27 aprile 2014

Paciugopedia 2.0 ~ makeup #7

Mi rendo conto di essere una presenza molto random in questa paciugopedia. Di base preferisco partecipare quando il trucco da realizzare mi ispira (e diversi mi ispirano) e penso mi possa donare (altrimenti lo cambio biecamente Ah!).
Questo qua mi aveva rapito fin da subito: nero, blu, punto luce nel centro della palpebra... Un sacco di ingredienti che mi fanno andare in brodo. Ho deciso quindi di realizzarlo, anche se a posteriori temo di aver sbagliato completamente il tipo di colori da usare. A mia discolpa: non possedevo altro. O forse sono daltonica, scegliete voi la scusa che vi aggrada maggiormente.
Il trucco a cui ci siamo ispirate in questo appuntamento è realizzato da 2juli1 che mi pare abbiamo già visto su questi lidi. L'originale lo potete recuperare qui.





Terrore e traggedia. Sì, ho fatto le labbra nude. 
Motivi di questa scelta che compromette la mia integrità come blogger seria? Per una volta volevo che tutto il trucco focalizzasse l'attenzione sugli occhi senza altri motivi di distrazione. Dopo averci speso una mezz'ora buona a sfumare come una dannata (sono lenta e tarda, lo so), volevo dar loro un po' di gloria. 
E forse volevo rispettare maggiormente l'idea originale.

Al solito, spero vi piaccia e se avete qualcosa da dirmi lasciate un commento *o*


Face:
Bourjois CC cream 32 Beige claire
Essence concealer Stay all day 1
  Bourjois powder "Healthy balance" 52 Vanille
MAC blush in "Harmony" (contouring)
The Balm blush in "Argyle"
Eyes:
MAC Paint pot in "Soft ochre"
Sleek palette in "Storm" & "Original"
Urban decay palette in "Naked basic"
MAC fluidline in "Blacktrack"
MAC kajal in "Feline"
MAC eyebrow pencil in "Lingering"
Bourjois Mascara Volumizer
Lips:
Neve cosmetics pastello per labbra in "Psiche"
MAC lipstick in "Captive"

24 aprile 2014

Make everything as simple as possible, but not simpler.

Questo look era stato realizzato qualche settimana fa ma non ero ancora riuscita a trovare l'occasione per postarlo. Alla fine è servito un momento un po' buio in cui non trovo ispirazione per scrivere o truccarmi o farmi foto, ho deciso di riprendere almeno questo giusto per non sparire dalla circolazione.
L'ispirazione era questo look sfoggiato da Taylor Swift. Ho deciso di adattarlo a me e ai miei colori rendendolo più cupo, cambiando soprattutto il colore della matita blu e il rossetto.



Mi piace molto: definisce l'occhio, dando anche un pizzico di originalità in più rispetto al solito nero, ma lasciando comunque l'occhio neutro e non troppo in primo piano.
Solo un consiglio/trucco: se per voi la matita blu è troppo poco (o si sfuma troppo) per definire l'occhio, può essere d'aiuto prendere un eyeliner nero classico (meglio in gel) e andare a fare una linea molto sottile solo nella parte più esterna dell'occhio. Non si noterà, ma aiuterà a rendere l'occhio più definito.


Face:
Bourjois CC cream 32 Beige claire
Essence concealer Stay all day 1
Kiko Full conver Concealer 2
  Bourjois powder "Healthy balance" 52 Vanille
Bourjois blush in "Rose frisson"
Eyes:
MAC Paint pot in "Soft ochre"
Urban Decay palette in "Naked basic"
Too Faced Perfect Eyes Waterproof Eyeliner in "Perfect Peacock "
MAC fluidline in "Blacktrack"
MAC eyebrow pencil in "Lingering"
Bourjois Mascara Volumizer
Lips:
MAC lip pencil in "Cherry"
Nabla lip cream colors in "Retrored"

22 aprile 2014

My Top 5 You look so GOOD without makeup! Products

Sto cercando di recuperare i dramatag seguendo l'ordine con cui sono stati postati da S., altrimenti sono certa ne perderei qualcuno per strada. Tipo questo...  Non penso di aver mai puntato a sembrare struccata (ma gnocca). Non a caso l'eyeliner nero è la mia idea di trucco naturale e credo che con questo ci siamo capiti.
Ho quindi assunto una prospettiva diversa, ovvero cosa farei se il mio scopo fosse quello. E' una linea più teorica che pratica, quindi.


Per prima cosa servirebbe una buona base: naturale ma comunque omogenea. Sceglierei quindi la CC cream della Bourjois, che nelle giornate buone non mi richiede nemmeno della cipria. Il risultato sarà quello di perfezionare il mio incarnato senza farlo sembrare appesantito dal trucco.
Imprescindibile è lo step del blush. In questi casi preferisco affidarmi alle tinte liquide della Benefit, che mi aiutano a raggiungere l'effetto più visibile ma al contempo naturale possibile. Per una volta ho deciso di mostrarvi il Posietint (gentile concessione di Bea di Strawberry makeup bag) invece che il solito e mainstream Benetint.
Sugli occhi andrei veramente minimale, aggiustando solo ciò che va aggiustato: sopracciglia e ciglia. Le prime sarebbero sistemate in maniera leggera, evitando di renderle troppo marcate, con la solita Lingering di MAC, mentre le seconde devono essere scurite, incurvate e un minimo volumizzate. Ho scelto lo Scandaleyes di Rimmel, ma un mascara vale l'altro per scopi così basilari...
Infine sulle labbra opterei per il MLBB più naturale ma comunque visibile in mio possesso: Amore di Neve cosmetics. In questo caso, Amore spicca in maniera decisa rispetto ai suoi concorrenti. Modesty risulterebbe troppo "smorto" visto che il resto del makeup è molto naturale, mentre Captive si noterebbe troppo.

Vi lascio una breve lista degli altri #dramatag da me svolti!
My Top 5 (+1) I'm late/I can't be bothered Products! 
My Top 5 Va Va Voom! Products 
My Top 5 Special meaning products
My Top 5 Doe Deer Products!
My Top 5 Splurge Worth Products
My Top 5 "You look so GOOD without makeup!" Products

20 aprile 2014

Sunday love ~ 14 in Pralormo

Aprile è il mese dei tulipani. Quando il tempo decide di essere clemente e non piovere in maniera continuata, è possibile ammirarli intatti godendosi al meglio la loro fioritura. Già a maggio iniziano a sfiorire lentamente. 
Quest'anno siamo tornati a vedere Messer Tulipano a Pralormo, manifestazione che conosco e visito ad anni alterni da quando sono bambina, vista la vicinanza geografica. Lo spettacolo è sempre meraviglioso e la location incantevole, anche se quest'anno sono rimasta profondamente delusa dal servizio e dal prezzo che ormai ha raggiunto anno dopo anno (7,5 euro per vedere - di fatto - un solo vasto prato fiorito, mi sembra un pezzo veramente eccessivo sotto ogni punto di vista), tanto che dubito di tornarci in futuro.

Ad ogni modo, vi lascio qualche scatto, approfittando del post per farvi gli auguri di buona Pasqua.










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All photos are mine. Please don't steal them. It would be like stealing my heart.

16 aprile 2014

Memorie di una donna rossetto. Join the bright side: the Orange chapter.

Come anticipato qualche giorno fa su facebook, ho deciso di recuperare la serie Donna rossetto in vista della primavera per dedicarmi ai rossetti "intensi", "brillanti". 
Ho deciso di essere schematica e forse anche un po' di parte. Si tratterà di una piccola - tre post totali per tre settimane - serie compresa nella serie più grande. Ogni post sarà dedicato a un colore particolare (o, ancora meglio, a una famiglia di colori), partendo dall'arancio, poi il fucsia e infine il rosso brillante.

Quando ho pensato a come gestire questo post mi sono subito posta alcuni problemi "etici". Non sono una sostenitrice del mettere paletti alla fantasia e odio presentare abbinamenti prestabiliti, ma al contrario mi chiedevo quale potesse essere il senso di una "guida" in cui ci si limitava a consigli generici a cui tutte possono arrivare. Ho deciso di risolvere questo dubbio facendo un passo indietro e ponendomi nella prospettiva della principiante che più principiante non si può. Ho pensato di partire dal presupposto di trovare soluzioni adatte a tutte, in maniera democratica, che donano a tutte, ma che hanno poco a che fare con il gusto personale. Perché per quello c'è già la vostra testa e io non posso farne le veci.
Per ogni colore proporrò un look *semplice*, adatto ad essere portato di giorno senza troppi patemi d'animo, sperando che possa darvi il via a una sperimentazione più personale e più complessa.

Ho deciso di partire dall'arancio, perché pare - o almeno così dicono - essere il colore di questa estate.


L'arancio può fare molta paura, soprattutto a chi si approccia ai rossetti intensi per la prima volta, ma spesso rappresenta una vera svolta. L'importante è sempre capire che le tonalità all'interno della categoria sono vaste e varie, e anche in questo caso possiamo trovare un arancio più giallo e uno più neutro e così via. E' una idea semplicistica credere che questi colori vadano bene unicamente alle donne con sottono giallo, in realtà sono molte di più quelle che possono sfoggiarlo in serenità, purché scegliendo la tonalità giusta. Probabilmente lo sconsiglierei unicamente a due categorie 1. le donne con un sottotono molto freddo/rosa, 2. le donne con tanti rossori sul viso, difficili da coprire anche con fondo e correttore; e anche in questi due casi sono certa riuscirei a trovare eccezioni e rosetti che almeno tendono all'arancio che donano anche a loro. 
Non è semplice stabilire dei paletti, e credo che provare su se stessi sia l'unica via per capire cosa ci dona o cosa no, ma provo a tracciare qualche consiglio generico per indirizzare chi non ha neppure idea di cosa provare in partenza. Per chi non è sicura o per chi ha un sottotono neutro o tendente al freddo, è meglio puntate a qualcosa che sia il più possibile vicino al rosso e che viri solamente all'arancio: Lady danger credo sia un ottimo esempio, ma è possibile trovare qualcosa di simile in diverse marche. Colori pienamente aranciati come So Chaud (che ha una punta di marrone), o Morange (che è proprio arancio), o Chili (anche qui vena marrone)... è meglio lasciarli ha chi ha un sottotono giallo o olivastro. 
Se vi rendete conto che il vostro rossetto arancio è più arancio di quello che avevate preventivato, usate il solito trucchetto della matita correttiva. Una matita rossa sotto smorzerà leggermente il rossetto rendendolo più portabile (vedi le foto che mostro sotto, in cui indosso la matita Red blush di Essence con sopra Lady danger).

Ricordate infine che molto spesso un rossetto può armonizzarsi al viso anche grazie al resto del trucco se ben studiato, come ricorda Lisa Eldridge in questa meravigliosa guida ai rossetti aranciati (da vedere!). Ecco quindi il senso di mostravi un abbozzo di look.
Prima di tutto, qualche consiglio generico e poi vediamo cosa ho fatto su di me nel particolare.


Ogni volta che sfoggiate un rossetto forte (che sia intenso o scuro), curate il più possibile la base. Credo di averlo detto mille volte (letteralmente) ma nulla fa più trasandato di una pelle con imperfezioni e rossori in vista e un rossetto stra-brillante sulle labbra. Al contrario, una base ben fatta, in cui soprattutto i rossori sono stati neutralizzati il più possibile, costituisce quella tela neutra su cui si può costruire un look che vada ad armonizzare anche le tonalità più complesse.
Se c'è qualcosa che va studiato con attenzione, ancora più che il trucco occhi è il blush. Se il blush è freddo e il rossetto è caldo, si capisce subito che c'è qualcosa che non funziona e tutto risulterà artificioso e stonato. I rossori che abbiamo nel corpo hanno un filo conduttore comune che è il modo in cui il sangue viene "filtrato" dal tono/sottotono della nostra pelle. Dobbiamo metterci nella prospettiva di pensare "se questo fosse il colore naturale delle mie labbra, come sarebbero le mie guance?" e agire di conseguenza. Se le labbra sono aranciate, non puntate al rosa, e non puntante nemmeno all'arancio troppo intenso (le guance non hanno la stessa intensità delle labbra perché lo spessore della pelle è chiaramente diverso), ma piuttosto a colori pescati o corallo con una buona componente aranciata al loro interno. Dosatelo bene: deve vedersi, ma non deve essere troppo. Ragionate pensando alle proporzioni che ci sono tra il rossore delle vostre labbra e quello delle vostre guance (per esempio 3:1 o 4:1) e agite di conseguenza. Costruite il colore, applicando poco prodotto alla volta. Vi assicuro che questo passo armonizzerà il risultato finale in maniera decisiva e vi farà apparire fresche e naturali anche se sfoggiate il colore più intenso che vi è capitato sotto mano.
Gli occhi dipendono molto da quanta definizione necessita il vostro viso. Unici passaggi uguali per tutte: sopracciglia definite e in ordine e mascara. Il resto dipenderà da voi. Personalmente non rinuncerei ad almeno un ombretto shimmer dalle tonalità nude neutre-calde (oro, bronzo...) per illuminare la palpebra mobile, per aiutare l'effetto "fresco". Per alcune ragazze questo sarà sufficiente, per altre servirà qualche aiuto ulteriore. Per andare sul sicuro penso sia utile puntare a tonalità stile Naked 1, marroni neutri-caldi (shimmer o satinati o opachi) per definire, sia come matite (Teddy di MAC o l'eyeliner in gel marrone di maybelline) che come ombretti, evitando di spingersi troppo oltre la piega dell'occhio perché seppur ci stiamo occupando di loro, non sono gli occhi ad essere in primo piano. Se per voi queste tonalità sono eccessivamente calde (magari tendente al sottotono freddo e tutto "caldo" inizia a darvi la testa) resiste all'impulso di prendere dei tortora e risolvete con il buon vecchio eyeliner nero o alla cara matita/kajal nera ben sfumata (un esempio pratico qui!).  
Domanda: ma posso usare solo questi colori? Ovviamente no. Però se devo pensare a qualcosa che possa funzionare su tutte queste sono le tonalità su cui punterei, soprattutto di giorno.

E dopo questo capolavoro di non-sintesi, veniamo al look nel particolare.



Gli occhi sono stati realizzati in maniera veramente semplice. Ho applicato la matita Teddy lungo le ciglia superiori e ho poi sfumato aiutandomi con un ombretto dal colore simile, portando il colore fino a creare la classica V nell'angolo esterno, sfumando, sfumando, sfumando. Al centro della palpebra - con il polpastrello dell'indice - ho picchiettato un ombretto shimmer bronzo. Sotto l'occhio ho sfumato un po' della matita marrone e ho poi messo del kajal nero nella rima interna.
Sulle guance ho scelto un blush corallo-rosso che richiamava forse l'anima più propriamente rossa di Lady danger e che secondo me è un match made in heaven con quest'ultimo. L'ho applicato in maniera poco discreta, ma unicamente perché il mio viso manca di rossori naturali.
Sulle labbra, ho prima applicato una matita per le labbra rossa e poi Lady danger, in modo da renderlo più "semplice" da gestire.

Questo è tutto quello che mi viene in mente al riguardo. Spero di non essermi limitata ad elencare belle banalità e avervi aiutato almeno in parte.ù
Se avete domande o chiarimenti o critiche, lasciate un commeto ^^


Face:
Bourjois CC cream 32 Beige claire
Essence concealer Stay all day 1
Kiko Full conver Concealer 2
  Bourjois powder "Healthy balance" 52 Vanille
The balm Instain blush in "Toile"
Eyes:
MAC Paint pot in "Soft ochre"
MAC kajal in "Teddy"
Sephora eyeshadow in "Brown coffee"
Urban decay bronze eyeshadow
Nabla VelvetLine eyepencil in "Bombay black"
MAC eyebrow pencil in "Lingering"
Bourjois Mascara Volumizer
Lips:
Essece lip pencil in "Red blush"
MAC lipstick in "Lady danger"

14 aprile 2014

Lipstick monday: Paul & Joe Lipstick Refill in La vie en rose

Il rossetto che vi mostro oggi è il fratello fucsia-rosa di Rouge, che già vi avevo mostrato qui. Sono rossetti molto simili (stessa marca e stessa linea eh) sotto diversi punti di vista, ragion per cui mi concentrerò unicamente sugli elementi che li differenziano, colore a parte.
Ho acquistato La vie en rose su Asos, ma attualmente non è più disponibile. Non saprei darvi link alternativi dove trovarlo, ma forse una ricerca su santo google vi potrà dare una mano a scovarlo.

Come Rouge, anche La vie en rose fa parte della linea di rossetti ad alta coprenza di Paul&Joe. La pigmentazione è infatti molto alta.
Sebbene il nome dia l'idea di un rossetto rosa, in realtà è più un fucsia-rosa neutro. E' un colore intenso e brillante, ma non in maniera eccessiva, ragion per cui si adatta facilmente a diversi contesti d'uso. Il sottotono bilanciato lo rende - secondo me - adatto a diversi tipi di carnagioni.


Il finish è sempre brillante, ma comunque satinato. Dà luce senza esagerare. A differenza del suo compare, non ha microglitter al suo interno.
La durata è buona, forse anche migliore di quella di Rouge, anche se non è comparabile con i rossetti più "resistenti" di MAC.
La consistenza è confortevole, cremosa nonostante il finish (e la mancanza di microglitter lo rende ancora più morbido del suo fratello). La stesura è molto semplice e basta una semplice passata per avere subito un bel colore pieno.


La nota sfavorevole di questo rossetto è sempre quella riguardante la confezione separata dallo stick. Onde evitare di riscrivere, copia-incollo quanto in precedenza espresso per Rouge.
Paul&Joe ha una strana politica: non vende rossetti completi, ma vede dei "refill", che potete immaginare come una sorta di tester (qui una foto, mi rifiuto di mettere tanta bruttura in questo post) privi di una vera e propria confezione. In altre parole, vi vendono il rossetto e il meccanismo per spingerlo fuori. A parte dovrete comprare la confezione vera e propria, personalizzabile e con stampe molto belle... ma fatta di cartone. Certo, alcune parti sono di plastica, ma l'involucro esterno rimane di cartone. Di buona qualità, rigido e resistente, ma cartone.
E' una politica assurda, che penso sia interessante solo per le sfegatate delle confezioni particolari.
A tutto questo si somma il prezzo. Il refill non viene fatto pagare poco, ma circa una ventina d'euro a prezzo pieno. Idem la confezione, altri dieci euro da acquistare separatamente. Inizialmente avevo sperato di poter prendere il rossetto da solo e gestirlo in qualche modo, ma di fatto è impossibile: a meno di non avere un porta-rossetti di quelli vintage, portarselo dietro non è fattibile.
Preciso comunque che la confezione (il lipstick case) è sempre venduto da ASOS, e spesso si trova in sconto (link diretto qui).



Insomma, questa politica non è proprio il massimo eppure i rossetti sono così belli che sono di nuovo qui a parlarne. Ovvio, il trucco è sempre trovarli scontati (lipstick e case) in modo da non doverci rimettere in maniera eccessiva.

Concludendo, per me è uno dei rossetti più belli mai comprati. Mi ha fatto rivalutare il fucsia e lo trovo molto più spendibile di parecchi suoi colleghi nel mercato, senza rinunciare in fatto di brillantezza o pigmentazione.
Voto: 8 e mezzo.

09 aprile 2014

Blend, blend, blend

Ho pensato a lungo se ero in grado o meno di gestire un post del genere e alla fine ho deciso che il modo migliore per realizzarlo era ridurlo a qualche consiglio semplice, a parole, veramente minimalista. Non avrebbe senso farvi vedere delle foto del processo, perché sarebbe semplicemente confusionario. Dovrei filmarmi, ma in giro ci sono video di gente con doti e strumenti migliori dei miei. Vi invito quindi a cercare video di gente veramente brava (Lisa Eldridge, Pixiwoo...) e guardare e riguardare i loro video e osservare la loro tecnica.
Quello che posso fare è una breve lista di consigli. Premetto che non avendo fatto corsi, tutto ciò che so è frutto di un percorso da autodidatta. Possono esserci tecniche migliori e più professionali per ottenere lo stesso risultato, ma questo è quello che ho imparato io e in generale ciò che faccio io.


Il primo consiglio è di esercitarsi. Non si nasce imparati, nessuno è nato sapendo come fare una sfumatura. Serve tempo, serve farsi la mano. Quindi non demordete, abbiate pazienza ed esercitatevi.

Cercate gli strumenti giusti. Se è vero che chi ha la mano allenata saprà sfumare anche con il mignolo, è anche vero che da qualche parte bisogna per forza iniziare e la mano dobbiamo farcela.  Sotto ho messo i miei tre pennelli preferiti per sfumare. Sebbene il 217 di MAC sia il mio preferito in assoluto, mi rendo conto che il costo lo renda poco appetibile. Consiglio quindi il 225 di Zoeva o anche il Eye brush della linea base ELF (in foto non compare perché è nella mia casa di Torino), meno costosi ma altrettanto validi. Il Rose angled non è male, ma non si adatta per ogni tipo di trucco. In particolare, lo consiglio per applicare colori sulla piega dell'occhio.
Avere il pennello giusto non vuol dire automaticamente che la sfumatura verrà perfetta. La mano va allenata (vedi il punto prima) e per quanto un pennello possa essere miracoloso, di sicuro non ha vita propria e non può fare tutto il lavoro al posto vostro.



Questo mi porta al punto tre, ovvero come tenere il pennello il mano. Perché il vero problema non è il pennello, ma come lo usate. Quando si sfuma, bisogna impugnare il pennello tenendo la mano morbida, leggera. Non bisogna usare la stessa pressione che mettete per applicare, bisogna toccare la palpebra in modo leggero. E' più una questione di sfiorare che di toccare, in un certo senso. Per fare questo aiuta impugnare il pennello il più lontano possibile dalla parte di metallo che collega il manico alle setole. Personalmente tengo il pennello quasi alla punta del manico, in questo modo non devo dosare troppo la forza: la posizione delle mie dita fa ciò che serve. Può sembrare di avere poco controllo in questo modo, ma è solo questione di esercizio. Quella è la forza che serve, quello è il tocco leggero che serve. Di più è troppo.

E questo mi porta all'ultimo punto: come dosare il colore. Poco controllo dà come risultato poco colore applicato. Ecco, quella è la via giusta. E' vero che è possibile applicare e poi sfumare, ma se la consistenza della base e degli ombretti (oltre che la capacità della vostra mano) non è quella giusta, il rischio sarà comunque vedere linee nette che non si sfumano nemmeno a piangere in cinese e bestemmiare in tamil. Preferisco di gran lunga costruire la sfumatura da zero, applicando poco colore alla volta e sfumando nel mentre. Quando dico poco colore, intendo sul serio "un velo" di colore alla volta, non è un eufemismo. E' frustrate a volte, me ne rendo conto, perché fino a metà del lavoro vi sembrerà di avere applicato poco colore, che sia tutto troppo trasparente, che sia solo una massa informe di colori ammucchiati... E invece no. Con un poco (tanta) di pazienza, alla fine otterrete il risultato giusto.

Quando parlo di "mettere la cera, togliere la cera" non scherzo. Sfumare è davvero un'opera dalle modalità analoghe, in cui il colore si applica e si lavora poco alla volta, in più volte.
E' una questione di pazienza e mano allenata, nessuna magia e nessun trucco. Solo tanto esercizio...

07 aprile 2014

Takiko si incaponisce, atto primo.

Sì, lo so. La Paciugopedia si era presa una settimana di vacanza per il cosmoprof e non ha senso che io posti ora. La verità, come il titolo fa presumere, è che quello che vi presento è un lavoro piuttosto lontano dall'originale che doveva essere preso a ispirazione per l'appuntamento della prossima settimana. 

Se mi seguite un po' su facebook saprete che queste settimane sono state un po' complicate da gestire, in particolare l'ultima in cui ho quasi dormito ogni notte in una città diversa. In una situazione del genere, trovare il tempo e la testa per tirare fuori qualcosa di veramente originale è chiedere troppo al povero criceto che corre nella mia scatola cranica. Ho quindi preso la prima ispirazione passante e l'ho reinterpretata a modo mio.



Quando ho visto l'immagine del quinto appuntamento Paciugopedioso, ho pensato "non mi avrai mai". E sì, so che non è obbligatorio partecipare, però... tutto quel bianco, sic.
Un po' di Takikopedia. Ere geologiche fa, quando ero una adolescente, ero convinta che l'ombretto bianco fosse quello che mi stava meglio. Non parlo di color beige, ma proprio bianco gesso. La risposta a quella convinzione (come a molte che avevo ai tempi) è ovviamente un secco no. NO.
Ho forti remore nei confronti dell'ombretto bianco opaco in generale (a meno non sia inserito in contesti particolari e blablabla), probabilmente a causa di questo mio passato fallimentare.
E quindi ho ripreso la "struttura" ma ho lasciato perdere tutto il resto. Il bianco è stato sostiuito da un colore che sta tra il tortora, il lilla e l'argento (Interference di Nabla), mentre gli altri colori sono stati sostituiti dalle loro versioni cupe, blu scuro e viola. Sotto l'occhio ho mantenuto il blu mare, ma ho deciso di lasciare la rima interna nuda per non rendere il tutto troppo carico.
Sulle labbra ho provato finalmente Retrored di Nabla.

Insomma, questa non è la Paciugopedia, questo è Takiko che fa di testa sua. Ecco perché ho deciso di non offendere l'intelligenza del pubblico spacciando pesci per zucchine.

Spero vivamente di riuscire a produrre qualcosa di più costruttivo in questa settimana meno caotica. Magari quel post sulla sfumatura che anticipavo su facebook. Vedremo...


Face:
Bourjois CC cream 32 Beige claire
Essence concealer Stay all day 1
Kiko Full conver Concealer 2
  Bourjois powder "Healthy balance" 52 Vanille
Bourjois blush in "Rose frisson"
Eyes:
MAC Paint pot in "Soft ochre"
Nabla eyeshadow in "Interference"
Sleek palette in "Ultra mattes V2 Darks"
MAC fluidline in "Blacktrack"
MAC eyebrow pencil in "Lingering"
Bourjois Mascara Volumizer
Lips:
Nabla lip cream colors in "Retrored"

03 aprile 2014

What's in my beauty bag? (cose quotidiane che porto con me...)

Cosa si fa quando non si ha tempo o ispirazione da scrivere? Si tirano fuori tag inutili come questo, roba che ormai ha fatto anche il metalmeccanico che vive qua sotto, e che annoia probabilmente anche i gatti randagi che passano per la strada.
Ad ogni modo, questo passa per il convento.

Questa è la beauty bag che porto sempre dietro nella borsa, con le cose necessarie per vivere bene. Una volta ero quasi contraria al concetto della beauty bag, mi sembrava un peso inutile da portarsi dietro. Poi ovviamente, un giorno ho avuto bisogno di qualcosa che non avevo dietro e ho deciso di crescere e smettere di essere la ragazzina che va in giro con due spicci in tasca e basta.


Partendo dalla beauty bag in sé, è di Paul&Joe. La recuperai - con parecchio sconto- su ASOS in coppia con una crema per le mani veramente buona. Al di là della presenza dei gatti, la trovo molto comoda. E' morbida, quindi si può "rimpicciolire" a dovere, è impermeabile, è bella resistente.


Passiamo a quello che c'è dentro. E iniziamo anche dalle cose utili ma che si potrebbe evitare di mostrare su un beauty blog. Inizio dalle salviettine intime della Coop, che in caso di necessità diventano anche utili salviette struccanti. Mi hanno salvato la vita diverse volte, ma eviterò di entrare nei dettagli macabri. Vi dirò solo che le trovo oramai imprescindibili.
Insieme ai salvavita c'è l'amato e fido Ibuprofene (comprato in Francia, nel caso non vi torni il colore delle pasticche), che mi risolve malanni dal mal di testa al mal di pancia, e il pannetto per pulire gli occhiali da vista. Il cagnolotto che vedete ritratto è il cane dei proprietari della mia ottica di fiducia.


Passiamo forse alle cose più interessanti. 
Un profumo perché "non si sa mai", torna utile soprattutto se mi fermo a dormire fuori. In questo caso vedete un campioncino di Dahlia noir di Givenchy: non è un profumo che avrei comprato, lo trovo piuttosto forte, ma non mi dispiace e lo uso volentieri.
Quello che chiamo "Kit MLBB" è semplicemente un tris di prodotti che uso praticamente sempre ormai quando voglio andare soft sulle labbra. Al di là della simpatica Ghost di Nabla che per me è imprescindibile dato che ho problemi con qualsiasi cosa, c'è un burrocacao (quello della Legami alla vaniglia) e il Pastello Amore di Neve cosmetics. La tattica è questa: dato che il pastello ha un finish troppo secco e opaco per i miei gusti, prima applico il burrocacao, poi lo stendo sopra. Così dura di meno, vero. Però lo trovo più conforevole ed essendo comunque naturale non trovo il problema così tragico.


Ultimo set di prodotti.
Imprescindibile: lo specchietto. Non perché io passi il tempo a guardarmi e controllarmi, ma può diventare complesso rimettersi il rossetto dopo un pasto senza qualcosa dove controllare l'azione. E a tal proposito, ovviamente c'è il rossetto che uso quel giorno. In teoria dovrebbe essere uno, messo in borsa la mattina dopo averlo applicato. Nella pratica, dato che mi dimentico di levarli alla sera, spesso mi ritrovo a portarne dietro un numero cospicuo e ovviamente inutile.
Porto con me una limetta per unghie veramente piccola, che uso nei casi - piuttosto frequenti - in cui un'unghia rimane spezzata male. Le poche volte in cui mi è successo e non avevo niente per risolvere il problema è stato così tragico da farmi cambiare mentalità.
Il balsamo della Badger Sleep balm è una sorta di coperta di Linus da usare in combo all'Ibuprofene per cercare di farmi passare le emicranie (che nel mio caso tendono ad essere piuttosto potenti). In generale lo tiro fuori quando ho bisogno di rilassarmi, e anche solo annusarlo aiuta molto. Da solo purtroppo non mi fa passare il mal di testa, però aiuta. E mi aiuta soprattutto a rilassarmi (io, che sembro vivere perennemente sotto effetto di caffeina anche se non bevo caffè).
Infine due "perché no?": una matita per occhi viola scuro, Rockstar della Urban decay, nel caso voglia aggiungere qualcosa al trucco (o magari uscendo dalla piscina voglia darmi un'aria più sofisticata) e un campioncino - che riempio all'occorrenza - di Benetint della Benefit, utilissimo quando sono fuori e non voglio essere scambiata per il fantasma dei romanzi gotici. E' il mio blush da viaggio perché prende poco spazio e si applica facilmente (almeno su di me, dove non esiste il concetto di "hai messo troppo blush").

Questo è quanto. Non mi sembra di esagerare né in un senso né nell'altro a livello di roba da portarmi: in generale preferisco essere precisa, e avere dietro solo quello che veamente mi serve o può servirmi.

Insomma, è stato inutile vero? Sigh.