21 ottobre 2015

Travel makeup bag: Kyoto 2015 (3 months)

Dopo avervi mostrato i prodotti che ho portato con me nel bagaglio a mano per venire in Giappone, vi mostro ora il beauty vero e proprio.
Non so bene se possiamo definirla una travel bag. Tre mesi sono un periodo stranissimo: è molto più di quanto sei abituato quando viaggi come turista, ma non è nemmeno un periodo così lungo da poterlo definire un trasferimento. A me piace pensare che sia una esperienza di vita, di quelle che hanno una data di inizio e di fine, in cui alterni fasi da turista a fasi da residente (perché lo sono, ho una carta d'identità giapponese che lo attesta lol).
Ad ogni modo, questo è quello che ho portato con me. Sono ormai passati più di venti giorni da quella mia partenza e posso darvi qualche commento su cosa ho effettivamente usato e cosa avrei fatto meglio a non portare.

Con una premessa importante: qui le donne non si truccano. Non nel quotidiano, almeno. E se si truccano, bontà mia è un trucco invisibile (ergo base e niente altro). Ovviamente mi riferisco a uno spettro molto ampio di età, dalle liceali (penso che il trucco sia completamente bandito nei licei), alle universitarie (o bandito o mal visto), alle donne di mezza età che lavorano, alle donne più anziane.
In generale, nemmeno le turiste sono molto truccate probabilmente anche a causa del caldo e dell'umidità (fine agosto e io giro ancora in maniche corte per il caldo che fa). 
Questo per farvi capire che il giorno che scegli di mettere un rossetto rosso qui è il giorno in cui vorrai essere ancora più notato che andando normalmente in giro con la tua faccia da occidentale (che per loro nella maggior parte dei casi vuol dire americano).


Per la base ho portato veramente l'essenziale.
La mia idea era caricarmi poco in modo da provare qualcosa in loco, anche se quasi subito mi sono scontrata con un problema non da poco: le colorazioni. Dovrò studiare la faccenda, ma nel frattempo sono felice di aver portato poco perché a volte senza nemmeno farla la base.
Con me la cara BB cream della Bell Cosmetics, che ho adorato questa estate ma che ora è probabilmente un filo troppo scura per il mio incarnato. Da quando sono qui non l'ho usata, se non una volta e mi è sembrata subito un po' "troppo". Facilmente non la userò, avrei potuto lasciarla a casa.
Come cipria, oltre alla Hourglass che avevo nel bagaglio a mano, ho portato anche la MSF Natural di MAC. Finalmente si intravede il fondo: non ci speravo più. Da una parte sono terrorizzata all'idea di finirla (non è che la regalino), ma allo stesso tempo sono curiosa della nuova versione. Ad ogni modo, è la mia fedele compagna quotidiana subito dopo crema viso e correttore.
Come correttore, appunto, oltre a quello Clinique nel bagaglio a mano, ho il carissimo correttore Stay all day della Essence, che per me è il bene supremo, per quello che costa e per come si usa con facilità. Probabilmente verrà terminato in terra nipponica ma sarà riacquistato appena metterò piede nel paese natio.
Come blush, mi sono data unicamente due scelte: Convertible Color in Tulip di Stila e il Pop blush in Ginger di Clinique. Va bene così, perché qui va di moda il naturale e soprattutto il secondo si presta molto bene quando sono di fretta. Non penso prenderò blush qui in Giappone, perché sembrano tutti poco pigmentati e abbastanza banalotti. Non ho visto niente che gridasse al "mai-visto-prima".


Come ombretti, ho portato una palette personalizzabile da 12 posti riempita da refill Nabla cosmetics. Mi sono tenuta su tonalità autunnali, che andassero bene sia usate da sole che in combo, per trucchi naturali o per smokey intensi. La scelta è stata ottima, ma ammetto che li sto usando pochissimo. La mattina mi manca la voglia di cimentarmi e spesso e volentieri risolvo con eyeliner e mascara. Vedremo se le cose cambieranno o se questo sarà il mood giapponese.
La base per ombretto, ovviamente, ha fatto una fine analoga: poco usata. Si tratta della base per ombretti liquida della Bell cosmetics, un prodotto che mi piace tantissimo, anche usato da solo per eliminare eventuali discromie.
Come matite ho portato la Rock 'n' Khol in Midnight Marlene di Charlotte Tilbury, la Feline di MAC, e due matite Essence della linea gel che erano venute con me al mare questa estate, Cocoa Bean e Blue Lagoon, entrambe ottime anche come eyeliner.
Un solo eyeliner nero liquido, il Liquid ink di Essence, un ottimo prodotto che però stato scavalcato dall'eyeliner che ho preso qui da Loft e che mi sta dando grandissime soddisfazioni (ve ne parlerò).
Per le sopracciglia, la matita Brow divine in Neptune di Nabla che mi sta piacendo tantissimo e che sono certa comprerò appena sarà terminata. Sicuramente vedrete una recensione entusiasta di questo prodotto prima o poi nel blog, perché per me è la matita perfetta per le sopracciglia.
Come mascara, il Lash princess di Essence che probabilmente verrà terminato durante questo periodo. Questo è un settore in cui vorrei sperimentare con il prodotti locali. Vi terrò aggiornate.


Nel reparto labbra mi ero portata una bella scelta, ma è stato sicuramente il settore più sacrificato di tutti.
Purtroppo il Giappone è il classico paese in cui è difficile capire "il contesto". Non è facile capire cosa sia appropriato e cosa no, e purtroppo il "me ne sbatto" è una opzione che noi occidentali ci possiamo permettere a casa nostra, ma non quando vogliamo giocare secondo le regole di qualcun altro a casa sua.
Certo, se venite qui come turisti potete fare un po' come credete perché avete un ruolo marginale dentro la società. Ma se per esempio come me frequentate l'Università e le lezioni quasi tutti i giorni, delle domande dovete porvele, altrimenti rischiate di venire tacciati come dei maleducati senza che vi sia mai detto in faccia (che paradossalmente è pure peggio).
Può essere che a un certo punto vorrò fare prevalere la mia personalità o il mio estro, ma per ora non mi sento in vena e sto studiando l'ambiente per capire come meglio adattarmici.
Ad ogni modo, con me sono venuti Love Liberty di Charlotte Tilbury, Envious di Estée Lauder, Cruella e Descanso di NARS. Come matite, la classica Ghost di Nabla, Amore e Sfilata di Neve cosmetics e infine Red blush di Essence
La tinta Sangria di Wycon è l'unico prodotto che per ora ho indossato senza farmi troppi problemi. 


Il reparto pennelli è sicuramente quello in cui ho esagerato maggiormente, ma me ne farò una ragione. Avevo pensato di portare qualcosa per tutto, ma nella maggior parte dei casi avrei potuto farne serenamente a meno.
Il Multi task blush di RT è l'unico pennello veramente indispensabile perché è quello che uso per la cipria. Idem lo Stippling blush di RT, per i blush. 
Sono comunque felice di aver portato l'Expert face di RT, anche se al momento non sto usando fondotinta o bb cream, perché potrebbe essere utile nel caso decidessi di acquistare e sperimentare qualcosa di nuovo.
Al contrario, avrei potuto evitare il Setting brush.
Per gli occhi, avevo portato i fedelissimi di RT, lo Shading brush e l'Essential crease brush, a cui ho aggiunto il 217 di MAC. Ovviamente, non usando ombretti il loro ruolo è pressoché nullo.


Skincare e terminiamo questa lunga carrellata.
Per quanto riguarda questo settore, ho voluto portare unicamente l'essenziale o quello che mi sarebbe stato utile per acclimatarmi nel primo periodo, pensando che altre cose le avrei potute prendere in loco.
Per quanto riguarda il deodorante, il mio adorato Dove Talco era fondamentale. Non conosco i deodoranti giapponesi ma so quanto ci ho messo in Italia prima di trovarne uno che mi desse vere soddisfazioni. Ho preferito non rischiare la sorte e affidarmi a lui, portando una confezione nuova di zecca da casa.
Idem per shampoo e balsamo, portati da casa e travasati in due contenitori piccoli dell'Ikea per mere ragioni di peso. Sono lo shampoo alla Lavanda dell'Ultradolce Garnier e lo Splendor al Cocco. Purtroppo in questo caso mi sto scontrando con un clima diverso da quello a cui sono abituata e i risultati non sono soddisfacenti come in Italia. Sto pensando se prendere qualcosa in loco ma dall'altra il salto nel vuoto mi spaventa. Leggerò qualche review e deciderò.
Come struccante, qui c'è la seconda confezione di acqua micellare di Bioderma, che per me è un must have. Senza non saprei più cosa fare. Spero di finire entrambe le confezioni qui in modo da non doverle riportare in Italia.
Mini confezione di detergente intimo Nivea, giusto per il primo periodo per capire se qui c'è qualcosa di simile e dove posso trovarlo. Mi sta durando veramente tanto quindi mi chiedo se ci sarà effettivamente bisogno di acquistare qualcosa in loco. Vedremo. 
Infine, qualche minitaglia: il gel doccia della Caudalie, la lozione corpo della Nuxe e infine uno shampoo secco della Batist. Per i primi, contavo di recuperare un formato standard una volta arrivata in Giappone (come ho fatto), l'ultimo come mera precauzione o emergenza.

In generale, per quanto riguarda la skincare, se mi devo fermare tanto in un luogo, preferisco comprare in loco ed evitare inutile peso nel bagaglio. Tuttavia, trovandomi così distante dall'Italia e di fronte - spesso - a marche completamente diverse a quelle a cui sono abituata, ho preferito raggiungere un compromesso.

Questo è quanto. Al solito, se avete commenti, suggerimenti o quant'altro, lasciatemi un commento.

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