attendere. Di per sé non sarebbe un problema, ma di fatto toglieva tempo a qualcosa che io pagavo e che si è poi riversato nel toglierci tempo sia per la lezione ma soprattutto per la scelta dei prodotti da acquistare. Ma anche altre cose davano l'idea di improvvisato, come il non avere dei materiali pronti ma ogni volta si doveva andare a recuperarli (e non penso che fosse per lasciarli in negozio per eventuali clienti perché poi venivano abbandonati nel tavolo in cui lavoravamo) con perdita di tempo annessa, come il fatto che la mua che ci faceva lezione non aveva ben presente quali pennelli occhi avessimo a disposizione, o come il fatto che ci si fosse messe d'accordo per l'applicazione dell'eyeliner ma di fatto non ci abbiano dato alcun eyeliner e all'ultimo abbiano virato sull'usare la matita (che non è la stessa cosa, spero sia chiaro).
In generale, è stato un ambiente sgradevole, in cui le cose sembravano fatte senza un filo logico.

Anche la scelta dei prodotti da darci è stata da storcere il naso. A cominciare dai prodotti della base, un solo fondo per tutte, un solo correttore, una sola cipria, ignorando necessità diverse dovute a tipologie di pelli diverse e di fatto rischiando di non far trovare bene la potenziale cliente con un prodotto (per me il fondo era troppo coprente per esempio). Come se ciò non bastasse, non abbiamo ricevuto alcun aiuto concreto per capire quale tonalità di fondo usare. Io ho dovuto improvvisare un mix che per fortuna si è rivelato corretto. Il tiro è migliorato con correttore e cipria dove un minimo di aiuto (ridotto ai minimi termini di "tu prendi questo", io di fatto ignoro che colore di correttore mi sia stato dato) ci è stato rivolto. A parte il correttore, l'unica altra volta che mi è stato dato un prodotto "personalizzato" da usare, è stata la matita per le sopracciglia: strawberry blonde. Come ben sapete, io non sono né rossa né bionda. L'ho voluta usare lo stesso alla fine, per puro scopo scientifico, e ovviamente era troppo rossa per me. Malissimo. Questo punto è stato forse quello più basso della serata per me.

Sul trucco occhi che abbiamo realizzato, il grande problema è dipeso dalla totale eterogeneità di prodotti che ci sono stati dati. Mollare tot Paint pot, tot matite, tot palette di ombretti e farceli prendere senza un senso logico, rischia di rovinare un trucco ancora prima di iniziarlo. Per fare un esempio, dato che Soft Ochre non è arrivato se non quasi alla fine e in sordina, ho dovuto "accontentarmi" dell'ultimo Paint pot rimasto sul tavolo in quel momento che non solo non mi piaceva, non solo non c'entrava niente con il resto dei prodotti che per scelta o meno (anche dove c'era scelta, ricordo, era molto limitata) ho usato in seguito. Sarebbe stato più opportuno creare già dei piccoli kit con un senso infuso e farceli scegliere a seconda del colore che avremmo voluto realizzare.
Tornando sul punto già descritto della mua che non sapeva che pennelli avevamo, ha fatto in modo che il 217 - pennello che lei non pensava avessimo - è stato relegato come pennello per applicare il punto luce all'interno dell'occhio, di fatto uccidendone tutte le potenzialità. Se io non fossi quel minimo informata per sapere che è ha un certa fama, non lo avrei mai comprato reputandolo inutile. Io stessa ho finito per prenderlo a scatola chiusa perché in quel contesto non sono riuscita a vederne le potenzialità e questo è esattamente il contrario che una technique dovrebbe fare, dato che oltre che insegnare qualcosa dovrebbe invogliare alla vendita.
Lo stesso discorso lo posso fare per gli altri prodotti della base (contouring, illuminante, blush...), ma dato che ci si focalizzava sugli occhi, per me quello rimane un "errore" peggiore.

Alcuni dei prodotti erano poi di una qualità imbarazzante, come i pennelli viso che hanno perso peli su peli su peli. Bea di Strawberry makeup bag mi ha poi spiegato che era dovuto al fatto che erano vecchiotti, ma devo dire che è comunque una cattiva pubblicità. Altre ragazze hanno avuto poca fortuna anche riguardo alla qualità degli ombretti usati.

In generale, mi sembrava che venissimo trattate da inesperte nei momenti sbagliati (quando ci veniva spiegata la tecnica o intermezzi come "avete visto come è facile?" dopo aver applicato un po' di matita), e da super esperte nei momenti peggiori (come quando non ci veniva fornito aiuto nello scegliere le tonalità di fondo). L'approccio era quindi molto sbagliato e andrebbe corretto partendo sempre dal presupposto di trovare la cliente inesperta in tutto e aiutandola sempre, o al contrario intervenire solo quando veramente è necessario.

Tralascerò la questione già descritta da S. del "con gli occhi forti mettiamo un gloss sulle labbra" a cui abbiamo risposto con un coro di "no" e la pretesa di mettere un rossetto rosso. Per quanto lo abbia trovato riduttivo, considerato che il tempo era poco e la lezione si focalizzava sul trucco occhi ci poteva anche stare. Certo, si poteva proporre qualcosa di meno triste dei gloss, ma la questione è molto soggettiva, lo ammetto.

Una postilla finale sulla lezione che è molto contingente al momento. A parte la mua che spiegava, due rimanevano con noi per prendere i prodotti e passarceli. Nelle parti in cui ci truccavamo seguendo le lezioni, le due ragazze hanno parlottato e ridacchiato per tutto il tempo per i fatti loro di cose loro. Io capisco che dopo una giornata di lavoro uno ne abbia due palle così di stare lì a vedere otto persone truccarsi più o meno male. Lo capisco perfettamente. Ciò non toglie che non è professionale, soprattutto quando quelle otto persone dopo ti molleranno minimo sessanta euro a testa per queste due ore. Inoltre, se a me sentirmi ridacchiare dietro non dà fastidio, posso immaginare che per una persona insicura o poco esperta, non è un bel sottofondo. Anzi. E' vero che noi clienti ridevamo e scherzavamo tra di noi, ma noi eravamo appunto le clienti.

La parte dell'acquisto è stata troppo veloce. Se la lezione fosse stata più "sensata" nell'uso e nella proposta di prodotti, avremmo avuto più idee, ma non è stato così né per me né per le colleghe. Io ho dovuto ripescare la fedele lista che mi ero fatta e da lì scegliere cosa prendere.


Dalla foto degli acquisti manca la Lingering per le sopracciglia che è già andata a prendere il suo post nel kit da tutti i giorni.

Insomma, non è stata una esperienza positiva. La nota buona è averlo fatto con persone che mi piacciono e di cui apprezzo la compagnia, nel contesto di un pomeriggio-serata fra amiche. Ma se fossi andata da sola, non conoscendo nessun altro, penso che sarei tornata a casa non delusa e scazzata, di più.
Io spero davvero che fosse un caso, un episodio isolato... perché minimo 60 euro (di fatto, spesso, si spende molto di più, come nel mio caso che con ciò che volevo arrivavo solo a 57 e aggiungendo una cosa sola - una matita - sono finita a 72) non è assolutamente poco.

Come dicevo all'inizio, vorrei provare a seguirne un'altra per vedere se effettivamente questa volta è andata male e si possa fare di meglio. Ammetto che nonostante la delusione, ne sono abbastanza certa.
Degli acquisti vi parlerò a tempo debito appena li avrò provati con calma.

20 febbraio 2014

Top 5 Doe Deer Products!

Avevo chiesto alla mente dietro i #dramatag, S. di Drama&Makeup, di suggerirmi quale avrei dovuto proporre tra quelli che ancora non avevo fatto, ed ecco quindi i miei 5 prodotti per avere un look da cerbiatta.
Nella mia mente, un look "doe deer" è soft, dolce e delicato, in cui nulla viene accentuato in modo eccessivo.
Ecco quindi i miei prodotti.


Eyeliner e mascara sono i due ingredienti fondamentali. So che qualcuno storcerà il naso per la presenza dell'eyeliner nero, ma credetemi: pur sapendo che su di molte l'eyeliner nero spicca, sui miei occhi è il minimo indispensabile per definirli e non sembrare malata. Ho comunque preferito il Blacktrack di MAC ai classici eyeliner liquidi perché essendo opaco ha un effetto più soft, soprattutto se usato sopra un ombretto cremoso shimmer. Come mascara ho invece scelto il Volumizer di Bourjois che con i suoi due step (che però io uso in tre passaggi: step 1, step 2 e di nuovo step 1 come se fosse un top coat) mi aiuta a dare sia il giusto volume che la giusta lunghezza alle ciglia. Inoltre, lo step 1 è splendido per definire e scurire le mie povere ciglia inferiori.
Sempre sugli occhi, per aprire ancora di più lo sguardo, mi piace usare una matita bianca solo intorno al condotto lacrimale. Io ho usato la Pastello Piuma di Neve cosmetics. Anche un ombretto potrebbe funzionare, ma la matita mi dà maggiore precisione e nessun rischio di fall out.
Frankly scarlett di MAC è un'altra scelta che sembra poco adatta a un look soft, ma se dosato bene (ovvero, sfioro la cialda e poi passo sul dorso della mano e poi applico), mi dà quell'effetto guanciotte sane che adoro e che su di me, dal pallore cadeverico, fa la differenza. 
Sulle labbra il mio MLBB di ordinanza al momento: Amore di Neve cosmetics. Poiché sulle mie labbra tira fuori la sua nota rossiccia, trovo che si sposi alla perfezione con Frankly scarlett.


Vi lascio una breve lista degli altri #dramatag da me svolti!
My Top 5 (+1) I'm late/I can't be bothered Products! 
My Top 5 Va Va Voom! Products 
My Top 5 Special meaning products
Top 5 Doe Deer Products!

17 febbraio 2014

Lipstick monday: Paul & Joe Lipstick Refill in Rouge

Ho deciso di iniziare questa piccola rubrica stile "un giorno, un rossetto", con brevi recensioni su alcuni rossetti in mio possesso, focalizzate a dire l'essenziale e dare le informazioni fondamentali.

Ho deciso di partire con un colore reperibile unicamente online di cui ci sono pochissime informazioni in giro: Rouge di Paul&Joe.
Questo rossetto è venduto da ASOS (qui il link diretto) e attualmente è in sconto. Ricordo che ASOS è un sito britannico che spedisce dall'Inghilterra ma con una sede a Milano per eventuali domande, lamentele, questioni... Le spese di spedizioni sono sempre gratuite, al di là della cifra che spenderete, e in territorio italiano il pacco è affidato a BRT.

Rouge fa parte della linea di rossetti ad alta coprenza di Paul&Joe. La pigmentazione è infatti molto alta, il rosso risulta intenso anche solo dopo una passata.
Il colore è interessante: è sicuramente un rosso freddo, ma con una nota lampone al suo interno. Sul fronte MAC, la cosa più simile è probabilmente MAC Red.


Il finish è brillante, con qualche piccolo glitter al suo interno. L'effetto finale è molto luminoso.
E' un rossetto abbastanza durevole, anche se tra le fila MAC ho visto performance migliori, anche tra rossetti dal finish cremoso (Brave red). Diciamo che rimane intonso per diverse ore, poi inizia pian piano a svanire, lasciando però un alone colorato non sgradevole. Se mangiate o bevete, andrà riapplicato sicuramente.
Nonostante la buona durata, è un rossetto confortevole. Non alla pari dei Cremesheen di MAC, nel confronto risulta un po' "ruvido" a causa dei microglitter, ma non è per niente secco né fa seccare le labbra.


La vera nota stonata riguarda la confezione in rapporto al fattore prezzo.
Paul&Joe ha una strana politica: non vende rossetti completi, ma vede dei "refill", che potete immaginare come una sorta di tester (qui una foto, mi rifiuto di mettere tanta bruttura in questo post) privi di una vera e propria confezione. In altre parole, vi vendono il rossetto e il meccanismo per spingerlo fuori. A parte dovrete comprare la confezione vera e propria, personalizzabile e con stampe molto belle... ma fatta di cartone. Certo, alcune parti sono di plastica, ma l'involucro esterno rimane di cartone. Di buona qualità, rigido e resistente, ma cartone.
E' una politica assurda, che penso sia interessante solo per le sfegatate delle confezioni particolari.
A tutto questo si somma il prezzo. Il refill non viene fatto pagare poco, ma circa una ventina d'euro a prezzo pieno. Idem la confezione, altri dieci euro da acquistare separatamente. Inizialmente avevo sperato di poter prendere il rossetto da solo e gestirlo in qualche modo, ma di fatto è impossibile: a meno di non avere un porta-rossetti di quelli vintage, portarselo dietro non è fattibile.
Preciso comunque che la confezione (il lipstick case) è sempre venduto da ASOS, e spesso si trova in sconto (link diretto qui).



Questo giochino refill e lipstick case è un vero peccato perché sono rossetti interessanti e belli e di buona qualità. Tuttavia questo pastrocchio li rende poco convenienti e sicuramente poco pratici. Senza contare che a volte suona un po' di presa in giro.
Il mio consiglio, se proprio vi interessano, è di prenderli quando sono scontati. Rouge in tutto (refill e lipstick case) mi è costato 12 euro, e in questo modo la cosa si fa decisamente più interessante e fattibile.

Concludendo, è un rossetto molto bello, che mi piace molto e che ricomprerei sicuramente. Tuttavia il gioco vale la candela unicamente se preso scontato (attualmente, ricordo, su ASOS, lo è).
Voto: 7 e mezzo.

14 febbraio 2014

When love is not madness, it is not love.

Sto cercando nella mia testa qualche banalità per presentare questo post. Ma la verità è che non mi viene in mente nulla.
Anzi, vi dirò che a me di San Valentino non frega una cippa lippa, ma una scusa qualsiasi per fare un trucco tutto sul rosso io la colgo senza troppi lamenti.
E questo è rosso, è strong. Ci piace. 
Sì, me lo sto dicendo da sola, ma è San Valentino e bisogna essere positivi e innamorati.

E se proprio volete dare un senso a questa festa, ricordate che il senso della parola "amare" è vasto e ampio. Si ama tutti i giorni, si amano persone, cose, animali, colori, ricordi, parole... Amare è un gesto che non si può chiudere in uno schema, amare non ha normalità non ha anormalità. Amate chi volete, perché amare davvero vi rende migliori comunque.



Io penso sempre sia ovvio, ma magari non lo è: se cliccate sulle foto, diventano più grandi. Ye. E così mi potete elencare nei commenti tutti gli errori e le imprecisioni che trovate... Mi raccomando, conto su di voi.


Face:
Bourjois foundation "Healthy mix serum" 52 Vanille
Essence Stay all day concealer 10 Natural beige
Kiko Full conver Concealer 2
  Bourjois powder "Healthy balance" 52 Vanille
MAC blush "Harmony" (contouring)
MAC blush "Desert rose"
Eyes:
MAC paint pot in "Soft ochre"
Sleek palette in "Ultra mattes v1 Brights" & "Ultra mattes v2 Darks"
MAC fluidline "Blacktrack"
MAC eyebrow pencil in "Lingering"
Bourjois Mascara Volumizer
Lips:
Essence lip pencil "Red blush"
Kiko Red emotion 205 (lim. ed.)

13 febbraio 2014

Come seguire SofficeLavanda?


Post di servizio per spiegare in maniera semplice e sintetica come seguire SofficeLavanda.
Come avrete notato negli ultimi tempi sto "spingendo" l'uso di Bloglovin' come metodo semplice per seguire i blog (il mio, come anche tutti gli altri che seguite). Questo non perché Bloglovin' mi finanzia in qualche modo - magari - ma perché ritengo che attualmente sia il metodo più comodo e affidabile per gestire le iscrizioni ai blog.

Bloglovin' è un sito che vi permette di visualizzare in ordine cronologico per pubblicazione tutti i post dei blog che seguite, in modo da poter essere aggiornate in maniera semplice e pulita, evitando di riempire inutilmente le barre dei preferiti o la memoria.
Bloglovin' è un servizio gratuito, per iscriversi basta unicamente un indirizzo mail e non è un social network in cui bisogna avere per forza interazione con gli altri.
Il sito ha anche una meravigliosa applicazione, gratuita, per smartphone, scaricabile qui.

Follow on Bloglovin

Ma la verità è che Bloglovin' non è utile solo a voi per le ragioni che vi ho spiegato. E' utile, come era utile GFC prima di diventare una sorta di spauracchio che oggi funziona e domani scompare, per noi blogger per avere una idea, una stima, una vaga sensazione di quante persone ci seguono. A voi sembreranno solo numeri, ma per noi non lo sono: sono un indice per capire se stiamo facendo bene, se piacciamo, se stiamo sbagliando. Per noi è una piccola certezza di riuscire ad arrivare a chi desidera seguirci.

Questo che sto per dire è qualcosa di valido per tutti i blog che seguite: se apprezzate il lavoro che facciamo, anche se non siete commentatrici abitudinarie o in generale non commentate, lasciateci un segno della vostra presenza. Noi non veniamo pagate per il lavoro che facciamo, e per quando sia un hobby, vedere che viene apprezzato in qualche modo, ci fa stare bene. Iscriversi ai nostri blog, ci aiuta a crescere.

Una volta iscritti, seguire i blog che desiderate è semplice. Cercateli con la apposita barra e cliccate sul tasto "Follow". Questa è la pagina attraverso la quale potete seguire SofficeLavanda.

So che molti sono refrattari all'uso dei social network, ma io ricordo sempre la pagina Facebook di SofficeLavanda che potete trovare qui. Questa pagina viene aggiornata sovente (vivo davanti al pc, la dura vita della accademica), quando c'è un post nuovo posto il link, posto foto che a volte non vedete nel blog... Insomma, è una sorta di salotto collegato al blog.
Infine, sono anche su Instagram, qui, ma per lo più posto foto poco inerenti al mondo beauty quindi valutate se vi interessa seguirmi anche lì o meno.
Il mio indirizzo email (sofficelavandaATgmailDOTcom) è disponibile per qualsiasi domanda, richiesta, commento.

11 febbraio 2014

Sixties looks for Amore&Psiche: anteprima Neve cosmetics (look & comparazioni)

Come vi avevo anticipato nella mia pagina facebook, Neve cosmetics mi ha gentilmente omaggiata delle due nuove matite Pastello per labbra, Amore e Psiche.
Questa volta niente toni accesi, ma due tonalità che potremmo definire neutre, nude.
In realtà, come tutti i rossi non sono uguali fra loro, lo stesso si può dire delle tonalità neutre, e come vedremo Amore e Psiche sono due colori molto diversi fra loro con usi e utilità diverse.

Vi ricordo che queste matite sono in vendita nel sito Neve cosmetics, precisamente qui per Amore, e qui per Psiche. Al momento sono in promozione a 4,03 euro e le spese di spedizione sono dimezzate.


Per raccontarvi queste due matite ho deciso di tornare indietro negli anni '60 (e ringrazio Kenderasia per avermi aiutato a sviluppare l'idea), un decennio di vera transizione del mondo del make-up. Se il punto d'inizio ricorda in alcuni elementi ancora quello del decennio precedente, il trucco più tipico di metà decennio è molto diverso. Il focus inizia a spostarsi dalle labbra agli occhi, in maniera sempre più forte. Le righe di eyeliner diventano più spesse, le labbra sempre più nude. Gli occhi sempre più grafici e in primo piano, le labbra sempre più nel background.

Inizio con Amore, un colore tra il rosa e il rosso, che associo ai primi anni di questo decennio. Per questo trucco mi sono ispirata a questo video di Lisa Eldrdige sul trucco icona della Bardot da giovane. La riga di eyeliner è meno allungata e più spessa di quella a cui si era abituati negli anni '50, e le labbra diventano più chiare rispetto al classico rosso lacca.




Amore qui fa una divina figura, perché questo rosa-rossiccio molto naturale si presta in modo eccezionale come MLBB per la maggioranza delle donne là fuori. L'effetto è mettere in risalto in modo discreto le labbra, dando subito un'aria sana, elegante, chic. Una tonalità che si adatta praticamente a qualsiasi tipo di look occhi. Da quando l'ho ricevuta, l'ho indossata quasi quotidianamente perché mi piace veramente molto e mi aiuta spesso nei momenti di fretta o di indecisione.
Questa matita ha davvero un gran bel colore. Rispetta in tutto e per tutto quello che veniva promesso, ovvero l'effetto "labbra arrossate". Mi ricorda un po' il risultato che si ottiene con tinte per labbra molto più costose.
Insomma, se siete ancora alla ricerca un un MLBB, questo potrebbe fare al caso vostro. Forse non sarà l'esatto tono delle vostre labbra, ma ci si avvicinerà molto o comunque si sposerà bene.
Se devo trovare un difetto, direi la consistenza leggermente secca (non troppo, ma d'altronde per durare si deve fare così), tipica delle matite labbra. E' una consistenza che sopporto nei colori accesi perché mi garantisce una lunga durata, ma che in un MLBB non amo poi così tanto, preferendo magari una durata inferiore ma un comfort maggiore. Insomma, mi va bene che un tubino non sia il massimo della comfort, ma non mi piace in un pigiama. Sì, nella mia mente i MLBB sono come dei pigiami. Tuttavia, è un "problema" che si può risolvere facilmente con un burrocacao, o con un rossetto più cremoso sopra.

Psiche è il classico nude effetto correttore, color beige che non tende né al rosato né al violaceo né al rosso. E' proprio beige. Ho associato questo colore allo stile forse più tipico di questo decennio, ispirandomi a una delle sue icone più famose, Twiggy. Occhi grafici e ciglia drammatiche, guance pescate e labbra nude. E ovviamente il classico broncio.



Psiche, Psiche, Psiche.... *scuote il capo*.
Psiche è il colore delle mie labbra in chiave marrone (le mie naturalmente tendono al lilla). E le mie labbra non hanno praticamente colore. Madre Natura ha ben pensato che io non fossi degna di avere delle labbra colorate. Ho provato a lamentarmi e lei per tutta risposta mi ha dato la cellulite. Non è una persona diplomatica.
Io sono consapevole che là fuori ci sia gente convinta che l'effetto "correttore" sia elegante e fine. Questo spiegherebbe perché nei red carpet ci sia spesso un potpourri di gente che lo sfoggia. Ma nella vita reale andare in giro con le labbra cancellate non è né chic né elegante. Lo dico con onestà: rischia di farvi sembrare malate. Soprattutto quando viene sfoggiato con trucchi che sono anch'essi neutri al limite del vedo-non vedo.
L'unico modo con cui acquistano un senso è quando sono usati con trucchi molto grafici o molto carichi per dare completo risalto all'occhio, come ho provato a fare io, ma non è roba a cui uno pensa alle sette di mattina quando deve prepararsi per il lavoro. E in contesti di vita più quotidiana, Amore è il colore giusto per sembrare non truccate ma "sane", fini. Non Psiche.
Ho letto alcune ragazze chiedere questo prodotto specifico a Neve, ma onestamente trovo che ci fosse materiale sul tema già a sufficienza (penso a Marmotta o Cappuccino). Se proprio si voleva fare un altro nude, si poteva cercare di replicare Amore su tonalità più violacee per chi ha le labbra naturalmente più fredde. O ancora, si poteva scurire creando una matita adatta alle carnagioni scure. O ancora si poteva rendere questo colore meno marrone con qualche sfumatura più rosata, rendendolo una sorta di Modesty. Insomma, per il mio parere e il mio gusto, bisognava costruire meglio il colore, rendendolo meno marrone, o farlo proprio diverso.
Niente contro la matita di per sé, la cui qualità sembra buona. Il colore purtroppo trovo che sia un forte punto contro: è una tonalità che non consiglio e che trovo non doni particolarmente a nessuna. Tanto meno a chi ha le labbra pigmentate e si troverebbe un effetto innaturale in viso.
Ovviamente, se stavate cercando un prodotto "cancella-labbra", per motivi di gusto o per motivi di stile o lavoro, lo avete trovato. E' proprio ciò che state cercando. L'effetto è ovviamente migliore di quello del correttore, dato che è un prodotto studiato per andare sulle labbra.
Personalmente, credo che continuerò a usarla in questo modo: quando voglio realizzare trucchi focalizzati sugli occhi e piuttosto scenici e voglio mettere le labbra in secondo piano.

Insomma, una matita, Amore, è un bel prodotto valido che consiglio, l'altra, Psiche - per il colore - no.
Vi lascio anche qualche swatches comparativo. Per fortuna o purtroppo in casa non avevo niente simile a Psiche.


Psiche risulta molto più marrone di Modesty che pur essendo beige tende al rosato in maniera più netta, e molto diverso da Thalia che tende al viola-lilla. Come si può vedere l'effetto è molto diverso anche da Amore stesso. Avessi potuto mettere becco nella scelta di come strutturare il colore di Psiche, lo avrei fatto diventare come Modesty, lo ammetto. La sua versatilità sarebbe aumentata in maniera netta.


Amore è molto simile a On hold di MAC, che però è più cremoso e più luminoso a causa del finish. Crosswires risulta molto più "coralloso" rispetto ai precedenti. Captive, l'altro mio MLBB, è decisamente più viola e scuro. Se stavate cercando un prodotto alternativo a On hold di MAC e simili, Amore è il colore che fa per voi.


Disclaimer: Questi prodotti mi sono stato inviati dall'azienda a scopo valutativo. Ringrazio l'azienda per avermi dato questa opportunità. Tuttavia, nonostante ciò, poiché nessuna condizione è stata posta per l'invio dei prodotti (in caso contrario, difficilmente avrei accettato), l'eventuale recensione rispecchierà unicamente il mio giudizio

10 febbraio 2014

Review Doccia-Shampoo Vidal Ginseng e Guaranà: una rivisitazione de L'amante di Lady Chatterly

Immaginate di essere una donna di buona famiglia, con grandi speranze e profondamente snob, come la vostra educazione critica e cinica vi ha insegnato. Immaginatevi di intrattenere una relazione clandestina con un uomo dei sobborghi. E' una relazione di cui quasi vi vergognate, perché lui non è il tipo di uomo con cui immaginavate di passare la vita. E' rozzo, puzza, dozzinale. Eppure la chimica e l'intesa tra di voi sono al massimo e il sesso è perfetto, grandi performance. Ma, mentre mantenete questa relazione, non riuscite a non guardarvi attorno: perché non può essere lui l'uomo della vostra vita, deve esistere qualcuno che vi dà le stesse emozioni ma rispetta i vostri assurdi criteri. E  allo stesso tempo guardate gli altri uomini della vostra vita, in teoria perfetti, dal perfetto pedigree, ma di fatto deludenti sotto ogni punto di vista. 

ho appena creato una nuova dimensione dell' #hairporn

Ecco, questa è metaforicamente parlando la relazione che intrattengo con questo shampoo. 
Lui – lo shampoo – è in realtà un doccia shampoo. E non un doccia shampoo qualsiasi, ma uno “sportivo”, ovvero quelle cosacce fatte da usare in palestra o in piscina, con quegli odori tendenzialmente maschili, che dovrebbero sembrare freschi – stile “pino silvestre” - ma a me sembrano solo un po' dozzinali.
IO. Io che temo di essere l'unica pirla che mangia i macarons alla violetta e al petalo di rosa, perché quando vede la parola “violetta” o la parola “rosa” delira. I famosi olezzi da donnicciuola contro cui si era persino scagliata Chanel (e infatti a me il n°5 non piace, tiè Chanel, tiè). E, alla fine, mi trovo lui: rozzo e puzzolente.
Il nostro incontro è avvenuto proprio in un contesto sportivo, ovvero in piscina, quando per pigrizia decisi di portarlo con me perché veniva più comodo rispetto a mille boccette sparse. E quasi immediatamente notai la differenza tra quando usavo lui e quando usavo gli altri. I capelli post-piscina in teoria dovrebbero essere IL MALE, e su di me erano IL BENE. Erano morbidi, ma non grassi. Puliti ma non secchi. Erano disciplinati. E così abbiamo mantenuto questa relazione clandestina nelle docce della piscina, mentre a casa proseguivo la ricerca dello shampoo perfetto dal giusto pedigree: dall'inci giusto, dal profumo giusto, dalla performance giusta... E uno dietro l'altro mi deludevano completamente, ma io non volevo cedere. Non volevo vedere la verità. Non poteva essere lui lo shampoo giusto: non è nemmeno uno shampoo - per diana! - ha un odore che – per carità non mi dà fastidio – ma di sicuro non trovo piacevole, e l'inci è così e così...
E soprattutto costa un euro. Quando va male, poco meno di due. Avete presente quando qualcosa va così bene rispetto a come ve l'eravate immaginata che non ci potete credere? Ecco io non potevo credere che lo shampoo migliore mai provato fosse quello che avevo pagato meno in assoluto. Vivevo nella negazione, nel rifiuto e anche nel preconcetto.
Finché un giorno, come in quasi tutte le relazioni clandestine, ho ceduto e l'ho portato a casa mia. Mi ero detta: magari funziona così bene per qualche strana concatenazione di eventi riguardanti la piscina e a casa mi deluderà. E invece no. Anche a casa era perfetto. E lì ho ceduto completamente. E ho deciso che me lo tenevo così com'era. Puzzolente e rozzo.

Se a questo punto vi state chiedendo: ma questa sembra la trama de L'amante di Lady Chatterly, vi devo dare ragione.
E potremmo riassumere i ruoli di questa tragedia in questo modo. 
La protagonista:

Lady Chatterly

Lui:

Il rude guardiacaccia

 L'altro:

L'inutile marito paralitico

Sono una snob fedifraga. Lo ammetto.
E sì, sto delirando e sì la mia mente sarebbe da manicomio criminale quando mi invento queste cose, ma non mi importa.


Tuttavia, per amore di serietà, proverò a essere un persona seria e dirvi cosa ne penso.
I difetti ve li ho già palesati a sufficienza, credo. L'odore non è un granché, ma non è persistente. E di certo non è uno shampoo eco-bio, se è quello che state cercando. Mi pare non abbia siliconi siliconi. L'inci lo potete trovare sotto, se qualcuno è in grado di leggerlo decentemente.
I pregi... Quando metaforicamente parlavo di performance meravigliose, non scherzavo. Il mio problema con gli shampoo è che o mi lavano troppo i capelli, o me li lavano troppo poco. In particolare, quasi tutti gli shampoo eco-bio provati, me li lasciavano secchi e crespi dopo il lavaggio (sì, metto sempre il balsamo), e sporchi e grassi il giorno dopo. Il peggiore da questo punto di vista è stato il Lavera alla mela, detto anche "inutile marito paralitico", che verrà riciclato come docciaschiuma perché schifo fa. Lui – il rozzo – no. Lui me li lava bene lasciandoli morbidi e puliti anche per tre-quattro giorni se prendo le dovute precauzioni (vedi intrecciarli per dormire e quando sto a casa). Non solo: lui è l'unico che me li rende ben disposti a una piega fatta di semplice phon e spazzola. E mi vengono lisci e morbidi e perfetti in un modo che nemmeno con la piastra.
L'altro grande pregio ovviamente sta nella reperibilità e nel prezzo. Non solo si trova a poco, ma trovarlo nella grande distribuzione è piuttosto semplice.
Attenzione: ho provato altri doccia-shampoo della Vidal con risultati molto più simili a quelli che ci si aspetta da un doccia-shampoo, ovvero pessimi. Ergo il miracolo lo fa solo questo. Sì, avevo cercato di trovare il suo gemello meno puzzoso ma non ci sono riuscita.

inci time
Io non so se la meraviglia la fa solo con me o se anche voi potete essere graziate da tanta meraviglia. Non essendo di fatto solo uno shampoo non ha indicazione sul tipo di capelli a cui è consigliato e mi trovo nella non semplice posizione di non sapere a chi e come consigliarlo.
Diciamo che il senso di questa review - se ha un senso, perché me lo sto chiedendo - è quello di dirvi: questo prodotto esiste, è là fuori, lo so che lo giudicate male come ho fatto io quando lo guardate sullo scaffale, ma dategli una chance. Magari andrà male, ma non ci rimetterete troppo. Ma se andrà bene come è andata bene a me, non ve ne pentirete.

E sì. Alla fine ci siamo felicemente sposati. Spero duri.
Altri dettagli verranno approfonditi quando farò il Tag sui capelli, a cui sto lavorando, ma ci tenevo a proporvi questo delirio.

07 febbraio 2014

ABC lipsticks tag - Contest. And the winner is...

Eccoci qua. Scegliere è stata veramente dura: ho prima selezionato le nove risposte che reputavo più interessanti, sono poi scesa a due e infine con un piccolo aiuto esterno, ho decretato il vincitore.
La vincitrice è Gliuppina di Vanity Nerd con la risposta "I'm not an alien!" Lipstick - Quel rossetto che agli occhi degli altri forse vi farà sembrare provenienti da mondi lontani (vale soprattutto se vivete in piccole città) ma che per voi è solo un rossetto, non un paio di antenne verdi. 

Ringrazio tutte quante per aver partecipato. C'erano diverse risposte interessanti, ma purtroppo, come spesso accade, molte si assomigliavano fra loro e a quel punto premiare una rispetto all'altra sarebbe stato complesso. Ho scelto questa risposta perché anche se non ha a che fare propriamente con l'uso dei rossetti come "linguaggio", è pur vero che l'esperienza di essere guardate male o storte o inquiete per l'uso di un particolare rossetto è aneddoto comune e a volte anche divertente da raccontare (a volte no, ma concentriamoci sul lato divertente).

sì, ho un asciugamano in testa. ed è in tinta con il rossetto.
Il mio rossetto "I'm not an alien!" Lipstick è il Pastello Invidia di Neve cosmetics. So che su molte è un rossetto piuttosto "tranquillo" ma su di me la componente pastellosa spicca parecchio. 
Grazie a Invidia una volta un vecchietto mi ha guardata come se nel mio viso ci fossero le risposte a tutte le domande dell'universo, compreso lo stato della sua pensione probabilmente. Io gli ho sorriso con quello che spero fosse il sorriso di un serial killer...


... ma credo non mi sia venuto particolarmente bene.

Ora attendo il vostro "I'm not an alien!" Lipstick, nei commenti e magari qualche aneddoto divertente in merito. Fatevi sentire!

E ancora un grosso grazie a tutte quelle che hanno partecipato!

04 febbraio 2014

Guida alla matita trasparente per labbra con Ghost di Nabla

Le matite trasparenti cerose sono una tipologia di prodotto che si presta spesso a fraintendimenti sulle modalità di utilizzo e sul loro scopo. A costo di rivelare per l'ennesima volta l'acqua calda, ho deciso di scrivere un post per chiarire un po' la questione perché nella mia piccola esperienza, sono diventate in breve tempo un must have di cui davvero non posso fare a meno.

Una premessa che mi preme fare è che la fantasia su come usare i prodotti è una componente importante nel mondo del makeup: usare matite labbra sugli occhi, usare pigmenti per creare rossetti o blush, usare pennelli in modo diverso rispetto a quello indicato... Finché l'uso "alternativo" si rivela azzeccato, nulla da discutere. Ma se questo uso alternativo diverso da quello consigliato si rivela fallimentare di sicuro non si può imputare al prodotto di essere inutile o di funzionare male.
Cercherò qui di impegnarmi a spiegare il modo "canonico" con cui queste matite si usano e il loro scopo, lasciando alla vostra fantasia possibili usi alternativi.


Per questa dimostrazione userò la matita Ghost di Nabla, che sto usando ultimamente e che mi è stata regalata da una amica che sa quanto le consumo felicemente e velocemente. Il prezzo (5,8 euro) e l'inci (verde) sono competitivi rispetto alla concorrenza e mi fa piacere che un marchio nuovo che ha scelto di puntare su pochi prodotti, abbia creato questa matita le cui prestazioni sono ottime e la cui utilità è ampia.
Non vi lascio swatches perché sarebbe inutile: essendo trasparente e con una consistenza cerosa - non liquida - di fatto è invisibile in tutto e per tutto.
Ovviamente quanto verrà detto sarà comunque valido per qualsiasi matita sul genere.

A cosa serve?
Consentitemi una metafora. Molte ragazze hanno bisogno del primer occhi perché la palpebra tende ad essere oleosa o comunque mal disposta verso gli ombretti al punto che nessun trucco riesce a reggere più di un certo tempo. Questo spesso non ha niente a che vedere con la qualità dell'ombretto in sé, quanto con le caratteristiche del nostro viso, della nostra pelle...
Meno conosciuto è un problema simile che riguarda le labbra. Molte persone non hanno un contorno labbra definito, ma piuttosto "frastagliato". Non avendo una barriera naturale, il rossetto tende a uscire dalle labbra andando a infilarsi in queste piccole rughette che formano il contorno non definito delle labbra. In un certo senso, a livello metaforico, è come un fiume che rompe gli argini già fragili creando dei piccoli torrenti che vanno in diverse direzioni.
Il risultato è poco piacevole, perché il rossetto sembra sbavato. Sembra, perché non sono la stessa cosa. La sbavatura di rossetto classica spesso non ha a che fare con la fisionomia delle nostre labbra, ma con la tipologia di prodotto o con il nostro modo di agire, volontario o meno. Prodotti eccessivamente "scivolosi" (di solito molto liquidi/cremosi) tendono a uscire dai bordi delle labbra, anche quando sono ben definiti. Metaforicamente, si comportano come la lava di un vulcano, che semplicemente passa oltre tutto. Altrimenti, la sbavatura è data da un comportamento poco cauto mentre parliamo, mangiamo, beviamo o - spesso - muovendo le labbra tra loro o con le mani e capelli.
Il problema delle rughette invece è puramente di fisionomia delle labbra. Noi potremmo anche stare zitte, ferme, non mangiare, non bere... e comunque dopo poco il rossetto tenderebbe a fuoriuscire.
Molte donne hanno questo problema ma non ne sono consapevoli, proprio come molte donne hanno il problema della palpebra oleosa. Non sapendo come risolverlo, rinunciano ai rossetti, pensando che sia colpa loro o pensando di non essere "adatte" a portarli.

In realtà la soluzione è molto semplice ed è appunto applicare una matita trasparente cerosa PRIMA di indossare il rossetto. Lo scopo è quello di creare un argine più forte che conterrà il rossetto andando a "riempire" preventivamente le rughette intorno alle labbra. 
La matita va indossata prima, non dopo, perché le zone più vicine al labbro che la matita deve toccare sarebbero già coperte dal rossetto e non si riuscirebbe ad arginare (appunto) il problema in modo corretto.
Spesso viene indicata anche come primer per aumentare la durata dei rossetti. Qui non mi espongo perché non ho mai trovato un vero miglioramento nella durata dovuta alla matita trasparente usandola su tutte le labbra. Trovo che, sicuramente, possa creare una buona base per l'applicazione, ma che la durata è una problematica che va risolta con altri metodi.

Come va applicata?
Anche qui spesso ci sono fraintendimenti sulla zona in cui applicare la matita trasparente.
L'idea è quella di creare un argine INTORNO alle labbra. Quindi, a differenza di quello che accade con le matita colorate, non vorrete andare a definire il bordo naturale delle labbra, ma quello esterno, come spiega l'immagine.


Sì, nell'immagine ho il rossetto, ma avessi usato una immagine in cui non ce l'ho, avreste faticato a vedere la differenza tra pelle e labbra.
Ecco una piccola "guida" sui vari passaggi per assicurarsi che il rossetto non sbavi e duri.


Nel primo passaggio applico la Ghost di Nabla nel contorno esterno delle labbra.
Nel secondo passaggio applico una matita rossa nei bordi (interni) delle labbra. Questi mi aiuterà ad essere più precisa nell'applicazione del rossetto.
Nel terzo passaggio, applico la stessa matita anche nel resto delle labbra. Questo aiuta a creare una base durevole per il rossetto.
Nel quarto passaggio applico il rossetto.
Opzionalmente, a questo punto si può nuovamente intervenire con la matita colorata per definire al meglio i bordi o dare una forma specifica alle labbra.

Quali matite usare?
Io ho provato due matite di questa tipologia: la Bordeline di Too faced e la Ghost di Nabla. Mi sono trovata bene con entrambe, ma ricomprerò unicamente la seconda. Benché le prestazioni siano analoghe, ovvero entrambe facciano il loro sporco lavoro al meglio, la Ghost di Nabla costa quasi un quarto della Borderline (5,8 euro contro 18 euro) e ha un inci verde composto di cere naturali. Queste due caratteristiche rendono decisamente più appetibile la Ghost della Borderline.
Sconsigliate le matite che promettono di fare il medesimo lavoro ma non sono trasparenti, ma colorate e/o illuminanti. E' la texture cerosa che fa la differenza, se la matita non è composta di cere non può funzionare bene. Inoltre il colore la renderebbe meno universale e più complessa da usare.

La devono usare tutte?
In generale sì, usarla non fa male e comunque aiuta soprattutto con i rossetti più "sbavosi". Nella pratica le consiglio vivamente solo a chi ha problemi di rughette, perché a loro "salverà" la vita rossettosa in maniera sostanziale.

Al solito, per domande specifiche, lasciatemi un commento.

03 febbraio 2014

we’re driving Cadillacs in our dreams - Lorde inspired look

Royals è una delle canzoni con cui sono in fissa al momento. Mi ero fatta tutt'altra idea di Lorde come cantante prima di sentirla, e ammetto che sono stata piacevolmente stupita.
In questi giorni mi ritrovo a guardare il video a ripetizione, merito anche del trucco sfoggiato, che in un certo senso trovo ipnotico. Non le sta particolarmente bene, non è quel genere di look che ti migliora i connotati, eppure è parecchio affascinante soprattutto quando ha gli occhi aperti.
Ho deciso di realizzarlo mixandolo con il look sfoggiato in un altro video, Tennis court: capelli intrecciati e rossetto scuro, perché mi sembrava dare un po' più di carattere e stile al tutto.



Chiedo scusa per le occhiaie influenzali, ma loro non sono così semplici da mandare via. Nel mio caso anche l'influenza si sta rivelando complessa da scacciare...
PS: sì, ho le mani più piccole dell'universo. Sono proporzionate alla mia scarsa altezza.


Face:
Bourjois foundation "Healthy mix serum" 52 Vanille
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  Bourjois powder "Healthy balance" 52 Vanille
MAC blush "Harmony" (contouring)
Eyes:
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MAC eyebrow pencil in "Lingering"
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Lips:
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