22 novembre 2015

日本の日曜日 - Let's chat about Japan #3 Info generali su Kyoto come turista

Questa è solo la prima parte di almeno due post che avranno come tema Kyoto da turisti, con consigli pratici su cosa vedere, come muoversi, come organizzare le giornate... ovvero, come fare i turisti a Kyoto. Dopo due mesi credo di essere in grado di darvi qualche dritta al riguardo.  Magari ce ne sarà una terza sui souvenir, appena pure io faccio mente locale sulla questione.

Ovviamente, altrimenti non sarei io, devo iniziare con una premessa che si può riassumere con una domanda: perché venire a Kyoto?
Leggendo in giro per il web, ho scoperto che molti italiani ignorano il potenziale di questa città, e sono interessati quasi esclusivamente a Tokyo (mi è capitato di leggere anche un laconico "ma Kyoto non è una meta turistica" degna del peggiore ignobel della storia). Kyoto e Tokyo sono due luoghi assolutamente complementari e un buon viaggio in Giappone - almeno idealmente - dovrebbe fare tappa in entrambi. Tokyo è per certi versi molto simile alle grandi metropoli occidentali, almeno superficialmente: tecnologia, palazzi, schermi giganti, un sistema di trasporti eccezionale, caos e folla ovunque, la possibilità di avere tutto a portata di mano. Kyoto è l'altra faccia del Giappone, quella tradizionale, quella conservatrice, quella che anche se non sai niente di cultura nipponica, appena arrivato dici "com'è giapponese". Kyoto è anche più rurale, nel senso che a raggiungere monti e campagna ci si impiega pochissimo, rendendola - a mio parere - anche più autentica rispetto a Tokyo (che come molte capitali, fa storia a sé).
Soprattutto, Kyoto fa per voi se cercate la storia, i templi, la tradizione. Non fa per voi se queste cose vi annoiano ed essenzialmente cercate l'anima più moderna e pop del Giappone: quella a Kyoto la troverete molto di rado.
Non solo: Kyoto è molto vicina alle altre mete interessanti del paese: Osaka e Nara (qui).


1. Come muoversi.
A differenza di Tokyo che vanta un sistema di trasporti interno molto notevole, muoversi a Kyoto è un dramma ed è pure costoso. Ci sono due linee di metro, ma tagliano la città in un modo tale da renderla praticamente inutile. Ci sono molte linee ferroviarie con stazioni interne in città (in parte gestite da JR, in parte da altre compagnie private come la Keihan), ma sono poche e non sempre vicine a ciò che vi interessa vedere. Inoltre, fare i biglietti spesso è un caos, perché alle macchinette non potete selezionare stazione di inizio e di fine, ma dovete selezionare il prezzo della corsa. Per farlo, ovviamente, dovete già saperlo: sopra alle macchinette c'è una tabella con i vari dati, ma consultarla ogni volta è una perdita di tempo immane. Ecco perché, se pensate di fermarvi per un lungo periodo di tempo e di usare spesso treni e autobus, vi consiglio di farvi la ICOCA card: non vi dà sconti, ma almeno vi consente di non dover stare a calcolare ogni volta il prezzo del biglietto.
Nota: quando uscite dalle stazioni, dovete re-inserire il biglietto del treno, che non vi verrà restituito!
Ci sono degli autobus urbani, però capire a priori (ovvero, se non siete alla fermata) che percorso facciano è degno del migliore indovino della storia. Google map sarà vostro prezioso alleato. Altro dettaglio non indifferente: a differenza di come in generale funziona la politica del biglietto in Italia, qui pagate ogni volta che prendete un mezzo: che facciate due fermate o trenta non fa differenza. La maggior parte degli autobus cittadini funziona a tariffa fissa (230 euro per gli adulti), e potete pagare in monete ma esclusivamente se avete la tariffa giusta (l'autista non lascia cambio). Anche sugli autobus funziona la ICOCA card (o la SUICA card se l'avete fatta a Tokyo).
Se state per pochi giorni, non volete spendere un capitale in mezzi e altro, vi consiglio di noleggiare delle bici. Qui sono il mezzo preferito dai locali in assoluto. Non posso darvi ulteriori informazioni in merito perché io non l'ho mai fatto (vivendo fuori Kyoto), ma sono certa che su internet troverete tutte le informazioni del caso.
Nota: non ci sono le piste ciclabili, in generale si va in bici sui marciapiedi. Sì, avete capito bene: sui marciapiedi che spesso non solo larghi abbastanza per lo scopo. Quindi, anche se intendete fare solo i pedoni, fate molta attenzione. Le bici sono molto pericolose qui. E fate l'assicurazione medica!
In generale, la cosa migliore è organizzare il vostro giro a tappe, zona per zona, in modo da non spendere troppo e non faticare troppo.

2. Kyoto è *molto* turistica.
Di un turismo diverso da quello a cui siamo abituati, fatto per lo più di altri asiatici (cinesi). Inoltre una grossa fetta è propriamente turismo interno, ovvero giapponesi in giro per il loro paese. Di occidentali ne vedrete pochi (almeno, in autunno - strano a dirsi - ne vedrete pochi).
Nella maggior parte dei casi sono gruppi organizzati che girano i monumenti più importanti (Kinkakuji, Kyomizudera, Fushimi Inari...). 
Questo per dire che la folla è sempre notevole, soprattutto nel weekend e nei giorni di festa, perché in quel caso si muovono in massa anche i locali. I luoghi più famosi poi sono letteralmente presi di assalto. Purtroppo, il turista medio non è particolarmente rispettoso: vi si piazzano davanti mentre fate foto incuranti, non guardano mentre camminano e vi vengono addosso, occupano gli spazi in cui fare le foto per ere geologiche per farsi ogni foto cretina che gli venga in mente (spesso in gruppo, spesso cambiando le varianti delle persone che si fanno le foto), vanno in giro con i selfie stick rischiando di accecare chiunque. In generale, fanno foto a qualsiasi cosa con i loro ridicoli smartphone, roba che probabilmente almeno nove decimi di quello che hanno scattato è da buttare perché mosso o non a fuoco. Questo vi fa capire l'esaurimento che provo nei loro confronti.
Se avete pochi giorni a disposizione, giocateveli bene: evitate i weekend e i giorni di calca (in generale) e per i luoghi più popolari cercate di andare la mattina molto presto (appena possibile), quando c'è ancora abbastanza quiete.
In generale, vi consiglio di dare spazio anche a attrazioni considerate "minori" ma che spesso possono dare più soddisfazione. Nel prossimo post vi darò una lista utile.

3. Quando venire?
Completo BAN sull'estate. Se non volete morire di caldo e di umidità, non è cosa. Agosto in particolare non è cosa.
Lo so che i viaggi costano di meno in quel periodo: chiedevi come mai.
A giugno e luglio poi c'è la stagione delle piogge, e girare per Kyoto con la pioggia è un grosso no.
In inverno - mi dissero - fa (al contrario) molto freddo: per me è meglio del caldo asfissiante, ma temo possa essere un freddo molto pungente e molto fastidioso, meno temperato di quello a cui siamo abituati in Italia.
Sulla primavera so poco, ma beccare la settimana giusta per vedere i ciliegi è cosa complessa: ci sono siti che fanno previsioni, nel caso consultateli.
Sull'autunno ormai sono una vera esperta (lol). A settembre fa ancora caldo, molto caldo, ma almeno si inizia a respirare. A ottobre potete trovare un clima simile al nostro fine agosto-settembre: si gira molto bene, anche senza giacche. Tuttavia, le foglie rosse si iniziano a intravedere solo a novembre (o meglio, verso la fine di novembre- inizio dicembre). Se dovessi tornare qui, punterei nuovamente sull'autunno, ma anche la primavera con i ciliegi deve essere un bello spettacolo.

4. Calzini.
Forse già lo sapevate, ma spesso vi verrà chiesto di togliervi le scarpe per girare dentro i templi. Portate con voi un buon numero di calzini nuovi, possibilmente non chiari, da sfoggiare nelle vostre passeggiate a piedi scalzi.
Se non vi sentite a vostro agio a lasciare le scarpe nelle apposite scarpiere negli atri (non sono controllate in alcun modo), portate con voi una borsa di plastica dove riporle. A volte, in alcuni templi, saranno loro stessi a darvele (e poi dovete riconsegnarle, mi raccomando!), ma spesso non succede. Non so quanto sia comune il furto delle scarpe, ma prevenire è meglio che curare.

5. Fumatori.
Se fumate, questo non è un luogo per voi (ironia). Vero, si può fumare (non sempre) dentro i locali e ristoranti, ma non si può fumare per la strada. Se volete fumare, dovete andare nei corner appositi: piccoli angoli in cui la gente si apparta a fumare e dove c'è un cestino apposito per i mozziconi. 
Per un italiano con abitudini molto diverse, può essere uno shock. O un ottimo stimolo per smettere.

6. Lingue straniere.
Dimenticatevi che qui parlino italiano. A volte non parlano nemmeno inglese. A volte, mancano le indicazioni in caratteri occidentali (e in inglese). Insomma, preparatevi a comunicare come i bambini di due anni o come gli uomini della pietra, a gesti ed espressioni.
In generale, tutto ciò che concerne i mezzi pubblici e le indicazioni stradali ha sempre la versione giapponese e quella inglese, ma altrove non è così scontato. Per comunicare con i locali, spesso un inglese base funziona, altre volte dovrete andare di fantasia. Nei ristoranti, di solito c'è il menù anche in inglese, quando manca ci sono almeno le figure e a gesti riuscirete a farvi capire.
Ad ogni modo, qualche frase in giapponese è meglio che ve la imparate. E - nel caso - anche qualche kanji base come 入口 (entrata) e 出口 (uscita). A volte nei templi troverete solo quelli.
Sorridete spesso. A volte è tutto ciò che basta.

7. Dove alloggiare.
Kyoto non è una città enorme, e il centro ancora meno. Prezzi permettendo, io mi concentrerei sulla zona di Sanjo, che è quella dove troverete più movida anche alla sera.
Considerate, soprattutto se vi fermate per un periodo piuttosto lungo (almeno un mese), di prendere in affitto un appartamento: potrebbe convenirvi rispetto al classico hotel, e ve la cavate relativamente con poco. Nel caso, prenotate con abbondante anticipo, soprattutto nei periodi più affollati dai turisti.

8. Le mense sono aperte a tutti.
A Kyoto sono presenti molte università dislocate in vari punti della città. La più importante è la Kyoto University (o Kyoto Daigaku, o Kyodai), che si trova vicino alla fermata di Demachiyanagi della Keihan line. Questa informazione, che probabilmente vi sembra inutile, in realtà può tornarvi molto utile se avete fame ma volete spendere poco, perché in Giappone le mense universitarie sono aperte a chiunque. Non viene fatto alcun controllo e i prezzi non cambiano, l'unica cosa che dovete tenere in mente è che bisogna per forza pagare in contanti.
Le mense sono numerose, alcune più valide altre meno valide. In quella dove vado di solito, servono anche il kebab, ma in generale troverete piatti tradizionali e semplici (tonkatsu, curry rice, donburi vari...). Alcune sono aperte sia a pranzo che a cena, con orario continuato. Fate una ricerca su internet e segnatevi qualche indirizzo nel caso capitiate nei paraggi: vi possono salvare qualche pranzo a modiche cifre.

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