21 agosto 2014

A koala-tea post: dipende tutto dal contesto

Tempo fa ho letto una raccolta di frasi rivolte a ragazze come me e come voi da individui di sesso maschile per la strada. Potete recuperare l'articolo qui, anche se le traduzioni a volte lasciano a desiderare. Oltre ad alcuni commenti molto pesanti e molto volgari, spuntano piccoli apprezzamenti o commenti apparentemente innocui che hanno lasciato un interrogativo in molti commentatori uomini (potete trovare tutto nello stesso link in fondo al post): ma sono veramente cose brutte da sentirsi dire?
In realtà molti di loro si spingono oltre: non solo non sono cose brutte da sentirsi dire ma 1. siamo troppo suscettibili, 2. se fosse un bel figo ci piacerebbe pure. Che mi sembra una versione più pulita del tizio che aveva sostenuto che la donna di 81 anni violentata doveva ancora ringraziare che c'era uno che le voleva dare una botta e via (qui). 
Secondo alcuni commentatori alcuni sono persino educati.


Ovviamente quello che questi uomini ignorano (volenti o nolenti) è il contesto. Nessuno al giorno d'oggi farebbe uno studio semantico ignorando il contesto in cui una frase viene pronunciata, perché di fatto si perderebbe una buona parte del suo significato. Secondo alcuni studi, nessuna parola avrebbe un significato completamente definito, ma costruito ad hoc ogni volta secondo il contesto in cui viene inserita.

Vi racconto una storia.
Avevo circa 13 o 14 anni, ed era estate. Poiché mia madre lavorava la mattina, per non stare sola in casa mi recavo da mia nonna fino a dopo pranzo. Mia nonna abita a pochi minuti a piedi da me e poiché ai tempi era già piuttosto anziana, la cosa più sensata era che io andassi da lei appena ero pronta e poi tornassi a casa sempre da sola. 
Il percorso che dovevo fare non mi portava in zone malfamate (non credo esistano nella piccola cittadina in cui vivo) o particolarmente pericolose, ma in estate si può prevedere che alcune vie già particolarmente isolate lo siano ancora di più. 
Un giorno stavo attraversando una di queste vie, piuttosto corta, piena di villette. Una di queste era in ristrutturazione, approfittando delle vacanze per lasciarla in mano ai muratori. 
Sono sempre stata un po' ansiosa. Quando nasci e cresci donna, ti viene inculcato presto che il mondo è più pericolo per te. Dove il tuo coetaneo maschio rischia uno schiaffo, un pugno, un portafogli in meno, tu rischi sempre qualcosa di più. Ti vengono inculcati molti precetti, molte raccomandazioni, che non sono per forza frutto di una società maschilista, ma in primis di genitori che non sanno come altro proteggerti in un campo dove non c'è potere o controllo da parte della vittima. Sono sempre stata un po' ansiosa e così scelsi di camminare nell'altro lato della strada invece di passare accanto alla villetta in ristrutturazione. 
Mentre cammino inizio a sentirli ridacchiare, ma penso scherzino fra loro. Improvvisamente di fronte mi si para un uomo, avrà avuto una cinquantina d'anni e attacca bottone con il classico "Scusa". Inizialmente, beata ignoranza, penso sia un normale passante che mi vuole chiedere una informazione. Invece mi guarda, in un modo che mi disgusta ancora oggi a pensarci, e indicando i suoi amici dall'altra parte della strada mi fa "Il mio amico vuole sapere quanti anni hai". Mi giro e li vedo che mi guardano: saranno stati cinque o sei. Uno di loro aveva la stessa età che ha mio padre ora, gli altri l'età che io ho ora. Ridacchiavano.
Non sapendo cosa dire e capendo che - al meglio della situazione - mi stavano prendendo in giro, proseguii dritta per la strada ignorandoli.
L'episodio, fortunatamente, finì quel giorno. Quando penso che avrebbero potuto trascinarmi nella villetta e fare di me quello che volevano perché di fatto nessuno avrebbe avuto modo di sentirmi, mi vengono i brividi. Forse volevano solo scherzare, forse erano curiosi di vedere come avrei reagito. Ma la cronaca insegna che purtroppo quando lo scopri non va sempre bene.
Mi ci vollero due anni per ricominciare a fare quella strada da sola. Il brutto ricordo era troppo fastidioso.


Salto temporale. Lo scorso anno ero a Gerusalemme per una conferenza. Ero la più giovane in assoluto, anche con un bello scarto. Non perché io sia particolarmente brillante, ma semplicemente perché in Israele il servizio militare obbligatorio fa ritardare i conseguimenti accademici. Per loro avere 25 anni e avere terminato l'università e iniziato a partecipare a conferenze è un grande risultato. Aggiungendo il fatto che in media dimostro meno anni di quelli che ho davvero, la domanda più frequente che ho ricevuto in quei pochi giorni di permanenza fu "Scusa, ma quanti anni hai?". 

La domanda è la stessa, apparentemente ingenua e in un certo senso persino educata. Il contesto ovviamente no. Come non è uguale il sottotesto al primo caso e quello del secondo caso. 
Chi non si rende conto della differenza che il contesto può fare nel deformare una frase apparentemente innocua, o è stupido o è in malafede. 
Posso immaginare che nascere uomini non preveda lo stesso tipo e quantità di raccomandazioni che vengono fatte a noi donne, privando molti di loro della capacità di capire quale possa essere una situazione negativa o pericolosa o imbarazzante per una donna. Posso immaginare che molti di loro ingenuamente non capiscano perché "sei bellissima" detto da un estraneo ci possa dare fastidio. Ma davvero non riescono a mettersi nei nostri panni nemmeno per un secondo e pensare con la nostra testa? Con la stessa testa che per anni è stata inculcata di raccomandazioni e brutti casi di cronaca?
Ma soprattutto: perché a me dovrebbe interessare il parere di un estraneo che mi vede per la prima volta rispetto al mio aspetto esteriore? 
La cosa più triste è che mai nella mia vita di donna quasi trentenne un uomo estraneo mi abbia detto che ero bella vedendomi come qualcosa di più o con maggiore dignità di un oggetto sessuale al quale si poteva imporre il proprio parere non richiesto. Era lì, nei loro occhi, il sottotesto alla frase. Nessuna donna è così stupida e cieca da non capirlo.

Vi ho raccontato questo episodio della mia vita sapendo che tutte voi facilmente avrete una storia simile da raccontare e che, magari, come me, non avete mai avuto il coraggio di tirare fuori prima, un po' per imbarazzo, un po' per vergogna, un po' perché a un certo punto si vuole solo dimenticare o lasciar perdere.
Proprio la consapevolezza che questo accade nella più semplice norma mi fa leggere con altri occhi quei cartelli, anche quelli che contengono presunti "complimenti".

Il mio consiglio per questi uomini è che se proprio mettersi nella testa di una donna estranea gli viene difficile, provino a pensare "come mi sentirei se questa cosa l'avessero detta a mia figlia? a mia madre? a mia sorella? a mia nonna? alla mia fidanzata?". E la risposta non deve riguardare loro e la loro mascolinità toccata (soprattutto nel caso della fidanzata), ma unicamente la sensibilità della donna che sta loro accanto.

Beyoncé una volta scrisse su Twitter: 
Sempre si rivelino migliori padri di quanto siano stati uomini fin'ora.

30 commenti :

  1. Puoi immaginare quanti episodi di questo tipo mi siano capitati a Palermo, e spesso ripensandoci o raccontandoli a qualcuno mi sono apparsi quasi "sciocchi", perché mi facevano sentire stupida: avevo provato terrore puro per una sola frase, per uno scherzo di due ragazzi, blabla... e invece no. Non trovo giusto che a quattordici anni io avessi il terrore di uscire per strada da sola, non trovo giusto che ancora oggi provi disagio soprattutto la sera, o in zone meno popolate (magari per l'estate).
    Mi sembra sempre che gli uomini non capiscano o non possano capire mai. Se racconti un episodio del genere a un tuo amico ti risponderà "ma ti hanno toccato? fatto male?" e al tuo "no" sentirai un "ahh,vabbe', l'importante è quello". Empatia, comprensione, sono davvero rare da trovare in un uomo.

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  2. Sei sempre grande fonte di grande stimolo intellettuale e di riflessione, grazie Ale.

    Come te e molte altre, anch'io ho avuto episodi simili apparentemente innocui e senza valore ma, quando ci si ripensa, la paura che scaturisce dal buon senso cresciuto con noi, dalle raccomandazioni dei genitori e dalle tante tragedie che si leggono diventa reale: "e se mi avessero...? Se invece di... fosse andata così...?" Beh, io continuo ad aver timore e paura ogni volta che qualcuno mi guarda in modo indesiderato, che fa un apprezzamento che io non ho "chiesto" e questo non perché sono una cagasotto, ma perché ho imparato che tutto è pericoloso e meno ci si fida e meglio è. Spero che questo post venga letto dagli uomini più che dalle donne. La maggior parte di noi queste preoccupazioni e questo "codice" li abbiamo imparati da subito, ora tocca agli uomini capire il perché.

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  3. Giusto l'altro giorno un tizio ubriaco alla metro (erano le 4 del pomeriggio e c'era gente) mi punta, si stacca dagli amici e comincia a venirmi incontro a passo di carica, fissandomi... Ora, che ne sapevo io cosa voleva? Palparmi? Chiedermi una sigaretta? Andare a dar di stomaco sul lato opposto del marciapiede? Però so che era un potenziale pericolo, e per evitare grane mi sono messa a camminare vicino alle macchine parcheggiate, un altro po' e ci salivo sopra... Per fortuna l'ho evitato camminando veloce, ma ho notato che mi seguiva ancora... Certo, se racconto una cosa del genere a un uomo la risposta quasi unilaterale sarà 'E come sei esagerata!', ma io onestamente preferisco esagerata che traumatizzata.

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  4. Io sarò uoma dentro, ma sono tra quelli che ritengono che non tutte le frasi listate siano così tremende; certo che poi il tono, la situazione, l'espressione vanno a cambiare tutto, ma messa già così: "Un ragazzo mi ferma mentre sto andando al lavoro. "Posso farti una domanda? Sei single?"" a me non fa né caldo né freddo. Sono stata fermata per strada? Sì. Abbordata con frasi simili? Sì. Come ho reagito? Rispondendo, e a seconda dei casi andando via o anche fermandomi a fare due chiacchiere. Di alcuni sono amica tutt'ora.
    Ripeto, certo che detto da uno che ti mette al muro in una via deserta o da uno che magari ti ferma con un sorriso in mezzo al traffico di punta e poi se ne va senza aggiungere altro l'effetto è opposto, ma credo che spesso le donne siano (non dico ingiustamente, concordo sul "meglio esagerata che traumatizzata" purtroppo) anche un po' prevenute. A volte quello che a noi sembra un approccio anche molesto e sicuramente un po' creepy è solo tanta tontolaggine e imbranataggine. Giuro.

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    1. Rispetto ogni parere contrario al mio, ma "uoma" non si può sentire, mi spiace. Lo trovo un abominio sotto ogni punto di vista, linguistico e culturale.

      Come dicevo nel post, è importante il contesto. Mi sembra che tu stia ragionando non tenendone conto. Un ragazzo della tua età si avvicina e ti chiede "sei single?". Ok, è fastidioso ma chissene. Un gruppo di uomini ti si avvicina in una strada chiedendoti "Tesoro, sei single?" ridacchiando e guardandoti come se fossi una spogliarellista: secondo te è ancora una cosa innocua, tontolina e imbranata?
      Tu non c'eri quando quelle ragazze hanno sentito quella frase, non puoi sapere il contesto in cui l'hanno sentita e ha dato loro fastidio. Ragion per cui non puoi giudicarle.

      Una volta un tizio mi disse che ero "meravigliosa". Lo disse pure sorridendo. Io provai i brividi. Perché fino a 5 secondi prima, capendo che ero straniera in terra sconosciuta e pure sola (avevo fatto il grande sbaglio di tirare fuori la cartina) aveva cercato di abbordarmi seguendomi anche per buoni 5 minuti (ero a Gerusalemme). Ti assicuro che quel "meravigliosa", in quel contesto, mi ha fatto tutto tranne che piacere.

      Ragion per cui, da donna a donna (non da uoma a uoma), ti invito a provare a pensare a possibili contesti in cui quelle affermazioni e domande possono aver messo in difficoltà una donna prima di giudicare con leggerezza quanto sia educata, maleducata, leggera o non leggera...

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    2. Concludo sottolineando che ci sono situazioni in cui rispondere non è una scelta conveniente. E non parlo di "sei single?" "no". Parlo di situazioni come "tesoro, sei single?" mentre ti segue per strada, "per favore, lasciami stare". Non credo di essere io a dover spiegare - più di quanto non lo facciano i fatti di cronaca - che spesso a reagire ci rimetti tu. Ed è brutto, fa stare male, è squallido, ma è vero.

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    3. Aggiungo ancora una cosa, ampliando il discorso: cerchiamo di ricordare che siamo esseri umani *tutti*.
      Nel senso.
      Prendiamo i casi che già dissi, nei quali secondo me l'esagerazione c'è (e a volte forse è anche un po' artefatta per tirarsela, ma soprassediamo perché non è questo il punto).
      [Faccio un esempio: una sera ero in un bar, nel bar di un mio amico. Da sola, al banco, attendevo l'arrivo degli amici. Mi si avvicina uno, mi chiede se sono single e se può offrirmi da bere. Rispondo che ero innamorata di qualcuno ma che se voleva poteva comunque. Ripeto, tutto nel bar di un amico, sotto gli occhi vigili dell'amico stesso, che conosce la clientela e nello specifico mi ha fatto segno ed espressione da 'quello è uno che ci prova con chiunque ma assolutamente innocuo'. Mi faccio offrire da bere, scambio due parole, confermo che non ho cambiato idea e non sono interessata, arrivano i miei amici e vado con loro, la cosa finisce lì. Specifico inoltre che sarei stata scortata a casa, come era RISAPUTO che facessi OGNI sera, dal mio amico quello grande-come-un-armadio, e che vista la strada che avremmo fatto sarebbe stato IMPOSSIBILE seguirci senza essere notati alla grande. Una botte di ferro, in sostanza. Bene, arrivano anche amici degli amici e gente varia e una delle ragazze, sentita la storia che stavo raccontando alla mia amica, comincia a dire che sono una pazza suicida e che chissà cosa poteva succedere e chi è sto pazzo che so di starci alla larga e aiuto. C'è gente che esagera, siamo d'accordo ora? Sì, credo.]
      Mi sento di giudicare una ragazza che esagera? In linea di massima, direi di no, nel senso che (se non è per tirarsela) l'importante è che ti senti sicura tu, non certo come gli altri pensano che debba sentirti, e se anche sei esagerata chissene, finché sei tranquilla.
      Però dall'altra parte c'è un altro essere umano.
      Capita che io abbia da sempre gran amicizie maschili, e che spesso mi usino come confidente, specie sentimentale. Capita anche (spesso) che questi mi dicano che hanno provato a scambiare due chiacchiere/conoscere/"abbordare" una ragazza ma siano stati trattati, appunto, da pazzi maniaci porci maschilisti e chissà cos'altro, e ci siano rimasti d'un male atroce.
      È vero che magari lei si è sentita spaventata sul serio per qualche problema suo e non vado a biasimare questo, ma se magari si riuscisse a mantenere un sangue freddo sufficiente non dico ad accettare gli approcci che ci mettono in soggezione, ma almeno a riuscire a esaminare la situazione obiettivamente e capire che non è il caso di sovra-reagire, che si può anche restare civili, che guardare schifate persone che non ti hanno sostanzialmente fatto niente non è una cosa da fare, che maltrattare persone che non ti hanno fatto niente ti sbatte dalla parte del torto, sarebbe carino. E io non dovrei asciugare lacrime.

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    4. Più che altro mi chiedo con quale criterio tu puoi stabilire se una ragazza esagera o meno. Tu non puoi sapere il suo vissuto, le sue esperienze... non puoi sapere cosa la porta a "esagerare" (tra virgolette).

      Ricordarsi che dall'altra parte c'è un essere umano: non sarebbe un discorso da fare in primis agli uomini che trattano le donne come oggetti sessuali su cui scaricare le loro frustrazioni? Una ragazza che si sente umiliata starà male giorni, settimane, mesi, anni... Un ragazzo che cerca di abbordare una ragazza in maniera sciocca (perché permettermi ma "sei single" non è un buon modo per attaccare bottone, ce ne sono mille e più per farlo e quello è proprio stupido) al massimo avrà l'ego un po' ferito.

      Se questi uomini non vogliono versare lacrime, consiglio loro di imparare approcci meno diretti, più eleganti e soprattutto più sensibili rispetto a cosa può aver vissuto la ragazza davanti a loro. E' con la sensibilità che le acchiappi, le donne.

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    5. Consiglio loro anche di leggersi un giornale o di seguire un TG per capire perché gli approcci diretti possono spaventare le donne. O ancora, invece di piangere egoisticamente di ascoltare le loro amiche donne quando gli raccontano degli sconosciuti che le hanno importunate e invece di minimizzare, di fare tesoro di cosa può funzionare o cosa no.

      Fino a prova contraria, se tu vuoi abbordare ME, non sono io che mi devo adattare a TE.

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    6. Una postilla che mi è venuta in mente, uno dei motivi per cui "sei single" secondo me non funziona è che sa di mettere le mani avanti. Ovvero, se sei impegnata mi evito anche lo sforzo, perché nel breve termine 1. non ci starai, 2. non me la darai. Oppure hai paura che a un certo punto spunti uno grande e grosso a menarti o sei di proprietà altrui o blablabla... insomma, quando penso in maniera più semplice a "sei single" da parte di un estraneo mai visto cosa mi fa venire in mente, penso a cose squallide e sbrigative. ci sono modi più sofisticati per rimanere impressi e abbordare: se ti piaccio, ne valgo la pena.

      per il resto: un pub è un contesto diverso rispetto a una strada. e pensavo di dire una banalità ma forse non è così XD d'altronde anche tu ti fai scortare a casa... un motivo ci sarà? XD

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    7. Esagerare: distinguiamo l'esagerazione oggettiva da quella soggettiva. Riguardo a quella soggettiva, per quanto tu non abbia capito, mi sono già espressa: sei TU che devi decidere come vuoi sentirti, e NESSUNO può dirti altrimenti. Credo che l'unica esagerazione soggettiva esistente sia nel caso io mi renda conto che sto esagerando per la situazione, lo riconosco, ma per qualsiasi motivo non riesco a non farlo. È esagerazione nei MIEI confronti, mi sto facendo del male e lo so. Per esagerazione oggettiva intendo quando, oggettivamente, la situazione NON è pericolosa ma io reagisco come se lo fosse. Indifferente se ho le mie ragioni o meno, oggettivo indica appunto che stiamo guardando dal di fuori, e anche se magari a livello personale mi si può dar ragione, perché ho i miei motivi ecc ecc ecc, a livello oggettivo la persona di turno non ha fatto niente di che, anche se io reagisco come se l'avesse fatto.
      Chiarisco con un esempio che non c'entra nulla e forse anche per questo sarà più chiaro: diciamo che hai un cane preso da un canile (anzi, diciamo che ce l'ho, visto che ce l'ho), che è stato maltrattato, e che un giorno, arriva Tizio, gli dà un buffetto, e quello gli stacca la mano (ma successo per fortuna). Ha *oggettivamente* esagerato? Sì. Soggettivamente aveva tutte le sue ragioni? Eccome.

      E il dubbio che qualcuno ci provi anche, a capire? Io sono d'accordo quando non ci sono dubbi di sorta, quando la situazione è decisamente nera, ma quando è grigia? Quando è grigia e automaticamente dall'altra parte si assume subito che sia nera? Io non dico di starci per forza, né per forza di essere amichevoli, ma di non essere delle stronze patentate e insultare quando si dice no o si va via, è possibile?
      Tra tutti i maschietti che conosco, ce ne sono alcuni decisamente femministi. Uno forse anche più di me. Eppure a certe cose non ci arriva comunque. Ci prova, ci provano, a mettersi nei miei (nostri) panni, ma NON ci riescono, perché NON CI SONO. Perché sentirsi raccontare, certe cose, e viverle davvero, è diverso.
      Non so se sei una persona espansiva, io sì. Per quanto qualcuno mi dica che gli crea problemi essere toccato, per qualsiasi motivo, può capitare anche che sovrappensiero lo faccia comunque. Perché sono fatta così. Perché stavo pensando ad altro. Perché ero ubriaca, drogata, qualsiasi cosa: perché non sono lui.
      E per quanto si sforzino (e si sforzano - non dico tutti, dico i miei amici, anche perché altrimenti non lo sarebbero), a volte lo sfondone capita. Capita la battuta con me, o la frase infelice con qualche ragazza che, conoscendoli poco, li cancella dalla lista, a volte gentilmente, a volte molto meno. Io, invece, li correggo, glielo faccio notare, ma non li mando a cagare, perché provo a mettermi nei loro panni anch'io, e perché in fondo, se ci sono DONNE che protestano che il femminismo non serve, o addirittura che urlano con convinzione che il maschilismo è L'Unica Grande Via, perché poi loro non avrebbero diritto a un errore (seguito gran parte delle volte da un lampo di realizzazione e dalle scuse, per altro)?
      Inoltre, sempre restano nel discorso ampliato e non nello specifico di *questi* casi nel post, a volte neanche vogliono abbordare nessuno. A volte vogliono solo fare amicizia, e la prima reazione è COMUNQUE 'porco maniaco'. Ma che palle, basta. (Succede anche al mio amico gay, per dire...)

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    8. Infine:
      - a me 'sei single' non fa né caldo né freddo, secondo me è più un modo per chiarire *perché* ti sto rivolgendo la parola più che per i motivi che dici tu, ma credo che in realtà poi ognuno abbia il suo motivo specifico per usare 'sta frase (che comunque no, non credo abbia mai funzionato nella storia umana...).
      - L'ho sentito usare anche da donne per gli uomini (così come tanti altri episodi di varia natura, alcuni di sessismo da brividi), quindi più che questioni di genere direi siano questioni di cultura/ignoranza/povertà di spirito eccetera.
      - Non mi "scortava" realmente, mi "scortava" messa nell'ottica del discorso della sicurezza, la realtà era che abitavamo (e abitiamo) vicini ^^ ho sempre girato a qualsiasi ora del giorno e della notte da sola, altrimenti, e mi permetto di farlo un po' perché sono cresciuta in una cittadina tranquilla (che non è più tale), e un po' perché sono consapevole del fatto che (qui, nella mia realtà, non posso esprimermi per nessun altro luogo al mondo) il 99% degli uomini, se non è innocuo, è fastidioso, molesto, irritante, idiota, cretino, ma non pericoloso.
      - Personalmente, ma so che questa è un po' una stranezza mia, mi piace quando la gente mi "abborda" per strada, quando mi parla a casaccio. Ovviamente, ancora, dipende dal contesto (dall'orario, anche), ma, ancora una volta, per la MIA sensibilità uno che mi ferma per strada e mi chiede se sono single non è inquietante, né molesto, né niente del genere (se è tutto quello che si limita a fare, ovviamente). Per questo ho detto - in un commento che non mi compare - che secondo me la frase che ho citato (punto 6) è una vaccata, messa giù così com'è: una comunicazione efficace deve farmi capire PERCHÉ 'sta frase dovrebbe essere degna di rientrare in un articolo del genere, e, così com'è messa, secondo me non lo è. Poi ci saranno tutte le spiegazioni del mondo dietro, la sensibilità di lei sarà diversa dalla mia, o il tono che lui ha usato sarà stato già lui cagione di inquietudine, anche avesse chiesto che ore sono, ma, *così com'è scritta*, la situazione non mi spiega perché la ragazza avrebbe dovuto sentirsi offesa/inquieta/ansiosa. Ridere per l'approccio idiota, anche sì. Spaventarsi o offendersi, nella MIA sensibilità, no. Il fatto che sia stata fermata per strada non è sufficiente.

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    9. Sono felice che tu ti renda conto che la tua sensibilità (forgiata dal tuo vissuto, dalla tua esperienza eccetera...) non sia uguale a quella di tutte le altre donne sul globo terracqueo. Puoi usarlo come suggerimento per i tuoi amici uomini: rendersi conto che non tutti reagiscono alle cose nello stesso modo.

      L'articolo credo che sia nato con una domanda: cosa ti hanno detto una volta per la strada in una situazione che ti ha fatto sentire inadeguata, umiliata, ferita, paurosa?

      Se io dovessi rispondere direi "Sei meravigliosa", per l'episodio di cui parlavo prima. Che presa così sembra niente, ma mettiti nei miei panni: da sola, in un luogo molto lontano da casa in cui non conosco nessuno, non conosco le vie, non propriamente un luogo felice e di pace, uno cerca di abbordarmi e mi segue anche per 5 minuti... Ti sembra ancora che quel "sei meravigliosa" sia innocuo?

      Personalmente, se una persona mi fermasse per la strada per chiedermi se sono single mentre sono di fretta per un luogo importante sarei come minimo infastidita. La mia importanza si misura se sono single o no? A me questa mi sembra la solita storia della friendzone: se sei impegnata, chissene frega se sei una persona meravigliosa da incontrare, tanto non ti posso chiavare. Hai già sbagliato approccio. Esistono modi migliori: una mia ex compagna di liceo ha sposato il ragazzo che timidamente in treno attaccò bottone con un "mi potresti prestare una penna?" (e ovviamente era solo una scusa).
      Se poi l'uomo magari puzza di birra, o inizia a seguirmi nonostante io gli dica che ho fretta, o cerca di toccarmi eccetera... altro che infastidita. E sono cose che non mi invento: sono successe a una mia compagna di corso in triennale in centro a Torino. Ha dovuto rifugiarsi in un bar per poterselo levare di torno.
      Di nuovo: il contesto. Di nuovo: il sottotesto.
      Tu sai cosa è successo a quella ragazza mentre andava al lavoro e questo l'ha fermata per chiedergli se era single?
      Ovviamente no.

      Penso stia alla nostra intelligenza capire che se la cosa le ha ferite o le ha fatte sentire piccole, il contesto evidentemente non era quello di un timido ragazzo che cercava un approccio... Ma c'è bisogno veramente di dare tutti i particolari per potersi immaginare la scena?

      Forse invece che con gli amici uomini (che ho anche io, te lo assicuro... e nessuno di loro ha mai abbordato donne con "sei single?" eppure sono felicemente fidanzati) dovresti iniziare a parlare anche con le amiche donne e sentire cosa hanno vissuto, che esperienze si tengono dentro... E' così che si scopre che a volte una frase innocente non presuppone per forza un contesto innocente. Soprattutto quando c'è una donna di mezzo.

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    10. Come ho detto, generalmente loro si rendono ampiamente conto di questo. Più che altro, anche se qualcosa mi infastidisce sono io la prima a cercare di capire se nella mente altrui non doveva essere una cosa magari anche carina. Sempre che la situazione dia adito a dubbi, sia chiaro, non parlo di molestie insindacabili. Quando mi hanno urlato "che bel culo, voglio sbattertelo dentro" non mi sono chiesta se magari volesse solo fare amicizia xD

      Tu quel "sei meravigliosa" lo contestualizzi, però, perché sai che se rispondessi solo "sei meravigliosa" uno potrebbe capire male, e io personalmente, anche se immaginerei che c'è altro dietro o non ti avrebbe dato fastidio (suppongo '-'), capirei anche chi, specie dal lato maschile (che, come detto, non prova in prima persona), non capisse.

      NO CHE NON SO COSA È SUCCESSO ESATTAMENTE, come devo dirlo? Ho solo detto che MESSA COSÌ non ha senso, è incompleta, mi permetto di NON CAPIRE perché una debba sentirsi offesaumiliataarrabbiataqualsiasicosa se non ho altre informazioni.
      Infastidita, non fosse per la perdita di tempo, posso capirlo, succede.
      Ripeto, non sto dicendo che IO non posso immaginare che ci fosse altro, ma forse un uomo, anche armato di buone intenzioni, sì, perché LUI non prova, e anche se conosce per sentito dire, non è la stessa cosa! Un po' di tolleranza...

      Quello che le donne vivono non solo lo so (ho detto di avere solo amici uomini?), ma l'ho anche vissuto, e anche abbastanza in profondità, non ho necessità di lezioni al riguardo. Scelgo (SCELGO, coscientemente) ancora di fidarmi, perché secondo me a togliere la fiducia all'estraneo A PRIORI il mondo non migliora. Perché l'estraneo non è solo chi aggredisce - a volte è anche chi SALVA.

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    11. Se pensi che l'articolo manchi di contestualizzazione, puoi provare a contattarli per chiedere di migliorarlo.

      Però vorrei far notare che quando parlavo di uomini che trovavano educati commenti per me indifendibili, c'era di mezzo anche:

      "Sei davvero fortunata che il cioccolato al latte sia il mio cibo preferito" (chiaro riferimento al colore della pelle della ragazza)

      E' stato appunto definito un commento educato.

      Anche "Se ti seguissi fino a casa, ti prenderesti cura di me?" (contesto: mi ha seguita sino a casa)" è stato definito EDUCATO.

      Ne deduco che per questi uomini o parli apertamente di sesso o sei in realtà un simpatico uomo educato qualsiasi cosa tu dica. Ecco perché ho sentito lo stimolo a scrivere questo post.

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    12. Ma visto che non ne otterrei nulla, non lo farò. Era solo per dialogare.

      Infatti io ho citato un solo commento per tutto il tempo, ovvero l'unico che secondo me è nella zona grigia. Gli altri vanno dal maleducato inoffensivo (brevemente definibile come 'cretino') alla cafonata, all'offesa pesante, allo stalking. Non ho commentato perché su quelli SONO d'accordo, sono tra l'imbarazzante (per lui) al terrificante.

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  5. La mia è una città relativamente piccola ma purtroppo quando vieni a sapere che in una determinata strada ad una ragazza della tua età hanno dato fastidio, che un'intera zona è poco raccomandabile, che addirittura anche qui nel centro storico dove mi sono trasferita ci sono strade che la sera sono frequentate da esseri -perchè uomini è un complimento- pericolosi non ti fa camminare serena quando sei da sola.
    Ale, io come te sono particolarmente ansiosa, a volte mi capita di chiedermi se io non lo sia troppo visto che quando qualcuno mi guarda un pò di più accelero il passo o resto sul chi va là fin quando non arrivo a destinazione. Quando avevo diciotto anni ho incontrato più di una volta di giorno per strada un tizio, dall'aspetto decisamente non rassicurante e probabilmente dell'età di mio padre, che ogni volta che mi vedeva non poteva trattenersi dal fare commenti pesanti accompagnate da occhiate che tutt'ora mi fanno venire i brividi. Io ho sempre attraversato la strada e in silenzio ho continuato a camminare, ma con la paura che se lo avessi incontrato di sera attraversare la strada non mi sarebbe bastato. La seconda volta che successe lo raccontai al ragazzo con cui stavo uscendo e la risposta fu "embè? Forse sei uscita vestita troppo attillata o hai sculettato troppo". Restai attonita. Dopo un pò stanca lo raccontai a mia madre che mi disse che di sera mi avrebbe accompagnata lei a fare dei servizi e che se di giorno mi avesse dato ancora fastidio avremmo fatto qualcosa. Per fortuna non l'ho incontrato più, ma continuo a non camminare serena nonostante sia passato qualche anno.
    Una volta un ragazzo mi urlò "Rossa! Sei bella come una Ferrari!" -manco a dire che in quel periodo ero castana.. - ero con le mie amiche e la prendemmo a ridere, quando però un mese dopo nella folla di Carnevale provò ad allungare le mani mandando stupidi e viscidi bacetti da ridere non ci trovai assolutamente nulla. Non è vero che i complimenti sono innocenti, quando non ti conoscono e ti vedono come oggetto sessuale non c'è mai nulla di innocente.
    Ecco perchè mi scoccia ricevere attenzioni, ecco perchè a volte mi cambio più volte prima di uscire di casa perchè potrei essere "troppo" non so cosa. Ecco perchè mi chiedo continuamente perchè io debba sentirmi costretta a vivere con paure che se raccontate al ragazzo con cui esci ti devi sentire anche colpevolizzata quando la colpa non è mia ma di persone che dotate di sola ignoranza non capiscono che la donna non è un oggetto.

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  6. Ti capisco perfettamente, perchè anche a me sono successe tantissime situazioni simili, abitando in un piccolo paese e anche abbastanza "brutto". All'età di 13 anni un uomo di circa 40 a me e alla mia amica ha mostrato i suoi genitali, pensate lo shock di una bambina in fondo, perchè si più di dieci anni fa a 13 anni eravamo bambine. Qualche anno dopo addirittura un anziano ce li ha mostrati. Disgustoso e orribile. Ancora tuttora, più precisamente stamattina, erano in 3 in macchina, e un "ciao bella", mi ha fatto correre a gambe levate verso la mia macchina! E' verissimo che dipende dal contesto, infatti uno che mi ferma per strada per chiedermi quanti anni ho o se sono single o qualsiasi cosa riguardi la sfera "sessuale" o "sentimentale" non mi fa stare tranquilla. Questi sono solo alcuni degli episodi che mi sono successi, ma credetemi sono stati molti di più. Purtroppo tutta questa cronaca non aiuta per niente a stare tranquille! E' assurdo vivere con l'ansia di uscire da sole, ma purtroppo la nostra società sta diventando questa.

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  7. Il finale del post dovrebbe essere stampato e distribuito attraverso volantini a TUTTI, basterebbe davvero poco, se questi "uomini" pensassero a come sarebbe se succedesse alla loro madre.E non si tratta di essere ansiosi o cosa, si tratta del semplice fatto che tu per strada mi devi lasciare stare, come faresti con un altro uomo. Punto. E' troppo pretendere ciò? E non voglio neanche iniziare l'argomento del "eh ma se ti metti un po' scollata o con la minigonna un po' te la cerchi" (detta realmente da un parroco in omelia).

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  8. 18 anni fa sono andata ad un compleanno di una compagna di scuola, c'era tutta la classe e io aspettavo che arrivasse una mia cara amica e compagna. Lei alla gone non arrivò. Anni dopo seppi che mentre si recava alla festa con il treno subì un tentativo di approccio. Non so esattamente che parole usò quell'uomo. So solo che la mia amica aprì le porte del treno in corsa per sfuggire a quell'essere.

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    1. Forse vado un po fuori tema, ma quando ero in seconda elementare c'erano dei compagnetti che volevano dare baci alle bambine. Le bambine non volevano e cercavano di evitarli. Ma non era facile, perché a scuola si sta seduti ai banchi e basta che uno si alzi velocemente e si avvicini per poterti baciare anche di" striscio ". È vero che si tratta di un bacio sulla guancia dato da un bambino che vuole dimostrare il suo affetto ad una bambina, ma se la bambina non lo vuole come va considerato? È pure vero che forse le bambine si coalizzavano contro i maschietti e a volte alcune erano un smorfiosette, ma questo giustificava il gesto?

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    2. Sempre alle elementari, questa volta in 4°, un bambino cercava sempre di sollevare la mia gonna. Io non sapevo cosa fare e lo dicevo alla maestra. Lui era sicuramente timido, ma lo ero pure io. Lui non mi piaceva, non so se io piacevo a lui. Un bel giorno in cui lui ci aveva nuovamente provato ero andata a dirlo alla maestra, e lei mi aveva chiamato davanti a tutta la classe e rivolgendosi al mio compagno gli aveva chiesto perché mi voleva sollevare la gonna, cosa era che lo incuriosiva tanto, e nel dire questo aggiunse che sotto la gonna c'erano le mutandine. E mi sollevò la gonna per farle vedere.
      Io rimasi ammutolita e confusa. Sicuramente arrossii. Tornai al posto e nessuno provò più a sollevarmi la gonna.
      Io ho sempre stimato la mia maestra e nonostante questo episodio ho continuato a farlo. Ancora oggi non so se abbia fatto bene o male. Certo il risultato di farlo smettere lo ottenuto, ma forse avrebbe potuto ottenerlo in altro modo. Il fatto che sia stata terribilmente imbarazzata e oggi a quasi 30 di distanza ricordi esattamente come erano fatte quelle mutandine ha valore?

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    3. Altro episodio di bambini risalente a circa 4-5 anni fa. Il figlio di una mia amica era solito giocare con 6 bambine (3coppie di gemelle) perché i genitori erano amici e il bimbo anche se sentiva un po la mancanza di un amichetto maschio si trovava bene anche con le bambine. Una sera la mia amica lo ha trovato sul letto con i pantaloni e mutande abbassati e con le 6 bimbe attorno. Non so se li abbia abbassati volontariamente o no, ma alla faccia interrogativa della madre lui ha spiegato che le sue amiche erano curiose di vedere sotto le sue mutande. E la mia amica quando me lo ha raccontato era un po perplessa e mi ha detto che a volte lui era un po in balía delle amiche.
      Questo per riequilibrare un po i racconti di prima, dato che la curiosità è dei maschi e delle femmine, con la differenza che le femmine chiedono e i maschi pretendono.

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    4. Penso che un bambino fino ai 10 anni sperimenti la sessualità con occhi ben diversi di un depravato di 50anni, con intenti diversi. Anche io quando ero piccola ho avuto il bambino che mi voleva baciare e io non volevo, o quello che entrava in bagno (unisex) all'asilo e ti faceva vedere le sue parti intime. Ma a posteriori le ricordo come un gioco, una normalissima sperimentazione del proprio corpo. Ricordo piuttosto di essere rimasta perplessa nel capire per la prima volta di come uomini e donne fossero diversi, ma la cosa finiva lì perché non erano gesti "sessuali" come possiamo definire noi adulti il termine.

      C'è una grande differenza tra un bambino di 5 anni che entra nel bagno facendoti vedere il suo pene piuttosto che un 30-40-50 enne che entra in un tram e si apre i pantaloni di fronte a te. Ma direi sostanziale.
      Senza contare che il bambino di 5 anni, almeno quelli che ho visto io, sapevano prendere un "no" molto meglio di certi adulti con cui dobbiamo avere a che fare ora da grandi.

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    5. Scusa, non ho avuto tempo di finire il discorso.
      Ciò che volevo dire è che secondo me è importante l'educazione. Iniziare da quando sono piccoli (maschi e femmine) ad insegnare il rispetto delle persone, ad accettare un rifiuto, a far capire che certe cose si fanno e altre no perché ad altri possono dare fastidio anche se a noi non sembra. Gli episodi da me vissuti non erano pericolosi, non presentavano rischi gravi, non sono stati traumatici in assoluto, ma per la mia sensibilità di bambina sono stati per lo men spiacevoli. A 4anni non volevo andare all'asilo perché un mio compagno mi voleva baciare. Era un bacio tra bambini ma era un bacio non gradito.
      Mio figlio ha 4anni ed ha una forte simpatia per una coetanea, fin da quando aveva 2 anni. Io cerco sempre di fargli capire, in modo adeguato alla sua età, che si deve comportare in modo rispettoso.
      Non ho volutamente parlato degli episodi in autobus o per la strada (tutti fortunatamente non gravi) che mi hanno imbarazzata o fatto sentire a disagio /in pericolo.

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    6. Mi è tornato alla memoria un episodio. Avevo 18 anni ed uscivo con 2 ragazze della mia scuola, una di loro frequentava un gruppo molto numeroso di ragazze e ragazzi, che comprendeva persone anche con 10 anni più di noi. Tra di loro c'era uno a cui piaceva allungare le mani, voleva farla passare come cosa simpatica ma non lo era (ad esempio prendeva il mio ciondolo dicendo "bello, è tutta roba tua?" alludendo evidentemente ad altro). Noi ovviamente cercavamo di evitarlo come la peste, ma veniva cmq invitato dagli altri ragazzi quindi spesso ce lo trovavamo fra i piedi. Un bel giorno però noi ragazze abbiamo adottato delle" contromisure" . Ci siamo raggruppate in 5 o 6 e quando lui è arrivato abbiamo iniziato a mettergli le mani addosso, ad accarezzarlo, a fargli le battutine. Il sogno di ogni uomo direbbe qualcuno. E invece lui si è arrabbiato ed è andato via e da quella volta non ci ha più dato fastidio. Certo eravamo 5 contro 1 e da sole non lo avremmo mai fatto. Però lui ha capito che lei nostre erano" attenzioni " come quelle che rivolgeva lui a noi e non gli sono piaciute!!!

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  9. Questo post mi ha scosso molto.
    Mi ha ricordato talmente tanti eventi spiacevoli che non saprei da dove iniziare per condividere la mia esperienza...ho talmente tanti pensieri nella mente che non riesco a riordinarli e lasciarti un messaggio coerente.. Grazie, questo tipo di post mi fa sentire meno sola..

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  10. Io lavoro nei vicoli a Genova e non è esattamente un bel posto con bella gente. Ogni santo giorno mi capitano queste scene che per mia fortuna si sono sempre concluse bene ma il fatto che io non possa camminare tranquilla nella mia città mi fa andare in bestia...io ormai nei vicoli alla sera non ci vado più perché ho paura e la cosa non è assolutamente normale...

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  11. Purtroppo è molto diffusa la mentalità che l'onere di spicciarsi da certe situazioni sia esclusivamente della donna. Certo, lo si dice convinti di dirlo a fin di bene, una sorta di "non puoi evitare che piova, prendi almeno l'ombrello". Quando toccò a me la dolorosa esperienza dell'interesse sessuale da parte di una persona che avrebbe avuto ahimè molto peso nel mio futuro professionale, ogni volta che, superando la vergogna (quando è una persona "vicina" la vergogna è cocente, perché ci si sente sbagliate per il semplice fatto di non aver avuto il coraggio di cambiare posto di lavoro, o scuola, o città...) cercavo di prendere l'argomento, mi sentivo fare ragionamenti del tipo "Una donna adulta deve sapere mettere a posto un uomo" o la sua variante narcisistica "A me non mi ha mai messa disturbata nessuno, si vede che si capisce che ho un carattere forte"...e così stavo zitta.

    Ora mi rendo conto che fare discorsi come quelli è delirante, che equivale a dire che se Abele è morto con il cranio fracassato è perché è sempre stato un tizio un po' fesso e inadatto alla vita, e infatti, guarda che imbranato, non s'è spostato dalla traiettoria del sasso di Caino.

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