26 ottobre 2015

Arashiyama (嵐山) - Kyoto 2015

Arashiyama è un distretto a ovest di Kyoto. Non ci si mette molto ad arrivare dal centro della città, e merita assolutamente una visita. 
Uno dei grossi problemi di chi decide di visitare il Giappone per un periodo ristretto è che perde completamente la dimensione rurale del paese, in favore di quella cittadina. Questo capita quasi sempre quando si viaggia, ma se in altri paesi la parte rurale non è poi così centrale, in Giappone lo è assolutamente. Perderla è come perdere un pezzo importante del mosaico. Se Tokyo quasi non è Giappone (in un certo senso), limitarsi solo alle città è ancora troppo poco nella scoperta del paese. Arashiyama vi permette di dare una occhiata - molto veloce - alla vita e al territorio fuori dalle grandi città senza farvi perdere troppo tempo.
Immancabile la visita al Iwatayama Monkey Park, dove potrete entrare in contatto con i macachi giapponesi nel loro habitat e dar loro da mangiare (cibo acquistato direttamente nel parco, preparato apposta per loro). 


21 ottobre 2015

Travel makeup bag: Kyoto 2015 (3 months)

Dopo avervi mostrato i prodotti che ho portato con me nel bagaglio a mano per venire in Giappone, vi mostro ora il beauty vero e proprio.
Non so bene se possiamo definirla una travel bag. Tre mesi sono un periodo stranissimo: è molto più di quanto sei abituato quando viaggi come turista, ma non è nemmeno un periodo così lungo da poterlo definire un trasferimento. A me piace pensare che sia una esperienza di vita, di quelle che hanno una data di inizio e di fine, in cui alterni fasi da turista a fasi da residente (perché lo sono, ho una carta d'identità giapponese che lo attesta lol).
Ad ogni modo, questo è quello che ho portato con me. Sono ormai passati più di venti giorni da quella mia partenza e posso darvi qualche commento su cosa ho effettivamente usato e cosa avrei fatto meglio a non portare.

Con una premessa importante: qui le donne non si truccano. Non nel quotidiano, almeno. E se si truccano, bontà mia è un trucco invisibile (ergo base e niente altro). Ovviamente mi riferisco a uno spettro molto ampio di età, dalle liceali (penso che il trucco sia completamente bandito nei licei), alle universitarie (o bandito o mal visto), alle donne di mezza età che lavorano, alle donne più anziane.
In generale, nemmeno le turiste sono molto truccate probabilmente anche a causa del caldo e dell'umidità (fine agosto e io giro ancora in maniche corte per il caldo che fa). 
Questo per farvi capire che il giorno che scegli di mettere un rossetto rosso qui è il giorno in cui vorrai essere ancora più notato che andando normalmente in giro con la tua faccia da occidentale (che per loro nella maggior parte dei casi vuol dire americano).


18 ottobre 2015

日本の日曜日 - Let's chat about Japan #1 How to get here?

Ho deciso di aprire questa rubrica domenicale per dare uno spazio dedicato ma non troppo esagerato sulla questione Giappone.
Ci sono tante cose da dire su questo paese, e sono certa che molte persone hanno un sacco di domande al riguardo. Mi piacerebbe usare questa rubrica per provare a rispondere, nel limite delle mie capacità (alla fine non sono una expat, sono semplicemente una turista che vive in Giappone per un breve periodo).

Comincio questo appuntamento con le basi: come raggiungere il Giappone? Procedure burocratiche e simili.


13 ottobre 2015

The in-flight beauty bag - 11 hours edition

Ormai è passato un trillione di anni (no, solo tredici giorni lol) dal mio volo aereo, e finalmente mi decido a pubblicare questo post le cui foto erano pronte da prima della mia partenza.
Il senso di questo post doveva essere quello di mostrarvi cosa ho messo nel beauty del bagaglio a mano pensando a un viaggio aereo di ben 11 ore, ma visto che quel viaggio l'ho sperimentato, posso fare qualcosa di più e dirvi cosa effettivamente ho usato e cosa effettivamente può servire.
Il mio viaggio era così suddiviso: Torino -> Francoforte, Francoforte -> Osaka. Il cambio a Francoforte temevo potesse essere difficoltoso dato che sarei uscita dalla zona Schengen e quindi avrei dovuto fare ulteriori controlli. Per questo motivi ho deciso di viaggiare leggera (zaino, semplice e comodo) nel caso ci fosse da correre per quel labirinto di gate che è l'aeroporto di Francoforte. Per fortuna non è stato così, il transito è stato effettuato in maniera semplice e veloce, ma sono felice comunque di aver viaggiato leggera.

Prima di iniziare, un semplice pensiero: no, non riuscirete a dormire. Scordatevelo.


09 ottobre 2015

Fushimi Inari Taisha (伏見稲荷大社) - Kyoto 2015

Sono arrivata. O meglio, sono arrivata sana e salva una settimana fa.
Ambientarmi non è stato facile. Oltre ad essere il primo periodo all'estero così lungo della mia vita, questo è anche il luogo più lontano in cui abbia mai messo piede. Ed è lontano, lontano in tutti i sensi. Lo shock culturale è stato forte, e anche se tante cose le sapevo, ne imparo di nuove ogni giorno.
Purtroppo tutto è stato complicato da circostanze non facili a cui non ero (abbastanza) preparata. Ma mi sto ambientando, mi sto facendo forza e sto andando avanti.
La vita in questo paese non è facile, non è difficile. Direi che è diversa, e va affrontata un giorno dopo l'altro.

In questa settimana sono riuscita a iniziare a girare la città, partendo in maniera scontata, da uno dei luoghi più caratteristici di Kyoto, il santuario Fushimi Inari. Il santuario shintoista è dedicato al kami Inari, divinità giapponese della fertilità, del riso e dell'agricoltura. Si tratta di un lungo percorso fatto di centinaia di migliaia di torii in successione, fino a creare dei sentieri magici. Il santuario parte alla base di una montagna chiamata anch'essa Inari, che si erge fino a 233 metri dal livello del mare. Salendo per gli intricati sentieri, si trovano altri santuari minori.
Importante presenza quella delle kitsune, le volpi, considerate messaggeri e che si trovano spesso nei santuari dedicati a Inari.
Si sale molto. Cioè, molto sul serio. E mentre voi camminerete completamente sfatte di sudore e stanchezza, la donnina giapponese di mezza età vi sorpasserà con andatura da carro armato che vuole invadere la Polonia.
Nonostante la fatica, rimane un posto magico che consiglio di fare una volta completamente da soli. Prendetelo come un momento di riflessione e di pace interiore. Ne vale veramente la pena.
Altro consiglio: evitate la domenica, evitate i giorni di sole forte. In questo modo eviterete i turisti della domenica (letteralmente) e di avere foto pessime del luogo.

Giuro che il prossimo post sarà più sostanzioso di contenuti.