17 giugno 2015

You, me and the koala. Questioni di stile.

La settimana scorsa ho risposto alle vostre (veramente interessanti) domande del Q&A. Una in particolare mi ha fatto riflettere molto, quella che riguardava lo stile personale che cambia con il tempo, tanto da decidere di dedicarci un post a sé stante. 
Credo che il cambiamento di stile sia un fatto assolutamente naturale che fa parte della vita di tutti, seppure con modalità e tempistiche differenti. Io, mi diverto spesso a dire, sono una persona che cambia idea costantemente su molte questioni. Cerco di non essere mai incoerente, ma mi capita di cambiare idea e trovo che sia un fatto costruttivo a meno che non lo si faccia in maniera repentina ed eccessiva. Nello stile non sono diversa: ho passato molte fasi nella mia vita e ho iniziato a trovare me stessa relativamente tardi. 
Ho pensato di provare a raccontare un po' questo passaggio, senza alcuno scopo se non quello di chiacchierare un po' tra noi. Non penso che la mia esperienza possa aiutare, però magari può diventare un momento di condivisione se vorrete lasciarmi la vostra nei commenti.


Tralascio la adolescenza vera e propria perché di fatto uno stile non ce l'avevo proprio. Non posso nemmeno dire che copiavo qualcosa o qualcuno. Banalmente avevo pochissima coscienza del mio corpo, avevo molti conflitti aperti e brucianti con lui e in generale trovavo lo shopping una vera piaga dell'umanità.
Le cose sono cambiate allo scoccare dei venti anni, in cui pian piano alcune piccole questioni anche di stile sono subentrate nella vita a causa di un cambiamento importante (la prima storia seria). Pian piano è entrato il trucco, pian piano sono entrati i vestiti, seppur in maniera molto random e senza uno stile vero e proprio.
Un momento di stabilità c'è stato qualche anno più tardi, penso di poterlo collocare con i primi ordini sul sito Neve cosmetics (il fu Trucco minerale) e soprattutto l'acquisto della palette 88 colori di Zoeva. Di fronte a tutti quei colori, la voglia di sperimentare e l'ingenuità con cui mi approcciavo alla materia ma anche al mio viso mi ha lasciato molto spazio. Incredibile a dirsi, ma nonostante ai tempi fossi molto più complessata di quanto non sono oggi, dal punto di vista del trucco ero veramente spericolata. Andavo a fare la spesa con smokey argentati iper-shimmer iper-vistosi senza alcun dubbio e senza alcuna domanda "mi sta bene?". In generale, ammetto che non mi ponevo la domanda in assoluto. 
Era un periodo in cui truccavo tantissimo gli occhi, e ignoravo tutto il resto. Niente base, niente rossetti (con cui avevo un rapporto conflittuale). Pian piano questi elementi si sono aggiunti, ma sempre con un focus prepotente sul trucco occhi. 
Questo è un periodo poco rappresentato da questo blog, che è nato nella sua fase finale. Qualcosa del genere lo ritrovate se guardate i vecchi post del 2011 (qui), ma è una fase calante: trucchi che pian piano diventano meno strong, labbra che iniziano a colorarsi...
Quando ripenso a quel periodo lo vedo come una sorta di ribellione contenuta, come delle prove a tentoni per capire fino a che punto mi potevo spingere. Non è un caso che dopo qualche mese scelsi di prendere coscienza anche del resto del mio corpo, mettendomi a dieta e tagliando i capelli cortissimi. Ci tengo a precisare che riscoperta di sé e perdita di peso non vanno sempre di pari passo, ma per me lo è stato. Anzi, è stato uno step fondamentale. Io non mi sentivo bene prima di perdere peso, mi sentivo goffa, mi sentivo limitata (in mille e vari modi). Quando ho perso peso - pur rimanendo di fatto una ragazza in carne - mi sono sentita più "me".



Con la perdita di peso (e in parte minore, i capelli corti) sono entrata in una seconda fase che collego in maniera abbastanza precisa all'anno 2012. Questo passaggio fu facilitato dal fatto che tutti i vestiti che possedevo erano inutilizzabili in quanto troppo larghi. Dovetti quindi ricreare un guardaroba da capo, riuscendo quindi a dargli quella direzione che desideravo, quello stile a cui aspiravo.
Questo periodo di fatto è venuto a coincidere con altri due momenti importanti: la scoperta del blog Moda per principianti e in generale la questione "gonna a ruota", come la chiamo io, e un momento molto felice a livello universitario (la specialistica) che mi ha aiutato a ricostruire una buona dose di autostima e serenità interiore.
Inizio a sperimentare uno stile vero e proprio, ovvero quello retrò/vintage vagamente ispirato agli anni 50s. Tornando indietro mi sembra di aver scritto una sorta di testamento spirituale di quella fase nel prologo della serie Donna rossetto (qui). Ora lo rileggo e, ammetto, mi ci rivedo poco.
Con le gonne e i vestiti, nella mia vita sono entrati appunto i rossetti. Quando sono entrati ho dapprima cercato di farli convivere con trucchi occhi colorati e intensi, ma pian piano che acquistavo consapevolezza, questa combo mi convinceva sempre di meno. Da qui la "virata" verso il trucco pin-up, con labbra accese e occhi soft delineati da tanto eyeliner. Non ho rinunciato al trucco occhi, ma truccare le labbra mi dava più soddisfazione e così nella vita reale, lontano dalle foto per il blog, spesso e volentieri andavo di rossetto, eyeliner e poco altro. Qui c'è un buon sunto del mio classico look del periodo.


Arriviamo al 2013: laurea e poi l'incertezza. A metà anno capisco cosa voglio fare della mia vita, ma riesco a realizzare il passo importante in quella direzione solo a fine anno.
Passare da essere una studentessa a essere una dottoranda è un fatto strano. Di base, ti sembra che nulla sia cambiato: studiavi prima, continui a studiare anche adesso. In realtà, molti particolari intorno a te diventano diversi: sei pagato, hai un progetto che è *tuo* e che curi come nemmeno un figlio, hai una sorta di emancipazione che prima nemmeno immaginavi. E soprattutto passi da essere pendolare "a breve percorrenza" a essere pendolare "a lunga percorrenza". Cambiare poco perché tutto di fatto cambi.
A quel punto sentivo la necessità di impormi in qualche modo: non ero più una studentessa, volevo marcare questa differenza perché in primis serviva a me per capire che era successo qualcosa di diverso, da delineare in maniera specifica. Allo stesso tempo ho iniziato a sentirmi meno libera, più giudicata perché più "sotto gli occhi degli altri". Che fossero professori o studenti a cui fai lezione.
Ammetto che il processo mentale è stato molto banale: mi sono chiesta come fosse per me - nella mia testa - un dottorando della materia di cui mi occupo, e da lì sono partita. Per me è un hipster (perché nerd sono nerd) stiloso, e non mi importa che queste due parole vadano o meno d'accordo. Per me hanno un senso.
Da lì mi sono fatta guidare dal gusto, dalla comodità e anche - lo ammetto - dalle mode del momento. Ho preso in mano cose che non avrei mai immaginato di toccare, come le camicie jeans.
Questo ovviamente ha avuto ripercussioni anche sul lato makeup. 
Dopo periodi in cui mettevo il focus sugli occhi o sulle labbra, ho iniziato a dare maggiore importanza alla base. Credo che nessun trucco possa dirsi completo o ben fatto se la base non è fatta a dovere, con un buon equilibrio di coprenza e naturalezza.
In generale ho un atteggiamento più rilassato nei confronti del trucco. Non sento di dover più dimostrare nulla né a me stessa né agli altri. Mi trucco perché mi diverte, perché mi piaccio, perché mi appassiona. Tuttavia, non mi interessa vedere fino a che punto posso arrivare, cosa sta bene insieme e cosa no... sono questioni che ho lasciato al passato. Mi faccio guidare molto dall'umore e dal gusto del momento. Non mi piace caricare occhi e labbra insieme perché, sebbene in foto il risultato sia molto bello, dal vivo mi sembra sempre un filo pesante, come mettere orecchini e collana importanti insieme. Di tanto in tanto, per uscire la sera lo faccio ancora, ma nelle occasioni quotidiane è molto raro. In generale, a seconda delle occasioni, o vado di smokey o vado di labbra importanti con un filo di eyeliner e niente altro. Diciamo che che l'idea "con stile ma senza sforzo" è quello a cui aspiro maggiormente perché il "non hai idea di quanto ci ho messo a farlo" inizia a sembrarmi ridondante e leggermente borioso, anche se poi ci hai messo cinque minuti. Non a caso, in questo periodo Lisa Eldridge è diventata seriamente la mia musa ispiratrice.

Mi piacerebbe molto se nei commenti mi lasciaste - anche riassunto in molte meno parole rispetto a quelle da me usate - la vostra esperienza in merito: il vostro stile è cambiato? Quanto lo stile di vita che fate ha contribuito a questo cambiamento? Usate il makeup per affermare qualcosa di voi?

10 commenti :

  1. E' un bellissimo post e anche uno spunto di riflessione. Io credo di aver cambiato stile diverse volte, senza quasi accorgermene. Spesso è successo in modo graduale, come segno di un cambiamento anche interiore che ha toccato diversi aspetti di me e della mia vita. Sono cambiata molto anche negli ultimi mesi, mi sento più donna, più cresciuta, più femminile. E questo indubbiamente si rispecchia in ciò che indosso, nelle movenze, nel mio approcciarmi agli altri.

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  2. Complimenti, un post interessante e ricco di spunti. La mia fase di passaggio per stile e make-up sono stati i 29/30 anni. Sebbene le mie svolte risalgano a un paio di anni prima (mi sono trasferita in un'altra città, ho iniziato a convivere, mi sono sposata e ho iniziato a lavorare), la molla del cambiamento è scattata un po' in ritardo. Ho iniziato a curare l'abbigliamento, l'abbinamento dei colori, gli esperimenti con il trucco (e ho iniziato a truccarmi tutti i giorni, poco alla volta). Ovviamente, la mia fisicità è cambiata ma devo ammettere che, nonostante fossi molto più magra a venti anni piuttosto che a trenta, mi vedo meglio adesso, mi sento meglio, forse proprio per quella consapevolezza di sé, del proprio corpo che arriva solo con l'età adulta.

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  3. Mi è piaciuto molto questo post, riflette un pochino la storia che ho avuto io col trucco... di come, pure io, abbia sempre optato per gli occhi, ma ultimamente mi sto dando anche alle labbra... le ho abbastanza sottili, ragion per cui mi piace valorizzarle, quando posso, con un trucco un po' più pesante, un rossetto un po' più forte... se non fosse stato per una bravissima ragazza che fa la truccatrice, non avrei mai comprato il mio rossetto rosso di Madina che adoro (e che presumo sia fuori produzione, ragion per cui lo uso con parsimonia!)... se non fosse per i blog che seguo, mai avrei capito l'importanza della matita labbra (se no, il suddetto rossetto, come fa a durarmi tutte quelle ore??)... adesso devo studiarmi bene la questione base... che poi viene il caldo e nemmeno mi va di truccarmi più di tanto... forse dovrei darmi a una bb cream...

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  4. bello questo post, ce ne sarebbe da parlare per ore!
    Mi è sempre piaciuto molto sperimentare e non ho mai amato le etichette e le categorie chiuse in cui identificare le persone. In questo non sono cambiata dall'adolescenza ma ne sono più consapevole, amo sentirmi libera di cambiare idea e a maggior ragione nell'abbigliamento e nel trucco, pur avendo uno stile di base ovviamente.
    Ricordo con un sorriso un coetaneo adolescente che frequentavo e mi chiedeva disperato COSA fossi: un giorno mi vestivo *punk*, il giorno dopo *hippy*, poi con abiti larghissimi e la volta dopo tutta attillata - SPOILER: mi ha lasciata perchè non mi capiva -
    Io non mi capacitavo del suo problema, davvero avrei dovuto scegliere?
    Adesso ho molto meno tempo per occuparmi del mio aspetto e lavorando in ufficio non posso comunque oltrepassare certi limiti, ma non mi faccio problemi a seguire lo stile che mi fa sentire più a mio agio, che è poi la cosa che conta giusto?

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  5. Grazie per aver risposto così approfonditamente alla mia domanda. I cambiamenti mi interessano molto, sono affascinanti!!
    Io fin dalle medie ho sempre truccato molto gli occhi, i colori e i finish sono cambiati, ma il focus rimaneva sempre quello. Anche quando ho abbandonato il make up, quel minimo di trucco lo mettevo sempre sugli occhi (mascara e matita). Quando ho ricominciato..beh ovviamente ho ripreso da dove avevo lasciato :"D
    Le labbra e la base sono una scoperta degli ultimi 2-3 anni, che coincidono con una lettura più assidua dei blog.
    Sono in piena fase sperimentazione...non per scoprire i miei limiti, nè per dimostrare qualcosa agli altri. Più che altro è una sorta di esplorazione dei miei gusti, come se stessi cercando di identificare cosa sento mio, cosa potrebbe esserlo e cosa non lo sarà (almeno per il momento). Lo stesso sta avvenendo nei vestiti, alcuni tagli e modelli, alcuni colori, li sento più miei di altri..e non sono necessariamente quelli che trovo "più belli". Ho sempre visto il make up e i vestiti come espressione della mia persona, oltre che del mio umore. Più che immaginarmi nella mia testa come mi vedrei e tentare di riprodurlo, cerco di esteriorizzare quello che già vedo.

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  6. Per me che non sono una ragazzina, l'argomento si ricollega anche alla questione dell'età.
    Tutto ciò che ho scoperto andando avanti è che non è vero che ci si dovrebbe truccare di meno, ma che ci si deve truccare meglio.
    Oltre alla questione dell'età, per me la svolta è arrivata con il trucco minerale. Grande allergica, a me era riservata roba tristissima, costosissima e di dubbia utilità anche dal punto di vista clinico. Ci credo che non mi truccavo! Ora non c'è colore che io non abbia. ;-) Ah, no, l'arancione, non ho ombretti arancioni. Né blush color malva. Per il resto...

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  7. Ho iniziato a truccarmi presto ( verso i 14 anni) e da allora non manca mai la base, perché da adolescente ho combattuto con una forma media di acne ormonale che mi trascino in parte ancora adesso, quando non prendo la pillola anticoncezionale ( e ho 41 anni 😳🔫)..
    A parte i maledetti ormoni che influenzano la base e i prodotti viso, fino a trent'anni il trucco occhi era minimo, matita nera nella rima interna e mascara nero.. Poi la scoperta degli ombretti prima in polvere e poi in crema che mi ha portato a valorizzare maggiormente gli occhi, anche se la matita per delinearli continua a non mancare mai.
    Le labbra erano più protagoniste fino a una decina d'anni fa.. Continuo a comperare rossetti ( non mi faccio mancare niente!!) ma preferisco colori chiari e burrocacao colorati, ho labbra ben disegnate che non vedo bene troppo cariche ( le labbra scure e mat mi invecchiano).
    Con il mio corpo è ancore guerra continua.. Mi sono spuntate a 12 anni due tette della sesta misura, che mi hanno portato una cifosi dorsale, tanto imbarazzo e vergogna.. L'anno scorso ho affrontato una masto riduttiva e adesso sono una quarta abbondante... Ma resto sempre un po un maschietto mancato, in jeans e magliette .
    Buon solstizio d'estate
    Sonia ☀️☀️☀️

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  8. Mentre leggevo mi sembrava di rivivere in parte la mia trasformazione nel tempo O_O
    Devo dire che, come te, durante l'adolescenza non avevo la più pallida idea di cosa significasse avere uno "stile personale", curarsi ecc. Ho sempre avuto la passione per il makeup, ma non la mettevo in pratica ecco, mentre per quanto riguarda i vestiti non ne parliamo proprio...
    La prima svolta, c'è stata quando ho compiuto 18 anni: mi ero fatta truccare da mia zia e nonostante non fosse una cosa pesante, mi piacevo e da lì ho cominciato a sperimentare qualcosina sugli occhi da sola e in maniera discreta. Arrivata al secondo anno di università, scopro Cliomakeup e da lì a poco altre youtubers, cominciando a fare roba pesante sugli occhi. Non mi fregava più di tanto di bocca e base, il focus erano gli occhi, roba che a lezione andavo con lo smokey senza farmi problemi.
    Altra svolta l'anno della laurea e del passaggio alla magistrale: perdo circa 6Kg in un mese (adesso li ho ripresi, figuriamoci) e nonostante fossi ancora circa 10Kg in sovrappeso, acquisto maggiore sicurezza, scopro pinterest (che offre spunti di ispirazione per qualsiasi cosa) e Anna Venere e mi si apre un mondo. Da lì ho avuto la conferma di essere una clessidra e ho adattato il mio stile alla mia forma, ho riscoperto di poter mettere gonne e abiti senza dovermi vergognare delle mie gambe, pur sperimentando cose che vanno al di fuori ed il trucco adesso è una bella base, un bel rossetto ed eyeliner e così mi sento me stessa senza troppe fisse mentali; al contempo il sabato sera mi piace essere un po' più strong, ma senza risultare eccessiva, quindi smokey, tacchi (quando so che starò seduta XD ) e abiti.
    Beh ti ho scritto un bel papello... Ma volevo condividere la mia storia con voi!

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  9. Davvero un bel post...fa riflettere e mi rivedo molto nella tua trasformazione.
    Io finchè andavo a scuola ero solo jeans, maglietta e un po' di mascara. Non avevo uno stile e neanche mi interessava. Poi sono cresciuta e ho iniziato a cambiare pian piano ma ammetto che spesso e volentieri ero spinta da una mia amica nel suo stile, specialmente per il lato abbigliamento, nel quale però c'entravo poco. In quel periodo ho iniziato a sperimentare con il makeup e anche io puntavo tutto sugli occhi, ero una grande fan dei trucchi iper colorati. Poi ho deciso di capire chi ero e a cercare il mio stile. Ho perso peso e al contrario tuo o deciso di farmi crescere i capelli dopo dieci anni di capelli corti. Nel periodo di dimagrimento ho scoperto il blog di Anna e ho capito cosa donasse al mio fisico e per il makeup ho iniziato a seguire maggiormente vari blog. Ho capito che il mio stile nell'abbigliamento deve avere un tocco rock perchè mi fa sentire me stessa mentre con un look troppo bonton o vintage non mi piaccio, anche se sugli altri lo adoro. Ho capito che senza un po' di nero non mi sento a mio agio e che preferisco sempre un paio di anfibi a una bella scarpa con il tacco, specialmente se ho una gonna corta. Per il makeup ho scoperto l'amore per i rossetti e per la base ma continuo a sperimentare anche se alla fine il mio stile l'ho trovato anche in quello. Preferisco sempre truccare le labbra e lasciare gli occhi con colori naturali. In linea generale ormai credo di aver trovato la mia strada anche se ancora continuo ad evolvermi. Però adesso mi sento più sicura di me, più donna e più me stessa.

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  10. Errata corrige. Tra i miei adorati pigmenti Essence, ho persino un arancio evidenziatore. Sì, proprio quello degli evidenziatori. Come ho potuto dimenticarlo?

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