27 maggio 2014

A koala-tea post: io & l'ecobio

Scrivo questo post che potremmo definire un manifesto poetico (!?!) delle mie idee riguardanti l'ecobio come introduzione alla mia skincare attuale. E' la risposta più completa e profonda alla domanda "ma perché non usi prodotti verdi?".


Il mio periodo "strong" con l'ecobio risale circa al 2010, quando ho scoperto il forum di Lola e avevo iniziato a dare maggiore peso al concetto di inci e di formulazione e di ingredienti in generale. Ricordo di aver avuto anche io un periodo quasi rivoluzionario in cui cercavo di spiegare a mia madre che la paraffina era dannosa e cancerogena (!? al riguardo ci sono solo teorie, prima di arrivare a certezze ci vorranno anni) e andava assolutamente evitata.
All'inizio avevo cercato di far entrare l'ecobio in diversi aspetti della mia routine, dal dentifricio, ai prodotti per capelli, alle creme fino ai prodotti per la base del trucco. Pian piano il mio entusiasmo è calato, soprattutto quando mi sono resa conto che i risultati non erano sempre preformanti come speravo (e spesso, come mi facevano credere forum e siti al riguardo). Al di là del discorso ambientale, la mia innocente idea era che "verde faceva meglio", ma se faceva meglio doveva esserci un riscontro tangibile. Il capello doveva sembrare più sano, la pelle più idrata ecc... La storia che bisogna dare un tempo al corpo per "purificarsi" la la potevo anche capire, ma se dopo un anno di uso di shampoo ecobio i miei capelli continuavano a fare schifo come all'inizio, forse c'era qualcosa che non andava. 
L'altro grande scoglio contro cui mi sono scontrata soprattutto nei primi tempi era il lato monetario della faccenda (la reperibilità anche fu complessa, soprattutto all'inizio quando non pullulavano e-commerce di prodotti ecobio). Spendere 8 euro per uno shampoo ecobio era per me troppo in tutti i sensi. Dovevo per forza buttarmi su alternative economiche (i famosi shampoo della Esselunga) che però non risultavano assolutamente preformanti sul mio capello. Idem in altri campi: all'inizio trovare una crema ecobio non fu semplice e per molto tempo dovetti accontentarmi di vie di mezzo (stile alcune linee Bottega verde).
Dato che non sono una persona paziente e in alcuni campi, anche dopo mesi, non vedevo risultati soddisfacenti, pian piano sono tornata quasi senza accorgermene a usare prodotti non verdi laddove non trovavo alternative valide.
Dopo un anno a usare il fondotinta Lavera, tornare ai siliconici fondi della Bourjois è stato quasi un sogno: spalmabili, ottima resa, texture divina, finish meraviglioso. Dopo mesi e mesi con gli shampoo ecobio (esselunga, lavera, viviverde e qualche prova di altri marchi sparsi), tornare a uno shampoo non siliconico ma comunque non verde è stato come ritrovare un senso logico.
Con questo non dico che l'ecobio sia una farsa, ovviamente. Io stessa scelgo ancora delle categorie di prodotti (balsami labbra, creme viso e corpo...) unicamente dentro il mondo ecobio. Però ho deciso di essere più elastica al riguardo.
L'idea dell'inci verde si è sostituita al concetto di "buona formulazione", che non vuol dire per forza ecobio ma semplicemente che il prodotto fa bene il suo lavoro senza creare particolari danni. L'inci non è una semplice somma di pallini verdi o gialli, ma è una formula chimica studiata perché le varie componenti interagiscano fra loro in maniera sensata. E come tale deve avere alcune caratteristiche che la rendano ragionata, altrimenti verde o rossa che sia, non funzionerà. E va bene avere il prodotto verde, ma se poi non funziona a che pro usarlo? Per esperienza, spesso "buona formula" va di pari passo con "verde", altre volte no. Parecchi prodotti ecobio provati (penso all'ultimo shampoo lavera alla mela) palesemente hanno problemi alla base: la formula non funziona, non lavano, non fanno il loro lavoro.
Piccolo appunto: il biodizionario non è un organo ufficiale ma - come giustamente sottolineato nella homepage - si basa spesso su un punto di vista personale su cosa sia verde e cosa no. Al riguardo si possono trovare voci divergenti per medesimi ingredienti anche tra persone con la stessa visione di cosa sia ecobio. Non vuol dire che sia da buttare, ma vuol dire che va preso con le pinze e con il giusto spirito critico.
Inoltre, demonizzare a prescindere un prodotto in quanto non naturale trovo sia inopportuno. Non tutti i prodotti verdi sono innocui o fanno bene (alcuni possono provocare bruttissime allergie, per non scendere in casi peggiori) e, viceversa, non tutti gli ingredienti chimici sono dannosi a prescindere. I famosi siliconi colpevoli di non fare respirare la pelle, servono - in teoria - al contrario per schermare la pelle da agenti dannosi (anche solo lo smog), creando una barriera che aiuterebbe la pelle a non perdere la sua idratazione naturale. In altre parole, non danno e (soprattutto) non tolgono nulla. Per alcune persone questo non è un bene, per altre è assolutamente indifferente, per altre è vitale (penso solo allo smog di Milano, la crema ecobio nulla può fare...).
Con l'uso di prodotti di varia natura ho capito alcune cose di me e credo che la consapevolezza di cosa vuole la propria pelle e il proprio corpo sia l'unica vera voce da ascoltare. E' in questo modo che ho scoperto che i miei capelli non tollerano più shampoo siliconici, ragion per cui non li uso. Ho scoperto che invece il mio viso è indifferente all'uso dei siliconi nei fondotinta (crema viso sotto o meno), ragion per cui li uso senza problemi poiché mi garantiscono prestazioni che nessun prodotto verde (dal fondo minerale a quello liquido ecobio) mi riesce a dare. Ho scoperto che come deodoranti dovrei usare prodotti delicati (altrimenti ho problemi di irritazioni) che però puntualmente sono poco preformanti... e per questo sono ancora alla ricerca del prodotto miracoloso.
Altre preferenze le associo unicamente al buonsenso: non importa se il detergente che uso per struccarmi non è verde (se è performante, ovviamente), perché tanto lo lavo via e rimane sulla pelle per pochissimo. Diverso discorso si può fare invece sulle creme viso, dove ho bisogno di idratazione vera e quindi voglio qualcosa con ingredienti buoni e di pregio.
L'unico ingrediente che mi fa storcere il naso è la paraffina, ma non più per questioni ideologiche quanto economiche. La paraffina è un ingrediente di scarso pregio e molto economico. Non a caso la si trova nei prodotti da supermercato (vedi la crema Nivea) o particolarmente economici (palette Sleek). Quando la trovo in prodotti che costano quanto un mio rene al mercato nero, mi sento presa in giro. Se devo pagare tanto, voglio ingredienti di un certo tipo perché non è giusto che tu - produttore - risparmi in fase di produzione per poi far pagare me - compratore - un occhio della testa.


Con questo lungo (e forse inutile) post non voglio dire che la mia visione sia quella giusta e quella di chi usa prodotti ecobio sia sbagliata. Credo non esistano posizioni giuste o errate a prescindere ma esistono necessità specifiche che sono diverse da persona a persona. E invece di ascoltare un biodizionario sarebbe opportuno ascoltare cosa ci dice il nostro corpo. Se dopo mesi i nostri capelli non tollerano lo shampoo ecobio, ecco, forse bisogna cambiare rotta. Allo stesso modo, se la nostra pelle non tollera più i siliconi, bisogna cambiare rotta. 
Per me l'essenziale è che un prodotto sia performante e non faccia danni. Se per ottenere questo ho bisogno di un prodotto verde o uno che verde non è, non importa. 

Sono curiosa di sentire cosa ne pensate voi a questo punto. Avete avuto anche voi un perido di forte innamoramento nei confronti della filosofia ecobio? La seguite ancora? Siete tornate al lato oscuro della cosmetica...? Fatemelo sapere con un commento!

39 commenti :

  1. Il mio percorso è stato simile al tuo.
    Il forum di Lola mi ha aiutato molto a capire la formulazione dei prodotti che scelgo di acquistare, mi ha resa più critica nei confronti di quello che compro - idratanti viso in primis-. Per circa un anno ho eliminato tutti i prodotti non verdi dalla mia routine, perfino i fondotinta liquidi che tanto amo ma dopo diverse esperienze fallimentari sono tornata al lato oscuro della cosmesi (LOL) ma con una consapevolezza nuova: ascoltare la mia pelle prima di tutto. Ora nel mio beuty ci sono creme dall'inci verde e non ma tutte funzionano bene sulla mia pelle e mi danno risultati visibili. Stesso discorso vale per i prodotti per la cura del corpo e i capelli, evito solo la paraffina per le tue stesse ragioni.

    Insomma condivido in pieno!

    RispondiElimina
  2. Ciao! Bel post :) Sì, anche io ho avuto un periodo verde perché i miei capelli e la mia pelle erano uno schifo. Mi sono chiesta, perchè non provare? Con il passare del tempo ho notato un meraviglioso cambiamento nei capelli: non ho più problemi di eccessiva produzione di sebo, sono più sani, mi crescono più velocemente (un tempo i miei capelli non crescevano manco a piangere e si spezzavano sempre). Non necessariamente prodotti ecobio. Prediligo semplicemente quelli senza siliconi e parabeni e cambio a seconda della disponibilità (anche economica). Per quanto riguarda skincare e makeup? Era un fondo Rimmel a darmi fastidio, non tutti i prodotti non ecobio/bio/naturali blabla. Alcune creme mi hanno riempita di imperfezioni e, mi dispiace, ma ODIO i fondi non siliconici. Ho usato per un periodo fondi liquidi di quel tipo e ho avuto la tua stessa esperienza: ho riutilizzato un fondo Mac e ciao, proprio. Mi sembrava il paradiso. Ad oggi semplicemente prediligo una skincare senza eccessive schifezze, ma senza costruirmi castelli mentali; tengo un fondo minerale di scorta per l'estate e per quando tutti i giorni ho fretta e non ho bisogno di qualcosa di ultra performante e mi ritaglio uno spazio prevalentemente verde per i capelli. Bisogna ascoltare il proprio corpo, hai perfettamente ragione! un bacio!

    RispondiElimina
  3. Ciao :)
    Io ho iniziato ad interessarmi all'inci e al mondo eco-bio circa un anno e mezzo fa. Anche io all'inizio ho cercato shampoo, creme, balsami etc puramente con inci biologico, poi con il passar del tempo ho capito, come hai detto anche tu, che alla mia pelle basta una buona formulazione senza "schifezze" (leggi parabeni, siliconi, petrolati..etc.) e ai miei capelli degli shampoo ben bilanciati. Per quanto riguarda le creme e i balsami me li preparo io da sola a casa perchè nel frattempo mi sono appassionata anche al mondo dello spignatto, ma per i detergenti invece mi limito a vedere se all'interno hanno ingredienti che con il mio corpo non vanno d'accordo. A differenza tua però ho notato che la mia pelle da quando sono passata anche ad una base senza prodotti come siliconi etc, sta davvero meglio per cui evito anche i fondotinta, blush, terre etc che hanno questi ingredienti incriminati.
    Credo che l'importante sia guardare le cose con moderazione e dalla giusta prospettiva: quello di cui ho scritto fino ad ora è quello che faccio nella mia vita quotidiana, ma questo non significa che se ho un saggio di danza o una cerimonia a cui andare mi faccio problemi a spalmare sul viso un bel primer pieno di siliconi.

    RispondiElimina
  4. Faccio un po' lo stesso ragionamento tuo: uso shampoo non propriamente ecobio (niente lavera o simili per me) ma cerco di evitare i siliconi, dove possibile (bocciati quindi herbal essence e pantene); riesco a passare un sacco di tempo davanti ai vari espositori del supermercato per cercare il prodotto che può fare per me... anche se, tra tutte le creme viso, ho trovato che la migliore per me è quella della farmacia, prodotta da loro, che, lo stesso, non mi pare che sia ecobio. Cerco di stare attenta alle creme corpo... avevo una della leocrema che aveva come primo ingrediente la paraffina... l'ho messa due volte e poi l'ho accantonata... il profumo era troppo forte... ma il problema era che mi sentivo proprio questa patina addosso che mi faceva sudare! per il deodorante sinceramente non mi sono posta troppo il problema... voglio che sia vapo e no spray... mi trovo bene con quello dove al cetriolo... se non fosse che non si asciuga in fretta e rischio di ritrovarmi antiestetici aloni!!!

    RispondiElimina
  5. Same here. Per l'idratazione e la cura specifica del viso mi affido a creme dal buon inci (weleda, pai, antipodes, omnia botanica, so'bio...ho provato di tutto). Per struccarmi non rinuncio all'acqua micellare, seguita poi da un latte detergente verde. Purtroppo "sento" tanto il silicone sulla pelle, mi dà una sensazione di "soffocamento" fastidiosa, quindi lo evito nella skincare e cerco di altrrnarlo per il makeup: uso fondotinta siliconici alternati ad altri senza silicone. Per il makeup me ne frego abbastanza: prendo quello che mi piace e amen. Uso prodotti minerali e non indifferentemente. Per i capelli concordo: trovo che molti prodotti ecobio non lavino, quelli che lavano (vedi lush) mi hanno devastato i capelli. Su questo punto io ho deciso di investire in Phyto, un po'costoso ma i prodotti durano mesi e il risultato è incredibile.
    Ad ogni modo, mi fa piacere ascoltare pareri moderati sulla "religione" ecobio ;-)

    RispondiElimina
  6. Come sempre tutto è soggettivo: demonizzare o esaltare trovo non sia mai costruttivo.
    Io tendo a usare l'ecobio, ma se per gli shampoo è diventato fondamentale perchè le performance rispetto ai siliconi non sono nemmeno lontamanete paragonabili, già solo per il balsamo forse preferisco i prodotti da supermercato.

    RispondiElimina
  7. Abbiamo una visione e un'esperienza passata talmente simile che sono quasi inquietata XD
    Ho iniziato a pormi qualche domanda e mettere in discussione quel ''tanto è naturale, male non può fare'' quando ho fatto seriamente caso agli effetti del tea tree sulla mia pelle e al fatto che i miei capelli erano meno secchi quando facevo una tinta al mese.
    Ho fatto e faccio tuttora i miei esperimenti, so che alla mia cute non piacciono i siliconi, ma ogni tanto le lunghezze non li distegnano nel balsamo, che la pelle del viso gradisce gli estratti naturali, ma si fa volentieri anche qualche acido una volta al mese, eccetera eccetera. Sono contenta per chi può - sia per una questione di risultati che economica - usare solo prodotti naturali, ma non è tutto o bianco o nero, io sto nel mezzo (e questo non fa di me una democristiana, ci tengo a sottolinearlo XD)

    RispondiElimina
  8. Ale, sono d'accordo su ogni parola!
    Io non ho mai compiuto una svolta completa ma ho attraversato fasi in cui quasi mi sentivo "in colpa" di usare i prodotti che usavo.
    Le conclusioni tratte da te mi sembrano le più sensate :)

    RispondiElimina
  9. Mi trovo d'accordo con te su tutta la linea, anche io ho intrapreso il percorso ecobio anni fa e pian piano mi sono accorta che certe cose non fanno per me.. Credo che la cosa fondamentale sia essere consapevoli di quello che si usa, senza prendere per oro colato i colori del biodizionario (anche qui ci sarebbe da approfondire perchè spesso Zago spiega le motivazioni che lo portano a etichettare un ingrediente rosso).
    Insomma basta talebani, ti giuro che mi sono stufata di leggere commenti sotto ogni video/post del genere: "ma l'INCI??" o "peccato ha un brutto INCI" (o peggio insulti gratuiti e minacce di buttare le palette urban decay D: ) .. La cosa inizia a diventare ridicola!
    Un saluto ;)

    RispondiElimina
  10. Mi trovi d'accordissimo! Per tanto ho provato ad usare solo ecobio, ma poi non avevo risultati soddisfacenti ed ero un po' stufa.
    Ad esempio io per il viso, in 4 anni, non sono riuscita a trovare nulla che risolvesse i miei problemi per la pelle del viso, e sono ripassata a prodotti più dermatologici!
    Con questo non escludo di non provare e riprovare prodotti ecobio, ma forse al momento, per la situazione della mia pelle, non erano adatti!
    Quindi concordo, per i capelli riesco a non usare shampoo siliconici, ma magari non sono totalmente verdi...
    Poi ti dico la verità, avendo un blog è anche normale la voglia di testare tanti e tanti prodotti diversi, con formulazioni e rese diverse. Altrimenti, che gusto c'è? :)
    xxx
    Camilla

    RispondiElimina
  11. Ciao, io nell'ultimo periodo ho avuto un problema con un tonico astringente di Weleda, per esempio: formulazione semplicissima e bilanciata, ma mi irrita. Eppure si parla di un prodotto da bioprofumeria, ma come dici tu è la pelle che decide in ultimo.
    Con le formulazioni faccio attenzione ai prodotti base pretrucco, ma sul makeup...
    La questione della paraffina/silicone è interessante e avevo letto un post veramente ben fatto da Being Cute mesi fa. Un saluto! Chiara

    RispondiElimina
  12. Il fatto è che hai nominato soltanto marche ecobio scadenti. La saponaria e biofficina toscana mai provate? Lo shampoo la saponaria non lo cambierei con nulla al mondo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quando ho iniziato con l'ecobio, reperire queste due marche era abbastanza complesso (solo online, senza possibilità di fare una prova prima e spendere 8 euro per uno shampoo e rimanere anche delusi...), ergo ho dovuto arrangiarmi con quanto 1. potevo reperire, 2. mi potevo permettere (non lavoravo).
      Quando sono diventate più "reperibili" ho provato diverse volte mediante campioncino quelli de La Saponaria (tutti mi pare) rimanendo piacevolmente stupita. Sono i migliori provati della categoria, ma 1. non mi danno comunque gli stessi risultati del mio shampoo non ecobio, 2. costano 8 euro contro l'1-2 euro dello shampoo che uso attualmente e che mi dà risultati migliori. Per me il gioco non vale assoltuamente la candela. Inoltre, come ho specificato nel post, la questione costo è per me un fattore da non trascurare.
      Di biofficina toscana uso da mesi l'emulsione per il viso, trovandomi molto bene. Ho anche comprato la loro maschera per i capelli che però uso raramente in quanto troppo corposa per essere usata come balsamo (almeno per il mio tipo di capello).

      Elimina
    2. Preciso però che gli shampoo Esselunga erano tutt'altro che scadenti. Un sacco di persone si sono trovate divinamente e ne ho sentito parlare benissimo da gente che di inci ne capisce qualcosa (decisamente più di me). Semplicemente al mio capello l'ecobio fa proprio schifo xD

      Elimina
    3. mi rivedo perfettamente in questo esempio: acquisto lo shampoo Gabbiano Esselunga per il mio compagno, che si trova divinamente...ma sulla mia chioma purtroppo....devo andare su altro. :-)

      Elimina
  13. davvero interessante il tuo punto di vista!anche se sono una profana del mondo ecobio - forse ancora in fase di ribellione, dopo essere stata cresciuta con una madre bio/naturale/ossessionata - da anni ho una filosofia che si basa piu´sulla performance dei prodotti - probabilmente non condivisibile da tutti. avendo una carnagione chiarissima e dalla nascita ipersensibile, cerco di stare piú attenta alla skincare, ma mi sono accorta che spesso sono proprio i "prodotti verdi" a procurarmi le piu´fastidiose irritazioni. grazie per il tuo articolo. é stato davvero interessante il tuo punto di vista sull´argomento :)e mi permetto di consigliarti il deodorante derma fresh pelle allergica alfa - sono soggetta ad eritemi e questo deo lo uso da circa 8 anni...é l´unico che la mia pelle "accetta". un bacio!

    RispondiElimina
  14. Io sono ancora in ricerca, per molte cose, in primis la pelle, ma anche i capelli. In effetti, mi sono resa conto leggendoti che la mia esperienza è molto simile: i miei capelli probabilmente tollerano i siliconi più di quanto mi piacerebbe, mentre la pelle proprio non ce la fa, l'ho visto utilizzando delle minitaglie Clinique che avrebbero dovuto fare miracoli, ma ho solo visto più bufoli/sfoghi (pelle mista a rapporto!).
    Quindi, sto ancora sperimentando molto e cercando il mio equilibrio, ci sto mettendo tantissimo (sono anni e anni che cerco una soluzione per i capelli grassi e i punti neri/sfoghi), ma spero un giorno di trovare una quadra.

    RispondiElimina
  15. Anch'io, da circa un anno e mezzo ho iniziato ad essere più critica riguardo all'inci dei prodotti e ho iniziato ad informarmi... Tutto è nato dal mio primo contorno occhi: non ne avevo mai usati, poi, un giorno, in farmacia, la rappresentante (e "make up artist")di una azienda che era lì a promuovere i suoi prodotti, mi ha consigliato di iniziare a usarlo. Già da un po' sentivo che era arrivato il momento di iniziare, ma avevo bisogno di una spinta, evidentemente...Comunque, ho iniziato ad usarlo dandogli tutta la fiducia possibile e mi sono ritrovata la zona contorno occhi con "grani di miglio" che periodicamente mi perseguitavano e che non avevo mai avuto prima! Così mi sono accorta che, nonostante il prodotto fosse di farmacia e ci fosse scritto qualcosa del tipo "naturale"(!), aveva siliconi, petrolati e peg! Da lì mi sono informata di più e ho avuto pian piano una svolta...All'inizio avevo quasi preso paura per tutto quello che fino ad allora mi ero spalmata in faccia/corpo/capelli....poi però, ho imparato, con pazienza, quello che serviva al mio corpo. I miei capelli tendenzialmente grassi vanno meglio con shampoo senza siliconi (io mi trovo bene con gli ultimi Garnier senza parabeni e siliconi, ma anche col viviverde, mentre lo shampoo all'olio di Macadamia dell'Omia, per esempio non mi lava bene, pur essendo privo di siliconi..), per zone delicate come il contorno occhi (non ho ancora trovato la cremina perfetta, in compenso mi aiuto con gli olii, tipo Jojoba, Argan, Rosa Mosqueta..)e per il viso uso prodotti ecobio.. In sintesi, io sto attenta agli ingredienti, si, ma senza essere maniaca. Credo che informarsi sugli ingredienti, essere consapevoli, sia fondamentale e che altrettanto sia fondamentale conoscersi e capire cosa ci fa bene e cosa ci fa meno bene....Senza estremizzazioni...
    Ps: ora comunque trovo, negli e-commerce delle buone cremine ecobio a prezzi "accessibili", cioè più o meno a prezzi a cui vendono anche al Supermercato le solite marche note...

    RispondiElimina
  16. Sono perfettamente d'accordo su tutto. Poi come in ogni altro aspetto della vita le scelte estreme mi sembrano così stupide, in ogni cosa ci vuole discernimento e buon senso. Bisogna trovare la giusta misura tra qualità, efficacia e prezzo

    RispondiElimina
  17. Il biodizionario è da prendere assolutamente con le pinze.. Riporta un parere quasi unicamente personale. Tutto quello che inquina non passa e diverse sostanze non naturali, ma assolutamente innocue, sono state cassate.
    Usare il fondo lavera per un anno è masochismo :D
    Per il resto sono d'accordo con te, il cosmetico non deve diventare una punizione.

    RispondiElimina
  18. Spesso nei post di questo tipo si parla di performativitá e di bisogni personali, che per carità sono imprescindibili, ma mi piacerebbe ogni tanto leggere anche qualcosa di più sulla concezione ambientale. Non è per nulla un aspetto banale e anzi nella parola ecobio è centrale, ma troppo spesso viene tralasciato.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non credo che questo blog sia il luogo giusto per parlare della mia concezione ambientale. Questo non è un blog che tratta l'argomento come focus centrale, è un blog che fa review su quanto un prodotto sia performante. L'aspetto ambientale è per me assolutamente trascurabile da questo punto di vista.

      Elimina
    2. Cara Takiko,
      premetto che rivedo in te alcune mie caratteristiche tra le quali non posso non annoverare la permalosità... per questo motivo devo specificare che sono certa, riconoscendoti in generale una grande intelligenza, che davvero tu abbia una concezione ambientale e dei motivi validi per non affrontare questo argomento sul blog.
      Tuttavia, ti assicuro che leggere il tuo commento mi ha dato l'effetto di un pugno in faccia, come se tu avessi scritto "del pianeta me ne fotto".
      Tra l'altro non riesco proprio a capire in che modo il fatto che l'ecobio non sia il focus centrale di questo blog possa in qualche modo significare che non si debba affrontare l'aspetto ambientale come un aspetto - seppure non l'unico - da valutarsi nella scelta di un prodotto.
      Cosa significa esattamente che "l'aspetto ambientale per te è assolutamente trascurabile da questo punto di vista"? Di quale punto di vista si tratta? A meno che tu sul blog non ti sia impegnata a consigliare i prodotti esclusivamente in base alla perfomance, mentre nella vita valuti anche l'impatto ambientale, il punto di vista in realtà è unico.
      Ovviamente sei liberissima di dire che la questione ambientale non ti interessa, questo si, ma non che sia irrilevante o trascurabile in relazione al fatto che sul blog consigli prodotti performanti (non so se riesco a spiegarmi).
      Io non sono ecobiotalebana, anzi la mia posizione è molto simile alla tua. Eppure credo che tra i prodotti performanti sia corretto scegliere quello che ha il minor impatto ambientale e cerco di informarmi al riguardo, senza isterismi e senza diventare maniacale.
      Insomma, mi sarebbe piaciuta (e sicuramente sarebbe stata molto interessante) una tua risposta meno chiusa al commento di Ere, magari da trattare in un post a parte vista l'ampiezza della questione.

      Elimina
    3. Rispondo con quello che ho scritto in risposta al commento di Miss Haul:

      "Sul discorso ambientale, come ho risposto prima preferisco tacere. Non è una questione che compete il mio blog e non sono certa di essere a mio agio a parlare di un argomento così delicato di cui capisco così poco. Quindi preferisco rimanere in linea con il tema principale del blog, ovvero l'uso del prodotto sulla persona e risultati eventuali."

      Questo post è una semplice premessa a una serie sulla skin care che inizierò appena possibile. Servirà come risposta ai vari commenti (ne ho avuti tanti in passato e ne avrò tanti in futuro) "ma questo prodotto non è ecobio!" o "ma non ha l'inci verde" o "io questa roba con quell'inci non me la metterei mai in faccia, tu come fai" (questo è quasi una citazione di qualcosa che mi è stato scritto in passato). Non ho velleità di parlare seriamente di ecobio perché al riguardo esistono tanti blog di persone più competenti (sia a livello teorico che a livello di marche da consigliare/usare). E' un post a uso e consumo mio per premettere alcune questioni che semplicemente so verranno tirate fuori in futuro quando parlerò di skincare citando prodotti e altro.

      Elimina
    4. Non dubitavo che la tua risposta mi avrebbe pienamente soddisfatta :)

      Prescindendo dai commenti ecobiotalebani di chi si permette di giudicare o addirittura insultare una blogger per aver recensito positivamente dei prodotti non ecobio (ricordo che tempo fa Lolla ricevette addirittura un commento in cui le veniva augurato il cancro a causa dei fondotinta che utilizzava, e questo significa che siamo davvero arrivati alla follia), concordo con te che il discorso sia complesso.
      Addirittura tra gli esperti in chimica e in biologia spesso non esiste accordo sulla dannosità o meno di una certa sostanza quindi, da questo punto di vista, il tuo scrupolo ad affrontare la questione ti rende soltanto onore.
      E questo vale ovviamente sia in relazione alla potenziale dannosità di un prodotto per la salute, che a quella per l'ambiente e il pianeta.

      Comunque credo che parlarne con un approccio sereno e intellettualmente onesto sia importante, per aumentare la consapevolezza collettiva o almeno una curiosità sana, quindi aspetto con ansia i futuri post al riguardo.

      Un abbraccio
      Ch.

      Elimina
  19. Condivido le tue conclusioni. Adesso sono più consapevole degli inci ,ma la valutazione di un prodotto non può prescindere dai risultati.
    Cerco di evitare il silicone sui capelli,me li appesantisce troppo,m per il make up non mi danno problemi :)

    RispondiElimina
  20. Amen! Sono una persona che non ama le posizioni estreme e diffida di coloro che non mettono mai in discussione le loro convinzioni. Nella vita trovo sia necessario il buon senso, in ogni situazione. Tutta la questione dell'inci mi ha aiutato sicuramente ad avere una maggiore attenzione agli ingredienti e a farmi riflettere sulle mie necessità. La mia pelle non tollera i siliconi nelle creme idratanti, in un fondotinta invece, purchè sia leggero e non usato tutti i giorni, li riesce a sopportare. Il burrocacao con inci verde è tutta un'altra vita. I miei capelli stanno molto meglio da quando ho abbandonato i siliconi (ho il capello sottilissimo e senza volume, il silicone me lo appesantisce da paura) e, al contrario tuo e con grande dispiacere del mio portafoglio, lo shampoo da otto eurini me lo devo comprare perchè quelli senza siliconi del super non mi hanno soddisfatta (e li ho usati per più di un anno..perchè erano il compromesso che mi potevo permettere). In altre categorie sono molto più elastica: bagnoschiuma, rossetti, mascara..persino sulla crema per le mani, perchè in pieno inverno quando la temperatura va sotto zero ho capito che mi serve il silicone, il suo effetto "barriera" è l'unica cosa che riesce a proteggermele dal freddo, indipendentemente da quanto le idrato! In generale non demonizzo nessun prodotto, il primo requisito è che funzioni. Se per me funzionasse la bbcream siliconica ogni giorno, beh la userei senza sensi di colpa. Idem per lo shampoo. Un prodotto è un prodotto e in quanto tale è necessario sia in grado di svolgere il suo compito, il fatto che possa risultare eticamente migliore non può farci diventare più "buoni" coi giudizi.

    RispondiElimina
  21. Hai perfettamente riassunto la questione,è inutile "mortificarsi" con prodotti che magari non hanno particolari benefici (o comunque quelli da noi sperati) solo in nome di una certa tendenza dichiarata. Ci vuole buonsenso così come in tutto, ed evitare di essere talebani nei confronti di chi non la pensa come noi. Scusa il commento banale ma ho davvero poco da aggiungere ad un post con il quale concordo totalmente.

    RispondiElimina
  22. Anche io ho fatto esattamente come te.Prima super amore per l'ecobio poi pian piano sono tornata al non verde.I miei capelli corti necessitano dei liscianti siliconici se non voglio sembrare un covone di paglia.La mia pelle datata anche,x attenuare rughette di età e sembrare fresca.L'unica cosa su cui ancora x me é fondamentale che i prodotti siano ecobio,é la skincare.Ma siccome non ho mai trovato niente di performante,ho imparato a spignattarmeli da me.Crema viso/occhi e corpo/mani /piedi me li faccio da sola e quando sento i complimenti x il fatto che non dimostro la mia età,so che faccio bene!

    RispondiElimina
  23. Trovo molto utile questo post perchè mi interessa molto la cosmesi ecobio. C'è da dire che il motivo principale di questa "conversione" di massa non è il miglioramento della pelle o dei capelli, quanto piuttosto il miglioramento ed la preservazione dell'ambiente in cui viviamo. I pallini verdi sono tali non perchè assorbano il sebo dei miei capelli, ma perchè sono biodegradabili e non inquinano. A prescindere da questo discorso etico\ambientale, io uso principalmente prodotti ecobio perchè ottengo delle performance maggiori rispetto ai cosmetici convenzionali. La questione economica a cui fai riferimento la condivido in pieno, mi rifiuto di pagare più di un tot per un prodotto che contiene paraffina. Leggendo la tua esperienza noto, però, che non hai citato marchi ecobio in senso stretto quanto piuttosto prodotti dal buon inci. Ecco perchè, secondo me, non ti sei trovata bene al punto da tornare ai cosmetici convenzionali. Un conto è parlare del balsamo splend'or un'altro di quello Alkemilla. Proprio la formulazione dei due prodotti varia e questo si riflette nelle performance. Sono sicura che se tu provassi cosmetici ecobio certificati (e non da supermercato con buon inci) le tue opinioni potrebbero cambiare (ovviamente esistono anche quelli che sono comunque pessimi). La questione del prezzo poi deve essere contestualizzata, perchè io con uno shampoo garnier ci facevo nemmeno un mese, adesso con uno shampoo bio arrivo pure a sei mesi. La questione rimane molto soggettiva, ma dire "i prodotti ecobio" non fanno per me non vale :D Perché ci sono prodotti e prodotti :) E probabilmente hai usato quelli che non erano giusti per te. Lavera, come tutti i brand ecobio tedeschi, contiene alcol e ha formulazioni aggressive; quasi nessuno si ci trova bene.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ci tengo a sottolineare una cosa: non ho mai detto "l'ecobio non fa per me", perché altrimenti quando posterò i prodotti che uso risulterò assolutamente incoerente (c'è roba ecobio). Il discorso è diverso: uso anche roba che NON è ecobio. E se mi dà buoni risultati e non mi danneggia, non mi importa: la uso e basta. Questo post doveva servire come replica a chi - dopo aver fatto la review di uno shampoo che mi fa capelli divini da mesi - mi commenta "ma non è ecobio". E dunque?
      Questo non vuol dire che non uso più prodotti ecobio o che io abbia smesso di informarmi al riguardo (in casa ne ho diversi e molti li uso con piacere, soprattutto le creme), semplicemente non è una condizione sine qua non per farmi comprare (o viceversa non comprare) qualcosa.

      Sulla Lavera... ho trovato i loro prodotti poco efficaci, mai aggressivi (ma è difficile che io trovi qualcosa aggressivo, ho una cute piuttosto resistente). Che vuol dire che al di là dell'alcol ha dei grossi problemi di formulazione.

      Sul discorso ambientale, come ho risposto prima preferisco tacere. Non è una questione che compete il mio blog e non sono certa di essere a mio agio a parlare di un argomento così delicato di cui capisco così poco. Quindi preferisco rimanere in linea con il tema principale del blog, ovvero l'uso del prodotto sulla persona e risultati eventuali.

      Elimina
    2. PS: sui motivi che hanno spinto la conversione di massa non sono certa che il lato ambientale sia quello prevalente. Temo che - come per molte cose - la moda abbia fato tanto. Sono certa che molti siano genuinamente interessati, ma sono altrettanto certa che molti non abbiano ancora capito perché i siliconi dovrebbero essere dannosi ecc...

      Elimina
    3. [Ovvove O.o Il t9 del cell mi ha apostrofato un altro! *chiedo venia*]

      Posto in questi termini il discorso fila e, cioè, ogni di noi può usare quello che gli pare. Io sono la prima a dire che uso solo prodotti performanti, e se un rossetto ecobio non mi da quello che cerco uso un mac senza problemi. Non mi faccio problemi di coscienza legati ad uno shampoo perchè sarebbe stupido. E soprattutto non concepisco chi deve farti notare quanto un prodotto sia verde e bio. Non siamo tenuti a commentare se quel prodotto non ci interessa. Io, invece, ho un cuoio capelluto troppo delicato e molti tra i prodotti più rinomati (vedi gli shampoo la saponaria) mi creano fastidi. Talvolta, invece, ho riscontrato che prodotti con formulazioni troppo delicate risultassero inefficaci proprio per tale aspetto.

      Elimina
  24. Condivido tutto, ho avuto un'esperienza simile alla tua e anche nello stesso periodo. Per due anni mi sono ostinata a usare fondotinta ecobio e il risultato è sempre e comunque rimasto disastroso: brufoli, rossori e pelle grassa. Mi guardavo allo specchio e sembrava mi avesse investita un camion, così ho cambiato fondotinta e sono tornata ai siliconi. Le creme varie, invece, ho continuato ad usarle e mi sono spariti i grani di miglio.
    Per lo shampoo ecobio non c'è niente da fare: i miei capelli perdono volume e anche il riccio, l'unico che funziona è quello della coop!
    Bisogna valutare i prodotti, ma senza pregiudizi, hai proprio ragione!

    RispondiElimina
  25. Amen! Hai espresso lo stesso mio pensiero del famoso post Pippone.
    Eco-bio, non Eco-bio, proviamo e testiamo tutto secondo le nostre esigenze (impossibile trovare due persone con le identiche necessità e reazioni ai componenti) e ragioniamo in termini di performance/convenienza soggettiva.
    Thumbs up!

    RispondiElimina
  26. Io sono una ecobio talebana intransigente livello 10 XD ma concordo sui punti focali del tuo discorso e cioè senso critico, attenzione alle formulazioni e scarto dei prodotti non performanti. Dove mi distacco da te è sul prezzo e sugli effetti dell'utilizzo dell'ecobio, nonche sulla facilità di selezione dei prodotti. Per quanto riguarda gli effetti, fatte salve intolleranze e problemi specifici, io pneso che dal bio più che capelli e pelle migliori, bisogna aspetti capelli e pelle "diversi". Dove con la formulazione non bio ottieni ad esempio, maggiore semplicità nell'utilizzo e pulizia più duratura dei capelli, nel bio ottieni più morbidezza, ma pulizia meno duratura e maggiore "attenzione" nell'uso. Dipende dalle esigenze che si hanno e da quale concetto di bellezza si ha (più curata, più wild XD etc).
    Per quanto riguarda il prezzo, invece, io penso che la struttura del mercato bio oggi permette di prendere in considerazione aspetti non solo economici (non mi riferisco qui al tema specifico dell'ambiente): non solo il rapporto qualità/prezzo, ma anche la produzione made in Italy, in piccola azienda, con maggiore rispetto per i lavoratori, rapporto più diretto con il cliente, modalità di produzione delle materie prime, ect. Questo fa lieviatare un pò i prezzi sicuramente, e non sempre è vero che i costi si ammortizzano. Il terzo punto riguarda la selezione dei prodotti. I cosmetici bio hanno degli ingredienti "ricorrenti" di cui dopo qualche tempo si impara a conoscere la reazione che essi hanno sulla nostra pelle. Io ad esempio ho capito che l'olio di jojoba e l'aloe sono particolarmente indicati per la mia pelle e tendo ad acquistare prodotti che li contengono. Gli inci dei prodotti non bio spesso sono infarciti di nomi nuovissimi o derivati di ultima generazione, che mi mandano un pò nel pallone. Con il bio vado più sul sicuro in questo senso. C'è poi una quarta ragione. Un fattore "psicologico". Ne ho parlato sul mio blog qualche tempo fa e spiegavo come la scelta del bio abbia aiutato la mia personalità a non avere paura di mostrarmi "imperfetta" e a rinunciare a una bellezza più ordinata e precisa (fondo coprente sul serio, lacca per capelli etc( per una bellezza più rilassata e semplice. Ovviamente tutte le scelte sono legittime e se condivo la mia esperienza non è per cercare di convincere qualcuno, ma perchè sono una tua affezionata lettrice e volevo dire la mia :)

    RispondiElimina
  27. Il mio percorso è stato molto simile al tuo. Credo sia normale farsi prendere dall'entusiasmo della novità, ma credo anche che sia necessario informarsi per bene e costruirsi una propria opinione critica.
    Per esempio, anni fa scoprii l'ecobio e contemporaneamente carlita. Ero talmente presa dall'entusiasmo che mi bevevo tutto quello che diceva. Con il tempo, mi sono allontanata (e parecchio anche) dal suo punto di vista per maturarne uno che in definitiva è molto simile al tuo: faccio delle scelte per me, basate sulle mie esigenze e su quello che ritengo adatto e *giusto*

    RispondiElimina
  28. Il tuo post è interessante: equilibrato, non-giudicante e sicuramente condivido il tuo punto di vista. Sono da sempre "allergica" ai fanatismi e con l'età ho imparato che la cosa migliore, per quanto mi riguarda, è "ascoltare" la mia pelle. La sento tirare dopo aver usato il fondotinta opacizzante? Allora, bisogna cercare un'alternativa. Il primer? Meglio limitarlo alle occasioni in cui il trucco deve durare tutto il giorno. Sono tentata dalle creme bio, soprattutto i fondotinta/bb ceam, ma finora, proprio per i motivi che hai elencato (costo/reperibilità) la mia esperienza è stata piuttosto limitata!

    RispondiElimina
  29. Concordo in pieno col tuo discorso di fondo. Io sono approdata all'ecobio per un problema doppio: mani che prudevano da morire quando applicavo le creme mani che usavo abitualmente (da supermercato ma anche altre non bio un po' più costosette) e prurito intollerabile al cuoio capelluto che si desquamava. Son passata agli shampoo bio e alle creme mani bio e da allora questi due problemi son spariti. Con questo sottolinea che con alcuni shampoo/creme mani bio mi ci sia trovata comunque male. Uso prodotti bio se mi ci trovo bene, così come faccio per quelli che bio non sono. Credo che il prezzo sia oggettivamente un problema perchè alla sottoscritta uno shampoo bio dura quanto uno "chimico" ma costa un casino di più (motivo per il quale li alterno a quello % Piante Garnier). Con alcuni prodotti "chimici" mi trovo divinamente e con alcuni prodotti bio ho avuto reazioni allergiche piuttosto bruttine (sono un soggetto poli allergico e ogni tot mi salta fuori una qualche reazione crociata a caso).
    Son convinta che parte di questa "conversione" all'ecobio (PARTE...non tutti i casi, solo una parte) sia più una questione di moda che di interesse per l'ambiente perchè attorno a me vedo una marea di gente che compra prodotti ecobio e poi ha comportamente decisamente irrispettosi verso l'ambiente...ma questo è un altro discorso

    RispondiElimina