18 maggio 2016

Bruges

Non era mia intenzione sparire per più di un mese. La mia intenzione era stare dietro a tutto, scrivere, provare cose, fare foto...
Avevo molti piani per questi due mesi ad Anversa: volevo viaggiare, volevo andare ovunque, volevo andare in Olanda, volevo andare a Parigi, volevo fare tutto.
Alla fine, immancabile, non ho fatto niente. A parte due gite di un giorno giusto per poter tornare a casa e dire "sì, sono stata in Belgio, sì ho visto il Belgio", altro non ne è uscito.

Il perché è presto detto, ed è una delle frasi che ripeto più spesso da quando sono arrivata "time is runnig out" (il tempo sta scadendo).
Alla fine di quest'anno devo consegnare la tesi. Ecco.
E nonostante io abbia già scritto due tesi nella mia vita, nulla ti prepara sul serio a una tesi di dottorato: buttare giù nero su bianco un lavoro portato avanti per tre anni è molto più complesso di come me lo ero immaginato. Nonostante io abbia un sacco da dire, un sacco da fare, ci sono giorni in cui guardo il foglio bianco di Word e mi chiedo come coniugare soggetto verbo e oggetto.
Alla fine ho passato questi due mesi chiusa in ufficio a lavorare, lavorare, lavorare, lavorare. Non credo di essere mai stata così produttiva in tre anni di dottorato, ma meglio ora che mai. 
Ovviamente non mi pento di aver messo da parte blog, viaggi, tempo libero in generale per concentrarmi sulla tesi perché le priorità sono chiare e le ho ben in mente. Speravo di poter fare di più, ma ho imparato che costringersi a fare qualcosa che non ci si sente di fare è dannoso alla lunga e porta via il piacere dell'atto a prescindere.

Spero che questa sia una parentesi, che una volta tornata a casa io riesca a riprendere un impegno più costante con il blog ma non me la sento di promettere niente. Ormai è da quasi un anno che sento il blog come un elemento sempre più periferico della mia vita, e mentirei se vi dicessi che è nelle mie priorità tornare a scrivere come una volta. 

Detto questo, lasciarvi per così tanto tempo senza niente di niente mi sembrava veramente brutto, quindi sperando di colmare qualche vuoto, ho editato qualche foto di Bruges, una adorabile città fiamminga che ho visitato a inizio mese. Alcuni la chiamano "la Venezia del nord" (etichetta che a onor del vero viene data a qualsiasi città con qualche canale a nord di Venezia), e pur convinta che Venezia sia proprio un altro affare per eleganza e bellezza, devo dire che la piccola Bruges ha il suo fascino e la sua semplicità.
E poi quel verde è più di quanto si possa volere in una vita intera.







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