18 ottobre 2015

日本の日曜日 - Let's chat about Japan #1 How to get here?

Ho deciso di aprire questa rubrica domenicale per dare uno spazio dedicato ma non troppo esagerato sulla questione Giappone.
Ci sono tante cose da dire su questo paese, e sono certa che molte persone hanno un sacco di domande al riguardo. Mi piacerebbe usare questa rubrica per provare a rispondere, nel limite delle mie capacità (alla fine non sono una expat, sono semplicemente una turista che vive in Giappone per un breve periodo).

Comincio questo appuntamento con le basi: come raggiungere il Giappone? Procedure burocratiche e simili.


Per entrare in Giappone, anche come semplici turisti che si fermano pochi giorni, serve un visto (nel caso specifico, turistico). Fortunatamente esistono accordi tra il Giappone e molti altri paesi - tra cui l'Italia - che hanno snellito le pratiche per richiedere il visto per meri scopi turistici. In altre parole, per chi vuole venire qui come semplice turista, servono poche cose: un biglietto aereo di andata e ritorno (non avere il ritorno insospettisce sempre l'immigrazione, in un certo senso è quasi vincolante), un passaporto valido e un indirizzo (o più indirizzi, chiaramente quello dell'hotel) in cui vi fermerete. Una volta entrati in Giappone, il visto turistico vi verrà fatto sul momento senza alcun costo. Il visto turistico per gli italiani è di 90 giorni (attenzione: non tre mesi, sono 90 giorni). Con un visto turistico non si può lavorare né frequentare scuole. Con un visto turistico si può fare una cosa sola: il turista.

Se avete intenzione di venire in Giappone per fare qualcosa di più che il semplice turista, armatevi di pazienza e iniziate le procedure - dall'Italia ovviamente - per ottenere un visto di diversa natura. Esiste una quantità di visti paurosa: ce ne sono veramente di tutti i tipi in quanto devono essere a conoscenza in maniera precisa di quali sono le vostre aspirazioni una volta entrati in paesi. Attenzione a chiedere il visto giusto per quello che desiderate fare: la scelta non si basa sul "più facile da ottenere", ma su quello che vi permette di fare ciò che volete fare. Con un visto studentesco non potete lavorare full time, ma solo part time con tutte le limitazioni della scuola. E sì, dovete essere iscritti a una scuola (che non si farà pagare poco). 

Tagliamo la testa al toro e diciamo le cose come stanno seriamente: anche se in teoria è possibile, raramente un visto lo chiedete VOI all'ambasciata o al consolato. Se lo chiedete voi, facilmente la richiesta verrà respinta. E in generale, i tempi di attesa possono essere biblici. Questo perché vi manca un garante, ovvero una persona o una associazione o una società (o quello che volete) che garantisce per voi durante il vostro soggiorno in Giappone. 
Quello che di prassi succede (anche se in teoria viene sempre messo come "opzionale", quando nella realtà dei fatti è la procedura che si effettua abitualmente) è che è il vostro garante giapponese a chiedere all'immigrazione (in Giappone) che voi veniate ammessi nel paese. In questo caso, vi verrà chiesto di compilare un modulo per richiedere un Certificato di Eleggibilità, ovvero un certificato che vi dichiara idonei a chiedere e ottenere un visto. Questo modulo vi chiede varie cose e dipende dal visto che richiedete. Nel mio caso - visto studentesco - ho dovuto dichiarare di potermi mantenere e quanto percepisco mensilmente di borsa di studio dall'Italia. In generale, capire come intendete mantenervi è un dato fondamentale. Se non avete un reddito vostro, dovrete mettere quello di vostro padre.
Questo modulo verrà consegnato dal vostro garante all'ufficio immigrazione della città di competenza in Giappone. A questo punto a seconda del tipo di visto, a seconda del vostro profilo e un sacco di altri parametri, verrà rilasciato (al vostro garante che poi ve lo spedirà per posta perché vi serve averlo cartaceo originale) un Certificato nel giro di un mese massimo tre mesi. Nel mio caso, è bastato un mese per rilasciarlo, ma per averlo c'è voluto ovviamente di più quindi calcolate molto bene i tempi.
Le procedure per ottenere il visto devono partire almeno tre-quattro mesi prima di quando intendete partire.
Una volta ottenuto questo Certificato, prendete un appuntamento telefonicamente con l'Ambasciata giapponese a Roma o con il Consolato giapponese di Milano. Nel giorno che vi indicheranno, portate Certificato, passaporto, una foto tessera e un modulo compilato (trovate tutto nei rispettivi siti) e nel giro di una giornata avrete il vostro visto. Questo è molto comodo per chi non è della zona, perché non dovrete tornare una seconda volta.
Il visto per i cittadini italiani non costa (non è il caso per tutti gli stati che possono chiedere un visto al Giappone).

A questo punto, dalla data di rilascio del visto, avete tre mesi per entrare in Giappone. Dopo questo periodo il visto scade e sarete costretti a rifarlo.

I visti possono essere rilasciati per un minimo di tre mesi fino a un massimo di qualche anno (non so di preciso, credo siano cinque). In generale, anche se state per soli tre mesi, verrà richiesto per voi un visto di almeno sei mesi, perché se succedesse qualcosa che vi rende difficoltoso uscire dal paese per la data prevista, almeno evitate il problema della deportazione e del dover chiedere un allungamento del visto (cosa mai semplice).
Dai sei mesi in sù, oltre al visto ci sono una serie di procedure burocratiche che vanno effettuate una volta arrivati in Giappone. Prima fra tutti, la Residence card (maggiori info qui), ovvero una sorta di carta di identità in cui viene confermata la vostra residenza dentro il Giappone. Anche se è uno sbattimento, ha un grosso vantaggio: potrete evitare di girare sempre con il passaporto. In generale, senza questa carta è impossibile per voi affittare una casa, aprire un conto in banca, e in generale stipulare un qualsiasi contratto (come quelli telefonici).
Non mi fermo sulla questione in maniera eccessiva, ma se avete domande in merito lasciatemi un commento e cercherò di rispondervi.

Questo in soldoni è quello che ho fatto io. Anche se starò qui fino alla vigilia di Natale, mi è stato comunque rilasciato un visto di sei mesi. Il mio garante qui è l'Università di Kyoto, a cui sono iscritta in maniera ufficiale come "special research student" (e per cui ovviamente ho dovuto pagare una salassata di tasse).
Per chiunque voglia venire qui in Giappone per fare un periodo all'estero come dottorando (ovvero per chi è già dottorando in qualche università italiana o straniera), questa è le procedura che dovete seguire. Tutto deve partire da un contatto tra i vostri professori e dei professori sul luogo, e poi le cose proseguiranno secondo i dettami della burocrazia.

Ovviamente ci sono altre strade per venire qui a fare "una esperienza". In generale, senza una conoscenza N2 della lingua, è difficile trovare lavoro (ovviamente). Parliamo di un livello difficile da raggiungere da semplici autodidatta o anche frequentando corsi universitari. Se volete venire qua, è meglio partire con una esperienza scolastica che vi permetta di imparare la lingua e conoscere il luogo. 
Che tipo di esperienza fare dipende molto da chi siete e cosa volete fare qui. In maniera blanda, si può fare l'exchange student (tipo erasmus) prendendo i contatti giusti. Dovete essere studenti "undergraduate" (triennale nostra). Di solito si fanno due semestri e si impara un poco di lingua, oltre a frequentare fuffosi corsi in lingua inglese a seconda della vostra "major" (specialità). Questo lo consiglio per chi vuole fare una esperienza soft e ha l'età giusta.
Se volete venire qui a fare una esperienza più seria e intensiva, vi consiglio una scuola di lingua giapponese per stranieri qui in Giappone. Ce ne sono tante (troppe) e si occuperanno per voi delle pratiche burocratiche, vi aiuteranno con l'alloggio e a trovare dei part time (sempre roba di fatica eh, non è che le tipologie di lavoro part time per chi non conosce bene la lingua abbondino, farete i magazzinieri o quelli che sistemano i bento). Attenzione: queste scuole costano molto (3000 euro solo di iscrizione per qualche mese) e alcune sono molto fuffose. Quindi, prima di venire, informatevi molto molto molto bene.

Alcuni se lo chiedono: e se mi iscrivessi all'Università in Giappone? Potete solo se sapete molto bene la lingua (per le facoltà umanistiche, meno vero per quelle scientifiche) e avete già una laurea in Italia che vi evita il delirio dell'esame di ammissione (roba che tiene svegli anche i giapponesi) e che richiede un N1 che a volte nemmeno i giapponesi passerebbero.
Ricordatevi che la quasi totalità dei corsi universitari in Giappone sono tenuti in giapponese. Poche eccezioni vengono fatte anche nel campo scientifico, quindi fate attenzione.
Le tasse scolastiche sono comunque molto alte e la vostra unica speranza è di ricevere una qualche borsa di studio (ce ne sono molte e alcune sono anche sostanziose, tuttavia spesso ci sono limitazioni sulla provenienza dell'applicante e in generale molte borse private sono destinate a paesi asiatici). La più nota è il Mext, detta anche Monbukagakusho
Ultima nota: le università giapponesi non sono come quelle italiane per cui - alla fine - una vale l'altra. Non è così. Qui funziona all'americana, serve entrare nella scuola prestigiosa per avere le porte aperte più facilmente. Di università ce ne sono tante (troppe), solo a Kyoto ce ne saranno almeno cinque o sei. Tuttavia, alla fine della fiera, quelle con un certo status le conti sulle dita di una mano (Todai e Kyodai in primis). Questo può avere ripercussioni anche sulla didattica, prendetene atto.

Questo è quanto. Per ora. Se avete commenti o appunti o correzioni, lasciatemi un commento.
Se avete domande più specifiche o suggerimenti per futuri episodi di questa serie, di nuovo, lasciatemi un commento. Sono in cerca di ispirazione!

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