19 marzo 2014

A Koala-tea post: però a me piace


Quando ero una ragazzina delle medie ricordo che mi vergognavo sempre un po' a rivelare alle mie compagne di scuola o amichette quale cantante, quale attore o quale compagno mi piacesse per paura di essere presa in giro con frasi tipo "quel mostro? ma come fai?". Penso fosse tipico dell'età, in cui devi ancora esplorare il concetto di "mi piace quella persona", quando l'oggettivo e il soggettivo iniziano ad assumere contorni più netti. Io poi ero profondamente insicura e qualsiasi osservazione sui miei gusti mi avrebbe ferito profondamente.
Dopo anni ho capito che i gusti e l'amore non si possono far virare a piacimento e che a volte vanno al di là di questioni ragionevoli o oggettive. Dico che ci ho messo anni perché su certe cose sono ottusamnete lenta. Allo stesso tempo e allo stesso modo ho capito che i gusti e l'amore sono sacri. Non solo i propri, ma soprattutto quelli altrui e soprattutto quelli che non riusciamo a capire.

Questo lungo prologo ha un suo perché, credetemi.
Penso sia una situazione piuttosto comune l'amica che ti parla del suo rossetto preferito o del cappotto che preferisce indossare con un "non voglio sembrare immodesta, ma mi piace come mi sta" o rimarcando più e più volte che è un suo parere, o facendo qualche battuta sul fatto che sa che sta per dire una cosa un po' "egocentrica" ma davvero non vuole avere pretese oggettive. Non sono psicologa e non pretendo di esserlo, ma spesso - soprattutto quando la persona di fronte a me è una amica di anni - rivedo un po' la me stessa delle medie in quelle parole. Una me che non vuole essere contraddetta in qualcosa di così personale e così profondo come il gusto, il piacere. Altre volte vedo la semplice  necessità di non voler passare per "una che se la tira". 
Quando - e solo quando - me lo posso concedere, dico alla persona di fronte a me che non c'è bisogno di questa premessa, perché quando si parla di gusti e soprattutto quando si parla di cosa "mi piace", nessuno ha più diritto di parlare dell'io. Nessuno ha più diritto di me a parlare di cosa mi piace e cosa penso che mi stia bene e cosa mi piace indossare. Nessuno. E nessuno può avere maggiore conoscenza, maggiore esperienza, maggiore competenza di noi stesse quando parliamo di cosa apprezziamo. Non è tirarsela, è sapersi amare e sapere cosa amiamo. Non è essere presuntuose, è avere dei gusti, delle idee, delle opinioni che riguardano noi stesse e nessun'altro. Non è questione di modestia, perché i nostri gusti sulla nostra persona sono un fatto che solo noi possiamo conoscere bene, quindi possiamo essere immodeste fino al limite: nessuno ci conosce così bene. E' l'unico ambito in cu ipossiamo avere pretese di onniscenza a ragione. E finché non abbiamo pretese di oggettività ("questo mi sta bene, punto, perché blablabla"), nessuno può controbattere. Nessuno ha il diritto di farlo.
Anna di Moda per principianti una volta disse che noi donne spesso entriamo in un meccanismo un po' masochista per cui quando ci fanno un complimento, o non riusciamo ad accettarlo o siamo portate a sminuirci in un altro ambito per non sembrare presuntuose. Quando l'unica risposta cortese sarebbe "grazie", l'unica risposta per altro che farebbe felice la persona che quel complimento ce l'ha donato.

"A me piace il rossetto fucsia, mi piace come mi sta e magari il mondo può pensare che mi stia da cani, ma non mi interessa, io quando mi guardo con quel rossetto mi vedo bella e questo per me basta".
Sono parole che mi piacerebbe sentire, che mi mettono il sorriso addosso immediatamente.

Siate fiere dei vostri gusti, di cosa vi piace, di cosa vi fa stare bene. Non abbiate paura di gridarlo, perché non ci dovrebbe essere niente di più bello e chi ci vuole bene saprà leggere le nostre parole nel modo giusto, senza fraintenderle in modo forzato facendoci passare per delle immodeste o delle presuntuose.

10 commenti :

  1. Ho solo un commento per questo post <3 <3 <3

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  2. Io ho ub problema diverso.
    Un'insicurezza personale talmente intensa che mette in crisi quel giudizio positivo che sono riuscita a donarmi. Il dubbio insistente - Ma ti sta bene davvero? Forse non ti accorgi che ti sta da cani ... - è uno dei nemici più malvagi che conosca.

    Indipendentemente da questo, però, trovo la riflessione contenuta in questo post preziosa e meno scontata di come possa sembeare.

    Prometto che ci proverò, ad essere sicura di ciò che mi piace e mi fa stare bene. E, per rispetto degli altri (non l'avevo mai vista sotto quest'ottica), a ringraziare per i complimenti ricevuti.

    Non mi dilungo oltremodo, è già un miracolo che non abbia cliccato su cancella come faccio di solito quando vorrei commentare e poi via via ci ripenso.

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  3. Sono d'accordo con ciò che dici, anche io a volte mi ritrovo a esprimere pacatamente una mia preferenza, specie se si tratta di una cosa che mi piace tantissimo, tendo a stare sulla difensiva (soprattutto con persone che hanno il tatto di un elefante)...
    Però ultimamente sto trovando liberatorio dire 'A me tale persona/cosa mi piace', e fregarmene se la gente mi guarda storto o mi dice che a loro sembra strana questa mia preferenza... E' come liberarsi della paura di essere se stessi, e anzi, essere orgogliosi dei piccoli elementi che ci compongono, fossero anche cose 'frivole' come la moda o un modo di truccarsi.

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  4. Quando mi fanno un complimento a volte mi sminuisco, perché penso che potrei fare di meglio, essere migliore. Non sempre, ma alle volte accade.
    Volersi bene non è facile, ma è la via giusta verso la felicità.

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  5. è giusto. purtroppo lasciamo troppo spesso che siano gli altri a definirci. la realtà è che noi non stiamo bene se ce lo dice qualcun'altro, ma solo se noi stesse impariamo ad apprezzarci! PS a volte mi capita che mi dicano che un rossetto non mi sta bene o che mi stanno meglio i rossi dei rosa etc. io sorrido e vado avanti. al massimo rispondo che a me piacciono i miei rossetti. punto ;)

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  6. Io non so quando ho imparato a "fregarmene" dell'opinione degli altri, so solo che da un po'di tempo sto meglio in mezzo alla gente ed i commenti al vetriolo mi solleticano un po' e basta ^^.

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  7. Leggendo ho avuto un flash: il ragazzo che mi piaceva in terza media e, a seguire, per n anni (le poche persone a cui l'avevo detto si scandalizzavano: "ma come fa a piacerti quello?? Bleah!")... Ovviamente la mia "passione" non ha ceduto di un millimetro! ;-)
    In generale, credo che solo chi davvero ci conosce (e una parte importante spetta a noi, attraverso il "farci conoscere") sia in grado di accettare il nostro "piacerci punto", senza pensare che siamo immodeste. Che poi, la modestia non credo sia un umiliarsi, un mortificarsi, ma pura consapevolezza di sè....
    Grazie Ale per questi spunti di riflessione :-)
    Gio'

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  8. Quanta verità in questo post!!! Io sono stata sempre insicura su tutto e ho fatto molta fatica ad accettare i miei piccoli gradi difetti e quando le persone mi facevano un complimento mi sminuivo sempre. Da un annetto e mezzo ho intrapreso un percorso che mi ha cambiata, sia fisicamente che mentalmente. Ho accettato molti dei miei difetti che prima vedevo irrisolvibili e ho imparato che io vengo prima di tutto. Se io mi vedo e mi sento bene allora è la cosa giusta e chissene di quello che pensano gli altri.

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  9. Bello, bello, bello. Mi rivedo molto nelle tue parole principalmente perché solo negli ultimi tempi (tra la crescita personale e l'avere a che fare con persone che commentano il blog e fb <3 ) mi sto apprezzando di più, quando so di star bene. Che sia un indumento, un dettaglio o un rossetto particolare quando mi fanno un complimento ringrazio imbarazzata, ma ringrazio perché in fondo so di starci bene. perché se lo metto e mi piace, va da sé che so di sentirmici bene :) Ho ancora un po' di strada da fare con i vestiti e con l'abbigliamento, ma in generale sto imparando a valorizzare un po' di più il mio pensiero su me stessa, senza modestia nè presunzione come dici giustamente tu. C'è chi queste cose le porta all'estremo e sfocia nell'egocentrismo fastidioso e chi, invece, è semplicemente sicura della propria persona e non può che essere una cosa positiva :)

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  10. Io ragiono così, se vedo che un rossetto, un ombretto, un tipo di abbigliamento, di colore, di borsa, di scarpe, per non parlare dei gusti personali in tutte le altre cose, mi piace come mi sta, non c'è verso di farmi cambiare idea. Sono arrivata tardi a questa consapevolezza e per anni ho portato, per fare un esempio, maglie beige in varie tonalità, perché secondo altri andava di moda e mi stava bene, bè non era così mi vedevo grigia in faccia e sopratutto triste, perché non mi rappresentava e poi c'è stata la svolta ho buttato tutto ed ho deciso di utilizzare i colori che mi facevano stare bene e con cui mi vedevo bene allo specchio, ora come ora possono anche dire che faccio ridere ma se io mi vedo bene con una maglietta fuchsia fluo, io quella maglietta me la metto e se poi magari una persona qualsiasi mi fa pure un complimento e mi dice che quel colore mi sta bene, ne sono super felice.

    A parte questo, succede spesso anche che mi venga posta la domanda "come sto?" che sia trucco o abbigliamento e la mia risposta è e rimarrà sempre la stessa "devi piacere a te, sei tu che lo devi mettere non io" anche se poi magari stanno provando una cosa che non metterei manco morta.

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